La nostra classe dirigente

Il vero problema sociale Italiano consiste nel fatto che, già antecedentemente il 1985, l’Istruzione Scolastica fornisse una classe dirigente di “non-pensanti-in proprio”, vuoti, privi d’ogni meccanismo/dinamismo e forma autonoma d’attività neuronale percepibile.

La nostra classe dirigente

Il vero problema sociale Italiano consiste nel fatto che, già antecedentemente il 1985, l’Istruzione Scolastica fornisse una classe dirigente di “non-pensanti-in proprio”, vuoti, privi d’ogni meccanismo/dinamismo e forma autonoma d’attività neuronale percepibile.

Gl’Italiani, la Guerra e le Religioni – Brevi Riflessioni

Sorrido amaramente della beata ignoranza di molti conduttori televisivi, che nei loro format, discutono sul Radicalismo Islamico e sul fatto che, il Musulmano, sia un Popolo fanatico e dipinge ai telespettatori scenari apocalittici di invasioni della nostra Patria. Oltre ad essere disinformazione completa, come uso oramai da decenni nei nostri palinsesti, al fine di rendere il Popolo Bue più ignorante di ciò che è già, alimenta e fomenta venti di razzismo ed intolleranza, i quali uniti all’ideologia d’alcuni Partiti chiaramente xenofobi, rendono la situazione sociale Italiana, veramente esplosiva.

Non bisogna dimenticare mai che come Impero Romano abbiamo conquistato mezzo mondo, che come Cristiani, attraverso le Crociate, abbiamo messo a ferro e fuoco altrettanto mezzo mondo, abbiamo invaso territori mondiali piantando Chiese e simbologie Cristiane imponendoci come “Salvatori”, come Italiani abbiamo in tempi recenti con due guerre mondiali contribuito notevolmente a farci detestare dal Mondo Arabo e che, con le nostre emigrazioni di massa, dalla fine dell’ottocento, abbiamo esportato un cliché dell’Italiano pezzente e borghese che ancor’oggi ci marchia indelebilmente. Non abbiamo fatto poi granché per riscattarci moralmente da questa “bollatura”, tutt’altro.

Fatto ancor più grave e che Noi Italiani siamo effettivamente in guerra verso il popolo Musulmano, appoggiando biechi interessi economici, feroci nell’esportare una fanatica Democrazia Religiosa Capitalista che ci sta costando il declino della nostra civiltà. Se fossimo in missione di pace, avremmo inviato la nostra Protezione Civile certamente scortata dai nostri Militari, ma come precauzione, data la sensibilità e l’ambiente ostile.

Quindi in buona sostanza noi viviamo nella convinzione che se invadiamo altri territori siamo nel giusto, poiché agiamo in nome di Dio…peccato che gl’altri Popoli ragionino esattamente alla medesima maniera, seppur con sfaccettature diverse dalle nostre.

Invece che intelligentemente ed umanamente intervenire per una vera e propria integrazione sociale delle varie Etnie presenti sul nostro territorio, commettiamo ignorantemente l’errore d’alimentare la paura del diverso. Senza contare che integrazione significa imparare le diversità e crescere ed evolversi, perché ognuno è custode di una verità. Vero è che il Popolo Italiano non è pronto, giacché il progressivo impoverimento intellettuale avviato decenni orsono nell’Istituzione Scolastica, ha privato lo stesso degli strumenti atti al pensiero civile e sociale.

Continuando il comportamento infantile all’asilo Mariuccia dei Teatrini politico-sociali Italiani lo esportiamo anche nella quotidianità dei nostri rapporti inter-razziali, dimostrando intransigenza persino nell’oggettistica e nel comportamento, continuando ad attaccare per somma paura determinata dall’ignoranza.

Concludendo per oggi, ribadisco inoltre il fatto, che il territorio Italiano, fonte d’innumerevoli invasioni nordiche nel passato, negl’ultimi decenni, sì è lasciato conquistare da un’Europa Unita, che ha fatto si che perdessimo la nostra Identità Mediterranea e le nostre risorse principali, in onore di una massificazione popolare, il che si ripercuote sulla nostra capacità intellettuale e di discernimento.

Riflettiamo e meditiamo prima d’aprir bocca su argomentazioni delicatissime, che possono provocare veri e propri conflitti gravissimi.

Gl’Italiani, la Guerra e le Religioni – Brevi Riflessioni

Sorrido amaramente della beata ignoranza di molti conduttori televisivi, che nei loro format, discutono sul Radicalismo Islamico e sul fatto che, il Musulmano, sia un Popolo fanatico e dipinge ai telespettatori scenari apocalittici di invasioni della nostra Patria. Oltre ad essere disinformazione completa, come uso oramai da decenni nei nostri palinsesti, al fine di rendere il Popolo Bue più ignorante di ciò che è già, alimenta e fomenta venti di razzismo ed intolleranza, i quali uniti all’ideologia d’alcuni Partiti chiaramente xenofobi, rendono la situazione sociale Italiana, veramente esplosiva.

Non bisogna dimenticare mai che come Impero Romano abbiamo conquistato mezzo mondo, che come Cristiani, attraverso le Crociate, abbiamo messo a ferro e fuoco altrettanto mezzo mondo, abbiamo invaso territori mondiali piantando Chiese e simbologie Cristiane imponendoci come “Salvatori”, come Italiani abbiamo in tempi recenti con due guerre mondiali contribuito notevolmente a farci detestare dal Mondo Arabo e che, con le nostre emigrazioni di massa, dalla fine dell’ottocento, abbiamo esportato un cliché dell’Italiano pezzente e borghese che ancor’oggi ci marchia indelebilmente. Non abbiamo fatto poi granché per riscattarci moralmente da questa “bollatura”, tutt’altro.

Fatto ancor più grave e che Noi Italiani siamo effettivamente in guerra verso il popolo Musulmano, appoggiando biechi interessi economici, feroci nell’esportare una fanatica Democrazia Religiosa Capitalista che ci sta costando il declino della nostra civiltà. Se fossimo in missione di pace, avremmo inviato la nostra Protezione Civile certamente scortata dai nostri Militari, ma come precauzione, data la sensibilità e l’ambiente ostile.

Quindi in buona sostanza noi viviamo nella convinzione che se invadiamo altri territori siamo nel giusto, poiché agiamo in nome di Dio…peccato che gl’altri Popoli ragionino esattamente alla medesima maniera, seppur con sfaccettature diverse dalle nostre.

Invece che intelligentemente ed umanamente intervenire per una vera e propria integrazione sociale delle varie Etnie presenti sul nostro territorio, commettiamo ignorantemente l’errore d’alimentare la paura del diverso. Senza contare che integrazione significa imparare le diversità e crescere ed evolversi, perché ognuno è custode di una verità. Vero è che il Popolo Italiano non è pronto, giacché il progressivo impoverimento intellettuale avviato decenni orsono nell’Istituzione Scolastica, ha privato lo stesso degli strumenti atti al pensiero civile e sociale.

Continuando il comportamento infantile all’asilo Mariuccia dei Teatrini politico-sociali Italiani lo esportiamo anche nella quotidianità dei nostri rapporti inter-razziali, dimostrando intransigenza persino nell’oggettistica e nel comportamento, continuando ad attaccare per somma paura determinata dall’ignoranza.

Concludendo per oggi, ribadisco inoltre il fatto, che il territorio Italiano, fonte d’innumerevoli invasioni nordiche nel passato, negl’ultimi decenni, sì è lasciato conquistare da un’Europa Unita, che ha fatto si che perdessimo la nostra Identità Mediterranea e le nostre risorse principali, in onore di una massificazione popolare, il che si ripercuote sulla nostra capacità intellettuale e di discernimento.

Riflettiamo e meditiamo prima d’aprir bocca su argomentazioni delicatissime, che possono provocare veri e propri conflitti gravissimi.

Ricerca Pura

Mi ritengo un manovale del pensiero umano, un outsider mistico-spirituale, senz’alcuna pretesa, ma spesso mi chiedo se ci credono loro per primi, coloro i quali enunciano teorie dei massimi sistemi e del pensiero evolutivo umano, ma restano incoerentemente ancorati ed intrappolati nella banalità esistenziale quotidiana in tutte le sue variegate forme, spinti dal sensazionalismo efferato che dalla ricerca pura

Ricerca Pura

Mi ritengo un manovale del pensiero umano, un outsider mistico-spirituale, senz’alcuna pretesa, ma spesso mi chiedo se ci credono loro per primi, coloro i quali enunciano teorie dei massimi sistemi e del pensiero evolutivo umano, ma restano incoerentemente ancorati ed intrappolati nella banalità esistenziale quotidiana in tutte le sue variegate forme, spinti dal sensazionalismo efferato che dalla ricerca pura

Terremoto : Riflessioni ante/post Sisma L’Aquila Abruzzo da parte di un cittadino/volontario

Premetto che sono stato Volontario per una nota Associazione diretta direttamente dalla Sovraintendenza del Ministero dei Beni Culturali, con base effettiva al Dicomac presso la Gdf di Coppito, per ben lunghi quattro mesi ininterrotti.
Come tutte le stragi avvenute in Italia, anche per l’Aquila si sarebbe potuto benissimo evitare o per lo meno ridurre notevolmente i danni alle persone ed alla cultura di quella Provincia. E’ sufficiente leggere nel passato remoto ed immediatamente precedente per comprendere che con adeguati interventi e maggiore alfabetizzazione sismica alla popolazione, il tutto avrebbe assunto contorni sicuramente meno drammatici. Ma come sempre in Italia vince la logica della fatalità popolare unita al crescere d’una arrogante ignorante lascività dello Stato nei confronti del suo patrimonio umano ed artistico.
Credo unico caso al mondo la tempestività d’intervento del Governo e della Protezione Civile sia da registrarsi negl’annali della storia Italiani per la sua unicità, ma come pur sempre accade in quanto umani, appena dopo due settimane, passato lo “stato di grazia”, ho assistito personalmente, vivendo nel suo “interno”, alla mentalità statale applicata nei vari Ministeri e Forze dell’Ordine, la quale ha aggravato notevolmente lo stato di disgrazia già esistente. (ho già pubblicato nello specifico in materia)
La percezione generale dell’immaginario collettivo del Popolo Aquilano e dei Volontari presenti è stata di una continua parata mediatica politica, ove L’Aquila è stata defraudata della sua dignità ed autonomia dallo Stato, il quale s’è insinuato in ogni singola piega del post-emergenza, gestendo di conseguenza, come da 50 anni ad oggi.
A tutt’oggi la situazione non è quella dipinta dai media, i quali oltre tutto hanno oramai relegato nell’oblio L’Aquila, perchè non fa più audience. Come ha relegato alla notte dei tempi tutte le disgrazie che hanno colpito il Popolo Italiano, ferendolo ancor più, della tragedia in se stessa.
Vero è che determinate situazioni estreme producono psicologicamente nell’uomo reazioni talvolta esasperate, spesso alimentate e fomentate dall’inesistenza dello Stato, ma anche dal rendersi conto che, noi Popolo Italiano, non siamo un popolo “Buono”, come spesso ci vantiamo d’essere, ma siamo in balia d’ogni tipo efferatezza derivata dalla nostra ignobile ignoranza e mancanza d’unità popolare.
Gl’unici presenti con anima, cuore e corpo sono stati i Volontari, una categoria che senza d’essa la macchina logistica dell’assistenza a 360°,  l’Italia si fermerebbe all’istante. Volontari che come me hanno sputato sudore e sangue, spesso rischiando la propria vita, con generosità d’animo, lealtà ed onesta, e grandissima professionalità.
Volontari che come me, non han ricevuto nulla nemmeno un grazie dalle Autorità ed Associazioni, rei d’essere fedeli alle Leggi Morali che guidano il Volontario, e quindi d’aver denunciato civilmente e pacificamente le ingiustizie, le sopraffazioni, i favoritismi clientelari, gli sprechi e la disorganizzazione, che in situazioni così complesse purtroppo si verificano. Anzi sono stato informato che a breve riceverò delle querele da parte di quest’Associazione. (ho già pubblicato nello specifico in materia)
Credo che sia giunto il momento di riflettere profondamente sul nostro essere Italiani!

Terremoto : Riflessioni ante/post Sisma L'Aquila Abruzzo da parte di un cittadino/volontario

Premetto che sono stato Volontario per una nota Associazione diretta direttamente dalla Sovraintendenza del Ministero dei Beni Culturali, con base effettiva al Dicomac presso la Gdf di Coppito, per ben lunghi quattro mesi ininterrotti.
Come tutte le stragi avvenute in Italia, anche per l’Aquila si sarebbe potuto benissimo evitare o per lo meno ridurre notevolmente i danni alle persone ed alla cultura di quella Provincia. E’ sufficiente leggere nel passato remoto ed immediatamente precedente per comprendere che con adeguati interventi e maggiore alfabetizzazione sismica alla popolazione, il tutto avrebbe assunto contorni sicuramente meno drammatici. Ma come sempre in Italia vince la logica della fatalità popolare unita al crescere d’una arrogante ignorante lascività dello Stato nei confronti del suo patrimonio umano ed artistico.
Credo unico caso al mondo la tempestività d’intervento del Governo e della Protezione Civile sia da registrarsi negl’annali della storia Italiani per la sua unicità, ma come pur sempre accade in quanto umani, appena dopo due settimane, passato lo “stato di grazia”, ho assistito personalmente, vivendo nel suo “interno”, alla mentalità statale applicata nei vari Ministeri e Forze dell’Ordine, la quale ha aggravato notevolmente lo stato di disgrazia già esistente. (ho già pubblicato nello specifico in materia)
La percezione generale dell’immaginario collettivo del Popolo Aquilano e dei Volontari presenti è stata di una continua parata mediatica politica, ove L’Aquila è stata defraudata della sua dignità ed autonomia dallo Stato, il quale s’è insinuato in ogni singola piega del post-emergenza, gestendo di conseguenza, come da 50 anni ad oggi.
A tutt’oggi la situazione non è quella dipinta dai media, i quali oltre tutto hanno oramai relegato nell’oblio L’Aquila, perchè non fa più audience. Come ha relegato alla notte dei tempi tutte le disgrazie che hanno colpito il Popolo Italiano, ferendolo ancor più, della tragedia in se stessa.
Vero è che determinate situazioni estreme producono psicologicamente nell’uomo reazioni talvolta esasperate, spesso alimentate e fomentate dall’inesistenza dello Stato, ma anche dal rendersi conto che, noi Popolo Italiano, non siamo un popolo “Buono”, come spesso ci vantiamo d’essere, ma siamo in balia d’ogni tipo efferatezza derivata dalla nostra ignobile ignoranza e mancanza d’unità popolare.
Gl’unici presenti con anima, cuore e corpo sono stati i Volontari, una categoria che senza d’essa la macchina logistica dell’assistenza a 360°,  l’Italia si fermerebbe all’istante. Volontari che come me hanno sputato sudore e sangue, spesso rischiando la propria vita, con generosità d’animo, lealtà ed onesta, e grandissima professionalità.
Volontari che come me, non han ricevuto nulla nemmeno un grazie dalle Autorità ed Associazioni, rei d’essere fedeli alle Leggi Morali che guidano il Volontario, e quindi d’aver denunciato civilmente e pacificamente le ingiustizie, le sopraffazioni, i favoritismi clientelari, gli sprechi e la disorganizzazione, che in situazioni così complesse purtroppo si verificano. Anzi sono stato informato che a breve riceverò delle querele da parte di quest’Associazione. (ho già pubblicato nello specifico in materia)
Credo che sia giunto il momento di riflettere profondamente sul nostro essere Italiani!

Temo che il genocidio culturale annunciato da Pierpaolo Pasolini si sia infine compiuto

Temo che il genocidio culturale annunciato da Pierpaolo Pasolini si sia infine compiuto; l’Italia di Accattone, pur disperata, non esiste più; esiste una disperazione più sorda, in cui anche gli ultimi barlumi di bellezza hanno esalato l’ultimo respiro. (frase ignota trovata su youtube)

Temo che il genocidio culturale annunciato da Pierpaolo Pasolini si sia infine compiuto

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Temo che il genocidio culturale annunciato da Pierpaolo Pasolini si sia infine compiuto; l’Italia di Accattone, pur disperata, non esiste più; esiste una disperazione più sorda, in cui anche gli ultimi barlumi di bellezza hanno esalato l’ultimo respiro. (frase ignota trovata su youtube)

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