SENZA IL VATICANO
L’ITALIA SAREBBE UN PICCOLO INSIGNIFICANTE PAESE
Un incontro.

Un paio di estati fa conobbi al mare una ragazza statunitense, che non era una turista americana qualsiasi, era invece la nipote di Spiro Agnew, ossia l’ex vicepresidente degli Stati Uniti ai tempi di Nixon, destinato a succedergli alla presidenza non fosse che fu costretto a dimettersi qualche mese prima di Nixon stesso, subentrandogli l’ignoto Gerald Ford che in effetti divenne presidente.

Questa ragazza qui non era nemmeno sciocca, come la media delle turiste americane, e va da se né alcolizzata né tarantolata sessuale del tipo che saltano addosso a tutto il personale degli alberghi, no no. Era colta invece e, paradossalmente, anche bellina. Era una esponente, e si vedeva, dell’aristocrazia yankee, ma di provincia. Studiosa di storia dell’arte, ricercatrice universitaria, conosceva abbastanza bene l’italiano. Ovviamente l’Italia non poteva che essere la sua patria dell’anima.

Mi disse in effetti una cosa sulla quale proprio adesso riflettevo.
Dice: <>

Ma no, la rassicurai, tanto più che ripeteva quanto io pure pensavo senza trovare le parole, continua pure le dissi:

<>

Quindi?

<>

Perché? Non si può criticare il Vaticano? Io pure lo critico.

<>

Perché da italiani no?

<>.

Tutto qui? Il turismo?

<>

Fonte Il Mastino – blogger


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Published by Romano De Leo

introvert, nonconformist, asocial, solitary, medium-high culture, I hate hypocrisy and bigotry, lover of classical and baroque music. Bach über alles!

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