Ero matto in mezzo ai dementi….

Ero matta in mezzo ai matti. I matti erano matti nel profondo, alcuni molto intelligenti.
Sono nate lì le mie più belle amicizie.
I matti sono simpatici, non come i dementi, che sono tutti fuori nel mondo.
I dementi li ho incontrati dopo, quando sono uscita.
(Alda Merini)

Ero matto in mezzo ai dementi….

Ero matta in mezzo ai matti. I matti erano matti nel profondo, alcuni molto intelligenti.
Sono nate lì le mie più belle amicizie.
I matti sono simpatici, non come i dementi, che sono tutti fuori nel mondo.
I dementi li ho incontrati dopo, quando sono uscita.
(Alda Merini)

Anarkòs = anarchia

Anarkòs = anarchia

termine greco puro che spiega la piena libertà dell’individuo senza controllo/dominio dello stato/sistema. Dal Dizionario Zingarelli – Dottrina e movimento politico sociale che intende sostituire ad un ordine sociale basato sulla forza dello Stato un ordine fondato sull’autonomia e la libertà degl’individui.

Pur essendo una mera utopia ed un pensiero filosofico che comporterebbe uno stato di consapevolezza individuale eccelso, esso non potrà mai aver luogo, se non attraverso una completa ridistribuzione culturale e spirituale, che di conseguenza genererebbe assurde battaglie, poiché il sistema/stato mai tollererebbe la perdita del suo controllo/dominio.

Solo attraverso la disobbedienza pacifica civile si potranno ottenere ottimi risultati, sempre ammesso che collettivamente ognuno smetta l’immagine portante, per intraprendere cammini spirituali e culturali, che lo portino alla piena consapevolezza del se e dell’essere, in piena armonia in seno alla categoria umana e nel massimo rispetto della natura.

Anarkòs = anarchia

Anarkòs = anarchia

termine greco puro che spiega la piena libertà dell’individuo senza controllo/dominio dello stato/sistema. Dal Dizionario Zingarelli – Dottrina e movimento politico sociale che intende sostituire ad un ordine sociale basato sulla forza dello Stato un ordine fondato sull’autonomia e la libertà degl’individui.

Pur essendo una mera utopia ed un pensiero filosofico che comporterebbe uno stato di consapevolezza individuale eccelso, esso non potrà mai aver luogo, se non attraverso una completa ridistribuzione culturale e spirituale, che di conseguenza genererebbe assurde battaglie, poiché il sistema/stato mai tollererebbe la perdita del suo controllo/dominio.

Solo attraverso la disobbedienza pacifica civile si potranno ottenere ottimi risultati, sempre ammesso che collettivamente ognuno smetta l’immagine portante, per intraprendere cammini spirituali e culturali, che lo portino alla piena consapevolezza del se e dell’essere, in piena armonia in seno alla categoria umana e nel massimo rispetto della natura.

discorsi tra mente e anima

Io povera mente umana mi commossi alle lacrime, quando la sua anima mi comunicò con quel coraggio assodato nella semplicità della sua fierezza e sensibilità, che era giunto il momento di separarci, poiché i nostri percorsi erano giunti ad una svolta.

Cito testualmente le sue parole:

Cara mente mia, io ti ringrazio profondamente, sei stata una compagna di viaggio eccezionale, mi hai insegnato, mi hai protetto, mi hai angosciato, ma devo andar via, ora il mio percorso è solitario, devo librarmi in volo…….

……il perpetuo desiderio di conoscenza, il credere ed aver fede in noi stessi, è il coraggio d’essere in perpetuo squilibrio….

………non smetterò nemmeno un istante di credere e sperare nell’amore…

Semplicità, semplicità, semplicità…universale, cosmica…semplicità…sotto un unico cielo!

Tutto il resto è paranoia

Fondamentalmente, la vera sfida dell’umanità intera, non è altro che il ricongiungimento con la sua stessa semplicità, la sua connessione col “tutto”, certamente aiutata dal progresso tecnologico, poiché è impensabile un’evoluzione con le scarse e dimenticate capacità dell’anima. Solo l’amore potrà nuovamente stimolare il cervello umano ad abbandonare le sue elucubrazioni mentali e far si che l’anima si proietti nell’universalità del creato. Vi è bisogno d’uno sforzo mondiale per invertire la rotta di questa sgangherata umanità che dimentica per effetto non solo della legge dell’oblio, ma oramai appannata ancestralmente e castrata dalle sue regole basate sul controllo e dominio, al fine di accentrare tutte le nostre forze per ricongiungerci al brodo primordiale d’anime, vivendo finalmente e semplicemente, non più ignoranti e timorosi di fronte a quest’immensità, ma consapevoli che siamo solo pura luce. Il resto è paranoia.

A mio Padre

Credo che sia stata l’esperienza mistica più struggente, da me vissuta, nel recarmi alla sua tomba.

Non mi ero mai immaginato nella mia vita il viso di mio padre, ed in qualche modo speravo profondamente che sulla sua tomba vi fosse una sua foto. Man mano che raggiungevo il Cimitero di Milano e m’avvicinavo sempre più, m’assalì una forte ansia, tanto che la gola mi si strinse facendo perfino fatica a deglutire, comincia a sudare da dover stringere con le mani il volante della mia auto con forza per non far scivolare le mani sullo stesso, il battito cardiaco volò così veloce che credevo di dover svenire da un momento all’altro.

Raggiunsi a fatica, in quelle condizioni, il parcheggio del Cimitero, che fato volle che fosse proprio dietro l’Ospedale Niguarda ove morì mio nonno; quando scesi dall’autovettura mi sembrò che gl’elementi alchemici metafisici del luogo e dell’aria danzassero in una perfetta armonia cullati da una decisa brezza. Come già spesso successe e continua ad accadere nella mia vita, m’accorsi che mi stavo connettendo col tutto, come quando si dorme profondamente ed il nostro subconscio danza nel brodo primordiale d’anime, proiettando nella nostra mente, immagini del nostro dolore e sofferenza e quanto di non risolto nel nostro percorso.

Mi sembrava di zoppicare e sbiascicare le parole tentando di chieder lumi su dove fosse posizionata la sua tomba . I percorsi dei cimiteri mi hanno sempre proiettato in me una grande pace interiore unita ad una sottile rabbia per la mia incomprensione all’ignoto destino, a quanto “qualcuno” possa concederci una vita più o meno lunga, quasi come se fosse un gioco perverso.

Quando m’accostai alla sua tomba avevo la mente piena di mille pensieri di mille speranze, mi sedetti sulla tomba ed osservai la sua immagine appollaiato su di un muretto, una posa da me molto utilizzata per comodità, rimasi inebetito perdendomi nel studiare quasi morbosamente i suoi lineamenti cercando un pezzo di me stesso.

Sentivo una vaga leggerezza dell’essere, complice un sole intenso autunnale ed un vento deciso ma delicato, m’accorsi d’essere finalmente abbracciato….non so quanto tempo rimasi li a godermi tutto per me quell’abbraccio, fu solo una sensazione di freddo a svegliarmi lentamente da un pianto liberatorio durato ore, sfiancato da quello sfogo e dal lento tramonto del sole……

Mi sentivo come in quei momenti di sospensione che trascorrevo da piccino perdendomi nell’osservare i mille riflessi delle foglie degl’alberi mossi dal vento o dall’allegro e giocoso riflesso dei pulviscoli di polvere agitati dalla luce solare che penetra attraverso i pertugi delle imposte esterne, disegnando lenti movimenti geometrici sui pavimenti e pareti…

Teorizzazione dell`unione planetaria

Anche se ho sempre teorizzato l’unione dell’occidente all’oriente e viceversa, al fine di costituire un unico scibile umano, al fine di confrontare le varie teorie sull’essenza, mi rendo conto che è mission impossibile, giacché l’han già fatto, ma riducendo il tutto ad una sorta di vacanza esoterica in qualche paese clonato nel villaggio globale.

Siamo riusciti a trasmutare la meraviglia dell’ignoranza in uno sceneggiato a puntate, vendendo il sacro per profano ad un pit-stop per pipì.

Stati d`Alterazione

Già gli stati d’alterazione, ma in buona sostanza come possiamo definirli tali, se bolliamo ciò che viviamo e tastiamo come realtà, solo per mantenere un equilibrio da villaggio globale; non possiamo definire uno stato d’essere, in quanto essi sono infiniti e non potremmo mai essere sinceramente e genuinamente obiettivi dal sapere riconoscere la realtà dallo stato deviante. L’utilizzare la normalità come metro di misura per l’equilibrio umano è quanto di più insensato si sia mai verificato, non foss’altro per far strada all’omogeneizzazione del genere umano.

Design a site like this with WordPress.com
Get started