Beni Culturali. Il ministero dei beni culturali di Franceschini è all’avanguardia del nuovo precariato: usa i volontari del servizio civile al posto dei lavoratori. Emanati due nuovi bandi per creare un esercito di precari pagati 433 euro al mese. Tempo di scadenza: un anno. E poi si ricomincia. L’uso dei fondi europei destinati al programma “Garanzia Giovani” per tappare i buchi prodotti dal turn over e dai tagli dell’austerity

Mi Riconosci? Sono un professionista dei beni culturali Rete della Conoscenza Emergenza Cultura – in difesa dell’art. 9

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Nuovo anno, stessa musica al ministero dei beni culturali. Dopo il bando per 29 volontari del servizio civile impiegati per compiti di spiccata professionalità durante il Giubileo, ne sono stati emanati altri due per 1121 volontari. Il primo bando richiede 71 volontari per il Mibact, 17 per il Ministero dell’Ambiente e 22 per il Ministero dell’Interno. Il secondo, pubblicato il 2 gennaio prevede 1050 volontari del Servizio Civile, di cui mille andranno al Mibact. Questi ultimi saranno inquadrati nel fallimentare progetto «Garanzia giovani», lavoreranno in 215 sedi su tutto il territorio nazionale. I bandi fanno seguito a un accordo del 2014 tra il Mibact, la presidenza del consiglio e il ministero del lavoro sull’«occupazione» di 2 mila giovani, età fino ai 28 anni, per 9 o 12 mesi senza inquadrarli in una mansione professionale.

I fondi europei che dovevano essere usati per affrontare la disoccupazione giovanile, sono usati in Italia per reclutare forza lavoro per colmare i buchi prodotti dal blocco del turn-over e dai pensionati non sostituiti da nuove leve. In più l’uso di garanzia giovani, in questo e altri contesti, servirà a drogare le statistiche sull’occupazione giovanile permettendo al governo di esibire un «successo» quando l’Istat pubblicherà i prossimi dati sull’occupazione. Da un paio d’anni a questa parte il Mibact di Franceschini si è posizionato senz’altro all’avanguardia della trasformazione semantica del volontariato, degli stage permanenti in «lavoro». Lo strumento principale è il servizio civile. In cambio i ragazzi possono avere la soddisfazione (si fa per dire) di mettere un’«esperienza» nel curriculum. Questi lavoratori travestiti da «volontari» guadagneranno 433,80 euro al mese per 5.200 euro all’anno. Un gran bel risparmio per l’austerity nei beni culturali, visto che un contratto anche part-time potrebbe costare senz’altro più del doppio. Così lo Stato occulta il precariato, cancella i titoli e de-professionalizza giovani già formati e pronti per un lavoro.

E dopo un anno di lavoro mascherato che faranno questi ventenni? Nulla: non avranno nulla in mano e ricominceranno il giro della ruota del criceto. Alla ricerca di un nuovo lavoro precario travestito da stage, da apprendistato o da servizio civile. Magari intervallandolo con un’infornata di voucher per un’ente locale come il Comune di Torino, e non solo, per un bar o risto-pub in città.

«Il bando, con una cifra molto elevata rispetto agli anni passati, arriva in un momento particolare, nel quale il Mibact si trova sotto organico di almeno 3 mila unità. Si usa lo strumento del Servizio Civile per risparmiare e coprire buchi di personale, evitando il collasso» sostiene Leonardo Bison, attivista della campagna «Mi Riconosci?». «Hanno trovato un altro modo per avere mille schiavi. il servizio civile non è un modo per spendere fondi per l’occupazione – aggiunge Martina Carpani (Rete della Conoscenza) – Il Mibact spieghi perché cerca volontari e non assume personale».
Fonte Il Manifesto
Talvolta anche i Comunisti Italiani riescono a scrivere qualche verità N.d.r.

Istruzioni per la gestione di Romano 
Vademecum esistenziale dei rapporti inter-personali, al quale vi chiedo cortesemente di attenervi, altrimenti, a me, non me ne frega proprio nulla, al massimo sarete fanculizzati!
Vediamo se così la vostra e la mia qualità di vita sociale finalmente può migliorare!

(Numero i punti, ma per importanza sono tutti allo stesso livello)
1) non m’interessa assolutamente nulla di chi siete e cosa fate, vi trattero sempre con educazione e rispetto, sia che voi siate un Barbone od uno Sceicco. Non lo fate con me? Fanculizzati all’istante!
2) non m’interessa cosa pensiate, ho pensiero proprio, e dei vostri suggerimenti e consigli, so sbagliare da solo ed anche molto bene
3) se siete nel bisogno, per quanto da me tecnicamente possibile, mi farò in quattro per aiutarvi, ma se andrete dalla parte opposta a cio’ che vi ho consigliato o suggerito, Fanculizzati all’istante!
4) dei vostri problemi e psico-drammi esistenziali non m’interessa nulla, ho già i miei e sono sufficienti. Sappiate che se sarò costretto dalle occasioni ad ascoltare i vostri vomiti mentali, io, mentalmente sarò già su di un altro pianeta e lo riterrò atto di guerra nei miei confronti e delitto irrimediabile paragonato alla tortura e stupro mentale
5) a meno che non vi confrontiate con umiltà e per puro diletto della conoscenza omnia, di ciò che asserite non me ne frega una beata minchia
6) non ditemi mai cosa devo fare o dire, Fanculizzati all’istante
7) se volete un lavoro o prestazione professionale dal sottoscritto, prima pagate e poi verranno fatti i lavori
8) sono di norma disponibile ma se abusate della mia pazienza o mi prendete in giro o ve ne approfittate, Fanculizzati all’istante
9) spesso faccio finta di niente e non raccolgo, perchè altrimenti dovrei fanculizzare da mane e sera e comincerebbe a divenire un vero e proprio lavoro, che se fosse pagato bene, ma a gratis proprio no
10) discutete di musica, arte, spiritualità, misticismo, filosofia, dei massimi sistemi, astronomia, tecnologia, naturalmente con cognizione di causa per cortesia; TUTTI GL’ALTRI ARGOMENTI UMANI NON ME NE FREGA UN CAZZO E’ PERFETTAMENTE INUTILE CHE CONTINUIATE A PARLARE DI CIO’ CHE NON M’INTERESSA OTTERRETE SOLO ODIO VISCERALE
11) se m’invitate a cena sappiate che prediligo i posti isolati ed ameni, od in riva al mare od in alta montagna, un tavolo quattro sedie ed un buon bicchiere di vino
12) odio gl’assembramenti umani e la massa
13) detesto cordialmente chi è sporco e disordinato sia materialmente sia moralmente
14) sono un paranoico della pulizia e dell’ordine interiore ed esteriore e vivo secondo la filosofia del cinismo
15) se mi chiedete lumi e quando vi rispondo replicate : no, ma va non è così, cosa cazzo me lo chiedete a fare?
16) se mi chiedete un lavoro e dopo che l’ho fatto mi dite che non si fa così, fatevelo voi invece di rompermi la minchia
17) amo la mia libertà ed indipendenza se mi limiti in qualche modo troverai in me il tuo più grande nemico
18) non mi dire mai che mi conosci, non conosci te stesso, come fai, o pirla, a conoscere gl’altri, e poi uno come me, ma va a ranare
19) amo i silenzi non continuate a parlare a vanvera m’irritate
20) detesto cordialmente l’arroganza la presupponenza la petulanza l’ignoranza la maleducazione la sciatteria
21) IN LINEA DI PRINCIPIO GENERALE DI CIò CHE VOI PENSATE O GIUDICHIATE DI ME NON ME NE PUò FREGAR DE MENO, A MENO CHE CIò NON INFLUISCA SULLA MIA VITA SOCIALE, QUINDI SI SCADE NELLA DIFFAMAZIONE, E LI DIVENGO UNA BELVA
22) amo visceralmente la natura e ne traggo tutte le energie spirituali dell’anima
23) rispetto gli spazi altrui, usanze e tradizioni, modi di fare e pensare, ma a casa vostra, a casa mia, fuori dalle palle a velocità supersonica

Non vi piaccio, cazzi vostri, a me personalmente non me ne frega una beata minchia!

Vuoi farmi un regalo e te lo puoi permettere? Spediscimi nel luogo più remoto del nostro pianeta in assenza di ominidi, con un telefono satellitare per stare in contatto con i miei figli, ed ogni tanto inviami derrate alimentari, e se puoi del buon vino rosso non si disdegna mai, e farmaci per curarmi. TUTTO IL RESTO NON ME NE FREGA NIENTE, SONO COMPLETAMENTE AUTONOMO MATERIALMENTE, SPIRITUALMENTE, INTELLETTUALMENTE E CULTURALMENTE; mi faccio compagnia in modo egregio!

Le nuove frontiere dell’imbecillità umana non conoscono confini nel loro degrado specialmente nel popolato mondo femminile delle nuove parvenue intellettuali; la loro arrogante petulante e starnazzante ignorante imposizione della maleducazione cafona laida e sordida di dette pussilanimi, è riflessa quotidianamente negl’atteggiamenti propri di chi ha perso l’equilibrio mentale e s’è abbandonata al declino della razza umana.
Passi il quadrupede prêt-àporter normalmente portato nelle loro borsette a corredo plastico della nuova finta aberrante femminilità e trucidi canoni di bellezza; quadrupede somigliante ad un essere alieno creato in laboratorio che verrebbe il desiderio di metterlo nel micro-onde, tanto trema ed abbaia in pendance con la padrona nella sciocca futilità e stupidità demenziale.
Ma presentarsi in Chiesa con un manzo da 60 kg, probabilmente un Terranova, e far notare alla deficiente di turno che oltre a me vi sono altri fedeli che soffrono di allergie agl’animali, e vedere che con prosopopea arrogante ti si siedono apposta dietro te, col cane steso spatasciato che blocca il passaggio, è il culmine del zoccolame femminile. 
Non ho potuto far altro che riprenderla e per tutta risposta mi son sentito replicare che è Figlio di Dio; va da se che candidamente ho risposto che ahimè, anche le zanzare e gl’imbecilli son Figlio di Dio.
Avrei voluto tanto rispondere che la creazione della donna è stato una delle più grandi disattenzioni che abbia commesso Dio, ma mi sono astenuto, per non creare una guerra di genere, tanto in voga tra gli stolti beoti radical-chic benpensanti buonisti sinistri sinistrati, senza ne arte ne parte! 

Festa del Santuario Mariano Diocesano di Nostra Signora della Rovere in San Bartolomeo al Mare (Im)

In occasione della Tradizionale Festa della Madonna della Rovere del giorno 2 Febbraio 2017 si svolgerà, a seguito della Sacra Funzione la quale avrà inizio alle ore 9.30, la Processione della Madonna della Rovere che avrà luogo il giorno 29 Gennaio 2017 alle ore 10.30, che si snoderà per le vie del Paese di San Bartolomeo al Mare.

La Processione partirà dalla Piazza Rovere e seguirà in ordine il percorso di Via Santuario, Via Guglielmo Marconi, Lungomare delle nazioni, Via Guglielmo Marconi, Via Dott. Fedele Traversa per tornare infine in Piazza Rovere.

La Festa della Madonna della Rovere è sentito momento devozionale del Santuario di Nostra Signora della Rovere, luogo di culto che fin dai tempi antichi ad oggi è meta di continui pellegrinaggi da tutta la Liguria ed il basso Piemonte, oltre che essere raggiunto da tutta Italia.

Si rammenta ai Fedeli che in concomitanza con la Festa della Madonna della Rovere avrà luogo la Fiera della Candelora. E quest’ultimo che rappresenta uno degli appuntamenti etnografici più caratteristici dell’intero Ponente Ligure: ha origine nel XVII secolo e costituisce un momento di notevole importanza economica, sociale e religiosa, fortemente legato alla tradizione commerciale dell’intera vallata e del Ponente Ligure. Maggiori informazioni sul sito Istituzionale del Comune di San Bartolomeo al Mare all’indirizzo Fiera della Candelora San Bartolomeo al Mare

A breve pubblicheremo il programma completo delle Sacre Funzioni per l’occasione della Festa della Madonna della Rovere.
Non esitate a contattarci via email snsignoradellarovere@gmail.com per qualsiasi ulteriore necessità od informazione necessitiate. 
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che il nuovo anno porti verità e giustizia!

———- Messaggio inoltrato ———-
Da: Romano De leo
Date: 1 gennaio 2017 11:24
Oggetto: Che il nuovo anno porti verità e giustizia!
A: Presidenza Tribunale , info@ordineavvocatimonza.it, procura.monza@giustizia.it
Cc: m.erba@tiscali.it, fallim.tribunale.monza@giustizia.it, dirigente.tribunale.monza@giustizia.it, responsabileprevenzionecorruzionetrasparenza@giustizia.it, massimo.masselladucciteri@avvocaturastato.it, studioballarin@alice.it, elisabettabrugnoni@studiobrugnoni.com, lmaggioni.sindaco@comune.carugate.mi.it, cristina.brambillasca@comune.carugate.mi.it, ibarlassina.consiglieradelegata@comune.carugate.mi.it, sociale@comune.carugate.mi.it, caritas.carugate@tiscalinet.it, servizi_persona@comune.carugate.mi.it, cristina.sangalli@comune.carugate.mi.it, stmi121283@carabinieri.it, alida.paluchowski@giustizia.it, tribmin.milano@giustizia.it, procmin.milano@giustizia.it, normanna.pozzi@comune.carugate.mi.it, cps.gorgonzola@aospmelegnano.it, cps.pioltello@aospmelegnano.it, grioni.daniela@aslmi2.it, psichiatria.melzo@aospmelegnano.it, gdp.monza@giustizia.it, equipe1@comune.monza.it, npi.cassina@libero.it, info@ordineavvocati.monza.mi.it, vincomau@libero.it, direzione.generale@aomelegnano.it

Carissima Elisabetta Brugnoni Curatrice Fallimentare

e p/c Presidente Tribunale Monza Dott.ssa Laura COSENTINI

e p/c come di consueto

sono veramente onorato che mi sia del disagiato sociale/psichico, ciò significa che mi discosto come levatura e statura morale dall’insostenibile leggerezza dell’essere e testarda stoltezza beota delle masse di pussillanimi che popolano la nostra Italia, la quale unica arma, di questi miserabili, è la macchina del fango, ingranaggio ben oliato della nostra Italietta.
Eh si, comunque Le do ragione sul disagiato sociale/psichico, poichè vede un uomo come me di cultura ed esperienze fuori dagli schemi standard di Voi formichine, piuttosto che integrarsi e sporcarsi della vostra laida e sordida gretta pochezza, preferisce vivere al di fuori degli stereotipi della nostra misera architettura sociale e, va da se, che qualora mi debba confrontarmi ed inter-relazionarmi con coloro che non hanno adeguati strumenti intellettuali, culturali e professionali di pregio, che vinca la stoltezza efferata del kafkiano tecno-burocratismo Italiano.
Nulla si può contro la petulante e starnazzante stupidità.

Se fossi stato veramente ciò che Lei riporta, dall’immondezzaio umanoide sub-umano dei Servizi Sociali, al soldo di chi voleva farmi addirittura interdire (naturalmente tutte le prove sono depositate presso la Vostra Spettabile Cancelleria), un disagiato sociale e psichico, non sarei dove sono e non avrei mai potuto fare tutto ciò che ho compiuto nella mia vita; s’informi, può usare anche un Social Network di Sua preferenza, e noterà, se ne ha la ossatura culturale, che son pochi coloro i quali possono permettersi di scrivere ciò che scrivo. Certo ho una nicchia di mercato ristretta, si sa, la cultura è per pochi ma non per molti.

Persone come Lei od il Presidente del Tribunale, che asserisce non è affar mio appartiene alla precedente gestione, o peggio ancora il Giudice che sentenziò con prosopopea la mia fine, e tutti coloro che gravitano in questa sorta di Corte dei Miracoli, invece di perseguire la vera verità, preferite far di struzzo, per Vostra convenienza, ed è questa la motivazione principale del perchè le Istituzioni Italiane hanno stuprato l’affetto morale per la Res Publica ed hanno compiuto un genocidio culturale, morale e sociale di pochi pari nella storia della nostra millenaria civiltà.

Mi auguro che possiate consegnare a qualche illuminato Magistrato, che non appartenga ai nuovi venti psico-demagogici da isterismo demenziale da sindrome premestruale perenne della sinistrata Magistratura Italiana, l’ennesimo esposto querela, che dovreste ricevere a breve dopo il naturale rimpallo delle competenze, che copio ed incollo in calce, affinchè persegua la verità e, che l’Ordine degl’Avvocati di Monza possa con sollecitudine affiancarmi un valido Avvocato; difficilino dato che se non hai i soldi è una categoria di personaggi da prendere con le pinzette, ma sapete come la speranza non muore mai, la verità prima o poi emerge ed io, non mi arrendo mai.

Mi auguro e Vi auguro che quest’anno possiate tutti esseri illuminati e perseguire la verità, e, di conseguenza restituirmi il maltolto; potete farlo, non si preoccupi, un Presidente del Tribunale tramite un Magistrato, ovviamente serio, onesto, leale ma soprattutto professionale, può farlo è nelle Sue facoltà.

Ad ogni buon conto un mio personale augurio di marcire all’inferno, ma non quello romanzato e letterario Dantesco.

Naturalmente anche questa mia email verrà pubblicata sui miei blog.
Felice anno nuovo

Romano De Leo

P.s.: copio ed incollo anche querela, anche questa senza seguito, ai Curatori Fallimentari

Alla Stazione dei Carabinieri di Diano Marina
San Bartolomeo al Mare, 12 dicembre 2016
Oggetto: esposto/querela
per calunnia e diffamazione, incompetenza grave, omissione d’atti d’ufficio, accanimento persecutorio e vessatorio continuativo nei miei confronti, e relativi reati civili e penali che si possono ravvisare dai fatti esposti, richiedendo l’intervento pronto ed urgente della Magistratura e Pretura, nei confronti di:
Sig.ra Cristina Sangalli Assistente Sociale – Comune di Carugate Via XX Settembre, 4  – 20061 Carugate Mi
 Io sottoscritto Romano De Leo, residente in Via Umberto I, 25 18020 Fraz. Villatalla di Prelà Im, nato a Milano l’08/02/1962, cittadinanza italiana, Professione Amministratore/dirigente, attualmente disoccupato ed in stato di povertà, identificabile con documento Carta Identità AV 9012320 rilasciato Comune Prelà e valido fino al 08/02/2027, reperebile telefonicamente al no. 3249933863, e temporaneamente domiciliato presso Santuario di Nostra Signora della Rovere, Piazza Rovere, 4 San Bartolomeo al Mare Im
 dichiaro:
che la Signora Cristina Sangalli ha sistematicamente, tramite le sue relazioni al Tribunale dei Minori di Milano, infangato la mia persona trasformandola in un reietto della società, un disagiato sociale e psichico, strumentalizzando e stravolgendo le mie dichiarazioni rese loro, di fatto trasformando il sottoscritto da stimato e benestante professionista ed imprenditore, intellettuale dotto, scrittore, poeta e musicista, volontario riconosciuto, dalle doti riconosciute d‘altissimo pregio culturale, professionale, umano e spirituale, in un asociale, violento e rissoso, violentatore di donne, alcolizzato, drogato, depresso, psicotico, squilibrato mentale, fannullone ad oltranza, incapace d’esser papà, pedofilo, pazzo visionario, picchiatore di figli, fin dal lontano anno 2003.
Tutta questa persecuzione è avvenuta dietro denunce verbali e scritte presentate alla Signora Cristina Sangalli, della Signorina Anna De Leo, mia madre, e della Signorina Beatrix Steger, mia ex moglie, dietro l’unico intento di quest’ultime, di delegittimarmi a tutto tondo, di fronte alla società affinchè potessero procedere con la truffa a trasformare, con atto societario fasullo, la mia firma apposta a tale documento è falsa, la Società Immobiliare Marta srl di Carugate di mia proprietà al 50%, a nome della Signorina Anna De Leo, la quale fece si che tale Immobiliare fosse inglobata illegalmente nel Fallimento Sideron srl di Carugate rg70/2008 della quale Lei era Amministratrice.
Fatti:
ricevo presso la mia email personale romanodeleo@gmail.com indata 21 Novembre 2016, una e-mail, in allegato a questo mio esposto/querela, dalla Segreteria della Presidenza del Tribunale di Monza, nella quale la Curatrice Fallimentare Dott.ssa Brugnoni, rispondendo alla Presidente stessa sull’Impianto Fallimentare accorso all’Immobiliare Marta di Carugate di mia proprietà al 50%, asserisce nelle conclusioni:
“Si conclude segnalando che il Sig. De Leo è persona che soffre di disagi mentali e che è nota ai servizi sociali”.
Sono 13 anni che la mia vita è stata gravemente danneggiata dalle relazioni della Sig.ra Cristina Sangalli procurandomi enormi disagi sociali e professionali distruggendo la mia qualità di vita sociale ed economica ed affettiva precedente.
Allego copia mio precedente esposto/querela presentato all’Arma dei Carabinieri di Carugate in data 02 Luglio 2012, per la quale non mi è pervenuto alcun avviso dal Tribunale di Monza, ove espongo in modo chiaro ed inequivocabile la lunga persecuzione della Sig.ra Cristina Sangalli nei confronti della mia persona e dei miei figli.
Mi riservo di presentare documentazione, prove e teste in sede processuale. 
Chiedo ai sensi dell’Art.408 Ccp. d’essere avvisato circa l’ipotesi della formulata richiesta d’archiviazione.
Contestualmente dichiaro d’eleggere domicilio per le notifiche presso il mio temporaneo domicilio Santuario di Nostra Signora della Rovere Piazza Rovere 4 San Bartolomeo al Mare
Contestualmente dichiaro di non possedere alcun tipo d’assicurazione che copra eventuali danni derivanti da quanto esposto in querela.
Contestualmente dichiaro di vivere in stato di completa indigenza dal mese di Settembre 2014 e di non avere nulla di proprietà.
Mi riservo la costituzione in Parte Civile per la richiesta dei patendi disagi sociali ed economici, morali, fisici, esistenziali, affettivi e biologici
Dichiaro di non conoscere la residenza e la situazione attuale della Signorina Anna De Leo, mia madre.
Dichiaro di non conoscere la residenza e la situazione attuale della Signorina Beatrix Steger, mia ex moglie.
Richiedo al Competente Foro l’assegnazione di un Avvocato iscritto alle liste del Gratuito Patrocinio per ottenere giusta ed equa difesa.
Scritto, letto, confermato e sottoscritto in data 12 Dicembre 2016
In fede
Romano De Leo

Precedente querela del 2012

Alla Stazione dei Carabinieri di Carugate
Carugate, 02 luglio 2012
Oggetto: esposto/querela
per calunnia e diffamazione, incompetenza grave, omissione d’atti d’ufficio, accanimento persecutorio e vessatorio continuativo nei miei confronti e nei confronti dei miei figli, e relativi reati civili e penali che si possono ravvisare dai fatti esposti, richiedendo l’intervento pronto ed urgente della Magistratura e Pretura, nei confronti di:
Dott.ssa Silvia Grignani – Comune di Carugate Via XX Settembre, 4 –  20061 Carugate Mi
Sig.ra Cristina Sangalli – Comune di Carugate Via XX Settembre, 4  – 20061 Carugate Mi
Sig.ra Laura Giaquinto – C.i.m.e. Neuropsichiatria Infantile Via Mazzini, 26 Cassina de’ Pecchi Mi
Dott.ssa Antonella Maccaroni – Età Insieme Scarl Via Lario, 16 – 20159 Milano
Io sottoscritto Romano De Leo, residente in Via Italia, 4 a Carugate Mi, nato a Milano l’08/02/1962, cittadinanza italiana, Professione Amministratore, attualmente disoccupato ed in stato d’indigenza, identificabile con documento Passaporto no. C111573, rilasciato dalla Questura di Milano in data 08/03/04 e valido fino al 07/03/2014, reperebile telefonicamente al no. 3270619422,
dichiaro:
che i Signori in querela hanno sistematicamente, tramite le loro relazioni al Tribunale dei Minori di Milano, infangato la mia persona trasformandola in un reietto della società, strumentalizzando e stravolgendo le mie dichiarazioni rese loro, di fatto trasformando il sottoscritto da stimato e benestante professionista ed imprenditore, intellettuale dotto, scrittore, poeta e musicologo, volontario riconosciuto, in un asociale, violento e rissoso, violentatore di donne, alcolizzato, drogato, depresso, psicotico, squilibrato mentale, fannullone ad oltranza, incapace d’esser papà, pedofilo, pazzo visionario, picchiatore di figli
Premetto che:
faccio esplicito riferimento diretto alla mia Querela del 06 agosto 2007, in seguito revocata in data 15/02/2008, a seguito di personali rassicurazioni da parte del Sindaco Umberto Gravina di supporto ed aiuto per i miei tre figli ed il sottoscritto. Faccio esplicito riferimento alla monumentale documentazione addotta dal 2000 ad oggi, sotto forma di telefax, e-mail e raccomandate inviate alla Sig.ra Cristina Sangalli, al Sindaco Umberto Gravina, al Tribunale dei Minori di Milano nella persona del Giudice MG Domanico e delle massime Autorità Italiane.
Dal mese di Giugno dell’anno 2003 a tutt’oggi, i miei tre figli ed il sottoscritto siamo stati vittime, d’un incessante e continuativo accanimento persecutorio, prodotto dalle persone qui sopra citate, espresso oltre che verbalmente per iscritto tramite le loro relazioni, atto principalmente a screditare la mia immagine d’uomo sia a livello umano sia professionale sia di padre, nei confronti del Tribunale dei Minori di Milano e presso le Istituzioni e Società Carugatese, ma nella fattispecie nei confronti dei miei figli, il quale atto ha provocato ai miei figli ed al sottoscritto gravi ed incommensurabili disagi sociali ed economici, morali, esistenziali e biologici.
Tale atteggiamento criminoso che in realtà è iniziato all’inizio dell’anno 2000 in buona sostanza nella sua aberrante e disumana conclusione attuale, ha portato mio figlio Lorenzo De Leo ad essere internato in un Carcere Ospedale Giudiziario Psichiatrico di Reggio Emilia, mia figlia Giuliana De Leo ad essere internata in una Comunità Cooperativa Lo Squardo Afa di Bariano dalla quale mia figlia abbandonata a se stessa fugge continuamente e versa in gravi condizioni psico-fisico- sociali-affettive, mia figlia Valentina D’Ambra grazie al continuo disumano cavillare della Sig.ra Cristina Sangalli e del Sindaco Umberto Gravina è da oramai quattro anni che non mi è concesso incontrarla con tutto i risvolti psico-affettivi che questo comporta per mia figlia, il sottoscritto Romano De Leo vive in stato di completa indigenza.
Sottolineo gravemente che ora mia figlia Giuliana De Leo, grazie al comportamento scriteriato e criminoso dei Signori in oggetto di Querela, ha cessato i rapporti col sottoscritto.
Anziché ricercare nella loro mamma e nella nonna paterna le cause che hanno costellato i disagi e conflitti della Famiglia De Leo/Steger/D’Ambra, da dieci anni a questa parte i miei figli, siamo sottoposti senza alcuna tutela a ricatti morali ed affettivi da parte della mamma e della nonna i quali in buona sostanza vertono sul fatto che se loro amano il padre esse negheranno il loro d’amore. I Signori in oggetto di Querela, hanno concentrato un giudizio spregevole esclusivamente sulla mia persona sovvertendo la realtà, strumentalizzando la sofferenza dei miei figli e la mia, inventandosi di sana pianta mie presunte dichiarazioni o fatti della mia vita privata e professionale, ostacolandomi ed ostracizzandomi, commentando apertamente su miei presunte malattie mentali, offendendomi gravemente e pesantemente nella dignità direttamente con affermazioni bieche e false.
Di fatto la realtà consiste nel fatto che la mamma Beatrix Steger rifiuta i propri figli da ben quattro anni, ed in precedenza mai se ne è occupata dimostrando completa anaffettività, preferendo un compagno altamente problematico con i propri figli che i suoi stessi. 
Nella fattispecie mio figlio Lorenzo, a causa di ciò e della grave incompetenza della Sig.ra Cristina Sangalli, è stato addirittura internato contro il suo ed il mio volere in una Comunità Psichiatrica non adeguata alle sue problematiche. Questo ricoverò ha minato gravemente una normale e decorosa crescita individuale psicologica e professionale, tanto che ora a distanza d’anni, ancora non è riuscito a condurre una vita adeguata alla sua crescita evolutiva, comportando la mancanza totale di adeguato inserimento nella vita sociale e lavorativa, soffrendo di gravissime forme di disagio interiore e psicologico. Ora è internato nel Carcere Giudiziario Psichiatrico di Reggio Emilia in seno a fatti criminosi da lui commessi in relazione al fatto che i giovani delinquenti di Carugate, trattandolo come “scemo del villaggio”, lo aizzavano, drogandolo e facendolo ubriacare, finchè mio figlio non cominciasse a “sbarellare”. Tutti questi giovani, noti alle Forze dell’Ordine dell’Arma dei Carabinieri d’Agrate Brianza, per i loro comportamenti criminosi, godono della massima libertà, mentre mio figlio è stato punito in modo oltraggioso e disumano.
Il giudizio espresso sui miei figli e sul sottoscritto, dai Signori sopraccitati, espresso oltre che verbalmente per iscritto tramite le loro relazioni, ha comportato per mia figlia Giuliana un pesante disagio ed isolamento negl’ambienti sociali del Paese di Carugate, quali la Scuola, le amicizie e via discorrendo, minando fortemente la capacità neutrale di giudizio psico-sociale della stessa Scuola Media Baroni di Carugate con gravissime ripercussioni sotto il profilo psicologico, relazionale e performance scolastiche. La stessa è stata oggetto di forme di razzismo ed ostracismo, accanimento persecutorio da alcuni Professori della stessa scuola in particolare la Prof.ssa Monica Morgese e dalla Preside Daniela Giorgetti, tanto che nello scorso anno didattico, la stragrande maggioranza dei suoi compagni di classe la sfotteva pesantemente asserendo che fosse uguale al fratello Lorenzo, quindi “pazza”. I Signori di cui in oggetto di Querela, senza considerare minimamente la situazione, han fatto si ora d’internare mia figlia in una Comunità, tale Cooperativa Lo Sguardo di Bariano Bg, ove mia figlia ha avuto un crollo psicologico gravissimo che l’ha portata in un anno di “detenzione carceraria” ad un gravissimo accentuarsi di quotidiani casi di diuresi notturna, a soffrire di obesità cronica, oltre ad un “imbarbarirsi” della sua educazione e comportamento sociale, ma cosa ben grave è sottoposta ad una continua tensione psicologica poiché non è in alcun modo supportata in tal senso ed anche perchè, senza alcun progetto di mediazione familiare, la stessa è sottoposta ai continui ricatti morali affettivi della propria madre Beatrix Steger e della nonna paterna Anna De Leo. Questo l’ha portata come conseguenza diretta a continuare a fuggire dalla Comunità e, fatto di gravità assoluta, giovedi scorso 12.11.09, è fuggita trascorrendo una nottata a Milano senza che nessuno sapesse dov’era. Sono stato avvisato il giorno seguente e mi sono immediatamente attivato nella ricerca di mia figlia coinvolgendo anche i Media e la trasmissione “Chi l’ha visto?”. Questo a sottolineare quanto mia figlia sia abbandonata a se stessa, ma cosa grave sia la sig.ra Cristina Sangalli che gl’Educatori continuano a presentarmi a Lei come persona non degna di fiducia ed un padre scapestrato addossandomi tutte le colpe della situazione dei figli. Ancor più grave e disumano, a mia figlia, le viene impedito qualsiasi contatto col fratello, al quale è molto legata, e con qualsiasi pretestuosità le viene impedito ulteriormente ogni contatto con la sorella Valentina D’ambra.
A causa di tutto ciò il sottoscritto da tre anni a questa parte ha subito ingiustizie da parte della Sig.ra Cristina Sangalli, Laura Giaquinto e sindaco Umberto Gravina, i quali m’hanno portato in una grave situazione di disagio economico e sociale, poiché inspiegabilmente ancor a tutt’oggi, mi viene impedito addirittura di presentare le relative domande per ottenere aiuto e sostegno economico ed utilizzare i canali preferenziali per le situazioni di disagio familiare, considerando il fatto che per lunghi due anni per star dietro a mio figlio in modo consono date le sue problematiche non ho potuto lavorare, poichè che la Sig.ra Cristina Sangalli ed il Sindaco Umberto Gravina, si sono ripetutamente rifiutati di supportare mio figlio ed il sottoscritto. La situazione che persiste oramai da anni e ridotto all’indigenza totale, non ho più accesso in alcun modo alla possibilità di curarmi decorosamente i miei importanti problemi di salute accertati, i quali peggiorano di giorno in giorno: gravissima ipertensione arteriosa, diabete, acufene, asma bronchiale, allergia perenne, discopatie multiple, gravissimo deficit arto superiore destro. Ma cosa ancor più grave non posso accedere a quelle forme psicologiche e d’analisi a supporto della mia persona, e diete ad hoc, data la situazione di gravissimo disagio che patisco ingiustamente.
Deve essere sottolineato che in barba completamente a quanto richiesto dal Giudice MG Domanico d’indagine sul nucleo familiare, non è stata effettuata alcuna indagine approfondita, e la Sig.ra Anna De Leo nonna paterna si è rifiutata di sottoporsi a perizia psichiatrica, mentre le perizie psichiatriche riguardanti la Sig.ra Beatrix Steger e del sottoscritto, erano palesemente viziate poiché davano la Sig.ra Beatrix Steger come perfettamente integra ed il sottoscritto come folle.
Lo stesso Giudice Maria Grazia Domanico ha decretato, dopo più di quattro anni, l’affidamento ai Servizi Sociali di Carugate, in barba completamente a quanto da mia figlia espressamente dichiarato nei suoi verbali d’audizione, di fatto estromettendomi completamente da ogni forma di partecipazione nella vita di mia figlia, senza invece dare corso ad una mediazione familiare e supporto omnia alla famiglia, facendo si che la Sig.ra Cristina Sangalli dei Servizi Sociali dopo avermi distrutto un figlio ora possa distruggermi anche l’altro.
Affermo cronologicamente quanto segue:
A) a causa iniziale di grave disagio familiare seguito poi da calunnie, diffamazioni dallo stesso nucleare familiare presso le Istituzioni e Servizi Sociali, i miei figli, dopo dieci anni d’inutili battaglie mie con le Istituzioni, hanno fatto la seguente fine: Il grande 21 anni è ricoverato in una comunità psichiatrica a seguito inoltre della decisione del Tribunale di Monza per evitargli inoltre il carcere a seguito di fatti delittuosi Rapporto padre/figlio inesistente), [ora è in carcere], la media 16 anni è stata ricoverata in una casa famiglia e soffre di disturbi visto la situazione che è accorsa alla mia famiglia. (la posso vedere una volta al mese scortato da assistenti sociali e telefonarle una volta al mese con controllo degl’assistenti sociali; peggio d’un carcerato della peggio risma). A mia moglie che mi aveva presentato come un pazzo furioso alcolizzato e violento, il Tribunale dei Minori ha tolto la patria potestà, ma oramai i danni compiuti da lei e dal suo compagno ai danni dei miei figli e miei sono irreparabili. La mia terza figlia, 9 anni, non la vedo da 4 anni scappata insieme con la madre dopo le calunnie e diffamazioni della mia ex famiglia nei miei confronti, ed i Servizi Sociali di Carugate si rifiutano di supportarmi per riavvicinarmi a lei. I servizi sociali di Monza Equipe1 Sig.ra Monica Pagani si sono comportati ancora peggio chiudendosi dietro barriere burocratiche disumane.
E’ da sottolineare il fatto che mia moglie Beatrix Steger ha sempre sofferto di gravissime forme di depressione, accentuatesi con la depressione post-partum, per la quale la stessa ha sempre rifiutato ogni qualsiasi tipo di supporto e cura farmacologica, per finire in problema psico-affettivo grave a seguito di un grave incidente stradale da noi subito.
Sottolineo il fatto che la nonna paterna Anna De Leo ora ultra 70enne, soffre di reali e gravi patologie psichiatriche della sfera affettiva e stati maniacali, accentuati gravemente dalla senelità.
B) a causa della gravissima conflittualità presente da parte di mia madre nei miei confronti alleatasi con mia moglie, oltre a calunniarmi e diffamarmi, con l’inganno e la truffa, m’ha sbattuto fuori dalla mia Società Immobiliare Marta vendendo le mie proprietà immobiliari sempre con la truffa, facendo si che rimanessi completamente senza danaro, avvalendosi dell’aiuto del Sindaco Umberto Gravina (Il quale oltre tutto tramite il Sig. Mario Calloni m’ha letteralmente sbattuto fuori dalla Protezione Civile), del Don Camillo Locati il quale (dopo anni di mazzette prese dalla Sideron – azienda di famiglia) ha fatto da amplificatore alle calunnie e diffamazioni sul mio conto con le ramificazioni con i vari Don e la stessa Caritas.
C) rimasto senza soldi e con la reputazione sputtanata in così grave modo, poichè mia madre con la complicità di tutti ha fatto fallire la mia azienda e m’ha truffato parecchi milioni d’euro, non sono più riuscito a trovare una collocazione professionale adeguata al mio livello (ho fatto anche le pulizie per inciso) e di fatto non ho più potuto difendere i miei figli ed il sottoscritto ed evitare loro questo disumano calvario. Complice inoltre la situazione attuale di crisi il sottoscritto non riesce a trovare lavoro neanche come “pulicessi”, anche perchè nessuno nel circondario e tessuto commerciale/industriale, m’offre un posto di lavoro, data la falsa nomea sul mio conto. Conclusione non ho una Lira in tasca nel vero senso della parola. E’ da tener conto inoltre che sia l’allora Banca Nazionale del Lavoro di Monza e la Banca Credito Cooperativo di Carugate, dopo aver fatto “affari” con la mia famiglia per decenni, m’hanno voltato le spalle in modo indecente
D) le Istituzioni Locali Statali, cioè i Servizi Sociali con Sig.ra Cristina Sangalli, Sig.ra Antonella Maccaroni, Sig.ra Silvia Grignani e Sig.ra Normanna Pozzi ed il Cime di Cassina de’ Pecchi con la Sig.ra Laura Giaquinto, Dott. Claudio Tacchini e la  Preside Daniela Giorgetti (Lei stessa scrisse al tribunale dei Minori fiamme e fuoco sul sottoscritto per poi amplificarlo nella Comunità Carugatese) con il supporto della Prof.ssa Monica Morgese e del Dott. Mauro Vinco, senza dimenticare il Cps di Pioltello nelle persone della Dott. Spada e Dott. Peri, e della Dott.ssa Scalvini del Reparto Psichiatrico dell’H di Melzo, capitanati dal Sindaco Umberto Gravina e da Don Camillo con l’aiuto dell’Avv. Paolo Zappa e cricca, anziché aiutarmi, spinti dal vento della calunnia di mia madre e mia moglie a tutt’ora, nonostante vi siano leggi specifiche di supporto per i miei casi, m’hanno in definitiva lasciato solo e ostracizzato da tutto e tutti, A loro volta, tutti questi, m’hanno calunniato e diffamato in relazioni al Tribunale dei Minori con una pochezza e meschinità mostruosi, tant’è che il Giudice Dott.ssa Domanico, c’ha messo quattro anni a deliberare di togliere la patria potestà alla madre dei miei figli. Quindi rimasto senza nulla, nessun Avvocato mi difende neanche col Gratuito Patrocinio perché la mia situazione economico/sociale/patrimoniale/familiare è troppo complessa, oltre al fatto che inspiegabilmente risulto ancora proprietario immobiliare.
E) ho in questi anni utilizzato la scrittura come arma di difesa ed attacco via email unicamente per il fatto che non potevo difendermi adeguatamente nelle sedi opportune. Ad ogni modo ho scritto a Politici, Istituzioni, Giudici, Avvocati, Preti, Papi, Associazioni e Fondazioni and Company; bene, indifferenza assoluta, nessuno m’ha risposto codardamente! La giustizia tramite la magistratura alla quale mi sono rivolto con querele e prove e testimonianze inconfutabili portate all’Arma dei Carabinieri di Agrate Brianza e Guardia di Finanza di Monza , dopo dieci anni ancora non ha nemmeno iniziato i processi ai quali comunque manco posso recarmi per mancanza di fondi. Da segnalare che il Giudice del Tribunale fallimentare di Monza tale Alida Paluchowski ancor’oggi, nelle persone dei suoi due Curatori fallimentari Dott.ssa Brugnoni e Dott. Ballarin, dopo avermi escluso dai Creditori dell’azienda di famiglia, con la complicità di mia madre e dei soci e di alcuni nostri dipendenti tali Sig.ra Daniela Sala con l’aiuto del Commercialista Paolo Saccani di Milano ad avere almeno diritto ai miei stipendi arretrati, ha venduto le mie proprietà d’ufficio senza neanche notificarmi nulla.
F) mi sono ovviamente rivolto anche ai media, soprattutto quelli noti per le loro battaglie sociali, ma al pari del resto, non si sono nemmeno presi la briga d’ascoltarmi; il mio caso non fa audience non ci sono ne morti ne feriti se non grave ingiustizia sociale e dolori che scarnificano l’anima
G) si tenga conto inoltre che tutta la documentazione relativa di tutto ciò da me asserito è in possesso in relativa copia sia sui formato cartaceo sia su supporti informatico, degli stessi Servizi Sociali di Carugate, Amministrazione Comunale di Carugate Ufficio Protocollo, Tribunale e Procura dei Minori di Milano, Tribunali e Procure Civile e Penali di Monza e Milano, Guardia di Finanza di Monza e presso l’Arma dei Carabinieri d’Agrate Brianza
H) ad oggi 28 giugno 2012, si potrebbe riassumere sinteticamente in siffatto modo la situazione grottesca della mia famiglia :
le mie proprietà, capannoni ed appartamenti, se le sono mangiate i Tribunali Fallimentari ed i Curatori dato che nessun Avvocato mi ha voluto difendere perchè rrimasto senza soldi. Per la serie no money no party! Si parla ovviamente di un valore approssimativo di circa Euro 4.000.000.= mica bruscolini
la mia ex moglie dopo aver abbandonato i propri figli sei anni fa,perdendo la patria potestà, nessuno sa oramai che fine abbia fatto
mia madre, dopo avermi truffato le mie proprietà e fatto fallire la fiorente azienda familiare di Ascensori e Montacarichi da 50 dipendenti e conosciuta in tutto il mondo, grazie al mio personale lavoro, se ne è fuggita.
io a 50 anni profilo alto, sono 3anni che non lavoro se non saltuariamente in lavori umili, abbandonato nel silenzio arrogante dalle Istituzioni e nell’indigenza, senza prospettive!
mia figlia di 11 anni non la vedo piu`da sette anni, il mio grande ahimè è disperso nelle sue psicosi, ed io e mia figlia, superstiti dopo questo terremoto, tiriamo avanti cercando di fare il nostro meglio per assicurarci un futuro per lo meno decoroso. Per fortuna che sono riuscito ora a farla espatriare riparando in uno Stato Estero.
ovviamente la giustizia ad oggi non si è fatta nemmeno sentire
Mi riservo di presentare documentazione, prove in sede processuale. 
Chiedo ai sensi dell’Art.408 Ccp. d’essere avvisato circa l’ipotesi della formulata richiesta d’archiviazione.
Contestualmente dichiaro d’eleggere domicilio per le notifiche presso la mia residenza sita in Carugate, Via Italia, 4.
Contestualmente dichiaro di non possedere alcun tipo d’assicurazione che copra eventuali danni derivanti da quanto esposto in querela.
Contestualmente dichiaro di vivere in stato di completa indigenza dal mese di Luglio 2008.
Mi riservo la costituzione in Parte Civile per la richiesta dei patendi disagi sociali ed economici, morali, fisici, esistenziali e biologici
Scritto, letto, confermato e sottoscritto in data 02 luglio 2012
In fede
Romano De Leo

Alla Stazione dei Carabinieri di Carugate
Carugate, 02 luglio 2012
Oggetto: esposto/querela
per tutti i relativi reati civili e penali che si possono ravvisare dai fatti esposti, richiedendo l’intervento pronto ed urgente della Magistratura e Pretura, nei confronti dei Curatori del Tribunale Fallimentare di Monza, curatori nominati dal Giudice Alida Paluchowski del Tribunale di Monza, e verso lo stesso Giudice Alida Paluchowski, per il fallimento dell’Azienda Sideron srl Via Garibaldi, 53 Carugate Atto RG 70/2008 dd 26.06.08 e, per l’inglobamento infondato ed illegale da parte degli stessi, ai quali va la mia querela, delle proprietà dell’Imm.Marta nel fallimento:
 Giudice Alida Paluchowski c/o Tribunale fallimentare di Monza
 Dott.ssa Elisabetta Brugnoni Via Lazzaroni, 4 Milano
 Dott. Marco Ballarin Via Don Minzoni 11 Monza
Io sottoscritto Romano De Leo, residente in Via Italia, 4 a Carugate Mi, nato a Milano l’08/02/1962, cittadinanza italiana, Professione Amministratore, attualmente disoccupato ed in stato d’indigenza, identificabile con documento Passaporto no. C111573, rilasciato dalla Questura di Milano in data 08/03/04 e valido fino al 07/03/2014, reperebile telefonicamente al no. 3270619422, dichiaro:
rappresento il fatto che entrambi Curatori mi hanno di fatto impedito in qualsiasi modo di accedere ai documenti fiscali, contabili e contrattuali di mia proprietà inerenti alla società Sideron srl, per la quale ho collaborato professionalmente sia come indipendente sia come impiegato essendo di fatto azienda a conduzione familiare, e della documentazione dell’Immobiliare Marta srl, immobiliare di famiglia ove si svolgeva l’attività di famiglia della Sideron srl, custoditi nella mia postazione di lavoro, di fatto negandomi la possibilità di dimostrare i miei vantati crediti nei confronti delle due società. Rappresento che ho fornito in un colloquio con la Dott.ssa Elisabetta Brugnoni, presso il suo studio, tutti gl’elementi utili ed informazioni societarie e contabili d’entrambe aziende di famiglia utili al disbrigo dell’intiera matassa, integrando successivamente per iscritto, accordandomi con la stessa che il mio contributo sarebbe stato ripagato con una congrua ed attenta valutazione della mia posizione inserendomi nella lista privilegiata dei creditori. Il Dott. Ballarin si è sempre rifiutato di ricevermi e d’autorizzarmi ad entrare nella mia proprietà pe verificare lo stato degl’immobili e reperire la documentazione menzionata qui sopra.
Per ben due volte il mio vantato credito è stato rifiutato dal Giudice Alida Paluchoski su relazioni dei due Curatori.
E nonostante abbia depositato presso la Cancelleria Fallimentare tutta la documentazione inerente alla mia proprietà dell’Imm.Marta e le prove inconfutabili delle trasformazioni societarie avvenute nell’assoluta illegalità da parte della Sig.ra Anna De Leo, tramite palese falsa procura mia nei confronti di quest’ultima con altrettanto palese mia firma falsa, il Giudice Paluchowski ha continuato illegalmente ad incorporare le mie proprietà, giungendo addirittura a darmi lo sfratto esecutivo dai miei appartamenti. Si rappresenta il fatto di essere Amministratore della Società Immobiliare Marta Snc di Romano De Leo e proprietario al 50% delle quote della medesima Società
Mi riservo di presentare ulteriore documentazione, prove in sede processuale. 
Chiedo ai sensi dell’Art.408 Ccp. d’essere avvisato circa l’ipotesi della formulata richiesta d’archiviazione.
Contestualmente dichiaro d’eleggere domicilio per le notifiche presso la mia residenza sita in Carugate, Via Italia, 4.
Contestualmente dichiaro di non possedere alcun tipo d’assicurazione che copra eventuali danni derivanti da quanto esposto in querela.
Contestualmente dichiaro di vivere in stato di completa indigenza dal mese di Luglio 2008.
Mi riservo la costituzione in Parte Civile per la richiesta dei patendi disagi sociali ed economici, morali, fisici ed esistenziali e biologici
Scritto, letto, confermato e sottoscritto in data 02 luglio 2012
In fede

Romano De Leo
 

che il nuovo anno porti verità e giustizia!

———- Messaggio inoltrato ———-
Da: Romano De leo
Date: 1 gennaio 2017 11:24
Oggetto: Che il nuovo anno porti verità e giustizia!
A: Presidenza Tribunale , info@ordineavvocatimonza.it, procura.monza@giustizia.it
Cc: m.erba@tiscali.it, fallim.tribunale.monza@giustizia.it, dirigente.tribunale.monza@giustizia.it, responsabileprevenzionecorruzionetrasparenza@giustizia.it, massimo.masselladucciteri@avvocaturastato.it, studioballarin@alice.it, elisabettabrugnoni@studiobrugnoni.com, lmaggioni.sindaco@comune.carugate.mi.it, cristina.brambillasca@comune.carugate.mi.it, ibarlassina.consiglieradelegata@comune.carugate.mi.it, sociale@comune.carugate.mi.it, caritas.carugate@tiscalinet.it, servizi_persona@comune.carugate.mi.it, cristina.sangalli@comune.carugate.mi.it, stmi121283@carabinieri.it, alida.paluchowski@giustizia.it, tribmin.milano@giustizia.it, procmin.milano@giustizia.it, normanna.pozzi@comune.carugate.mi.it, cps.gorgonzola@aospmelegnano.it, cps.pioltello@aospmelegnano.it, grioni.daniela@aslmi2.it, psichiatria.melzo@aospmelegnano.it, gdp.monza@giustizia.it, equipe1@comune.monza.it, npi.cassina@libero.it, info@ordineavvocati.monza.mi.it, vincomau@libero.it, direzione.generale@aomelegnano.it

Carissima Elisabetta Brugnoni Curatrice Fallimentare

e p/c Presidente Tribunale Monza Dott.ssa Laura COSENTINI

e p/c come di consueto

sono veramente onorato che mi sia del disagiato sociale/psichico, ciò significa che mi discosto come levatura e statura morale dall’insostenibile leggerezza dell’essere e testarda stoltezza beota delle masse di pussillanimi che popolano la nostra Italia, la quale unica arma, di questi miserabili, è la macchina del fango, ingranaggio ben oliato della nostra Italietta.
Eh si, comunque Le do ragione sul disagiato sociale/psichico, poichè vede un uomo come me di cultura ed esperienze fuori dagli schemi standard di Voi formichine, piuttosto che integrarsi e sporcarsi della vostra laida e sordida gretta pochezza, preferisce vivere al di fuori degli stereotipi della nostra misera architettura sociale e, va da se, che qualora mi debba confrontarmi ed inter-relazionarmi con coloro che non hanno adeguati strumenti intellettuali, culturali e professionali di pregio, che vinca la stoltezza efferata del kafkiano tecno-burocratismo Italiano.
Nulla si può contro la petulante e starnazzante stupidità.

Se fossi stato veramente ciò che Lei riporta, dall’immondezzaio umanoide sub-umano dei Servizi Sociali, al soldo di chi voleva farmi addirittura interdire (naturalmente tutte le prove sono depositate presso la Vostra Spettabile Cancelleria), un disagiato sociale e psichico, non sarei dove sono e non avrei mai potuto fare tutto ciò che ho compiuto nella mia vita; s’informi, può usare anche un Social Network di Sua preferenza, e noterà, se ne ha la ossatura culturale, che son pochi coloro i quali possono permettersi di scrivere ciò che scrivo. Certo ho una nicchia di mercato ristretta, si sa, la cultura è per pochi ma non per molti.

Persone come Lei od il Presidente del Tribunale, che asserisce non è affar mio appartiene alla precedente gestione, o peggio ancora il Giudice che sentenziò con prosopopea la mia fine, e tutti coloro che gravitano in questa sorta di Corte dei Miracoli, invece di perseguire la vera verità, preferite far di struzzo, per Vostra convenienza, ed è questa la motivazione principale del perchè le Istituzioni Italiane hanno stuprato l’affetto morale per la Res Publica ed hanno compiuto un genocidio culturale, morale e sociale di pochi pari nella storia della nostra millenaria civiltà.

Mi auguro che possiate consegnare a qualche illuminato Magistrato, che non appartenga ai nuovi venti psico-demagogici da isterismo demenziale da sindrome premestruale perenne della sinistrata Magistratura Italiana, l’ennesimo esposto querela, che dovreste ricevere a breve dopo il naturale rimpallo delle competenze, che copio ed incollo in calce, affinchè persegua la verità e, che l’Ordine degl’Avvocati di Monza possa con sollecitudine affiancarmi un valido Avvocato; difficilino dato che se non hai i soldi è una categoria di personaggi da prendere con le pinzette, ma sapete come la speranza non muore mai, la verità prima o poi emerge ed io, non mi arrendo mai.

Mi auguro e Vi auguro che quest’anno possiate tutti esseri illuminati e perseguire la verità, e, di conseguenza restituirmi il maltolto; potete farlo, non si preoccupi, un Presidente del Tribunale tramite un Magistrato, ovviamente serio, onesto, leale ma soprattutto professionale, può farlo è nelle Sue facoltà.

Ad ogni buon conto un mio personale augurio di marcire all’inferno, ma non quello romanzato e letterario Dantesco.

Naturalmente anche questa mia email verrà pubblicata sui miei blog.
Felice anno nuovo

Romano De Leo

P.s.: copio ed incollo anche querela, anche questa senza seguito, ai Curatori Fallimentari

Alla Stazione dei Carabinieri di Diano Marina
San Bartolomeo al Mare, 12 dicembre 2016
Oggetto: esposto/querela
per calunnia e diffamazione, incompetenza grave, omissione d’atti d’ufficio, accanimento persecutorio e vessatorio continuativo nei miei confronti, e relativi reati civili e penali che si possono ravvisare dai fatti esposti, richiedendo l’intervento pronto ed urgente della Magistratura e Pretura, nei confronti di:
Sig.ra Cristina Sangalli Assistente Sociale – Comune di Carugate Via XX Settembre, 4  – 20061 Carugate Mi
 Io sottoscritto Romano De Leo, residente in Via Umberto I, 25 18020 Fraz. Villatalla di Prelà Im, nato a Milano l’08/02/1962, cittadinanza italiana, Professione Amministratore/dirigente, attualmente disoccupato ed in stato di povertà, identificabile con documento Carta Identità AV 9012320 rilasciato Comune Prelà e valido fino al 08/02/2027, reperebile telefonicamente al no. 3249933863, e temporaneamente domiciliato presso Santuario di Nostra Signora della Rovere, Piazza Rovere, 4 San Bartolomeo al Mare Im
 dichiaro:
che la Signora Cristina Sangalli ha sistematicamente, tramite le sue relazioni al Tribunale dei Minori di Milano, infangato la mia persona trasformandola in un reietto della società, un disagiato sociale e psichico, strumentalizzando e stravolgendo le mie dichiarazioni rese loro, di fatto trasformando il sottoscritto da stimato e benestante professionista ed imprenditore, intellettuale dotto, scrittore, poeta e musicista, volontario riconosciuto, dalle doti riconosciute d‘altissimo pregio culturale, professionale, umano e spirituale, in un asociale, violento e rissoso, violentatore di donne, alcolizzato, drogato, depresso, psicotico, squilibrato mentale, fannullone ad oltranza, incapace d’esser papà, pedofilo, pazzo visionario, picchiatore di figli, fin dal lontano anno 2003.
Tutta questa persecuzione è avvenuta dietro denunce verbali e scritte presentate alla Signora Cristina Sangalli, della Signorina Anna De Leo, mia madre, e della Signorina Beatrix Steger, mia ex moglie, dietro l’unico intento di quest’ultime, di delegittimarmi a tutto tondo, di fronte alla società affinchè potessero procedere con la truffa a trasformare, con atto societario fasullo, la mia firma apposta a tale documento è falsa, la Società Immobiliare Marta srl di Carugate di mia proprietà al 50%, a nome della Signorina Anna De Leo, la quale fece si che tale Immobiliare fosse inglobata illegalmente nel Fallimento Sideron srl di Carugate rg70/2008 della quale Lei era Amministratrice.
Fatti:
ricevo presso la mia email personale romanodeleo@gmail.com indata 21 Novembre 2016, una e-mail, in allegato a questo mio esposto/querela, dalla Segreteria della Presidenza del Tribunale di Monza, nella quale la Curatrice Fallimentare Dott.ssa Brugnoni, rispondendo alla Presidente stessa sull’Impianto Fallimentare accorso all’Immobiliare Marta di Carugate di mia proprietà al 50%, asserisce nelle conclusioni:
“Si conclude segnalando che il Sig. De Leo è persona che soffre di disagi mentali e che è nota ai servizi sociali”.
Sono 13 anni che la mia vita è stata gravemente danneggiata dalle relazioni della Sig.ra Cristina Sangalli procurandomi enormi disagi sociali e professionali distruggendo la mia qualità di vita sociale ed economica ed affettiva precedente.
Allego copia mio precedente esposto/querela presentato all’Arma dei Carabinieri di Carugate in data 02 Luglio 2012, per la quale non mi è pervenuto alcun avviso dal Tribunale di Monza, ove espongo in modo chiaro ed inequivocabile la lunga persecuzione della Sig.ra Cristina Sangalli nei confronti della mia persona e dei miei figli.
Mi riservo di presentare documentazione, prove e teste in sede processuale. 
Chiedo ai sensi dell’Art.408 Ccp. d’essere avvisato circa l’ipotesi della formulata richiesta d’archiviazione.
Contestualmente dichiaro d’eleggere domicilio per le notifiche presso il mio temporaneo domicilio Santuario di Nostra Signora della Rovere Piazza Rovere 4 San Bartolomeo al Mare
Contestualmente dichiaro di non possedere alcun tipo d’assicurazione che copra eventuali danni derivanti da quanto esposto in querela.
Contestualmente dichiaro di vivere in stato di completa indigenza dal mese di Settembre 2014 e di non avere nulla di proprietà.
Mi riservo la costituzione in Parte Civile per la richiesta dei patendi disagi sociali ed economici, morali, fisici, esistenziali, affettivi e biologici
Dichiaro di non conoscere la residenza e la situazione attuale della Signorina Anna De Leo, mia madre.
Dichiaro di non conoscere la residenza e la situazione attuale della Signorina Beatrix Steger, mia ex moglie.
Richiedo al Competente Foro l’assegnazione di un Avvocato iscritto alle liste del Gratuito Patrocinio per ottenere giusta ed equa difesa.
Scritto, letto, confermato e sottoscritto in data 12 Dicembre 2016
In fede
Romano De Leo

Precedente querela del 2012

Alla Stazione dei Carabinieri di Carugate
Carugate, 02 luglio 2012
Oggetto: esposto/querela
per calunnia e diffamazione, incompetenza grave, omissione d’atti d’ufficio, accanimento persecutorio e vessatorio continuativo nei miei confronti e nei confronti dei miei figli, e relativi reati civili e penali che si possono ravvisare dai fatti esposti, richiedendo l’intervento pronto ed urgente della Magistratura e Pretura, nei confronti di:
Dott.ssa Silvia Grignani – Comune di Carugate Via XX Settembre, 4 –  20061 Carugate Mi
Sig.ra Cristina Sangalli – Comune di Carugate Via XX Settembre, 4  – 20061 Carugate Mi
Sig.ra Laura Giaquinto – C.i.m.e. Neuropsichiatria Infantile Via Mazzini, 26 Cassina de’ Pecchi Mi
Dott.ssa Antonella Maccaroni – Età Insieme Scarl Via Lario, 16 – 20159 Milano
Io sottoscritto Romano De Leo, residente in Via Italia, 4 a Carugate Mi, nato a Milano l’08/02/1962, cittadinanza italiana, Professione Amministratore, attualmente disoccupato ed in stato d’indigenza, identificabile con documento Passaporto no. C111573, rilasciato dalla Questura di Milano in data 08/03/04 e valido fino al 07/03/2014, reperebile telefonicamente al no. 3270619422,
dichiaro:
che i Signori in querela hanno sistematicamente, tramite le loro relazioni al Tribunale dei Minori di Milano, infangato la mia persona trasformandola in un reietto della società, strumentalizzando e stravolgendo le mie dichiarazioni rese loro, di fatto trasformando il sottoscritto da stimato e benestante professionista ed imprenditore, intellettuale dotto, scrittore, poeta e musicologo, volontario riconosciuto, in un asociale, violento e rissoso, violentatore di donne, alcolizzato, drogato, depresso, psicotico, squilibrato mentale, fannullone ad oltranza, incapace d’esser papà, pedofilo, pazzo visionario, picchiatore di figli
Premetto che:
faccio esplicito riferimento diretto alla mia Querela del 06 agosto 2007, in seguito revocata in data 15/02/2008, a seguito di personali rassicurazioni da parte del Sindaco Umberto Gravina di supporto ed aiuto per i miei tre figli ed il sottoscritto. Faccio esplicito riferimento alla monumentale documentazione addotta dal 2000 ad oggi, sotto forma di telefax, e-mail e raccomandate inviate alla Sig.ra Cristina Sangalli, al Sindaco Umberto Gravina, al Tribunale dei Minori di Milano nella persona del Giudice MG Domanico e delle massime Autorità Italiane.
Dal mese di Giugno dell’anno 2003 a tutt’oggi, i miei tre figli ed il sottoscritto siamo stati vittime, d’un incessante e continuativo accanimento persecutorio, prodotto dalle persone qui sopra citate, espresso oltre che verbalmente per iscritto tramite le loro relazioni, atto principalmente a screditare la mia immagine d’uomo sia a livello umano sia professionale sia di padre, nei confronti del Tribunale dei Minori di Milano e presso le Istituzioni e Società Carugatese, ma nella fattispecie nei confronti dei miei figli, il quale atto ha provocato ai miei figli ed al sottoscritto gravi ed incommensurabili disagi sociali ed economici, morali, esistenziali e biologici.
Tale atteggiamento criminoso che in realtà è iniziato all’inizio dell’anno 2000 in buona sostanza nella sua aberrante e disumana conclusione attuale, ha portato mio figlio Lorenzo De Leo ad essere internato in un Carcere Ospedale Giudiziario Psichiatrico di Reggio Emilia, mia figlia Giuliana De Leo ad essere internata in una Comunità Cooperativa Lo Squardo Afa di Bariano dalla quale mia figlia abbandonata a se stessa fugge continuamente e versa in gravi condizioni psico-fisico- sociali-affettive, mia figlia Valentina D’Ambra grazie al continuo disumano cavillare della Sig.ra Cristina Sangalli e del Sindaco Umberto Gravina è da oramai quattro anni che non mi è concesso incontrarla con tutto i risvolti psico-affettivi che questo comporta per mia figlia, il sottoscritto Romano De Leo vive in stato di completa indigenza.
Sottolineo gravemente che ora mia figlia Giuliana De Leo, grazie al comportamento scriteriato e criminoso dei Signori in oggetto di Querela, ha cessato i rapporti col sottoscritto.
Anziché ricercare nella loro mamma e nella nonna paterna le cause che hanno costellato i disagi e conflitti della Famiglia De Leo/Steger/D’Ambra, da dieci anni a questa parte i miei figli, siamo sottoposti senza alcuna tutela a ricatti morali ed affettivi da parte della mamma e della nonna i quali in buona sostanza vertono sul fatto che se loro amano il padre esse negheranno il loro d’amore. I Signori in oggetto di Querela, hanno concentrato un giudizio spregevole esclusivamente sulla mia persona sovvertendo la realtà, strumentalizzando la sofferenza dei miei figli e la mia, inventandosi di sana pianta mie presunte dichiarazioni o fatti della mia vita privata e professionale, ostacolandomi ed ostracizzandomi, commentando apertamente su miei presunte malattie mentali, offendendomi gravemente e pesantemente nella dignità direttamente con affermazioni bieche e false.
Di fatto la realtà consiste nel fatto che la mamma Beatrix Steger rifiuta i propri figli da ben quattro anni, ed in precedenza mai se ne è occupata dimostrando completa anaffettività, preferendo un compagno altamente problematico con i propri figli che i suoi stessi. 
Nella fattispecie mio figlio Lorenzo, a causa di ciò e della grave incompetenza della Sig.ra Cristina Sangalli, è stato addirittura internato contro il suo ed il mio volere in una Comunità Psichiatrica non adeguata alle sue problematiche. Questo ricoverò ha minato gravemente una normale e decorosa crescita individuale psicologica e professionale, tanto che ora a distanza d’anni, ancora non è riuscito a condurre una vita adeguata alla sua crescita evolutiva, comportando la mancanza totale di adeguato inserimento nella vita sociale e lavorativa, soffrendo di gravissime forme di disagio interiore e psicologico. Ora è internato nel Carcere Giudiziario Psichiatrico di Reggio Emilia in seno a fatti criminosi da lui commessi in relazione al fatto che i giovani delinquenti di Carugate, trattandolo come “scemo del villaggio”, lo aizzavano, drogandolo e facendolo ubriacare, finchè mio figlio non cominciasse a “sbarellare”. Tutti questi giovani, noti alle Forze dell’Ordine dell’Arma dei Carabinieri d’Agrate Brianza, per i loro comportamenti criminosi, godono della massima libertà, mentre mio figlio è stato punito in modo oltraggioso e disumano.
Il giudizio espresso sui miei figli e sul sottoscritto, dai Signori sopraccitati, espresso oltre che verbalmente per iscritto tramite le loro relazioni, ha comportato per mia figlia Giuliana un pesante disagio ed isolamento negl’ambienti sociali del Paese di Carugate, quali la Scuola, le amicizie e via discorrendo, minando fortemente la capacità neutrale di giudizio psico-sociale della stessa Scuola Media Baroni di Carugate con gravissime ripercussioni sotto il profilo psicologico, relazionale e performance scolastiche. La stessa è stata oggetto di forme di razzismo ed ostracismo, accanimento persecutorio da alcuni Professori della stessa scuola in particolare la Prof.ssa Monica Morgese e dalla Preside Daniela Giorgetti, tanto che nello scorso anno didattico, la stragrande maggioranza dei suoi compagni di classe la sfotteva pesantemente asserendo che fosse uguale al fratello Lorenzo, quindi “pazza”. I Signori di cui in oggetto di Querela, senza considerare minimamente la situazione, han fatto si ora d’internare mia figlia in una Comunità, tale Cooperativa Lo Sguardo di Bariano Bg, ove mia figlia ha avuto un crollo psicologico gravissimo che l’ha portata in un anno di “detenzione carceraria” ad un gravissimo accentuarsi di quotidiani casi di diuresi notturna, a soffrire di obesità cronica, oltre ad un “imbarbarirsi” della sua educazione e comportamento sociale, ma cosa ben grave è sottoposta ad una continua tensione psicologica poiché non è in alcun modo supportata in tal senso ed anche perchè, senza alcun progetto di mediazione familiare, la stessa è sottoposta ai continui ricatti morali affettivi della propria madre Beatrix Steger e della nonna paterna Anna De Leo. Questo l’ha portata come conseguenza diretta a continuare a fuggire dalla Comunità e, fatto di gravità assoluta, giovedi scorso 12.11.09, è fuggita trascorrendo una nottata a Milano senza che nessuno sapesse dov’era. Sono stato avvisato il giorno seguente e mi sono immediatamente attivato nella ricerca di mia figlia coinvolgendo anche i Media e la trasmissione “Chi l’ha visto?”. Questo a sottolineare quanto mia figlia sia abbandonata a se stessa, ma cosa grave sia la sig.ra Cristina Sangalli che gl’Educatori continuano a presentarmi a Lei come persona non degna di fiducia ed un padre scapestrato addossandomi tutte le colpe della situazione dei figli. Ancor più grave e disumano, a mia figlia, le viene impedito qualsiasi contatto col fratello, al quale è molto legata, e con qualsiasi pretestuosità le viene impedito ulteriormente ogni contatto con la sorella Valentina D’ambra.
A causa di tutto ciò il sottoscritto da tre anni a questa parte ha subito ingiustizie da parte della Sig.ra Cristina Sangalli, Laura Giaquinto e sindaco Umberto Gravina, i quali m’hanno portato in una grave situazione di disagio economico e sociale, poiché inspiegabilmente ancor a tutt’oggi, mi viene impedito addirittura di presentare le relative domande per ottenere aiuto e sostegno economico ed utilizzare i canali preferenziali per le situazioni di disagio familiare, considerando il fatto che per lunghi due anni per star dietro a mio figlio in modo consono date le sue problematiche non ho potuto lavorare, poichè che la Sig.ra Cristina Sangalli ed il Sindaco Umberto Gravina, si sono ripetutamente rifiutati di supportare mio figlio ed il sottoscritto. La situazione che persiste oramai da anni e ridotto all’indigenza totale, non ho più accesso in alcun modo alla possibilità di curarmi decorosamente i miei importanti problemi di salute accertati, i quali peggiorano di giorno in giorno: gravissima ipertensione arteriosa, diabete, acufene, asma bronchiale, allergia perenne, discopatie multiple, gravissimo deficit arto superiore destro. Ma cosa ancor più grave non posso accedere a quelle forme psicologiche e d’analisi a supporto della mia persona, e diete ad hoc, data la situazione di gravissimo disagio che patisco ingiustamente.
Deve essere sottolineato che in barba completamente a quanto richiesto dal Giudice MG Domanico d’indagine sul nucleo familiare, non è stata effettuata alcuna indagine approfondita, e la Sig.ra Anna De Leo nonna paterna si è rifiutata di sottoporsi a perizia psichiatrica, mentre le perizie psichiatriche riguardanti la Sig.ra Beatrix Steger e del sottoscritto, erano palesemente viziate poiché davano la Sig.ra Beatrix Steger come perfettamente integra ed il sottoscritto come folle.
Lo stesso Giudice Maria Grazia Domanico ha decretato, dopo più di quattro anni, l’affidamento ai Servizi Sociali di Carugate, in barba completamente a quanto da mia figlia espressamente dichiarato nei suoi verbali d’audizione, di fatto estromettendomi completamente da ogni forma di partecipazione nella vita di mia figlia, senza invece dare corso ad una mediazione familiare e supporto omnia alla famiglia, facendo si che la Sig.ra Cristina Sangalli dei Servizi Sociali dopo avermi distrutto un figlio ora possa distruggermi anche l’altro.
Affermo cronologicamente quanto segue:
A) a causa iniziale di grave disagio familiare seguito poi da calunnie, diffamazioni dallo stesso nucleare familiare presso le Istituzioni e Servizi Sociali, i miei figli, dopo dieci anni d’inutili battaglie mie con le Istituzioni, hanno fatto la seguente fine: Il grande 21 anni è ricoverato in una comunità psichiatrica a seguito inoltre della decisione del Tribunale di Monza per evitargli inoltre il carcere a seguito di fatti delittuosi Rapporto padre/figlio inesistente), [ora è in carcere], la media 16 anni è stata ricoverata in una casa famiglia e soffre di disturbi visto la situazione che è accorsa alla mia famiglia. (la posso vedere una volta al mese scortato da assistenti sociali e telefonarle una volta al mese con controllo degl’assistenti sociali; peggio d’un carcerato della peggio risma). A mia moglie che mi aveva presentato come un pazzo furioso alcolizzato e violento, il Tribunale dei Minori ha tolto la patria potestà, ma oramai i danni compiuti da lei e dal suo compagno ai danni dei miei figli e miei sono irreparabili. La mia terza figlia, 9 anni, non la vedo da 4 anni scappata insieme con la madre dopo le calunnie e diffamazioni della mia ex famiglia nei miei confronti, ed i Servizi Sociali di Carugate si rifiutano di supportarmi per riavvicinarmi a lei. I servizi sociali di Monza Equipe1 Sig.ra Monica Pagani si sono comportati ancora peggio chiudendosi dietro barriere burocratiche disumane.
E’ da sottolineare il fatto che mia moglie Beatrix Steger ha sempre sofferto di gravissime forme di depressione, accentuatesi con la depressione post-partum, per la quale la stessa ha sempre rifiutato ogni qualsiasi tipo di supporto e cura farmacologica, per finire in problema psico-affettivo grave a seguito di un grave incidente stradale da noi subito.
Sottolineo il fatto che la nonna paterna Anna De Leo ora ultra 70enne, soffre di reali e gravi patologie psichiatriche della sfera affettiva e stati maniacali, accentuati gravemente dalla senelità.
B) a causa della gravissima conflittualità presente da parte di mia madre nei miei confronti alleatasi con mia moglie, oltre a calunniarmi e diffamarmi, con l’inganno e la truffa, m’ha sbattuto fuori dalla mia Società Immobiliare Marta vendendo le mie proprietà immobiliari sempre con la truffa, facendo si che rimanessi completamente senza danaro, avvalendosi dell’aiuto del Sindaco Umberto Gravina (Il quale oltre tutto tramite il Sig. Mario Calloni m’ha letteralmente sbattuto fuori dalla Protezione Civile), del Don Camillo Locati il quale (dopo anni di mazzette prese dalla Sideron – azienda di famiglia) ha fatto da amplificatore alle calunnie e diffamazioni sul mio conto con le ramificazioni con i vari Don e la stessa Caritas.
C) rimasto senza soldi e con la reputazione sputtanata in così grave modo, poichè mia madre con la complicità di tutti ha fatto fallire la mia azienda e m’ha truffato parecchi milioni d’euro, non sono più riuscito a trovare una collocazione professionale adeguata al mio livello (ho fatto anche le pulizie per inciso) e di fatto non ho più potuto difendere i miei figli ed il sottoscritto ed evitare loro questo disumano calvario. Complice inoltre la situazione attuale di crisi il sottoscritto non riesce a trovare lavoro neanche come “pulicessi”, anche perchè nessuno nel circondario e tessuto commerciale/industriale, m’offre un posto di lavoro, data la falsa nomea sul mio conto. Conclusione non ho una Lira in tasca nel vero senso della parola. E’ da tener conto inoltre che sia l’allora Banca Nazionale del Lavoro di Monza e la Banca Credito Cooperativo di Carugate, dopo aver fatto “affari” con la mia famiglia per decenni, m’hanno voltato le spalle in modo indecente
D) le Istituzioni Locali Statali, cioè i Servizi Sociali con Sig.ra Cristina Sangalli, Sig.ra Antonella Maccaroni, Sig.ra Silvia Grignani e Sig.ra Normanna Pozzi ed il Cime di Cassina de’ Pecchi con la Sig.ra Laura Giaquinto, Dott. Claudio Tacchini e la  Preside Daniela Giorgetti (Lei stessa scrisse al tribunale dei Minori fiamme e fuoco sul sottoscritto per poi amplificarlo nella Comunità Carugatese) con il supporto della Prof.ssa Monica Morgese e del Dott. Mauro Vinco, senza dimenticare il Cps di Pioltello nelle persone della Dott. Spada e Dott. Peri, e della Dott.ssa Scalvini del Reparto Psichiatrico dell’H di Melzo, capitanati dal Sindaco Umberto Gravina e da Don Camillo con l’aiuto dell’Avv. Paolo Zappa e cricca, anziché aiutarmi, spinti dal vento della calunnia di mia madre e mia moglie a tutt’ora, nonostante vi siano leggi specifiche di supporto per i miei casi, m’hanno in definitiva lasciato solo e ostracizzato da tutto e tutti, A loro volta, tutti questi, m’hanno calunniato e diffamato in relazioni al Tribunale dei Minori con una pochezza e meschinità mostruosi, tant’è che il Giudice Dott.ssa Domanico, c’ha messo quattro anni a deliberare di togliere la patria potestà alla madre dei miei figli. Quindi rimasto senza nulla, nessun Avvocato mi difende neanche col Gratuito Patrocinio perché la mia situazione economico/sociale/patrimoniale/familiare è troppo complessa, oltre al fatto che inspiegabilmente risulto ancora proprietario immobiliare.
E) ho in questi anni utilizzato la scrittura come arma di difesa ed attacco via email unicamente per il fatto che non potevo difendermi adeguatamente nelle sedi opportune. Ad ogni modo ho scritto a Politici, Istituzioni, Giudici, Avvocati, Preti, Papi, Associazioni e Fondazioni and Company; bene, indifferenza assoluta, nessuno m’ha risposto codardamente! La giustizia tramite la magistratura alla quale mi sono rivolto con querele e prove e testimonianze inconfutabili portate all’Arma dei Carabinieri di Agrate Brianza e Guardia di Finanza di Monza , dopo dieci anni ancora non ha nemmeno iniziato i processi ai quali comunque manco posso recarmi per mancanza di fondi. Da segnalare che il Giudice del Tribunale fallimentare di Monza tale Alida Paluchowski ancor’oggi, nelle persone dei suoi due Curatori fallimentari Dott.ssa Brugnoni e Dott. Ballarin, dopo avermi escluso dai Creditori dell’azienda di famiglia, con la complicità di mia madre e dei soci e di alcuni nostri dipendenti tali Sig.ra Daniela Sala con l’aiuto del Commercialista Paolo Saccani di Milano ad avere almeno diritto ai miei stipendi arretrati, ha venduto le mie proprietà d’ufficio senza neanche notificarmi nulla.
F) mi sono ovviamente rivolto anche ai media, soprattutto quelli noti per le loro battaglie sociali, ma al pari del resto, non si sono nemmeno presi la briga d’ascoltarmi; il mio caso non fa audience non ci sono ne morti ne feriti se non grave ingiustizia sociale e dolori che scarnificano l’anima
G) si tenga conto inoltre che tutta la documentazione relativa di tutto ciò da me asserito è in possesso in relativa copia sia sui formato cartaceo sia su supporti informatico, degli stessi Servizi Sociali di Carugate, Amministrazione Comunale di Carugate Ufficio Protocollo, Tribunale e Procura dei Minori di Milano, Tribunali e Procure Civile e Penali di Monza e Milano, Guardia di Finanza di Monza e presso l’Arma dei Carabinieri d’Agrate Brianza
H) ad oggi 28 giugno 2012, si potrebbe riassumere sinteticamente in siffatto modo la situazione grottesca della mia famiglia :
le mie proprietà, capannoni ed appartamenti, se le sono mangiate i Tribunali Fallimentari ed i Curatori dato che nessun Avvocato mi ha voluto difendere perchè rrimasto senza soldi. Per la serie no money no party! Si parla ovviamente di un valore approssimativo di circa Euro 4.000.000.= mica bruscolini
la mia ex moglie dopo aver abbandonato i propri figli sei anni fa,perdendo la patria potestà, nessuno sa oramai che fine abbia fatto
mia madre, dopo avermi truffato le mie proprietà e fatto fallire la fiorente azienda familiare di Ascensori e Montacarichi da 50 dipendenti e conosciuta in tutto il mondo, grazie al mio personale lavoro, se ne è fuggita.
io a 50 anni profilo alto, sono 3anni che non lavoro se non saltuariamente in lavori umili, abbandonato nel silenzio arrogante dalle Istituzioni e nell’indigenza, senza prospettive!
mia figlia di 11 anni non la vedo piu`da sette anni, il mio grande ahimè è disperso nelle sue psicosi, ed io e mia figlia, superstiti dopo questo terremoto, tiriamo avanti cercando di fare il nostro meglio per assicurarci un futuro per lo meno decoroso. Per fortuna che sono riuscito ora a farla espatriare riparando in uno Stato Estero.
ovviamente la giustizia ad oggi non si è fatta nemmeno sentire
Mi riservo di presentare documentazione, prove in sede processuale. 
Chiedo ai sensi dell’Art.408 Ccp. d’essere avvisato circa l’ipotesi della formulata richiesta d’archiviazione.
Contestualmente dichiaro d’eleggere domicilio per le notifiche presso la mia residenza sita in Carugate, Via Italia, 4.
Contestualmente dichiaro di non possedere alcun tipo d’assicurazione che copra eventuali danni derivanti da quanto esposto in querela.
Contestualmente dichiaro di vivere in stato di completa indigenza dal mese di Luglio 2008.
Mi riservo la costituzione in Parte Civile per la richiesta dei patendi disagi sociali ed economici, morali, fisici, esistenziali e biologici
Scritto, letto, confermato e sottoscritto in data 02 luglio 2012
In fede
Romano De Leo

Alla Stazione dei Carabinieri di Carugate
Carugate, 02 luglio 2012
Oggetto: esposto/querela
per tutti i relativi reati civili e penali che si possono ravvisare dai fatti esposti, richiedendo l’intervento pronto ed urgente della Magistratura e Pretura, nei confronti dei Curatori del Tribunale Fallimentare di Monza, curatori nominati dal Giudice Alida Paluchowski del Tribunale di Monza, e verso lo stesso Giudice Alida Paluchowski, per il fallimento dell’Azienda Sideron srl Via Garibaldi, 53 Carugate Atto RG 70/2008 dd 26.06.08 e, per l’inglobamento infondato ed illegale da parte degli stessi, ai quali va la mia querela, delle proprietà dell’Imm.Marta nel fallimento:
 Giudice Alida Paluchowski c/o Tribunale fallimentare di Monza
 Dott.ssa Elisabetta Brugnoni Via Lazzaroni, 4 Milano
 Dott. Marco Ballarin Via Don Minzoni 11 Monza
Io sottoscritto Romano De Leo, residente in Via Italia, 4 a Carugate Mi, nato a Milano l’08/02/1962, cittadinanza italiana, Professione Amministratore, attualmente disoccupato ed in stato d’indigenza, identificabile con documento Passaporto no. C111573, rilasciato dalla Questura di Milano in data 08/03/04 e valido fino al 07/03/2014, reperebile telefonicamente al no. 3270619422, dichiaro:
rappresento il fatto che entrambi Curatori mi hanno di fatto impedito in qualsiasi modo di accedere ai documenti fiscali, contabili e contrattuali di mia proprietà inerenti alla società Sideron srl, per la quale ho collaborato professionalmente sia come indipendente sia come impiegato essendo di fatto azienda a conduzione familiare, e della documentazione dell’Immobiliare Marta srl, immobiliare di famiglia ove si svolgeva l’attività di famiglia della Sideron srl, custoditi nella mia postazione di lavoro, di fatto negandomi la possibilità di dimostrare i miei vantati crediti nei confronti delle due società. Rappresento che ho fornito in un colloquio con la Dott.ssa Elisabetta Brugnoni, presso il suo studio, tutti gl’elementi utili ed informazioni societarie e contabili d’entrambe aziende di famiglia utili al disbrigo dell’intiera matassa, integrando successivamente per iscritto, accordandomi con la stessa che il mio contributo sarebbe stato ripagato con una congrua ed attenta valutazione della mia posizione inserendomi nella lista privilegiata dei creditori. Il Dott. Ballarin si è sempre rifiutato di ricevermi e d’autorizzarmi ad entrare nella mia proprietà pe verificare lo stato degl’immobili e reperire la documentazione menzionata qui sopra.
Per ben due volte il mio vantato credito è stato rifiutato dal Giudice Alida Paluchoski su relazioni dei due Curatori.
E nonostante abbia depositato presso la Cancelleria Fallimentare tutta la documentazione inerente alla mia proprietà dell’Imm.Marta e le prove inconfutabili delle trasformazioni societarie avvenute nell’assoluta illegalità da parte della Sig.ra Anna De Leo, tramite palese falsa procura mia nei confronti di quest’ultima con altrettanto palese mia firma falsa, il Giudice Paluchowski ha continuato illegalmente ad incorporare le mie proprietà, giungendo addirittura a darmi lo sfratto esecutivo dai miei appartamenti. Si rappresenta il fatto di essere Amministratore della Società Immobiliare Marta Snc di Romano De Leo e proprietario al 50% delle quote della medesima Società
Mi riservo di presentare ulteriore documentazione, prove in sede processuale. 
Chiedo ai sensi dell’Art.408 Ccp. d’essere avvisato circa l’ipotesi della formulata richiesta d’archiviazione.
Contestualmente dichiaro d’eleggere domicilio per le notifiche presso la mia residenza sita in Carugate, Via Italia, 4.
Contestualmente dichiaro di non possedere alcun tipo d’assicurazione che copra eventuali danni derivanti da quanto esposto in querela.
Contestualmente dichiaro di vivere in stato di completa indigenza dal mese di Luglio 2008.
Mi riservo la costituzione in Parte Civile per la richiesta dei patendi disagi sociali ed economici, morali, fisici ed esistenziali e biologici
Scritto, letto, confermato e sottoscritto in data 02 luglio 2012
In fede

Romano De Leo
 

Certo che avete proprio rotto il cazzo voi fondamentalisti integralisti del pseudo-viver sano, bio-eco-compatibile con supercazzola animalista, fate pace col vostro cervello, imbecilli. Protestate per le miserie e povertà e per un Italia migliore invece di fare i benpensanti buonisti radical-chic cattocomunisti con i soldi di papà e mamma.
Viva la carne gonfiata ad antibiotici, la pioggia acida, i venti siberiani al plutonio, lo smog a cappa e l’umidità tropicale, viva la dittatura mediatica e l’impoverimento intellettuale del popolo Italiano e la povertà economica della troika che voi bimbi-minchia millenials avete scelto, ma andate a fan culo

non v’è nulla da fare, sono irrecuperabile, commetto sempre il medesimo errore. Potrei incolpare il mio stato di rimbambimento senile, fatto quest’ultimo che rappresenta la verità inconfutabile oltre ogni ragionevole dubbio, ma ne dubito.
Ogni volta che mi inter-relaziono col mondo esterno, considero e ruputo i miei interlocutori, di pari se non superiore capacità intellettuale, dotati di strumenti di cultura generale, selettiva iper-sensibilità, signori d’animo, equipaggiati d’auto-ironia, corredati dalla mancanza totale di stereotipi di giudizio, dediti al razionale cinismo, col risultato di ottenere sempre la stessa sensazione d’aver perso il mio tempo ed il mio fiato!

Odio il #capodanno Antonio #Gramsci

Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa del cielo, sento che per me è capodanno.

Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un’azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione. Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che incominci una novella istoria, e si fanno propositi e ci si pente degli spropositi, ecc. ecc. È un torto in genere delle date.

Dicono che la cronologia è l’ossatura della storia; e si può ammettere. Ma bisogna anche ammettere che ci sono quattro o cinque date fondamentali, che ogni persona per bene conserva conficcate nel cervello, che hanno giocato dei brutti tiri alla storia. Sono anch’essi capodanni. Il capodanno della storia romana, o del Medioevo, o dell’età moderna.

E sono diventati così invadenti e così fossilizzanti che ci sorprendiamo noi stessi a pensare talvolta che la vita in Italia sia incominciata nel 752, e che il 1490 0 il 1492 siano come montagne che l’umanità ha valicato di colpo ritrovandosi in un nuovo mondo, entrando in una nuova vita. Così la data diventa un ingombro, un parapetto che impedisce di vedere che la storia continua a svolgersi con la stessa linea fondamentale immutata, senza bruschi arresti, come quando al cinematografo si strappa il film e si ha un intervallo di luce abbarbagliante.

Perciò odio il capodanno. Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno. Nessun giorno preventivato per il riposo. Le soste me le scelgo da me, quando mi sento ubriaco di vita intensa e voglio fare un tuffo nell’animalità per ritrarne nuovo vigore.

Nessun travettismo spirituale. Ogni ora della mia vita vorrei fosse nuova, pur riallacciandosi a quelle trascorse. Nessun giorno di tripudio a rime obbligate collettive, da spartire con tutti gli estranei che non mi interessano. Perché hanno tripudiato i nonni dei nostri nonni ecc., dovremmo anche noi sentire il bisogno del tripudio. Tutto ciò stomaca.

Aspetto il socialismo anche per questa ragione. Perché scaraventerà nell’immondezzaio tutte queste date che ormai non hanno più nessuna risonanza nel nostro spirito e, se ne creerà delle altre, saranno almeno le nostre, e non quelle che dobbiamo accettare senza beneficio d’inventario dai nostri sciocchissimi antenati.

Antonio Gramsci, 1 gennaio 1916, Avanti!, edizione torinese, rubrica Sotto la Mole.

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