Le regole base del giudizio nei rapporti-interpersonali
Sarebbe buona norma prima di appioppare giudizi lapidari, uscire mentalmente dalle superficialità dei luoghi comuni e dei pre-concetti, studiare attentamente nell’evento/eventi accaduti la situazione socio-ambientale comportamentale creatasi, analizzare nel suo insieme il nostro partner/amico/collega/avventore da un punto di vista intellettuale-sociale-ambientale-professionale traendone un profilo psicologico globale, sottraendo a ciò le proiezioni delle nostre e sue aspettative, calcolando adeguatamente i dinamismi/meccanismi inter-personali d’entrambi nella specifica situazione creatasi nel tempo.
Naturalmente bisogna conoscere approfonditamente le mutue differenze ideologiche, spirituali e di uso quotidiano della vita, carpendo l’eventuale livello di tollerabilità ed accettazione.
Spesso, soprattutto nei rapporti sentimentali, si avverte una recidiva resistenza all’evoluzione in coppia, dato che ahimè si tende al desiderio di cambiare il proprio partner a propria immagine e somiglianza, e, nei casi più difficili si scambia per amore o per amicizia, il naturale proiettare le proprie ansie-paure-insicurezze verso il partner, di fatto ledendo gravemente la nostra capacità interiore personale di giudizio e, creando solo gravissime incomprensioni che spesso sfociano in assurdi litigi.
In casi limite, ma di prassi quotidiana, assistiamo, oltre all’evidenziato qui sopra, ad una mistura peciosa di giudizi inter-personali uni-laterali, basati sull’appartenenza a caste sociali, ideologiche o religiose, i quali rendono ardua qualsiasi capacità di giudizio completamente intonso ed imparziale, scevro da “partigianismi”.
Certamente prima di giudicare sarebbe utilissimo, per noi stessi, come grande atto d’umiltà ed integrità verso noi stessi, porsi adeguati esami di coscienza sulla nostra stessa vita e comportamenti avuti; per la serie scagli la prima pietà colui che è senza peccato.
Le regole base del giudizio nei rapporti-interpersonali
Le regole base del giudizio nei rapporti-interpersonali
Sarebbe buona norma prima di appioppare giudizi lapidari, uscire mentalmente dalle superficialità dei luoghi comuni e dei pre-concetti, studiare attentamente nell’evento/eventi accaduti la situazione socio-ambientale comportamentale creatasi, analizzare nel suo insieme il nostro partner/amico/collega/avventore da un punto di vista intellettuale-sociale-ambientale-professionale traendone un profilo psicologico globale, sottraendo a ciò le proiezioni delle nostre e sue aspettative, calcolando adeguatamente i dinamismi/meccanismi inter-personali d’entrambi nella specifica situazione creatasi nel tempo.
Naturalmente bisogna conoscere approfonditamente le mutue differenze ideologiche, spirituali e di uso quotidiano della vita, carpendo l’eventuale livello di tollerabilità ed accettazione.
Spesso, soprattutto nei rapporti sentimentali, si avverte una recidiva resistenza all’evoluzione in coppia, dato che ahimè si tende al desiderio di cambiare il proprio partner a propria immagine e somiglianza, e, nei casi più difficili si scambia per amore o per amicizia, il naturale proiettare le proprie ansie-paure-insicurezze verso il partner, di fatto ledendo gravemente la nostra capacità interiore personale di giudizio e, creando solo gravissime incomprensioni che spesso sfociano in assurdi litigi.
In casi limite, ma di prassi quotidiana, assistiamo, oltre all’evidenziato qui sopra, ad una mistura peciosa di giudizi inter-personali uni-laterali, basati sull’appartenenza a caste sociali, ideologiche o religiose, i quali rendono ardua qualsiasi capacità di giudizio completamente intonso ed imparziale, scevro da “partigianismi”.
Certamente prima di giudicare sarebbe utilissimo, per noi stessi, come grande atto d’umiltà ed integrità verso noi stessi, porsi adeguati esami di coscienza sulla nostra stessa vita e comportamenti avuti; per la serie scagli la prima pietà colui che è senza peccato.
invece di fare ipocriti revisionismi perché non giudichiamo le continue Stragi di Stato….e facciamo pagare il conto ai Magistrati quando sbagliano…..
Le Iene – INTERVISTA Cesare Battisti – Giovedì 2 febbraio 2012
http://vimeo.com/36141977
invece di fare ipocriti revisionismi perché non giudichiamo le continue Stragi di Stato….e facciamo pagare il conto ai Magistrati quando sbagliano…..
Le Iene – INTERVISTA Cesare Battisti – Giovedì 2 febbraio 2012
http://vimeo.com/36141977
non sono cambiati gl’inverni ma gl’Italiani
non sono cambiati gl'inverni ma gl'Italiani
Riflessioni sui rapporti inter-personali
Riflessioni sui rapporti inter-personali
riflettevo velocemente quanto, anche a distanza di decenni, per assoluta convenienza personale, molte persone, preferiscano credere a versioni dei fatti false ed abilmente orchestrate, pur di non mettere in discussione il fatto stesso, e, cosa ancor peggiore, pur di non mettersi umilmente a confronto, lasciando che la verità, sia sommersa da tonnellate di sterco.
Ciò che lascia perplesso, anche se naturale nelle bieche pieghe degl’animi umani, e che questa tipologia di comportamento, sia usata principalmente da quelle persone, che una volta aiutate e supportate nel corso della loro vita, esse improvvisamente soffrano di crisi di amnesia, lasciando per propria vergogna, che fatti anche di importante rilevanza, siano alla mercé di feroci “zabettamenti” stile portinaia, dimenticandosi inoltre di essersi comportati in modo squallido e traditore a loro volta
Spesso tali personaggi, normalmente di infimo leveraggio sociale, indossano vestiti di saggezza elargendo pillole di idiozia new age meditativa, pavoneggiandosi in astruse strategie mentali, atte a celare seri disturbi psicologici e psichiatrici, rivestiti da petulante e starnazzante arroganza e prosopopea egoica, che altro non nasconde la povertà interiore di questi schifosi esseri bipedi e la loro povertà intellettuale.
Dedicato ad un vecchio stuolo di amici, così si consideravano, che dopo essere stati aiutati, nel corso della loro vita, si sono dileguati, nascondendosi come topi di fogna, ed infangando il mio nome.
Riflessioni sui rapporti inter-personali
Riflessioni sui rapporti inter-personali
riflettevo velocemente quanto, anche a distanza di decenni, per assoluta convenienza personale, molte persone, preferiscano credere a versioni dei fatti false ed abilmente orchestrate, pur di non mettere in discussione il fatto stesso, e, cosa ancor peggiore, pur di non mettersi umilmente a confronto, lasciando che la verità, sia sommersa da tonnellate di sterco.
Ciò che lascia perplesso, anche se naturale nelle bieche pieghe degl’animi umani, e che questa tipologia di comportamento, sia usata principalmente da quelle persone, che una volta aiutate e supportate nel corso della loro vita, esse improvvisamente soffrano di crisi di amnesia, lasciando per propria vergogna, che fatti anche di importante rilevanza, siano alla mercé di feroci “zabettamenti” stile portinaia, dimenticandosi inoltre di essersi comportati in modo squallido e traditore a loro volta
Spesso tali personaggi, normalmente di infimo leveraggio sociale, indossano vestiti di saggezza elargendo pillole di idiozia new age meditativa, pavoneggiandosi in astruse strategie mentali, atte a celare seri disturbi psicologici e psichiatrici, rivestiti da petulante e starnazzante arroganza e prosopopea egoica, che altro non nasconde la povertà interiore di questi schifosi esseri bipedi e la loro povertà intellettuale.
Dedicato ad un vecchio stuolo di amici, così si consideravano, che dopo essere stati aiutati, nel corso della loro vita, si sono dileguati, nascondendosi come topi di fogna, ed infangando il mio nome.
Il “Codice da Vinci” ed “Angeli e Demoni”
Il “Codice da Vinci” ed “Angeli e Demoni”
Sequel cinematografico dagl’effetti cinematografici coinvolgenti e da trame incalzanti, suggestive ed intriganti che affascinano e catturano lo spettatore.
Prima di esprimermi in materia ho rivisto i film, a giusta distanza temporale tra loro, tre volte ciascuno, lasciando decantare e sedimentare, i numerosi concetti espressi.
Premesso il libero arbitrio di ciascuno di noi, sposo completamente la visione di un Cristo Umano e non Divino e sul come ha dipinto egregiamente l’establishment costruito dalla Chiesa Cattolica, la quale si fonda su mitologie fantasiose scritte e rimaneggiate postume innumerevoli volte da mani amiche, intorno alla figura del Profeta Cristo.
Indubbiamente l’alone di mistero costruito intorno a tale Figura nel corso dei Secoli da parte della Chiesa Cattolica ha alimentato l’immaginario collettivo popolare, e, seppur la Fede sia stato collante umano tra i meno devastanti, rispetto a ciò che si riteneva circa le barbarie umane pre-civilizzazione, ha scaturito negl’animi ed indoli umane ogni genere di ferocia apocalittica.
Plaudo inoltre all’ipotetica verità sul “Santo Graal”, in quanto l’umano ha sempre avuto bisogno di gestire la non conoscenza dell’immateriale, attraverso la metamorfosi in un surrogato della concretezza, scindendola in infinitesimali catalogate.
Credo che come i soldati illuminati ed acciecati dalla luce del loro condottiero, a sua volta l’ideologia semplice e disarmante mistico spirituale socialista di Cristo, abbia avuto bisogno di una protezione “armata”, a difesa imperitura dall’imbecillità cieca e sorda della civiltà umana, dato il trattamento a Lui rivolto.
Non discuto i passaggi storici che mi sono parsi abbastanza rispettati nella narrazione complessiva nelle due ambientazioni cinematografiche.
Desidererei, seguendo le parole “giudaiche” del Camerlengo, che la Chiesa Cattolica finalmente prendesse coraggio ed in un atto di grande umiltà e benevolenza verso le umane vicissitudini, raccontasse la nuda, cruda e semplice verità. Usciremmo dal buio medievale, evolvendoci.
Il “Codice da Vinci” ed “Angeli e Demoni”
Il “Codice da Vinci” ed “Angeli e Demoni”
Sequel cinematografico dagl’effetti cinematografici coinvolgenti e da trame incalzanti, suggestive ed intriganti che affascinano e catturano lo spettatore.
Prima di esprimermi in materia ho rivisto i film, a giusta distanza temporale tra loro, tre volte ciascuno, lasciando decantare e sedimentare, i numerosi concetti espressi.
Premesso il libero arbitrio di ciascuno di noi, sposo completamente la visione di un Cristo Umano e non Divino e sul come ha dipinto egregiamente l’establishment costruito dalla Chiesa Cattolica, la quale si fonda su mitologie fantasiose scritte e rimaneggiate postume innumerevoli volte da mani amiche, intorno alla figura del Profeta Cristo.
Indubbiamente l’alone di mistero costruito intorno a tale Figura nel corso dei Secoli da parte della Chiesa Cattolica ha alimentato l’immaginario collettivo popolare, e, seppur la Fede sia stato collante umano tra i meno devastanti, rispetto a ciò che si riteneva circa le barbarie umane pre-civilizzazione, ha scaturito negl’animi ed indoli umane ogni genere di ferocia apocalittica.
Plaudo inoltre all’ipotetica verità sul “Santo Graal”, in quanto l’umano ha sempre avuto bisogno di gestire la non conoscenza dell’immateriale, attraverso la metamorfosi in un surrogato della concretezza, scindendola in infinitesimali catalogate.
Credo che come i soldati illuminati ed acciecati dalla luce del loro condottiero, a sua volta l’ideologia semplice e disarmante mistico spirituale socialista di Cristo, abbia avuto bisogno di una protezione “armata”, a difesa imperitura dall’imbecillità cieca e sorda della civiltà umana, dato il trattamento a Lui rivolto.
Non discuto i passaggi storici che mi sono parsi abbastanza rispettati nella narrazione complessiva nelle due ambientazioni cinematografiche.
Desidererei, seguendo le parole “giudaiche” del Camerlengo, che la Chiesa Cattolica finalmente prendesse coraggio ed in un atto di grande umiltà e benevolenza verso le umane vicissitudini, raccontasse la nuda, cruda e semplice verità. Usciremmo dal buio medievale, evolvendoci.