La "deresponsabilizzazione" Istituzionale Italiana

La “deresponsabilizzazione” Istituzionale Italiana

Lo statale Italiota, d’ogni ordine e grado, il quale si faccia scudo del tecnocratese/burocratese delle normative Istituzionali al fine, non solo di assumersi le proprie responsabilità, ma ancor peggio di non dimostrare umanità e civiltà, soprattutto verso i disagiati, i malati ed i bisognosi di ogni tipologia essi siano, non può essere giudicato altro che un vile codardo parassita.

Ahimè, in Italia, questa è la regola e non l’eccezione!

Personalmente li invierei tutti all’Arcipelago Gulag!

Estratto da una lettera ad un amico!

Amico Mio, perdona sarò prolisso.
Credo che ciascuno di noi debba effettuare ricerche interiori e del nostro passato continuamente ed incessantemente, alla ricerca delle origini, esse sono infinite senza confini, ma non devono inficiare il nostro presente ed il nostro futuro.
Credo che ognuno di noi debba contribuire all’evoluzione della nostra specie secondo indole propria, e che i principi fino ad ora adottati dalla nostra civiltà non possano in alcun modo essere condivisibili, dobbiamo trovare nuovi pesi e misure.
Il fatto stesso che ognuno di noi si renda consapevole del proprio essere senziente è un’esperienza unica ed irripetibile e non trasmissibile, ma solo il nostro comportamento coerente e costante, possa essere esempio per coloro che cercano.
Credo profondamente che ad ogni pensiero, azione e parola proferita, bisognerebbe anteporre la domanda a se stessi: “ cosa farebbe l’amore in questo frangente?” Il risultato certamente non sarà una società perfetta, ma un approccio personale intimo a se stessi e verso le nostre relazioni interpersonali, lasciando che i nostri pensieri ed azioni inesatte, si sciolgano nel mare della nostra infinità ignoranza, perdonandoci e perdonando con infinita sensibilità accarezzando il nostro fragile nucleo.
Il giudizio e la presupposizione di noi stessi e di chi o cosa ci circonda è un’attività umana sciocca e tristemente superficiale; l’uomo non ha capacità e conoscenze omni-comprensive atte a poter effettuare il benchè minimo giudizio, ne tanto meno tu ed io.
L’unica via è trovare una propria configurazione ottimale nell’intimo rapporto con noi stessi, il quale automaticamente si riflette nei nostri comportamenti inter-relazionali, dotandosi di tutti quegli strumenti intellettuali, spirituali e mistici atti alla nostra ricerca.
Questo è tutto ciò che abbiamo, ed è da qui che dobbiamo ripartire.
Questa nostra società non è differente dalla Babilonia di allora, ma ancora non ha compreso che deve trasformare la moltitudine e le mutue differenze in costruttività per l’evoluzione, e, 2000 anni di storia riconosciuta, testimoniano, che ahimè, la nostra civiltà, è una tra le più stolte mai esistite nell’universo.
L’omologazione ed i collanti umani utilizzati dalla nostra civiltà ci hanno violentato fin nei profondi strati del nostra essenza e della nostra anima, lacerando e scindendo la nostra mente e deturpando i nostri pensieri e, per chi come me, è nato diverso, non omologabile, la ferocia e l’abnegazione della nostra società nel tentativo di cambiarti, è impressionante, crudele e spietata. Tutto ciò ci rende dei bradipi mentali e comporta in noi atti e pensieri di rara violenza, spesso facendo si di farci cadere nelle crisi di amarezza e tristezza profonde, nella piena solitudine della nostra intimità.
Le ovvie e naturali e conseguenze di tale chirurgica ed efferata omologazione sono devastanti per chiunque di noi, e raramente ci si rende conto coscientemente e razionalmente, di tale sterminio delle indoli umane, presi come siamo a cercar di mantenere un equilibrio sopra la follia, soglia spesso labile ed impalpabile.
Compresi fin da piccino la mia profonda diversità dal resto dell’umanità, negli intimi e sublimi atti di sospensione atemporale della comprensione della unicità della semplicità nella unione inscindibile tra me e ciò che mi circonda negli aspetti sinergici delle energie naturali, nei viaggi profondi degli orizzonti senza confini dei paesaggi greci.
La dedizione con la quale, partendo dalla mia genitrice, la società ha tentato invano di sottomettermi al pensiero di omologazione sociale, lo possiamo ritrovare nei tempi più bui del nostro medio-evo, con torture mentali e fisiche, le quali oltre passano il confine della umanità e del buon senso.
Ogni qualvolta ho tentato di omologarmi e cercare di seguire il comune senso di cammino, è stato un disastro, anche perchè ho avuto rapporti inter-personali con tutta una serie di personaggi, che si erano già arresi prima di combattere, e la comodità borghese della omologazione, aveva preso in loro il sopravvento, lasciando che il senso di vergogna ed il senso di colpa, li investisse in ogni loro atto e pensiero quotidiano.
La società mi ha punito per ogni singolo atto e pensiero di discostamento dai canoni e, la mia situazione di disagio estremo, ne è la prova lampante e lapalissiana, ed essa non avrà mai termine, poiché per essa, non sono meritevole e sono solamente un cancro da estirpare ghettizzandomi e delegittimandomi. Ciò che han fatto ai miei figli ed a me è una barbaria di ferocia inaudita.
Credo fermamente che questa nostra società non cambierà mai, nemmeno se facesse rivoluzioni e/o guerre, poiché i presupposti basici delle sue fondamenta sono talmente radicati in ciascuno di noi, che non vi sarà mai un singulto di poesia ed amore planetario. Sperare in un futuro migliore è, ribadisco, la più sciocca chimera nella quale credere.
Credere che la nostra società stia andando verso una consapevolezza spirituale e che si stia risvegliando, è un’altra sciocchezza cosmica dalle proporzioni gigantesche, allorchè metà del nostro pianeta è affamato ed assetato, sottoposto a torture inenarrabili, dai propri simili e fratelli, e, ciò, continua incessantemente con moto perpetuo dall’inizio della nostra civilizzazione e, non si intravvede alcuna fine.
Personalmente farei governare le sorti della nostra società da una Congiura di Poeti, ma anche questo è solo un sogno di un vero e convinto anarchico socialista; non costituirebbe architetture sociali perfette, ma sarebbe certamente più umano e tollerabile.
Concludo questa mia dissertazione augurandoti di trovare ciò che cerchi così intensamente!
Romano

Estratto da una lettera ad un amico!

Amico Mio, perdona sarò prolisso.
Credo che ciascuno di noi debba effettuare ricerche interiori e del nostro passato continuamente ed incessantemente, alla ricerca delle origini, esse sono infinite senza confini, ma non devono inficiare il nostro presente ed il nostro futuro.
Credo che ognuno di noi debba contribuire all’evoluzione della nostra specie secondo indole propria, e che i principi fino ad ora adottati dalla nostra civiltà non possano in alcun modo essere condivisibili, dobbiamo trovare nuovi pesi e misure.
Il fatto stesso che ognuno di noi si renda consapevole del proprio essere senziente è un’esperienza unica ed irripetibile e non trasmissibile, ma solo il nostro comportamento coerente e costante, possa essere esempio per coloro che cercano.
Credo profondamente che ad ogni pensiero, azione e parola proferita, bisognerebbe anteporre la domanda a se stessi: “ cosa farebbe l’amore in questo frangente?” Il risultato certamente non sarà una società perfetta, ma un approccio personale intimo a se stessi e verso le nostre relazioni interpersonali, lasciando che i nostri pensieri ed azioni inesatte, si sciolgano nel mare della nostra infinità ignoranza, perdonandoci e perdonando con infinita sensibilità accarezzando il nostro fragile nucleo.
Il giudizio e la presupposizione di noi stessi e di chi o cosa ci circonda è un’attività umana sciocca e tristemente superficiale; l’uomo non ha capacità e conoscenze omni-comprensive atte a poter effettuare il benchè minimo giudizio, ne tanto meno tu ed io.
L’unica via è trovare una propria configurazione ottimale nell’intimo rapporto con noi stessi, il quale automaticamente si riflette nei nostri comportamenti inter-relazionali, dotandosi di tutti quegli strumenti intellettuali, spirituali e mistici atti alla nostra ricerca.
Questo è tutto ciò che abbiamo, ed è da qui che dobbiamo ripartire.
Questa nostra società non è differente dalla Babilonia di allora, ma ancora non ha compreso che deve trasformare la moltitudine e le mutue differenze in costruttività per l’evoluzione, e, 2000 anni di storia riconosciuta, testimoniano, che ahimè, la nostra civiltà, è una tra le più stolte mai esistite nell’universo.
L’omologazione ed i collanti umani utilizzati dalla nostra civiltà ci hanno violentato fin nei profondi strati del nostra essenza e della nostra anima, lacerando e scindendo la nostra mente e deturpando i nostri pensieri e, per chi come me, è nato diverso, non omologabile, la ferocia e l’abnegazione della nostra società nel tentativo di cambiarti, è impressionante, crudele e spietata. Tutto ciò ci rende dei bradipi mentali e comporta in noi atti e pensieri di rara violenza, spesso facendo si di farci cadere nelle crisi di amarezza e tristezza profonde, nella piena solitudine della nostra intimità.
Le ovvie e naturali e conseguenze di tale chirurgica ed efferata omologazione sono devastanti per chiunque di noi, e raramente ci si rende conto coscientemente e razionalmente, di tale sterminio delle indoli umane, presi come siamo a cercar di mantenere un equilibrio sopra la follia, soglia spesso labile ed impalpabile.
Compresi fin da piccino la mia profonda diversità dal resto dell’umanità, negli intimi e sublimi atti di sospensione atemporale della comprensione della unicità della semplicità nella unione inscindibile tra me e ciò che mi circonda negli aspetti sinergici delle energie naturali, nei viaggi profondi degli orizzonti senza confini dei paesaggi greci.
La dedizione con la quale, partendo dalla mia genitrice, la società ha tentato invano di sottomettermi al pensiero di omologazione sociale, lo possiamo ritrovare nei tempi più bui del nostro medio-evo, con torture mentali e fisiche, le quali oltre passano il confine della umanità e del buon senso.
Ogni qualvolta ho tentato di omologarmi e cercare di seguire il comune senso di cammino, è stato un disastro, anche perchè ho avuto rapporti inter-personali con tutta una serie di personaggi, che si erano già arresi prima di combattere, e la comodità borghese della omologazione, aveva preso in loro il sopravvento, lasciando che il senso di vergogna ed il senso di colpa, li investisse in ogni loro atto e pensiero quotidiano.
La società mi ha punito per ogni singolo atto e pensiero di discostamento dai canoni e, la mia situazione di disagio estremo, ne è la prova lampante e lapalissiana, ed essa non avrà mai termine, poiché per essa, non sono meritevole e sono solamente un cancro da estirpare ghettizzandomi e delegittimandomi. Ciò che han fatto ai miei figli ed a me è una barbaria di ferocia inaudita.
Credo fermamente che questa nostra società non cambierà mai, nemmeno se facesse rivoluzioni e/o guerre, poiché i presupposti basici delle sue fondamenta sono talmente radicati in ciascuno di noi, che non vi sarà mai un singulto di poesia ed amore planetario. Sperare in un futuro migliore è, ribadisco, la più sciocca chimera nella quale credere.
Credere che la nostra società stia andando verso una consapevolezza spirituale e che si stia risvegliando, è un’altra sciocchezza cosmica dalle proporzioni gigantesche, allorchè metà del nostro pianeta è affamato ed assetato, sottoposto a torture inenarrabili, dai propri simili e fratelli, e, ciò, continua incessantemente con moto perpetuo dall’inizio della nostra civilizzazione e, non si intravvede alcuna fine.
Personalmente farei governare le sorti della nostra società da una Congiura di Poeti, ma anche questo è solo un sogno di un vero e convinto anarchico socialista; non costituirebbe architetture sociali perfette, ma sarebbe certamente più umano e tollerabile.
Concludo questa mia dissertazione augurandoti di trovare ciò che cerchi così intensamente!
Romano

Italian Despair

Italian Despair

I read more and more frequently cases of suicide / homicide, where it is clear that the motivations are dictated by the deep crisis, not only economic, but also of  the values ​​and principles derived and induced its own, the crisis itself.

The problem that most strikes me, but does not surprise me, is the ongoing “guilt” of the individual by the press and by the social, allowing to cover only the deep ineptitude of our social system, which, and exactly how the political class and leadership, does not provide services and support, leaving demagogically responsibilities to the individual and the family.

I often wonder the fact that, if we abolish the Italian social service, we would save billions of euro, and would avoid coming into contact with people ignorant, arrogant and presupponenti, who, instead of solving or support us in cases of hardship, they will charge their structural problems and false endemic lack of human and economic resources.

In short, the classic Italian buck!

La disperazione Italiana

La disperazione Italiana

Leggo sempre più frequentemente casi di suicidio/omicidio ove è lampante che le motivazioni profonde siano dettate da una crisi profonda, non solo economica, ma anche dei valori e principi derivanti ed indotti proprio, dalla crisi stessa.

Il problema che maggiormente mi colpisce ma non mi stupisce affatto, è la continua “colpevolizzazione” dell’individuo da parte della stampa e dalle Parti Sociali; questo per coprire esclusivamente l’inettitudine profonda del nostro sistema sociale, il quale, ed esattamente come la classe politica e dirigenziale, non fornisce alcun servizio e supporto, demandanda demagogicamente le responsabilità all’individuo ed alla famiglia.

Spesso mi domando il fatto, che se abolissimo il sevizio sociale Italiano, risparmieremmo miliardi di euro, ed eviteremmo di entrare in contatto con personaggi ignoranti, arroganti e presupponenti, i quali, anzichè risolvere o supportarci nei casi di disagio, essi ci caricano dei loro problemi strutturali e della falsa endemica mancanza di risorse umane ed economiche.

Insomma il classico scaricabarile Italiano!

Italian Despair

Italian Despair

I read more and more frequently cases of suicide / homicide, where it is clear that the motivations are dictated by the deep crisis, not only economic, but also of  the values ​​and principles derived and induced its own, the crisis itself.

The problem that most strikes me, but does not surprise me, is the ongoing “guilt” of the individual by the press and by the social, allowing to cover only the deep ineptitude of our social system, which, and exactly how the political class and leadership, does not provide services and support, leaving demagogically responsibilities to the individual and the family.

I often wonder the fact that, if we abolish the Italian social service, we would save billions of euro, and would avoid coming into contact with people ignorant, arrogant and presupponenti, who, instead of solving or support us in cases of hardship, they will charge their structural problems and false endemic lack of human and economic resources.

In short, the classic Italian buck!

La disperazione Italiana

La disperazione Italiana

Leggo sempre più frequentemente casi di suicidio/omicidio ove è lampante che le motivazioni profonde siano dettate da una crisi profonda, non solo economica, ma anche dei valori e principi derivanti ed indotti proprio, dalla crisi stessa.

Il problema che maggiormente mi colpisce ma non mi stupisce affatto, è la continua “colpevolizzazione” dell’individuo da parte della stampa e dalle Parti Sociali; questo per coprire esclusivamente l’inettitudine profonda del nostro sistema sociale, il quale, ed esattamente come la classe politica e dirigenziale, non fornisce alcun servizio e supporto, demandanda demagogicamente le responsabilità all’individuo ed alla famiglia.

Spesso mi domando il fatto, che se abolissimo il sevizio sociale Italiano, risparmieremmo miliardi di euro, ed eviteremmo di entrare in contatto con personaggi ignoranti, arroganti e presupponenti, i quali, anzichè risolvere o supportarci nei casi di disagio, essi ci caricano dei loro problemi strutturali e della falsa endemica mancanza di risorse umane ed economiche.

Insomma il classico scaricabarile Italiano!

I believe that the citizens of this planet, are in their vast majority, enlightened, progressive and aware than the Ruling Class, be it Politics, Social, Religious and ideological.

We are governed by a bunch of scum which has as its sole purpose the unbridled exploitation of peoples, keeping them in the Middle Ages, depriving them of basic rights through a demagogic policy, which encourages the less educated social groups, intolerance and hatred!

Credo che i Cittadini di questo pianeta, siano nella loro stragrande maggioranza, illuminati, progressisti e consapevoli, rispetto alla Classe Dirigente, sia essa Politica, Sociale, Religiosa ed ideologica.

Siamo governati da un manipolo di gentaglia la quale ha come unico scopo lo sfruttamento sfrenato dei Popoli,  mantenendoli nel medioevo, privandoli dei diritti basilari, attraverso una politica demagogica, che fomenta le fasce sociali meno istruite, all’intolleranza ed all’odio!

Sono arrivato a destinazione, ho chiuso, ho concluso.

Sono arrivato a destinazione, ho chiuso, ho concluso. 

Sono partito come tutti i giovani, con un grande senso di voler cambiare il mondo, renderlo migliore. Facendo tutte le cose che si pensa servano al mondo, e poi ti accorgi strada facendo che non vale niente, che la soluzione non è lì.
Dove? A me pare di averla trovata nel senso che, se riesci a migliorare te stesso a fare qualcosa con te stesso, e a renderti conto dell’inutilità di tutto il resto, forse metti le basi per qualcosa di grande che è secondo me, inevitabile: l’evoluzione dell’uomo verso un piano superiore… E ora mi devo riposare.
Tiziano Terzani
http://youtu.be/E93PlwUggWk

Design a site like this with WordPress.com
Get started