Tutto il resto è paranoia

Fondamentalmente, la vera sfida dell’umanità intera, non è altro che il ricongiungimento con la sua stessa semplicità, la sua connessione col “tutto”, certamente aiutata dal progresso tecnologico, poiché è impensabile un’evoluzione con le scarse e dimenticate capacità dell’anima. Solo l’amore potrà nuovamente stimolare il cervello umano ad abbandonare le sue elucubrazioni mentali e far si che l’anima si proietti nell’universalità del creato. Vi è bisogno d’uno sforzo mondiale per invertire la rotta di questa sgangherata umanità che dimentica per effetto non solo della legge dell’oblio, ma oramai appannata ancestralmente e castrata dalle sue regole basate sul controllo e dominio, al fine di accentrare tutte le nostre forze per ricongiungerci al brodo primordiale d’anime, vivendo finalmente e semplicemente, non più ignoranti e timorosi di fronte a quest’immensità, ma consapevoli che siamo solo pura luce. Il resto è paranoia.

trascendentalismo mistico

…quando mi chiamò a se inconsciamente era appena nato, non me ne dolsi più di tanto, poiché ritenevo che fosse prematuro preoccuparsi per me stesso. Avevo percepito comunque una sorta di forza d’animo ed energia devastante, ma ritenni che non era il caso d’allarmarsi. Cominciai effettivamente a turbarmi quando lui raggiunse i tre o quattro anni di vita, giacché mi chiamò a se coscientemente. Non mi sarei mai aspettato che mai mente umana potesse essere messa a dura prova da siffatta anima. Ebbi un gran da fare con depistamenti, strutture egoiche, plagi, architettura di strategie e meccanismi inconsci, dinamismi consci; nulla da eccepire poche anime elette, semplici ma dotate di una forza energetica elevata alla n, decisero di scender qua per mettersi alla prova, per imparare. Il suo precedentemente deciso percorso terrestre, era di tutto rispetto, l’ho ammirato ed odiato, ma, nulla, era più umanamente e spiritualmente forte di qualsiasi interiorità, di qualsiasi mente e pensiero. Bisogna solo inchinarsi fronte un ribelle ed uno spirito libero……..

A mio Padre

Credo che sia stata l’esperienza mistica più struggente, da me vissuta, nel recarmi alla sua tomba.

Non mi ero mai immaginato nella mia vita il viso di mio padre, ed in qualche modo speravo profondamente che sulla sua tomba vi fosse una sua foto. Man mano che raggiungevo il Cimitero di Milano e m’avvicinavo sempre più, m’assalì una forte ansia, tanto che la gola mi si strinse facendo perfino fatica a deglutire, comincia a sudare da dover stringere con le mani il volante della mia auto con forza per non far scivolare le mani sullo stesso, il battito cardiaco volò così veloce che credevo di dover svenire da un momento all’altro.

Raggiunsi a fatica, in quelle condizioni, il parcheggio del Cimitero, che fato volle che fosse proprio dietro l’Ospedale Niguarda ove morì mio nonno; quando scesi dall’autovettura mi sembrò che gl’elementi alchemici metafisici del luogo e dell’aria danzassero in una perfetta armonia cullati da una decisa brezza. Come già spesso successe e continua ad accadere nella mia vita, m’accorsi che mi stavo connettendo col tutto, come quando si dorme profondamente ed il nostro subconscio danza nel brodo primordiale d’anime, proiettando nella nostra mente, immagini del nostro dolore e sofferenza e quanto di non risolto nel nostro percorso.

Mi sembrava di zoppicare e sbiascicare le parole tentando di chieder lumi su dove fosse posizionata la sua tomba . I percorsi dei cimiteri mi hanno sempre proiettato in me una grande pace interiore unita ad una sottile rabbia per la mia incomprensione all’ignoto destino, a quanto “qualcuno” possa concederci una vita più o meno lunga, quasi come se fosse un gioco perverso.

Quando m’accostai alla sua tomba avevo la mente piena di mille pensieri di mille speranze, mi sedetti sulla tomba ed osservai la sua immagine appollaiato su di un muretto, una posa da me molto utilizzata per comodità, rimasi inebetito perdendomi nel studiare quasi morbosamente i suoi lineamenti cercando un pezzo di me stesso.

Sentivo una vaga leggerezza dell’essere, complice un sole intenso autunnale ed un vento deciso ma delicato, m’accorsi d’essere finalmente abbracciato….non so quanto tempo rimasi li a godermi tutto per me quell’abbraccio, fu solo una sensazione di freddo a svegliarmi lentamente da un pianto liberatorio durato ore, sfiancato da quello sfogo e dal lento tramonto del sole……

Mi sentivo come in quei momenti di sospensione che trascorrevo da piccino perdendomi nell’osservare i mille riflessi delle foglie degl’alberi mossi dal vento o dall’allegro e giocoso riflesso dei pulviscoli di polvere agitati dalla luce solare che penetra attraverso i pertugi delle imposte esterne, disegnando lenti movimenti geometrici sui pavimenti e pareti…

Teorizzazione dell`unione planetaria

Anche se ho sempre teorizzato l’unione dell’occidente all’oriente e viceversa, al fine di costituire un unico scibile umano, al fine di confrontare le varie teorie sull’essenza, mi rendo conto che è mission impossibile, giacché l’han già fatto, ma riducendo il tutto ad una sorta di vacanza esoterica in qualche paese clonato nel villaggio globale.

Siamo riusciti a trasmutare la meraviglia dell’ignoranza in uno sceneggiato a puntate, vendendo il sacro per profano ad un pit-stop per pipì.

Stati d`Alterazione

Già gli stati d’alterazione, ma in buona sostanza come possiamo definirli tali, se bolliamo ciò che viviamo e tastiamo come realtà, solo per mantenere un equilibrio da villaggio globale; non possiamo definire uno stato d’essere, in quanto essi sono infiniti e non potremmo mai essere sinceramente e genuinamente obiettivi dal sapere riconoscere la realtà dallo stato deviante. L’utilizzare la normalità come metro di misura per l’equilibrio umano è quanto di più insensato si sia mai verificato, non foss’altro per far strada all’omogeneizzazione del genere umano.

M`indigno planetariamente

M’indigno, risentendo dell’educazione cattolica impartitami, incisa ed instillata nel mio dna, alla totale mancanza di movimentazione planetaria per tutti coloro che muoiono di fame, che muoiono di malattie assurde, di bambini lasciati in Favelas, di popoli sterminati ancora oggi in nome d’ideali religiosi, politici od ancor peggio per motivi economici.

Basterebbe stornare le spese militari di tutti i Paesi del mondo per riequilibrare il pianeta, per dare la possibilità a scienziati, filosofi, medici, ricercatori di tutti i settori, teologi, gente comune, poeti, scrittori, intellettuali di contribuire alla crescita interiore della nostra umanità, dato che la crescita del benessere è oramai terminata nel mondo occidentale.

Cause e Concause del fallimento dei rapporti intimi inter-personali

Mi resi conto che tutto ciò che avevo appreso nei precedenti rapporti, che tanto mi fecero crescere, nonostante la mia presunzione di essere diventato paziente e forte nell’accettare le diversità, nulla potevo contro l’irretimento della mia anima. Avevo tanto a cianciare d’amore, ma caddi come un “coglione”, alla prima stilettata inferta al mio bambino interiore, il mio psico-dramma accese i potenti motori dell’inconscio e la mia struttura egoica, venne immediatamente a difendere a spada tratta, questo povero bambino interiore che soffre continuamente, essendo diventato ipersensibile al dolore. Tanto ipersensibile, d’essere diventato talmente egoisticamente combattente, da dimenticare la vera ragione dell’esistenza; l’amore. Tanto da sacrificare, il frutto del nostro amore, all’imbecillità dei psico-drammi personali

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