La #povertá – l´#ignoranza é il piú efferato delitto sociale!

La povertá é uno stato degenerativo del sistema della nostra architettura sociale, nota per la sua stoltezza e disumanitá.
Sono molteplici gli stati di povertá tanto quanto le cause ad esse ascritte, ma ció che lascia sempre piú perplessi e basiti, é la completa indifferenza, specialmente nel nostro Paese Cattolico, non solo da parte delle Istituzioni, che oramai son sempre piú distanti dalla realtá del Paese, ma da parte della stessa Chiesa e dai suoi accoliti, ma ció che lascia stupiti é la generale indifferenza del Popolo.
Vero é che per cultura e stereotipi derivanti dalla stessa, la povertá é considerata come una disabilitá sociale, alla quale si abbina non solo la povertá materiale, ma la si veste di buie superstizioni popolari, facendo si che, l´essere umano in questione, sia giudicato un reietto a tutti gl´effetti, un fenomeno da baraccone, al quale proiettare tutte le nostre piú profonde paure.

Da quando son divenuto io stesso povero, quindi senza casa e senza reddito, ho avuto ed ho moltissimo tempo a mia disposizione, e, grazie al fatto di avere ricevuto un´educazione e cultura decisamente superiore alla media, ho convertito il mio status degenerativo, in una fucina e palestra di osservazioni della specie umana. Se ne potrebbe scrivere e descrivere praticamente all´infinito, ma mi limito a brevi osservazioni a carattere generale.

Certo, io, a differenza di altri “poveri”, sebbene ovviamente la mancanza di mezzi porti inevitabilmente a crolli psicologici, soprattutto quando sei in modo vanesio attaccato al materiale al fine di supplire le proprie manchevolezze strutturali e spirituali, derivanti da un´impostazione sociale di omogeneizzazione e standardizzazione delle masse, ho avuto due immense fortune:
la prima consiste nell´avere un amico il quale ti sostiene e supporta e la seconda, ripeto ció che ho scritto all´inizio dell´articolo, é la capacitá di reinventarsi interiormente, svestendo le vestigia di sfarzi propinati dai media alla borghesia ed al Cittadino medio, e lasciare che la propria anima e mente, facciano pace con se stessi.

Ho conosciuto in questi anni di indigenza molti poveri, autoctoni, di svariate razze e religioni, ma ció che mi ha impressionato maggiormente, a parte la cieca e bieca disumanitá con la quale son trattati dalla societá, é il fatto, che essendo privi di cultura, insistono nel loro psico-dramma, restringendo la loro visuale del mondo a pure e semplici basilirari necessitá, per lo piú corporee. Si potrebbe obbiettare giustamente che chi é povero dalla nascita non ha avuto le possibilitá di studiare o ricevere un´educazione sufficiente, quindi non ha gli strumenti intellettuali ed interiori per potersi “reinventare”, ma la stragrande maggioranza dei poveri da me conosciuti, son esseri umani, che hanno cultura ed educazioni tali, da consentirgli il “reincentarsi”.

Il problema consiste negli stati di prostrazione psicologica e fisica nei quali si cade, poiché, per cultura sociale, chi non ha mezzi materiali, é conseguentemente una nullitá, e viene coerentemente trattato, dai “normali”, come fenomeno da baraccone al quale, quando va bene, lanciargli una banana.

Concludendo questa mia breve dissertazione sulla povertá, ritengo la vera povertá, quella becera laida e sordida, non quella delle privazioni materiali, ma bensí quella della totale mancanza di strumenti intellettuali, morali, interiori ed umani, del cosidetto “normale”.

Pacifici, non temiate, non vi spuntiamo fuori dal sotto il letto, tornate pure davanti alla vostra televisione……

#siguros – il #postrock piú affascinante e genuino

Grazie alla conterranea Biörk https://it.wikipedia.org/wiki/Bj%C3%B6rk i Sigur Rós https://it.wikipedia.org/wiki/Sigur_R%C3%B3s propongono un sound ancestrale, il quale richiama l´energia della natura. D´altronde l´Islanda offre, oltre a paesaggi d´incomparabile bellezza naturale, la possibilitá di meditare profondamente nel completo isolamento. Le melodie che ne scaturiscono ritengo siano eccezionali, senza tempo, senza luogo!

Propongo due brani, uno dei quali é un´autentica poesia a favore di quello che la nostra imbecille societá asserisce siano “disabili”:

#woodstock – Feed your Head – #jeffersonairplane

https://it.wikipedia.org/wiki/Festival_di_Woodstock

si sono spesi miliardi di parole, spesso inutili, riguardo all´epico concerto rock di Woodstock, ove non solo si riuní la créme del rock di allora, ma una moltitudine di giovani e non solo, si riuní pacificamente al fine di dare un grandissimo e fermo segnale ad una struttura sociale e politica, (che da allora non é cambiata, anzi é peggiorata), nel segno del pacifismo, del Peace and Love e del Live and let Live!

Ahimé dopo questo evento che ebbe risonanza planetaria, non ebbe piú alcun seguito nelle generazioni che si succedettero…

Propongo, sia per difficoltá di esecuzione canora sia di ritmica, un brano dei

Jefferson Airplane – White Rabbit, Live from Woodstock 1969 [HD] (Lyrics). https://it.wikipedia.org/wiki/Jefferson_Airplane

John #Surman scrutatore di spazi impalpabili in sospensione atemporale #Jazz

non vi sono parole umane per poter definire la musica di john Surman; si deve ascoltare con l´anima e lasciarsi trasportare nel proprio viaggio interiore.

john surman not love perhaps https://it.wikipedia.org/wiki/John_Surman

Quando il #rock incontra l´orchestra sinfonica. #proculharum #newtrolls

I puristi dei vari generi musicali catalogati, storcerebbero il naso, ma probabilmente non hanno la capacitá interiore e sensibilitá di gustare con l´apparato uditivo e l´anima, vere e proprie poesie.

Propongo dei Procul Harum :

#siguros – il #postrock piú affascinante e genuino

Grazie alla conterranea Biörk https://it.wikipedia.org/wiki/Bj%C3%B6rk i Sigur Rós https://it.wikipedia.org/wiki/Sigur_R%C3%B3s propongono un sound ancestrale, il quale richiama l´energia della natura. D´altronde l´Islanda offre, oltre a paesaggi d´incomparabile bellezza naturale, la possibilitá di meditare profondamente nel completo isolamento. Le melodie che ne scaturiscono ritengo siano eccezionali, senza tempo, senza luogo!

Propongo due brani, uno dei quali é un´autentica poesia a favore di quello che la nostra imbecille societá asserisce siano “disabili”:

#woodstock – Feed your Head – #jeffersonairplane

https://it.wikipedia.org/wiki/Festival_di_Woodstock

si sono spesi miliardi di parole, spesso inutili, riguardo all´epico concerto rock di Woodstock, ove non solo si riuní la créme del rock di allora, ma una moltitudine di giovani e non solo, si riuní pacificamente al fine di dare un grandissimo e fermo segnale ad una struttura sociale e politica, (che da allora non é cambiata, anzi é peggiorata), nel segno del pacifismo, del Peace and Love e del Live and let Live!

Ahimé dopo questo evento che ebbe risonanza planetaria, non ebbe piú alcun seguito nelle generazioni che si succedettero…

Propongo, sia per difficoltá di esecuzione canora sia di ritmica, un brano dei

Jefferson Airplane – White Rabbit, Live from Woodstock 1969 [HD] (Lyrics). https://it.wikipedia.org/wiki/Jefferson_Airplane

John #Surman scrutatore di spazi impalpabili in sospensione atemporale #Jazz

non vi sono parole umane per poter definire la musica di john Surman; si deve ascoltare con l´anima e lasciarsi trasportare nel proprio viaggio interiore.

john surman not love perhaps https://it.wikipedia.org/wiki/John_Surman

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