Il rapporto di co-dipendenza nelle relazioni inter-personali

Il rapporto di co-dipendenza nelle relazioni inter-personali!

ho già sviscerato nei post precedenti le cause e le concause dei nostri sistemi di relazionarci sia essi privati, pubblici o professionali, partendo dal fatto che le nostre stesse mancanze affettive, il nostro bambino interiore ed il giudice interiore sono la parte integrante della nostra struttura egoica, la quale poi fondamentalmente è l’immagine, cosciente o meno, di ciò che siamo realmente.

Risulta quindi facilmente dimostrabile la complessità psichica di una persona, osservando la sua postura ed ascoltando attentamente la ritualità dell’esposizione dei propri psico-drammi e la narrazione dei suoi micro-mondi. Le modalità di richiesta sub-consce d’affetto e di attenzione, si manifestano chiaramente nell’espressività, non solo posturale, ma soprattutto, nelle dinamiche processuali quotidiane inter-relazionali, spesso senza averne coscienza.

Ma la procedura credo più errata nei rapporti inter-personali è data dalla co-dipendenza: significa l’aver bisogno dell’altro quasi in stile abnegativo del se. Prendendo ad esempio in studio il rapporto inter-personale intimo si evincerà che spesso viene scambiato per “amore”, la propria necessità a supplire alle proprie mancanze affettive e di riscontro sociale, scadendo nella famosa frase; io ho bisogno di te. Il bisogno è l’annullamento del se e della propria personalità, ove si proietta sul partner le aspettative di supporto psicologico atte a trovare ristoro e protezione. Ne deriva quindi un rapporto d’amore falso, tendente alla co-.dipendenza, annullando di fatto la possibilità di crescita interiore e di coppia, o, meglio descritto, viene a mancare la propria possibilità di mantenere il proprio se, abbassando il livello di guardia della struttura egoica, permettendo a se stessi un’adeguata crescita, e permettendo alla coppia di essere un tutt’uno paritario, nell’evoluzione unica della coppia.

Al fine di livellare paritariamente colui o colei impantanata nella co-dipendenza, si rende necessaria primariamente la resa consapevole a se ed affrontare un percorso di ri-appropriamento della propria figura interiore e della propria stabilità ed equilibrio psico-emotivo.

Chissà cosa pensano gli Dei di noi, cantava Alice sulle parole di Battiato….Parafrasando Schiller, il quale giustamente asseriva che, Neanche gli Dei possono nulla contro la stupidità umana, ahimè non mi resta altro che citare Einstein: Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo l’universo ho ancora dei dubbi. Naturalmente senza dimenticare gli Zeri: sentirsi pieni di poetico abbandono, di un senso alto del tragico e del buono, e scoprire che per gli altri sei solo in posa, per l’avanspettacolo e la cronaca rosa, e nonostante tutto avere dell’amore, un’idea talmente splendente e sublime, e un bel niente, un bel niente da spartire con queste vite mediocri e meschine………che spreco di umanità!

Chissà cosa pensano gli Dei di noi, cantava Alice sulle parole di Battiato….Parafrasando Schiller, il quale giustamente asseriva che, Neanche gli Dei possono nulla contro la stupidità umana, ahimè non mi resta altro che citare Einstein: Due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana, ma riguardo l'universo ho ancora dei dubbi. Naturalmente senza dimenticare gli Zeri: sentirsi pieni di poetico abbandono, di un senso alto del tragico e del buono, e scoprire che per gli altri sei solo in posa, per l’avanspettacolo e la cronaca rosa, e nonostante tutto avere dell’amore, un’idea talmente splendente e sublime, e un bel niente, un bel niente da spartire con queste vite mediocri e meschine………che spreco di umanità!

Cause e Concause del #Condizionamento Umanoide

Cause e Concause del Condizionamento Umanoide
I plagi millenari della nostra civilizzazione e la costruzione all’interno della nostra società di sacche di micro-mondi, assoggettati alle regole di principio comportamentale, condizionano a tal punto il nostro micro-mondo personale, a tal punto che spesso per mantenere un equilibrio tra la nostra realtà interiore e la realtà esteriore, bisogna aggrapparsi in tutti i sensi ai vetri con le unghie, al fine di non cadere nel baratro dell’angoscia e della disperazione che ahimè comportano le devianze dirette ed indirette di tale fallimentare architettura sociale, oramai distante anni luce dalla vera indole umana e della sua vera oggettività e configurazione ottimale tra l’essere bipede e la sua universalità.
I condizionamenti intrinsechi derivanti quindi non solo dall’architettura sociale, ma dalla costituzione di miliardi di piccoli micro-mondi pescanti nelle sacche di sub-cultura e sub-civiltà e dai nostri stessi ambienti e micro-cosmi familiari, sociali e professionali, sono la nostra morte spirituale e dell’essere. giacché retti da regole di competizione, sopraffazione, egoismo, falso moralismo. Fondamentalmente non ce ne frega una “cippa lippa” del nostro prossimo, ma siamo tutti dei pesciolini boccheggianti alla ricerca continua d’ossigeno, che ci riempiano di la bocca di principi elitari, quando siamo noi stessi i primi, a vernine a meno, riducendo le nostre esistenze a sordidi e miseri atti meccanici.
Del mondo fantasioso nel quale cresciamo ove c’inculcano tutta una serie di stupidate una più stolta dell’altra, non rimane nulla, se non l’amarezza di constatare quanto si è plagiati pur di non farci riconoscere la nostre misere esistenze, ma soprattutto quanto, la catena comportamentale umana, in confronto alla catena alimentare, sia quanto di più efferato, malvagio e perverso, l’uomo abbia potuto inventare per controllare e dominare il proprio simile.
La nostra civiltà è progredita tecnologicamente ma nulla è stato fatto per progredire nella nostra architettura sociale, di fatto relegandoci all’ultimo scalino della scala evolutiva; abbiamo solo dato una ripulita ed un’imbiancata, ma il succo non è assolutamente cambiato, continuiamo a vivere in un medioevo cieco e sordo.
Per il resto delle mie dissertazioni sulla condizione umana vi rimando ad alcuni miei precedenti post:
http://romanodeleo.blogspot.com/2012/02/dal-pensiero-barbaro-al-concetto.html
http://romanodeleo.blogspot.com/2012/02/temo-che-il-genocidio-culturale.html
http://romanodeleo.blogspot.com/2012/01/riflessioni-sociali.html
http://romanodeleo.blogspot.com/2011/12/cause-e-concause-del-fallimento-dei.html
http://romanodeleo.blogspot.com/2011/10/ribadisco-che-la-nostra-architettura.html
http://romanodeleo.blogspot.com/2011/08/le-basi-delle-scissioni-interne.html
http://romanodeleo.blogspot.com/2011/08/sintomi-e-patologie-della-societa.html
http://romanodeleo.blogspot.com/2011/04/e-disumano-vivere-nella-nostra.html
http://romanodeleo.blogspot.com/2010/06/la-miseria-delloblio-umanoide-misery-of.html
http://romanodeleo.blogspot.com/2010/05/la-follia-popolare-usi-costumi-e.html
http://romanodeleo.blogspot.com/2010/02/la-depressione-moderna.html
http://romanodeleo.blogspot.com/2009/12/i-condizionamenti-umanoidi.html
http://romanodeleo.blogspot.com/2009/11/alcune-chiavi-del-malessere.html
http://romanodeleo.blogspot.com/2009/09/pensiero-dinamico.html

Cause e Concause del #Condizionamento Umanoide

Cause e Concause del Condizionamento Umanoide
I plagi millenari della nostra civilizzazione e la costruzione all’interno della nostra società di sacche di micro-mondi, assoggettati alle regole di principio comportamentale, condizionano a tal punto il nostro micro-mondo personale, a tal punto che spesso per mantenere un equilibrio tra la nostra realtà interiore e la realtà esteriore, bisogna aggrapparsi in tutti i sensi ai vetri con le unghie, al fine di non cadere nel baratro dell’angoscia e della disperazione che ahimè comportano le devianze dirette ed indirette di tale fallimentare architettura sociale, oramai distante anni luce dalla vera indole umana e della sua vera oggettività e configurazione ottimale tra l’essere bipede e la sua universalità.
I condizionamenti intrinsechi derivanti quindi non solo dall’architettura sociale, ma dalla costituzione di miliardi di piccoli micro-mondi pescanti nelle sacche di sub-cultura e sub-civiltà e dai nostri stessi ambienti e micro-cosmi familiari, sociali e professionali, sono la nostra morte spirituale e dell’essere. giacché retti da regole di competizione, sopraffazione, egoismo, falso moralismo. Fondamentalmente non ce ne frega una “cippa lippa” del nostro prossimo, ma siamo tutti dei pesciolini boccheggianti alla ricerca continua d’ossigeno, che ci riempiano di la bocca di principi elitari, quando siamo noi stessi i primi, a vernine a meno, riducendo le nostre esistenze a sordidi e miseri atti meccanici.
Del mondo fantasioso nel quale cresciamo ove c’inculcano tutta una serie di stupidate una più stolta dell’altra, non rimane nulla, se non l’amarezza di constatare quanto si è plagiati pur di non farci riconoscere la nostre misere esistenze, ma soprattutto quanto, la catena comportamentale umana, in confronto alla catena alimentare, sia quanto di più efferato, malvagio e perverso, l’uomo abbia potuto inventare per controllare e dominare il proprio simile.
La nostra civiltà è progredita tecnologicamente ma nulla è stato fatto per progredire nella nostra architettura sociale, di fatto relegandoci all’ultimo scalino della scala evolutiva; abbiamo solo dato una ripulita ed un’imbiancata, ma il succo non è assolutamente cambiato, continuiamo a vivere in un medioevo cieco e sordo.
Per il resto delle mie dissertazioni sulla condizione umana vi rimando ad alcuni miei precedenti post:
http://romanodeleo.blogspot.com/2012/02/dal-pensiero-barbaro-al-concetto.html
http://romanodeleo.blogspot.com/2012/02/temo-che-il-genocidio-culturale.html
http://romanodeleo.blogspot.com/2012/01/riflessioni-sociali.html
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Credo che le idee di Gandhi siano state, tra quelle di tutti gli uomini politici del nostro tempo, le più illuminate. Noi dovremmo sforzarci di agire secondo il suo insegnamento, rifiutando la violenza e lo scontro per promuovere la nostra causa, e non partecipando a ciò che la nostra coscienza ritiene ingiusto. Albert Einstein

Anche sogliono essere odiatissimi i buoni e i generosi perchè ordinariamente sono sinceri, e chiamano le cose coi loro nomi. Colpa non perdonata dal genere umano, il quale non odia mai tanto chi fa male, né il male stesso, quanto chi lo nomina. In modo che più volte, mentre chi fa male ottiene ricchezze, onori e potenza, chi lo nomina è strascinato in sui patiboli, essendo gli uomini prontissimi a soffrire o dagli altri o dal cielo qualunque cosa, purché in parole ne siano salvi. Giacomo Leopardi

Credo che le idee di Gandhi siano state, tra quelle di tutti gli uomini politici del nostro tempo, le più illuminate. Noi dovremmo sforzarci di agire secondo il suo insegnamento, rifiutando la violenza e lo scontro per promuovere la nostra causa, e non partecipando a ciò che la nostra coscienza ritiene ingiusto. Albert Einstein

Anche sogliono essere odiatissimi i buoni e i generosi perchè ordinariamente sono sinceri, e chiamano le cose coi loro nomi. Colpa non perdonata dal genere umano, il quale non odia mai tanto chi fa male, né il male stesso, quanto chi lo nomina. In modo che più volte, mentre chi fa male ottiene ricchezze, onori e potenza, chi lo nomina è strascinato in sui patiboli, essendo gli uomini prontissimi a soffrire o dagli altri o dal cielo qualunque cosa, purché in parole ne siano salvi. Giacomo Leopardi

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