Grecia e la manipolazione dei media!

L’uomo che vedete in foto non è un black block, nè un pensionato morto di fame. E’ Manolis Glezos, che nel 1941 sotto occupazione nazista, si è arrampicato sull’acropoli e ha tirato giù il simbolo della svastica nazista. 70 anni dopo degli sporchi vigliacchi in divisa, servi capitalisti che non meriterebbero nemmeno di leccargli la suola della scarpa, osano mettergli le mani addosso.

– fango


Ducati e la Produzione Italiana ed il Popolo dei Ganassa!

 

Ducati e la Produzione Italiana ed il Popolo dei Ganassa!

Un altro pezzo di prestigio viene messo in svendita e gestito da capaci mani manageriali straniere.

Si premette che sono un Ducatista sfegato!

Se ne deduce quindi che, data la costante moria delle nostre aziende d’eccellenza, la preparazione dei nostri arroganti manager è inesistente, che la nostra cultura industriale è solo basata su idee fantasiose, che i nostri Governi non proteggono il nostro patrimonio industriale.

Penosamente siamo vissuti nel credo dell’autoconvincimento di essere una potenza industriale, dagl’anni 50 ad oggi, grazie a classi politiche e dirigenziali di infimo livello, le quali hanno alimentato pseudo-leggende nell’immaginario collettivo Popolare Italiano, facendoci credere di essere i migliori e di eccellere in tutti i campi.

Alla lunga la verità viene sempre a galla e cioè, che siamo un Popolo di “ganassa” e di bassissima cultura generale ed industriale, ingabbiato da pompose baronie, frutto di un’alfabetizzazione generale inesistente. Siamo il Terzo Mondo Europeo!

Altre realtà ed altre Nazioni, dagl’anni 50 ad oggi, sono prosperate lavorando sodo ed in silenzio ed ora, grazie all’alto tasso di alfabetizzazione generale ed industriale, si possono pure permettere, d’infilare al loro occhiello, le nostre eccellenze.

Meditiamo e riflettiamo!

Grecia e la manipolazione dei media!

L’uomo che vedete in foto non è un black block, nè un pensionato morto di fame. E’ Manolis Glezos, che nel 1941 sotto occupazione nazista, si è arrampicato sull’acropoli e ha tirato giù il simbolo della svastica nazista. 70 anni dopo degli sporchi vigliacchi in divisa, servi capitalisti che non meriterebbero nemmeno di leccargli la suola della scarpa, osano mettergli le mani addosso.

– fango


Ducati e la Produzione Italiana ed il Popolo dei Ganassa!

 

Ducati e la Produzione Italiana ed il Popolo dei Ganassa!

Un altro pezzo di prestigio viene messo in svendita e gestito da capaci mani manageriali straniere.

Si premette che sono un Ducatista sfegato!

Se ne deduce quindi che, data la costante moria delle nostre aziende d’eccellenza, la preparazione dei nostri arroganti manager è inesistente, che la nostra cultura industriale è solo basata su idee fantasiose, che i nostri Governi non proteggono il nostro patrimonio industriale.

Penosamente siamo vissuti nel credo dell’autoconvincimento di essere una potenza industriale, dagl’anni 50 ad oggi, grazie a classi politiche e dirigenziali di infimo livello, le quali hanno alimentato pseudo-leggende nell’immaginario collettivo Popolare Italiano, facendoci credere di essere i migliori e di eccellere in tutti i campi.

Alla lunga la verità viene sempre a galla e cioè, che siamo un Popolo di “ganassa” e di bassissima cultura generale ed industriale, ingabbiato da pompose baronie, frutto di un’alfabetizzazione generale inesistente. Siamo il Terzo Mondo Europeo!

Altre realtà ed altre Nazioni, dagl’anni 50 ad oggi, sono prosperate lavorando sodo ed in silenzio ed ora, grazie all’alto tasso di alfabetizzazione generale ed industriale, si possono pure permettere, d’infilare al loro occhiello, le nostre eccellenze.

Meditiamo e riflettiamo!

Il bisogno dell’altro!

Il bisogno dell’altro!

nessuno ha bisogno di nessun’altro è solo una modalità errata di richiesta affettiva basata sulle mancanze stesse, che spesso trovano origine nelle proprie storie familiari ed ambientali, che col tempo si possono cronicizzare nei nostri propri psico-drammi che proiettiamo inconsapevolmente sulle persone a noi vicine.

L’aver bisogno significa annullare se stessi ed è in pieno contrasto con l’evoluzione neutra e semplice del rapporto tra due o più esseri umani a qualsiasi livello lo si ponga sia esso amicale sia esso d’amore o professionale, rendendo il rapporto esclusivamente di co-dipendenza, intrappolandolo in dinamiche di richieste peciose e morbose, il più delle volte inconsapevoli poiché basate, scritte e sedimentate nel nostro sub-cosciente, e proiettate in dinamismi/meccanismi turpi e machiavellici, giacché la mente ri-processa il tutto a nostra difesa egoica, vanificando la libera espressione di noi stessi in un rapporto.

Il bisogno dell’altro!

Il bisogno dell’altro!

nessuno ha bisogno di nessun’altro è solo una modalità errata di richiesta affettiva basata sulle mancanze stesse, che spesso trovano origine nelle proprie storie familiari ed ambientali, che col tempo si possono cronicizzare nei nostri propri psico-drammi che proiettiamo inconsapevolmente sulle persone a noi vicine.

L’aver bisogno significa annullare se stessi ed è in pieno contrasto con l’evoluzione neutra e semplice del rapporto tra due o più esseri umani a qualsiasi livello lo si ponga sia esso amicale sia esso d’amore o professionale, rendendo il rapporto esclusivamente di co-dipendenza, intrappolandolo in dinamiche di richieste peciose e morbose, il più delle volte inconsapevoli poiché basate, scritte e sedimentate nel nostro sub-cosciente, e proiettate in dinamismi/meccanismi turpi e machiavellici, giacché la mente ri-processa il tutto a nostra difesa egoica, vanificando la libera espressione di noi stessi in un rapporto.

Secondo me anche l’India ci ha sorpassato nonostante le sue caste e i paria!

http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/articoli/ContentItem-a7f6d767-76e6-4c0b-acd5-af93a16fc1ea.html

L’indicazione contenuta nel primo rapporto sul meccanismo d’allerta di Bruxelles per la prevenzione degli squilibri macro-economici. Confcommercio: un terzo delle imprese in crisi, forti difficoltà a ottenere il credito.

L'Italia maglia nera in Europa per squilibri macroeconomici

Industria
BRUXELLES – L’Italia fa parte del gruppo di Paesi Ue che presentano i maggiori squilibri macro-economici, cioè ha area fortemente sviluppate o industrializzate (come il centro nord) e aree con un basso di attività economica e squilibri di reddito tra la popolazione. E’ questa, secondo un’anticipazione dell’agenzia Ansa, l’indicazione contenuta nel primo rapporto sul meccanismo d’allerta messo in piedi da Bruxelles, relazione che verrà resa nota martedì.

IL RAPPORTO. Secondo l’analisi compiuta dai servizi della Commissione europea, i due principali fattori a pesare negativamente sulla situazione italiana sono l’elevato livello del debito pubblico (anche se Bruxelles riconosce che il livello del debito privato e’ relativamente contenuto) e la progressiva perdita di competitività, registrata a partire dalla metà degli anni ’90. Una dinamica, quest’ultima, su cui hanno pesato il calo della produttività e l’andamento del costo del lavoro per unità di prodotto. La relazione sarà presentata martedì prossimo dal commissario per gli affari economici e monetari Olli Rehn a Strasburgo, nella sede del Parlamento europeo, proprio alla vigilia del previsto intervento in aula del presidente del Consiglio Mario Monti.

GLI ALTRI PAESI. Insieme all’Italia, nel gruppo dei Paesi ‘messi peggio’, figurano la Spagna, Cipro e l’Ungheria. Per tutti, l’indicazione di Bruxelles è la stessa: intervenire per correggere gli squilibri accumulati sia sul lato interno che su quello esterno riducendo l’elevato livello del’indebitamento e recuperando competitività al fine di migliorare la crescita.

CONFCOMMERCIO: IMPRESE IN CRISI PER IL CREDITO. E nello stesso giorno in cui si anticipa il rapporto della Commissione Ue, arriva l’allarme sul “credit crunch” (la stretta al credito) per le imprese. La domanda/offerta ha fatto registrare al termine del 2011 la peggiore dinamica mai rilevata prima dall’Osservatorio credito Confcommercio, con una “preoccupante” contrazione della percentuale di imprese che ottengono credito da parte delle banche. “Desta un qualche genere di allarme”, scrive Confcommercio, “il fatto che la percentuale delle imprese del terziario alle quali le banche hanno negato il credito o lo hanno  concesso in misura inferiore rispetto alla richiesta è simile alla percentuale delle imprese alle quali il credito è stata concesso”.

domenica, 12 febbraio 2012

Secondo me anche l'India ci ha sorpassato nonostante le sue caste e i paria!

http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/articoli/ContentItem-a7f6d767-76e6-4c0b-acd5-af93a16fc1ea.html

L’indicazione contenuta nel primo rapporto sul meccanismo d’allerta di Bruxelles per la prevenzione degli squilibri macro-economici. Confcommercio: un terzo delle imprese in crisi, forti difficoltà a ottenere il credito.

L'Italia maglia nera in Europa per squilibri macroeconomici

Industria
BRUXELLES – L’Italia fa parte del gruppo di Paesi Ue che presentano i maggiori squilibri macro-economici, cioè ha area fortemente sviluppate o industrializzate (come il centro nord) e aree con un basso di attività economica e squilibri di reddito tra la popolazione. E’ questa, secondo un’anticipazione dell’agenzia Ansa, l’indicazione contenuta nel primo rapporto sul meccanismo d’allerta messo in piedi da Bruxelles, relazione che verrà resa nota martedì.

IL RAPPORTO. Secondo l’analisi compiuta dai servizi della Commissione europea, i due principali fattori a pesare negativamente sulla situazione italiana sono l’elevato livello del debito pubblico (anche se Bruxelles riconosce che il livello del debito privato e’ relativamente contenuto) e la progressiva perdita di competitività, registrata a partire dalla metà degli anni ’90. Una dinamica, quest’ultima, su cui hanno pesato il calo della produttività e l’andamento del costo del lavoro per unità di prodotto. La relazione sarà presentata martedì prossimo dal commissario per gli affari economici e monetari Olli Rehn a Strasburgo, nella sede del Parlamento europeo, proprio alla vigilia del previsto intervento in aula del presidente del Consiglio Mario Monti.

GLI ALTRI PAESI. Insieme all’Italia, nel gruppo dei Paesi ‘messi peggio’, figurano la Spagna, Cipro e l’Ungheria. Per tutti, l’indicazione di Bruxelles è la stessa: intervenire per correggere gli squilibri accumulati sia sul lato interno che su quello esterno riducendo l’elevato livello del’indebitamento e recuperando competitività al fine di migliorare la crescita.

CONFCOMMERCIO: IMPRESE IN CRISI PER IL CREDITO. E nello stesso giorno in cui si anticipa il rapporto della Commissione Ue, arriva l’allarme sul “credit crunch” (la stretta al credito) per le imprese. La domanda/offerta ha fatto registrare al termine del 2011 la peggiore dinamica mai rilevata prima dall’Osservatorio credito Confcommercio, con una “preoccupante” contrazione della percentuale di imprese che ottengono credito da parte delle banche. “Desta un qualche genere di allarme”, scrive Confcommercio, “il fatto che la percentuale delle imprese del terziario alle quali le banche hanno negato il credito o lo hanno  concesso in misura inferiore rispetto alla richiesta è simile alla percentuale delle imprese alle quali il credito è stata concesso”.

domenica, 12 febbraio 2012

La Congiura dei Nessuno

La Congiura dei Nessuno

spesso amiamo definirci Nessuno, non per ostentata umiltà, ne tanto meno per sensi di superiorità, ma più semplicemente per propria consapevolezza, accomunandoci a coloro i quali hanno scelto un percorso di vita etico-mistico-spirituale-filosofico al fine di ottenere quegli strumenti di risveglio e d’illuminazione che portano una lieve fioca luce nelle tenebre della nostra ignoranza. Unendo questo lungo e travagliato percorso all’esperienza umana ed alla professionalità si ottieni una visione del mondo, decisamente fuori dai canoni classici, permettendoci di osservare il pianeta da una visuale distaccata. Certo non abbiamo la prosopopea che lo scibile umano e le verità universali siano di nostra proprietà e d’uso quotidiano, ma con grande sincera semplice curiosità, apriamo le nostre menti al più impercettibile segno di verità cruda, netta e pura.

Questo percorso ci porta inevitabilmente a svestirsi degl’umani dinamismi/meccanismi e necessità della sfera affettiva, intraprendendo vie ardue della conoscenza sia essa spirituale sia essa psicologica-analitica, di fatto staccandoci di netto dalla “normalità” dell’essere umano. Naturalmente si è già predisposti fin dalla nascita.

Diviene naturale in seguito disinteressarsi di tutto ciò che normalmente le persone discutono chiuse nelle schiavitù mentali e dalle false necessità materiali, o che sognano sbavando davanti agli Status Symbol sociali di moda, o più semplicemente dei ripetitivi e poveri discorsi intorno ai giochi demenziali da arena, e si fugga dai nuovi templi dell’incontro umano conditi dalla necessità indotta dello shopping ossessivo compulsivo.

Tutto ciò senza sentirsi ne un Dio ne un Deo, ne superiore od inferiore, semplicemente ci si sente un mondo che nulla ha a che spartire con gl’altri.

Quando si arriva a questi livelli è normale che non si riesca a confrontarsi con i “normali dormienti”, che si dimenano e dibattono starnazzando nelle loro superficiali idiozie, e di conseguenza si evita accuratamente il confronto, poiché già si conosce e percepisce il loro pensiero, prima ancora che l’anticamera del cervelletto impartisca l’ordine alla bocca di aprirsi per lasciar vibrare le corde vocali.

Inevitabilmente ciò  rende solitari, coltivando la stessa per indole e carattere, ma sempre attenti e pronti a condividere, senza riserve o restrizioni, il proprio bagaglio con chiunque abbia desiderio di confrontarsi con umiltà e semplicità, sperando, che passo dopo passo, i senzienti possano contribuire, nel loro piccolo, a rendere questa società un posto migliore dove vivere evolvendoci in pace, serenità, tolleranza, rispetto, senza guerre, rivoluzioni, povertà, miserie e qualsiasi altro abbietto, brutale e violento “degeneramento” della condizione umana.

La Congiura dei Nessuno

La Congiura dei Nessuno

spesso amiamo definirci Nessuno, non per ostentata umiltà, ne tanto meno per sensi di superiorità, ma più semplicemente per propria consapevolezza, accomunandoci a coloro i quali hanno scelto un percorso di vita etico-mistico-spirituale-filosofico al fine di ottenere quegli strumenti di risveglio e d’illuminazione che portano una lieve fioca luce nelle tenebre della nostra ignoranza. Unendo questo lungo e travagliato percorso all’esperienza umana ed alla professionalità si ottieni una visione del mondo, decisamente fuori dai canoni classici, permettendoci di osservare il pianeta da una visuale distaccata. Certo non abbiamo la prosopopea che lo scibile umano e le verità universali siano di nostra proprietà e d’uso quotidiano, ma con grande sincera semplice curiosità, apriamo le nostre menti al più impercettibile segno di verità cruda, netta e pura.

Questo percorso ci porta inevitabilmente a svestirsi degl’umani dinamismi/meccanismi e necessità della sfera affettiva, intraprendendo vie ardue della conoscenza sia essa spirituale sia essa psicologica-analitica, di fatto staccandoci di netto dalla “normalità” dell’essere umano. Naturalmente si è già predisposti fin dalla nascita.

Diviene naturale in seguito disinteressarsi di tutto ciò che normalmente le persone discutono chiuse nelle schiavitù mentali e dalle false necessità materiali, o che sognano sbavando davanti agli Status Symbol sociali di moda, o più semplicemente dei ripetitivi e poveri discorsi intorno ai giochi demenziali da arena, e si fugga dai nuovi templi dell’incontro umano conditi dalla necessità indotta dello shopping ossessivo compulsivo.

Tutto ciò senza sentirsi ne un Dio ne un Deo, ne superiore od inferiore, semplicemente ci si sente un mondo che nulla ha a che spartire con gl’altri.

Quando si arriva a questi livelli è normale che non si riesca a confrontarsi con i “normali dormienti”, che si dimenano e dibattono starnazzando nelle loro superficiali idiozie, e di conseguenza si evita accuratamente il confronto, poiché già si conosce e percepisce il loro pensiero, prima ancora che l’anticamera del cervelletto impartisca l’ordine alla bocca di aprirsi per lasciar vibrare le corde vocali.

Inevitabilmente ciò  rende solitari, coltivando la stessa per indole e carattere, ma sempre attenti e pronti a condividere, senza riserve o restrizioni, il proprio bagaglio con chiunque abbia desiderio di confrontarsi con umiltà e semplicità, sperando, che passo dopo passo, i senzienti possano contribuire, nel loro piccolo, a rendere questa società un posto migliore dove vivere evolvendoci in pace, serenità, tolleranza, rispetto, senza guerre, rivoluzioni, povertà, miserie e qualsiasi altro abbietto, brutale e violento “degeneramento” della condizione umana.

Design a site like this with WordPress.com
Get started