Nel mio rifugio nel Collegio di Celana, stanzetta lurida con pianoforte con finestra vista valle, assaporavo la mia capacità d’introspezione e godimento della natura, l’immedesimarmi in un volo d’uccelli per volar via da me stesso e dalla mia prigione, al catalizzarmi sulle note che la mia anima suonava sul pianoforte, al profondo compiacimento del mio dolore al rintocco profondo e struggente delle campane che invadevano il silenzio primordiale.
La Cura
è più importante curare la psiche, per controllare e dominare.
Questione di priorità esistenziali; la razza umana potrebbe estinguersi.
zampettando giovine per Chiese….
Riuscii lo stesso ad apprendere una cosa meravigliosa: il rispetto per così tanta sofferenza umana che emanavano quelle statue, quegli affreschi, quei quadri. L’esplicitazione della sofferenza era perfetta, l’accomunavo alla mia, ne apprezzavo la fattura, ne rivivevo nel mio interiore quei momenti d’angoscia terrena. Quella sofferenza che avvertivo onnipresente nei luoghi di culto, era meravigliosa, non mi sentivo più solo, m’imbevevo di quell’energia di milioni di persone che avevano transito in quei luoghi affidando ad un improbabile dio, allah, maometto, la propria angoscia, le proprie speranze di un se migliore, le aspettative di un mondo migliore, del perdono per un male che non esiste, la mancanza di un riferimento, la paura degli angoli oscuri della nostra mente, il timore di una vita che non conosciamo…. Il reverendo silenzio invitava a chiedersi il perché della nostra storia. Viaggiavo su questa distesa di sofferenza, cercando un confine, ma il mio viaggio era appena iniziato.
Flash d`intimità sublime
Nelle notti trascorse sveglio, auscultando il mio respiro che mancava per le inesorabili crisi asmatiche, cominciavo lentamente a conoscermi dentro; sentivo il mio cuore battere veloce, la mia mente reagiva cercando con tutte le forse di monitorare e cercare di porre rimedio alla situazione. Lentamente cominciavo ad avere il controllo anche sul mio handicap. Assorbiva talmente le mie energie da rendermi spossato alla mia vittoria finale; il ristabilire l’efficienza respiratoria.
Questo intimo rapporto con me stesso fu l’inizio del mio tutto. Nei primi tempi notturni ascoltavo la radio, preferibilmente andavo alla ricerca di suoni lontani, zappando le frequenze più impensabili, e proiettavo la mia anima nella navigazione di quelle onde misericordiose.
Che intimità sublime.
Intimo Rapporto Interiore
Il fissare le fronde di un albero mosse gentilmente e cautamente dalla brezza, lo scintillio della rugiada posata sulle foglie dei rami, la possenza di quella massa che si piegava umilmente al vento catalizzava la mia essenza, mi chiamava e non potevo far altro che dal quel banco grigio di quella classe, attraverso quella finestra sinistra, rispondere buttandomi con tutto me stesso in quel viaggio in quel connubio tra anima e natura. M’immedesimavo coscientemente, diligentemente con reverendo timore in quel rapporto sublime al punto di portare la mia provata mente ad uno stato di paradisiaco stato di grazia. L’intimità assoluta con me stesso era la mia stessa ragione di sopravvivenza.
Equazione Adolescenziale
Analizziamo la situazione:
A) il nemico chi era?
1) razzismo
2) insensibilità
3) omologazione
4) incomprensione
5) ignoranza
6) costrizione
7) violenza
B) le mie armi?
1) sensibilità
2) amore
3) desiderio di conoscere
4) intelligenza
5) profondità
6) sofferenza e dolore
7) curiosità
8) logica deduttiva
C) le forze che mi dominano
1) forza interiore
2) ingenuità
3) mente
4) forza fisica (ti viene anche se sei sciancato, a forza di subire)
5) spirito di sopravvivenza
6) profonda intuitività condita da un’elevata istintività
7) energia pura
(A-B)+C: il tempo che noi perdiamo in questa società inutilmente
(A-B)+C: il tempo che dobbiamo impiegare nel nostro cammino per ripulirci per assurgere a noi stessi
(A-B)+C: il peso dell’imbecillità
Paura all`ignoto
Difatti appaga il nostro senso comune di paura e sgomento di fronte al diverso, all’ignoto, condannare ed umiliare chi non è uguale alla massa. Sempre ammesso che questa massa non sia diversa essa stessa per congeniale mancanza di qualsiasi neurone celebrale; ma la mancanza vera e propria che fa inorridire è la totale mancanza di amore e fratellanza per degli stupidi essere bipedi denominati umani, uniti comunque e sempre da un unico destino. Nascere, vivere, morire, mangiare ed essere metaforicamente mangiati; il non plus-ultra della catena alimentare.
discorsi tra mente e anima
Io povera mente umana mi commossi alle lacrime, quando la sua anima mi comunicò con quel coraggio assodato nella semplicità della sua fierezza e sensibilità, che era giunto il momento di separarci, poiché i nostri percorsi erano giunti ad una svolta.
Cito testualmente le sue parole:
Cara mente mia, io ti ringrazio profondamente, sei stata una compagna di viaggio eccezionale, mi hai insegnato, mi hai protetto, mi hai angosciato, ma devo andar via, ora il mio percorso è solitario, devo librarmi in volo…….
……il perpetuo desiderio di conoscenza, il credere ed aver fede in noi stessi, è il coraggio d’essere in perpetuo squilibrio….
………non smetterò nemmeno un istante di credere e sperare nell’amore…
Semplicità, semplicità, semplicità…universale, cosmica…semplicità…sotto un unico cielo!
Pensieri infantili
mi domandavo allora come si potesse studiare quelle storie di conquista che turbavano il mio senso omnicomprensivo di pace e d’armonia del mio essere.
A mio Nonno
Nella semi oscurità di quel piccolo micro cosmo ero diviso tra l’estasiarmi nel conteggiare empiricamente le particelle di polvere che il sole lasciava brillare sospese nell’aria, o giocare con quell’uomo che mi lasciava giocare col suo corpo inerte a guardie e ladri. Non so se era lui che m’illuminava od ero io che gli donavo quell’infantile coccola ad una vita spesa nella mediocrità.