Il nostro Governo, se così si possa definire tale, affama gl'Italiani disabili, ai nostri poveri, e toglie fondi alle già fatiscenti infrastrutture del nostro Paese a favore dei Musulmani Migranti. Non ho parole!!! Italiani svegliatevi!!

Il nostro Governo, se così si possa definire tale, affama gl’Italiani disabili, ai nostri poveri, e toglie fondi alle già fatiscenti infrastrutture del nostro Paese a favore dei Musulmani Migranti. Non ho parole!!! Italiani svegliatevi!!
http://www.ilgiornale.it/news/politica/aver-tagliato-ai-disabili-renzi-regala-miliardo-ai-richieden-1232620.html

Dopo aver tagliato ai disabili, Renzi regala un miliardo ai richiedenti asilo

Nella legge di Stabilità Renzi taglia i fondi per il trasporto pubblico locale, il trasporto degli studenti disabili e il sostegno scolastico. Alfano, invece, regala un miliardo ai richiedenti asilo

Matteo Renzi e Angelino Alfano sono di manica larga, ma solo con gli immigrati.

Per i richiedenti asilo hanno, infatti, stanziato oltre un miliardo di euro a discapito dei bisognosi e dei disabili italiani. “Per cui per gli autobus, gli scuolabus o il sostegno ai disabili da Roma non c’erano più soldi disponibili – tuona il deputato leghista Paolo Grimoldi – ma per i clandestini sì, i soldi ci sono”.
In questi giorni le prefetture di tutta Italia stanno chiudendo i bandi per l’accoglienza dei richiedenti asilo per il secondo semestre del 2016. IAlfano ha già messo in conto un aumento del 25% di ricezione sul territorio nazionale. Ci sarà, insomma, un’invasione di gran lunga più pesante rispetto ai circa 73mila ospitati nel 2015 il cui costo di mantenimento si è aggirato intorno al miliardo di euro. Si tratta di cifre ovviamente stimate al ribasso dalle prefetture ma variabili in aumento in base al numero di sbarchi che si verificheranno nei prossimi mesi.
Secondo il Viminale il mantenimento di ognuno dei richiedenti asilo ammonta a 35 euro al giorno. Con questo gruzzolo di tutto rispetto Alfano garantisce agli immigrati vari servizi di vitto. Dall’alloggio all’igiene, dai servizi di integrazione, come l’apprendimento della lingua o l’assistenza psicologica, ai servizi extra quali l’erogazione di un pocket money giornaliero da 2,5 euro a testa per le piccole spese e una scheda telefonica da 15 euro. Lo stesso governo, che ora stanzia questa cifra così importante per accogliere richiedenti asilo, di cui solo una minima parte otterrà poi lo status di rifugiato, è lo stesso governo che con la legge di Stabilità pochi mesi fa ha drasticamente tagliato 2 miliardi di fondi per le Province che, in molti casi, si sono trovate a non avere neppure le risorse per garantire servizi minimi ai cittadini come il trasporto pubblico locale, il trasporto degli studenti disabili e il sostegno scolastico per gli stessi.
Il buonismo di Renzi con gli immigrati ha fatto infuriare la Lega Nord. Perché, come fa notare Grimoldi, ii soldi stanziati da Alfano per tutte le Prefetture italiane per accogliere i richiedenti asilo sono soldi di quegli stesso contribuenti che poi si vedono tagliare le corse dei bus per mancanza di fondi o annullare gli scuolabus il sabato perché le Province, a causa dei tagli del governo, non hanno avuto i fondi per erogare questi servizi essenziali.

Il delirio di un Italia oramai completamente allo sbando, imprigionata da una mentalità retrograda ed autodistruttiva. Altro che muro bisognerebbe costruire, deportazione immediata!

 Il delirio di un Italia oramai completamente allo sbando, imprigionata da una mentalità retrograda ed autodistruttiva. Altro che muro bisognerebbe costruire, deportazione immediata!

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/reggia-ultima-follia-sindacale-direttore-lavora-troppo-1232572.html

Reggia, ultima follia sindacale: ​”Il direttore lavora troppo”

A Caserta protesta contro il nuovo manager del monumento

Se esistesse una multa per il Paese meno capace al mondo di valorizzare il proprio patrimonio artistico, l’Italia sarebbe in bancarotta, più di quanto già non sia.

E se esistesse una super multa per il museo più inefficiente in proporzione alle sue potenzialità, la Reggia di Caserta sarebbe fallita più volte. E sarebbe da chiudere.Bisognerebbe chiudere la Reggia di Caserta per salvarla da se stessa, dalla propria stupidità, dai politici, dai sindacati. Come tutte le donne bellissime, la Reggia – patrimonio dell’Umanità, uno dei palazzi più belli del mondo – ha un talento naturale nel farsi del male. Anche solo di recente non si contano i titoli sui giornali, italiani e stranieri, per la scandalosa gestione di Caserta: le fontane storiche del Parco usate come piscine, il prato devastato dalla sporcizia dei pic-nic, suk di venditori abusivi fuori e dentro la Reggia, assemblee dei dipendenti che lasciano i turisti fuori dai cancelli… Il miglior campionario della peggiore gestione di un tesoro unico non in Italia, ma nel pianeta. Dovrebbero smontarlo mattone per mattone e rimontarlo in Cina: noi impareremmo la lezione, loro lo tutelerebbero meglio. Ieri il degrado e l’idiozia hanno toccato il fondo, che nel nostro Paese conosce ogni volta inedite profondità. Alcune sigle sindacali – Uil, Usb e Ugl – hanno firmato una lettera ufficiale, inviata al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, contro il nuovo direttore della Reggia, Mauro Felicori. I capi d’imputazione? «Permane nella struttura fino a tarda ora» senza averlo comunicato ai dipendenti. Lavora troppo «mettendo a rischio l’intera struttura». Non torna a casa sua a Bologna nemmeno i week-end.
Insomma, per i sindacati è una mina vagante da disinnescare.La colpa dello stakanovista Felicori, in fondo, è di aver preso troppo alla lettera il mandato assegnatogli dal ministro Franceschini con la recente riforma dei super-musei: risollevare la Reggia; incrementare il numero di visitatori; riorganizzare il servizio in ottica moderna; combattere il malcostume di custodi, dipendenti e faccendieri. Poi i sindacati si chiedono come mai in Italia tira brutta aria per loro. Si arroccano in situazioni indifendibili per raggranellare qualche tessera e difendere i propri privilegi. I Borbone, che nella Reggia ebbero dimora storica, saprebbero cosa fare di loro. Addetti alle stalle. Come massimo.«Questo direttore lavora troppo. Così non va». L’accusa sembra ridicola, in effetti lo è. «I sindacati che si lamentano di Felicori dovrebbero rendersi conto che il vento è cambiato. E la pacchia è finita», ha scritto subito su Facebook Matteo Renzi. Del resto fu lui a portarlo a Caserta, pochi mesi fa, quando fu scelta la squadra dei direttori dei 20 principali musei italiani. La stessa Susanna Camusso, la zarina dei sindacati, ha dovuto riconoscere su Twitter: «Si può sbagliare, ma quando si sbaglia bisogna riconoscerlo». Bontà sua. Più tardi il segretario della Uil Barbagallo ha annunciato la sospensione di tutti i suoi sindacalisti coinvolti, ricordando che «lavorare, e lavorare bene, è un dovere». L’aspetto curioso della faccenda, peraltro, è che Mauro Felicori – 63 anni, già capo di gabinetto dell’ex sindaco di Bologna Walter Vitali, laureato in Filosofia ma non storico dell’arte, più un «economista della cultura» che direttore vecchio stampo di museo – è il perfetto uomo di apparato, un «vecchio» comunista, funzionario organico del Partito Democratico. Un uomo della migliore Sinistra. Ma a suo modo, un manager, uno che vuole far funzionare la Reggia, portare pubblico e, soprattutto, lavorare. Che per i sindacati è una cosa inaccettabile.

Il delirio di un Italia oramai completamente allo sbando, imprigionata da una mentalità retrograda ed autodistruttiva. Altro che muro bisognerebbe costruire, deportazione immediata!

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Reggia, ultima follia sindacale: ​”Il direttore lavora troppo”

A Caserta protesta contro il nuovo manager del monumento

Se esistesse una multa per il Paese meno capace al mondo di valorizzare il proprio patrimonio artistico, l’Italia sarebbe in bancarotta, più di quanto già non sia.

E se esistesse una super multa per il museo più inefficiente in proporzione alle sue potenzialità, la Reggia di Caserta sarebbe fallita più volte. E sarebbe da chiudere.Bisognerebbe chiudere la Reggia di Caserta per salvarla da se stessa, dalla propria stupidità, dai politici, dai sindacati. Come tutte le donne bellissime, la Reggia – patrimonio dell’Umanità, uno dei palazzi più belli del mondo – ha un talento naturale nel farsi del male. Anche solo di recente non si contano i titoli sui giornali, italiani e stranieri, per la scandalosa gestione di Caserta: le fontane storiche del Parco usate come piscine, il prato devastato dalla sporcizia dei pic-nic, suk di venditori abusivi fuori e dentro la Reggia, assemblee dei dipendenti che lasciano i turisti fuori dai cancelli… Il miglior campionario della peggiore gestione di un tesoro unico non in Italia, ma nel pianeta. Dovrebbero smontarlo mattone per mattone e rimontarlo in Cina: noi impareremmo la lezione, loro lo tutelerebbero meglio. Ieri il degrado e l’idiozia hanno toccato il fondo, che nel nostro Paese conosce ogni volta inedite profondità. Alcune sigle sindacali – Uil, Usb e Ugl – hanno firmato una lettera ufficiale, inviata al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, contro il nuovo direttore della Reggia, Mauro Felicori. I capi d’imputazione? «Permane nella struttura fino a tarda ora» senza averlo comunicato ai dipendenti. Lavora troppo «mettendo a rischio l’intera struttura». Non torna a casa sua a Bologna nemmeno i week-end.
Insomma, per i sindacati è una mina vagante da disinnescare.La colpa dello stakanovista Felicori, in fondo, è di aver preso troppo alla lettera il mandato assegnatogli dal ministro Franceschini con la recente riforma dei super-musei: risollevare la Reggia; incrementare il numero di visitatori; riorganizzare il servizio in ottica moderna; combattere il malcostume di custodi, dipendenti e faccendieri. Poi i sindacati si chiedono come mai in Italia tira brutta aria per loro. Si arroccano in situazioni indifendibili per raggranellare qualche tessera e difendere i propri privilegi. I Borbone, che nella Reggia ebbero dimora storica, saprebbero cosa fare di loro. Addetti alle stalle. Come massimo.«Questo direttore lavora troppo. Così non va». L’accusa sembra ridicola, in effetti lo è. «I sindacati che si lamentano di Felicori dovrebbero rendersi conto che il vento è cambiato. E la pacchia è finita», ha scritto subito su Facebook Matteo Renzi. Del resto fu lui a portarlo a Caserta, pochi mesi fa, quando fu scelta la squadra dei direttori dei 20 principali musei italiani. La stessa Susanna Camusso, la zarina dei sindacati, ha dovuto riconoscere su Twitter: «Si può sbagliare, ma quando si sbaglia bisogna riconoscerlo». Bontà sua. Più tardi il segretario della Uil Barbagallo ha annunciato la sospensione di tutti i suoi sindacalisti coinvolti, ricordando che «lavorare, e lavorare bene, è un dovere». L’aspetto curioso della faccenda, peraltro, è che Mauro Felicori – 63 anni, già capo di gabinetto dell’ex sindaco di Bologna Walter Vitali, laureato in Filosofia ma non storico dell’arte, più un «economista della cultura» che direttore vecchio stampo di museo – è il perfetto uomo di apparato, un «vecchio» comunista, funzionario organico del Partito Democratico. Un uomo della migliore Sinistra. Ma a suo modo, un manager, uno che vuole far funzionare la Reggia, portare pubblico e, soprattutto, lavorare. Che per i sindacati è una cosa inaccettabile.

SENZA IL VATICANO
L’ITALIA SAREBBE UN PICCOLO INSIGNIFICANTE PAESE
Un incontro.

Un paio di estati fa conobbi al mare una ragazza statunitense, che non era una turista americana qualsiasi, era invece la nipote di Spiro Agnew, ossia l’ex vicepresidente degli Stati Uniti ai tempi di Nixon, destinato a succedergli alla presidenza non fosse che fu costretto a dimettersi qualche mese prima di Nixon stesso, subentrandogli l’ignoto Gerald Ford che in effetti divenne presidente.

Questa ragazza qui non era nemmeno sciocca, come la media delle turiste americane, e va da se né alcolizzata né tarantolata sessuale del tipo che saltano addosso a tutto il personale degli alberghi, no no. Era colta invece e, paradossalmente, anche bellina. Era una esponente, e si vedeva, dell’aristocrazia yankee, ma di provincia. Studiosa di storia dell’arte, ricercatrice universitaria, conosceva abbastanza bene l’italiano. Ovviamente l’Italia non poteva che essere la sua patria dell’anima.

Mi disse in effetti una cosa sulla quale proprio adesso riflettevo.
Dice: <>

Ma no, la rassicurai, tanto più che ripeteva quanto io pure pensavo senza trovare le parole, continua pure le dissi:

<>

Quindi?

<>

Perché? Non si può criticare il Vaticano? Io pure lo critico.

<>

Perché da italiani no?

<>.

Tutto qui? Il turismo?

<>

Fonte Il Mastino – blogger

Credo fermamente che ai Comunisti del Partito Democratico sfugga completamente il senso della Democrazia, dato che stanno governando L’Italia sotto dittatura compiendo scempi a destra ed a sinistra. Giusto per rinverdire a Lor Signori cosa significa Democrazia :
La #democrazia (dal greco δῆμος (démos): popolo e κράτος (cràtos): potere) etimologicamente significa “governo del popolo“, ovvero sistema di governo in cui la sovranità è esercitata, direttamente o indirettamente, dall’insieme dei cittadini che ricorrono ad una votazione.

Caro #vendola recapitoliamo. Dunque, tu sei comunista, od almeno così dai ad intendere, al Popolo Bue o Capre Italidiote che a dir si voglia, quindi, se ne deduce, tu conosca le radici profonde del Comunismo e le ideologie primitive di coloro che lo introdussero. Russia e Cina più Paesi Satelliti d’entrambi ne hanno stravolto e modificato l’essenza, alquanto condivisibile all’origine del parto, e fu interpretato ed applicato, in maniera feroce.

Ora, tu Comunista Radical Chic Benpensante Politically Correct, non solo spendi fortune in danaro, quando vi è gente che ha fame e problemi ben più difficili che s’ammazza per un tozzo di pane, ma fai passare l’aver affittato una peripatetica che ti sforna un bambino, per aggradare i tuoi spasmi di checca frigida da salotto, come la conquista della civiltà Italiana.

Ma va a cagare imbecille, vergognati, coerenza innanzitutto, con la lametta da barba a mano libera, bisognerebbe incidertelo………

Carissima Sig.ra Cirinnà
un vero Paese civile, non si riconosce da qualche trans isterico in odore deviato materno, ma da come il sociale intervenga equamente verso i propri cittadini più deboli, senza che quest’ultimi si debbano prostituire dai Servizi Sociali od essere stuprati dalla Caritas, od ancora meglio dai Servizi offerti al Cittadino e soprattutto dalla difesa dell’identità popolare, della nostra cultura e della nostra civiltà, dalla tutela del proprio tessuto industriale e dallo sviluppo intelligente delle nostre infrastrutture, oltre che ovviamente incentivare i nostri “cervelli”.
Voi avete svenduto l’Italia alla Troika e l’avete stuprata nelle sue millenarie radici civili e sociali.
Lei come tutte le femminucce isteriche radical chic sinistroidi che pullulano nella compagine di un Governo mai votato da nessuno, sareste da inviare, a scelta, od in medio-oriente o all’Arcipelago Gulag.
Vergognatevi.
#cirinna

Carissima Eva #klotz vedo che anche Lei non si fa problemi ad usare le Leggi Italiane quando si tratta di ricevere danari statali di Roma, cioè i nostri, dopo che per decenni non solo ha sputato nel piatto dove voi sued-tirolesi mangiate ed anche molto bene, ma ha fatto terrorismo ideologico esclusivamente per conto di quattro montanari e qualche muratore nostalgici, esclusivamente per suo e vostro tornaconto personale senza un minimo di ritegno.
Le ricordo che il Tirolo Austriaco ben se ne guarda dall’annettervi, sono già ignoranti loro rispetto all’est Austriaco, non vogliono tirarsi dentro anche il sud, e quei quattro deficienti Bavaresi che vi fomentano, se non erro erano in strani odori Nazi.
Invece di fare gl’arroganti e presuntuosi e fare dell’ignoranza il vostro porta bandiera giusto per guadagnarvi quattro soldi come pseudo-politici pompati da quattro montanari che non conoscono nemmeno la lingua tedesca tedesca scritta e parlata, dia quei soldi in beneficenza e la smetta di starnazzare scemenze isterico-depressive al femminile.
Si studi la storia.

L’amore per te nacque viscerale in tenera età adolescenziale, fu un incontro sublime, inenarrabile, siamo stati insieme un’intiera vita, non ci siamo mai separati, nemmeno nei tempi più bui del nostro intimo rapporto, ti ho omaggiato sfidando le intemperie terrestri, ti ho portato ovunque nel mio errare, ci siamo tenuti buona compagnia silente nei naturali stati umorali umani, ho persino inalato la tua essenza vitale sulle montagne più impervie, abbiamo viaggiato per continenti ammirando, in un indissolubile abbraccio, le bellezze naturali e le architetture di questi bipedi, abbiamo combattuto assieme, fianco a fianco, come consumati eroi e paladini del benessere, le leggi della chimica e della biologia, ti ho difeso a spada verso i tuoi detrattori, ed infine in un atto estremo d’amore trascendentale ti donai anche una parte di me.
Oh mia cara Marlboro, credo tu mi debba qualcosa!

L’anarchia, ahimè, è impraticabile allo stato attuale dell’evoluzione del nostro essere; è un’umanità giovane ed inesperta ai suoi albori e comporterebbe uno stadio di consapevolezza, oggi inimmaginabile. L’unica soluzione pacificatrice resta la durezza della gestione di questa immensa distesa di stupidi esseri bipedi, con il bastone e la carota…..

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