Cinque milioni di uomini ogni anno sono vittime delle violenze femminili È raro che uccidano. Ma ricattano, umiliano e distruggono economicamente i compagni

Cinque milioni di uomini ogni anno sono vittime delle violenze femminili

È raro che uccidano. Ma ricattano, umiliano e distruggono economicamente i compagni

Senza nulla togliere alla gravità della violenza maschile sulle donne, credo sia giunto il momento di coniare un nuovo termine anche per il fenomeno opposto: maschicidio. Perché anche il maschio può essere vittima della violenza femminile.

Di certo lo è dell’informazione unidirezionale e di una cultura dominante che procede per stereotipi e pregiudizi: la donna è sempre docile incolpevole vittima e l’uomo sempre carnefice e bastardo. Ma la verità sta sempre in mezzo. Dopo l’elezione di Donald Trump e l’apertura del vaso di Pandora sui media che nascondono, insabbiano o discreditano modificando la verità secondo ideologia (o stereotipi), è emerso il bisogno di autenticità. Di una verità tale a trecentosessanta gradi, la sola capace di darci gli strumenti per risolvere il gap culturale che permette ancora differenze sostanziali tra uomini e donne. E che può fornirci forse perfino la soluzione per diminuire il numero dei femminicidi, costante nel tempo nonostante i passi avanti anche legislativi.
Non possiamo dunque non tenere conto, quando osserviamo il fenomeno del femminicidio, dell’altra faccia della medaglia: la condizione maschile, l’emancipazione psicologica dell’uomo, i pregiudizi legati al concetto di maschio e il tabù che riguarda la violenza femminile sul sesso opposto. Violenza che esiste – anche se raramente ha dinamiche omicidiarie – e che riguarda la psiche, il portafogli e perfino la sessualità. In Italia sono poche le indagini in questo senso. Una di queste – passata quasi inosservata – è stata effettuata nel 2012 da una equipe dell’Università di Siena su un campione di uomini tra i 18 e i 70 anni. La metodologia è la stessa utilizzata dall’Istat nel 2006, per la raccolta dei dati sulla violenza contro le donne e che ancora oggi vengono riportati con grande enfasi. Secondo l’indagine dell’Università di Siena, nel 2011 sarebbero stati oltre 5 milioni gli uomini vittime di violenza femminile configurata in: minaccia di esercitare violenza (63,1%); graffi, morsi, capelli strappati (60,05); lancio di oggetti (51,02); percosse con calci e pugni (58,1%). Molto inferiori (8,4%), a differenza della violenza esercitata sulle donne, gli atti che possono mettere a rischio l’incolumità personale e portare al decesso.
Una differenza rilevante questa, che in parte giustifica la maggiore attenzione al femminicidio. Nella voce «altre forme di violenza» dell’indagine (15,7%) compaiono tentativi di folgorazione con la corrente elettrica, investimenti con l’auto, mani schiacciate nelle porte, spinte dalle scale. Come gli uomini anche le donne usano forme di violenza psicologica ed economica se pur con dinamiche diverse: critiche a causa di un impiego poco remunerato (50.8%); denigrazioni a causa della vita modesta consentita alla partner (50,2%); paragoni irridenti con persone che hanno guadagni migliori (38,2%); rifiuto di partecipare economicamente alla gestione familiare (48,2%); critiche per difetti fisici (29,3%). Insulti e umiliazione raggiungono una quota di intervistati del 75,4%; distruzione, danneggiamento di beni, minaccia (47,1%); minaccia di suicidio o di autolesionismo (32,4%), specialmente durante la cessazione della convivenza e in presenza di figli, spesso utilizzati in modo strumentale: minaccia di chiedere la separazione, togliere casa e risorse, ridurre in rovina (68,4%); minaccia di portare via i figli (58,2%); minaccia di ostacolare i contatti con i figli (59,4%); minaccia di impedire definitivamente ogni contatto con i figli (43,8%). Nulla di nuovo rispetto alle ricerche sulla violenza nell’ambito delle relazioni intime condotte in altri paesi, dove c’è una maggiore propensione a studiare il fenomeno tenendo conto di entrambi i sessi.
In una ricerca effettuata nel 2015 nell’ambito del progetto europeo Daphne III sulla violenza nelle dinamiche di coppia e che coinvolge 5 paesi tra cui l’Italia, analizzando un campione di giovani tra i 14 e i 17 anni: le ragazze che hanno subito una forma di violenza sessuale variano dal 17% al 41% in base all’entità dell’aggressione e i ragazzi dal 9% al 25%. Allora, tenendo conto del fatto che la violenza femminile sugli uomini è di entità più lieve, non possiamo negarla. Dobbiamo prendere atto che il problema della così detta violenza di genere va affrontato da un nuovo punto di vista. Gli sportelli antiviolenza, per esempio, sono attualmente dedicati per lo più alle donne e, come afferma Luca Lo Presti, Presidente di Fondazione Pangea, non sono sempre in grado di gestire la richiesta di aiuto del sesso opposto. «Oggi siamo al paradosso – sostiene Lo Presti – che un uomo cosciente di avere un problema legato alla mancanza di controllo della violenza e che chiede aiuto perché ha paura di ferire a morte la compagna, si trova di fronte a muri altissimi. Quando si presenta in un centro antiviolenza ci sono casi in cui viene aggredito psicologicamente e criminalizzato come se dovesse pagare per tutti, in quanto ritenuto parte di una categoria di esseri umani sempre carnefici». Oppure capita che se un uomo è vittima di una forma di violenza e trova il coraggio di denunciare – nonostante il rischio di derisione perché dimostra una fragilità non consona allo stereotipo di virilità e forza -, allora non è creduto. Perché il cliché lo vuole capace di reagire al sopruso senza fare una piega. In un caso e nell’altro non c’è soluzione. Senza la capacità di ascolto e di aiutare gli uomini concretamente a gestire gli impulsi distruttivi o a risanare una ferita dovuta ad abusi subiti da una donna, non ci sarà mai la possibilità di risolvere un problema profondo e articolato come quello della violenza domestica. Oltre il genere però. Perché il centro di tutto non siano i maschi o le femmine, ma la persona.

http://www.ilgiornale.it/news/politica/cinque-milioni-uomini-ogni-anno-sono-vittime-1333858.html?mobile_detect=false

Armando Bruzzesi – Il Re e Poeta dei Barboni
Lo conobbi a Dorno, sulle rive del Lago di Como, ed iniziò per me una delle più meravigliose conoscenze della mia vita di un vero uomo, che per scelta divenne povero, racchiudendo in se la poesia della sua stessa vita.
Confrontarsi con Lui ed ascoltarlo era il tempo meglio speso della mia esistenza che mi riempì l’anima di poesia ed amore. Nelle lunghe chiacchierate a casa sua a Pavia, e nelle occasioni che fu ospite a casa mia in quel di Carugate, emergeva un uomo umile ma al contempo di grande generosità verso gl’altri, sempre pronto a tendere una mano.
Scopro ora che finalmente ha pubblicato per intiero le sue opere di pensieri e poesie, e volentieri, pubblico sul mio blog i riferimenti al suo blog, invitando tutti Voi che mi seguite e leggete ad acquistare le sue opere.
Un caro saluto ed affettuoso abbraccio ad Armando
Romano De Leo

http://armandobruzzesi.blogspot.it/

domenica 16 ottobre 2016

Fiore d’Autunno e Fiori d’Autunno (nuovo libro pubblicato da Armando)

Ho un’altra bella notizia da darvi. Dopo Pagliaccio, ho pubblicato un’altra raccolta di pensieri poetici che fanno parte di Fiore d’Autunno.
Fiore d’Autunno esce 15 anni dopo un altro libro che avevo intitolato Fiori d’Autunno, una raccolta di 47 poesie brevi ed inedite che l’Associazione Ozanam aveva pubblicato in occasione del Santo Natale di quell’anno per porgerlo in dono ai propri amici e d ai benefattori dell’omonima Casa d’Accoglienza di Como.
Fiore d’Autunno è una mia auto-produzione nuova ed inedita che vi consiglio di non lasciarvi scappare.

 Fiori d’Autunno è stato stampato (se ricordo bene in 400 copie) dalla Piccola Casa Federico Ozanam su una carta giallina di buona qualità ed è diventato un libro da collezione. Fiori d’Autunno è appena stato stampato in 500 copie, mi sono accorto che riporta qualche piccolo errore, perciò diventerà sicuramente anch’esso un libro che acquisterà valore nel tempo.

La presentazione scritta nel 2001 da Angelo Palma, attualmente Presidente Onorario dell’Ente Morale Piccola Casa Federico Ozanam.

Il sommario delle poesie contenute in Fiori d’Autunno stampato nel 2001

In Fiore d’Autunno del 2016 sono contenute 70 bellissime poesie inedite

La seconda parte del sommario di Fiori d’Autunno


Se volete sostenermi con una donazione, di seguito trovate  i dati necessari per effettuare un bonifico a mio favore. Grazie anticipatamente.

Nome del beneficiario: Armando Bruzzesi
Iban: IT31C0100511300000000023637
Descrizione del pagamento: offerta pro re dei barboni

Amici, grazie per l’attenzione e l’affetto che mi avete mostrato da quando esiste questo blog, se potete, inviatemi un gesto tangibile del vostro apprezzamento, io vi spedirò un mio libro.  Armando Bruzzesi

venerdì 30 settembre 2016

Finalmente i libri di Armando re dei barboni sono arrivati in Libreria!

Da oggi potete trovare il mio ultimo libro di poesie: “Pagliaccio” anche in libreria!
 Il mio “Pagliaccio” esposto nella vetrina della Libreria “Les Mots”, a Milano.
 La Libreria “Les Mots” è in via Carmagnola, angolo via Guglielmo Pepe, vicinissimo alla Stazione Ferroviaria Garibaldi, a Milano.

 Vedrete, anch’io ho tantissime belle parole per Voi. Un Abbraccio da Armando.

domenica 28 agosto 2016

Sono un pagliaccio, ma so quello che faccio

Dallo scorso luglio è disponibile il mio quinto libro di poesie e pensieri poetici, si intitola: “Pagliaccio”. E’ stato stampato, come al solito, dalla Comunità Casa del Giovane di Pavia; poiché devo ancora pagarlo Vi invito a richiedermi una o più copie e ad inviarmi una giusta offerta, in modo che io possa onorare i miei debiti nei confronti di chi mi ha fatto credito sul mio buon nome.
Il re dei barboni a Pavia con tutti i libri fin'ora autopubblicati
Armando Bruzzesi sul portone di casa con tutti i libri da lui autopubblicati: Libertà e Amore, Fiori e Pensieri, Sogno e Preghiera, Il tempo dell’Amore, Pagliaccio.

Rido, salto
canto e faccio
il pagliaccio
sono mascherato
ma so quello
che faccio

Armando Bruzzesi e: Vivi adesso! di Seneca
Vivi adesso!

Se volete un mio libro potete mandarmi un’offerta giusta tramite bonifico bancario al mio IBAN:

IT31C0100511300000000023637

Il nome del beneficiario è: Armando Bruzzesi, nella descrizione del pagamento potete indicare: offerta pro re dei barboni.

Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione del mio sogno, chi mi ha aiutato, gli amici che mi sono stati vicini in questo progetto e tutti Voi appassionati di poesia che seguendomi in queste pagine e apprezzando i miei scritti mi date la forza per continuare a raccontare le mie storie e ad andare avanti in questo lungo percorso esistenziale. Armando Bruzzesi
  

martedì 23 agosto 2016

Ho un progetto di vino

Mi sono sempre piaciute le cose belle e come tanti appassionati d’arte, già prima che la divertente trasmissione televisiva “Drive In” lo facesse diventare un pezzo ricercato dai collezionisti di mezzo mondo, mi ero assicurato una copia del vecchio bevitore di vino dipinta da G. Selurtis.
Perché ve ne parlo?
Sto pensando di posare per una nuova versione di questa rara opera che è ormai diventata un’icona classica molto richiesta. 
In passato, io stesso sono già comparso in un bel quadro come un grande bevitore di vino.
Se vi interessa prenotare un’opera originale che mi ritrarrà nelle vesti del bevitore di vino siete pregati di contattarmi attraverso i soliti canali.
Teomondo Scrofalo G. Selurtis
Armando Bruzzesi è tra i fortunati possessori di una copia del capolavoro di G. Selurtis

domenica 28 febbraio 2016

Ristampate 2000 copie dei miei 4 libri di poesie

Sono riuscito a far ristampare (facendo qualche debito) le mie 4 raccolte di pensieri poetici, canzoni, riflessioni personali e preghiere. 
Se volete, potete ordinare i libri, come sempre, tramite email, per posta ordinaria o direttamente con bonifico bancario sul mio CC.
 Accaparratevi una o più copie dei mie libri prima che vadano in esaurimento: sapete, c’è molta richiesta, specie tra i più piccoli…

 Non lasciatevi sfuggire quest’occasione ci sono solo 500 copie di “Libertà e Amore”, 500 di “Sogno e Preghiera”, 500 di “Il Tempo dell’Amore” e 500 di “Fiori e pensieri”

Dati del bonifico

Nome del beneficiario: Armando Bruzzesi
Iban: IT31C0100511300000000023637
Descrizione del pagamento: offerta pro re dei barboni

Amici, grazie per l’attenzione e l’affetto che mi avete mostrato da quando esiste questo blog, se potete, inviatemi un gesto tangibile del vostro apprezzamento, io vi spedirò un mio libro.
Armando Bruzzesi, re dei barboni

lunedì 14 dicembre 2015

Auguri di Buon Natale e Felice 2016

Auguri

Ottimismo
è la voce inusuale
d’intorbidite attese.
Giocano i pensieri…
Impeto brutale
è il respiro
mentre le lontananze
sollecitano
nel lento farsi dei giorni
aurorali bisogni
di espressivo benessere.

Un Santo Natale di Pace e Felicità per Tutti e Buon 2016

domenica 27 settembre 2015

Cerniere di vento

Cerniere di vento
abbiamo innalzato
nel tempo.
Immensi spazi
sul rovello dei giorni
hanno sorvolato
pianure
in un accidentato porto
di benessere
con effluvi di rinati
entusiasmi.
Erano corsi pensieri
tra noi
e nelle pupille
si sono intravisti
i segni del tempo.

A. B.
L’artista Guy De Jong mi ha nuovamente ritratto, questa volta un po’ di tre quarti

#maltempo #alluvione #terremoto #disoccupazione

che Madre Natura cambi i suoi percorsi e talvolta si scateni è cosa risaputa da millenni, ma ciò che Voi avete dimenticato è ancora più grave, la mano dell’uomo avido e stolto, poichè siamo tutti complici di questa devastante situazione che ha colpito il nostro Bel Paese, soprattutto votando una classe politica lontana oramai anni luce dalle reltà del Popolo Italiano e delle Sue terre, intenta unicamente a soddisfare i loro vergognosi bisogni materiali e di follia civile e sociale.

Sono 50 anni che progressivamente le aree rurali, alpine, prealpine ed appenniniche si sono svuotate a causa dell’industrializzazione del nostro Paese, con conseguenza diretta, che a monte, non vi è più manutenzione dei boschi, degli alvei dei torrenti e fiumi, ed a valle, l’edilizia speculativa ha costruito costringendo fiumi e torrenti a strette incanalizzazioni ed addirittura si è costruito accanto e sopra i fiumi, e, la scarsa manutenzione, se non inesistente, delle reti fognarie, delle “girate” e degli sfoghi, praticamente hanno ostruito ogni canale.
Siamo arrivati inoltre all’assurdo, che se io privato cittadino, pulisco e riordino a mie spese lo spazio pubblico, vengo persino multato!

Un po come il terremoto, stessa storia, se i cittadini privati avessero costruito con norme sismiche le loro case, così come previsto dalle leggi in materia, non sarrebbe accaduto quasi nulla, e, se lo Stato Italiano e la Chiesa, negl’ultimi 50 anni, avessero messo in sicurezza il nostro Patrimonio Artistico Culturale, ora non dovremmo fare i calcoli con la distruzione totale dello stesso; Patrimonio unico ed irripetibile al mondo!

Avete mai fatto il calcolo di quanti posti di lavoro si offrirebbero, se lo Stato Italiano investisse sul suo Patrimonio Artistico e Naturale, sulle sue infrastrutture e sulla pulizia del territorio nazionale e l’adeguamento, con criteri di buon senso, dell’intiero assetto edilizio urbano ed extra-urbano?
Centinaia di migliaia ed avrebbero lavoro per almeno tre generazioni!
Un’intiera collettività che oltre a concorrere al salvataggio del nostro Paese avrebbe finalmente un’occupazione che renderebbe decorosa ed accettabile la propria vita personale e familiare nel nostro Bel Paese.

Sogno!

Caro #Facebook e caro Mark Zuckerberg, è inutile che mi continui a dire che sbaglio pwd, ho la tastiera che va a cazzo suo esattamente come me, tanto quanto è inutile che tu mi chieda che cosa penso, dato che te ve ne direi dietro un sacco ed una sporta e mi blocchereste, così come avete già fatto in passato, ed è perfettamente inutile che tu continui a dirmi che se sbaglio le tue condizioni da pseudo-rincoglionito Americano, mi blocchi, Fb è un servizio pubblico mondiale assoggettato alle leggi dei Paesi ospitanti, quindi se ti si chiede qualcosa devi rispondere con cognizione di causa, altrimenti fuck you my Dear, col cazzo che leggo le tue demenziali “guide all’utente” in salsa tecno-burocratica europea: ma hai preso ripetizioni da noi in Italia?

sorrido amaramente quando noto sulle bacheche di Fb o blog vari quando Sacerdoti o pseudotali, nascosti dall’anonimato di immagini di begl’attori, pubblicano le notizie prurigginore che tanto piacciono al pubblico sub-umano ignorante moderno, facendo i “Leoni da Tastiera”, pubblicando cosa? Ma naturalmente il Mago Otelma con le sue cazzate paurose da avanspettacolo di quart’ultimo ordine stile Madre e Figlia Marchi, che andava giusto, per sviarsi dai pensieri seri, vedere in televisione a Drive In, ai tempi dei tempi.
Una contro-informazione degna del più misero dei più beceri presenti nel mondo Internet, i famosi “webeti”, come li definì il Mentana, che propongono spettacoli, per un pugno di like e commenti delle donnette timorate di Dio, che se vedessero l’oggetto del desiderio andrebbero in brodo di giuggiole, stile i più miserevoli spettacoli fetish retraux burlesque dal sapore debosciato di deriva psico-sessuale da alcolizzato-drogato di ultimo corso,
ma vergognatevi!

No alla violenza sulle donne! Bene, giusto, ci mancherebbe, ma il no, sarebbe più equo, se fosse no alla violenza su donne, uomini, bambini e bambine.
Sembra che l’uomo sia additato come unica causa di violenza, nella nostra ignorante e retrograda società, che cerca i colpevoli dei suoi malesseri senza cercarli in se stessa, senza contare che statisticamente le donne, assecondando la Sindrome della Madre Malevola, ed assecondando i loro riti demenziali di psicopatiche premestruate, alimentano la violenza persino in un Santo.
Ma piantatela o voi media di strumentalizzare, le donne non sono Maria Goretti come vorrebbe lo standard della nostra sub-cultura popolare retrograda di 100 anni fa, son più stronze e bastarde degl’uomini….

la spesa farmaceutica in Italia ed all’estero – l’ipertensione ed il diabete

facciamo i conti della serva:
In Italia anche se sei povero in canna per accedere ad esami, prestazioni specialistiche, cure specialistiche, farmaci salvavita, devi pagare il ticket in proporzione ed attendi mesi.
Nel Nord Europa non si paga nulla e le visite vengono fatte entro una settimana, l’esame del sangue per noi malati cronici viene fatto direttamente nello studio medico ed i risultati vengono inviati via email al più tardi entro 5 giorni.

La terapia per noi che abbiamo un piede nella fossa (metformina, simvastatina, idroclorotiazide e nebivololo [non ricordo più il composto]) costa circa 7 euro al mese, nulla per chi ha un reddito, ed ogni due mesi ti devi sfracellare le palle a chiedere le ricette al tuo medico. All’estero la stessa cura ma valida per 6 mesi, quindi mega confezioni per 6 mesi, con ricetta unica del medico, costa 20 Euro in totale e, se sei un nullatenente è gratis.

Come se non bastasse per gl’allergici/asmatici cronici come il sottoscritto, eh si sono una carretta, accedere alle cure è un disastro: le gocce nasali, le uniche che fanno realmente effetto cioè la Rinazina costa in Italia quasi 9 euro mentre all’estero il suo omonimo costa 1,80 Euro, per il ventolin spray stessa storia e, i farmaci che veramente erano efficaci li han messi fuori vendita in Italia, ma solo in Italia, tipo il Polaramin ar.

Non parliamo degl’antidolorifici tipo novalgina ed aulin demonizzati solo in Italia, purtroppo ne faccio largo uso dato che ho lo schiacciamento delle vertebre del rachide cervicale e lombare, (lo so, son da buttar via),  e li hanno rimpiazzati con prodotti palliativi che costano una fucilata e non servono a nulla se non alle case farmaceutiche per far cassa.

Insomma in Italia, soffri e devi pure pagare per soffrire!

il carrozzone delle poste italiane #posteitaliane
mi reco oggi in posta a chiedere notizia di un pacco a me spedito dall’Austria contenente farmaceutici che a me necessitano, non l’avessi mai fatto.
5, ripeto 5 impiegate alla posta di San Bartolomeo al Mare, impegnate nei loro discorsi personali, io unico Cliente, chiedo gentilmente notizie;
– ah ma se lei non ha il codice non si può far nulla, in coro naturalmente come le oche
– ed allora chiesi può gentilmente controllare se magari e giacente : le dico che non c’è, senza spostare il culone dalla sedia per andare a controllare ed intanto confabulavano tra di loro facendosi le domande tra loro starnazzando animatamente
– finalmente alza il culone, e va a controllare assistita dalle altre 4 impiegate starnazzanti, e mi risponde, non c’è vede? (senza per altro andare a controllare nel retro dato che settimana scorsa mancava il postino abituale e chissà quel pacco dove l’ha messo)
– richiedo, può gentilmente interrogare il sistema utilizzando il nome del destinatario. Risposta: ma non si può fare senza codice.
Dunque mi state dicendo, ho lavorato nella logistica per decenni, che voi avete un sistema che non memorizza i dati dei mittenti e destinatari, ed il vostro database è univoco?
Ma non è che siete voi che non avete voglia di fare una beata minchia e siete talmente ignoranti come una capra che non siete in grado nemmeno di accenderli i computer alla mattina?
Il codice mettetevelo nei vostri culoni flaccidi!

#caritas #imperia e la #raccoltaalimentare

vengo notiziato che una mia cara conoscente con gravi problemi economici e con a carico un parente disabile, si è rivolta alla #caritas #imperia per avere sostegno alimentare.
Bene a parte che le hanno chiesto una ridda di documenti stile tecno-burocratismo Italiota sinistroide, CRISTO NON CHIEDEVA I DOCUMENTI – VOI CARITAS SIETE EMANAZIONE DELLA CHIESA FONDATA SULLE PAROLE DI CRISTO

le hanno consegnato 3 litri di latte e 3 kg di pasta.
O farabutti che non siete altro, a voi vengono consegnate tonnellate di generi alimentari da privati, dall’unione Europea, dalle piccole grandi aziende della grande distribuzione, ed in più i fedeli versano miliardi di euro affinchè VOI FACCIATE LA CARITA’ AI PIù BISOGNOSI IN ACCORDO CON UNA CHIESA DELLA MISERICORDIA.
DOVE SONO QUESTI AIUTI ALIMENTARI PER IL POPOLO ITALIANO IN DIFFICOLTà??????

Io che non sono nessuno, facendo autonomamente la raccolta alimentare presso la grande distribuzione locale contribuisco ad aiutare Monasteri e Conventi ed i poveri che si affacciano al Santuario.

Ah già dimenticavo, li date ai vostri #migranti che coccolate in virtù di una non bene comprensibile ideologia catto-comunista radical-chic a sfavore degl’Italiani,

VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA

#caritas #imperia e #servizisociali #sanlorenzoalmare

qualche anno fa mi presentai ai Servizi Sociali di San Lorenzo al Mare e, dato che per scelta mi ero ritirato a vita spirituale in un Monastero della zona, chiesi cortesemente, dato l’aggravarsi del mio stato di salute, di essere supportato in un progetto che mi consentisse autonomamente di produrre reddito per accedere alle cure che necessitavo.
Ma guarda te che caso anche li, una pomposa Dottoressa, donna, dal vestire da peripatetica, intenta esclusivamente a parlare col suo collega ed a smanettare sul suo smartphone, completamente incurante e menefreghista di ciò che rappresentavo, e, cosa pensate che abbia risposto?
– sa, sono tempi duri, non abbiamo risorse, non abbiamo logistica, l’Unione Europea non ci da denari, sa, lei deve comprendere, si fa quel che si può, si potrebbe far di più lo so, sa com’è…e via discorrendo!
Morale m’han dato un calcio nel culo, nonostante abbia presentato certificazione medica adeguata che testimonia il mio precarissimo stato di salute.

Mesi dopo, preso da mal di denti furioso causa paradontite trascurata per mancaza di fondi, mi reco alla #caritas #imperia chiedendo ne più ne meno ciò che chiesi ai #servizisociali di #sanlorenzoalmare, ed anche qui un’altra donna, ma è una persecuzione dissi tra me e me, e, cosa pensate che questa zoccola mi abbia risposto? Ma è facile facile;
– sa, sono tempi duri, non abbiamo risorse, non abbiamo logistica, l’Unione Europea non ci da denari, sa, lei deve comprendere, si fa quel che si può, si potrebbe far di più lo so, sa com’è…e via discorrendo!

Ma la cosa che più mi fece male, fu il constatare che in questa #cartias il via vai di #extracomunitari e #migranti che accedevano a vestiti ed ad ogni ben di Dio, sembrava quasi fosse un grande magazzeno discount di Milano, comprese le cure dentistiche!

Non chiedevo ne soldi ne altro ma di essere messo nella condizione di produrre autonomamente reddito dato che non avevo e non ho più nulla, nemmeno le mutande che indosso son di mia proprietà!

Zoccole, zoccole, zoccole, radical chic sinistroidi del menga con il portafoglio pieno a fisarmonica…dopo la cultura sinistronzi di merda vi siete appropriati anche dell’Istituzione della Carità Ecclesiale.

Vergogna vergogna vergogna

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