In #Italy #Anonymous are considered criminals, you can’t expect confirmations from the police. Their brains do not reach a common point.

Dai un’occhiata al Tweet di @OpParisOfficial: https://twitter.com/OpParisOfficial/status/682661044649627652?s=09

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Odio il #capodanno Antonio #Gramsci

Odio il #capodanno Antonio #Gramsci

Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa del cielo, sento che per me è capodanno.
Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un’azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione. Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che incominci una novella istoria, e si fanno propositi e ci si pente degli spropositi, ecc. ecc. È un torto in genere delle date.
Dicono che la cronologia è l’ossatura della storia; e si può ammettere. Ma bisogna anche ammettere che ci sono quattro o cinque date fondamentali, che ogni persona per bene conserva conficcate nel cervello, che hanno giocato dei brutti tiri alla storia. Sono anch’essi capodanni. Il capodanno della storia romana, o del Medioevo, o dell’età moderna.
E sono diventati così invadenti e così fossilizzanti che ci sorprendiamo noi stessi a pensare talvolta che la vita in Italia sia incominciata nel 752, e che il 1490 0 il 1492 siano come montagne che l’umanità ha valicato di colpo ritrovandosi in un nuovo mondo, entrando in una nuova vita. Così la data diventa un ingombro, un parapetto che impedisce di vedere che la storia continua a svolgersi con la stessa linea fondamentale immutata, senza bruschi arresti, come quando al cinematografo si strappa il film e si ha un intervallo di luce abbarbagliante.
Perciò odio il capodanno. Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno. Nessun giorno preventivato per il riposo. Le soste me le scelgo da me, quando mi sento ubriaco di vita intensa e voglio fare un tuffo nell’animalità per ritrarne nuovo vigore.
Nessun travettismo spirituale. Ogni ora della mia vita vorrei fosse nuova, pur riallacciandosi a quelle trascorse. Nessun giorno di tripudio a rime obbligate collettive, da spartire con tutti gli estranei che non mi interessano. Perché hanno tripudiato i nonni dei nostri nonni ecc., dovremmo anche noi sentire il bisogno del tripudio. Tutto ciò stomaca.
Aspetto il socialismo anche per questa ragione. Perché scaraventerà nell’immondezzaio tutte queste date che ormai non hanno più nessuna risonanza nel nostro spirito e, se ne creerà delle altre, saranno almeno le nostre, e non quelle che dobbiamo accettare senza beneficio d’inventario dai nostri sciocchissimi antenati.
Antonio Gramsci, 1 gennaio 1916, Avanti!, edizione torinese, rubrica Sotto la Mole.

Odio il #capodanno Antonio #Gramsci

Odio il #capodanno Antonio #Gramsci

Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa del cielo, sento che per me è capodanno.
Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un’azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione. Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che incominci una novella istoria, e si fanno propositi e ci si pente degli spropositi, ecc. ecc. È un torto in genere delle date.
Dicono che la cronologia è l’ossatura della storia; e si può ammettere. Ma bisogna anche ammettere che ci sono quattro o cinque date fondamentali, che ogni persona per bene conserva conficcate nel cervello, che hanno giocato dei brutti tiri alla storia. Sono anch’essi capodanni. Il capodanno della storia romana, o del Medioevo, o dell’età moderna.
E sono diventati così invadenti e così fossilizzanti che ci sorprendiamo noi stessi a pensare talvolta che la vita in Italia sia incominciata nel 752, e che il 1490 0 il 1492 siano come montagne che l’umanità ha valicato di colpo ritrovandosi in un nuovo mondo, entrando in una nuova vita. Così la data diventa un ingombro, un parapetto che impedisce di vedere che la storia continua a svolgersi con la stessa linea fondamentale immutata, senza bruschi arresti, come quando al cinematografo si strappa il film e si ha un intervallo di luce abbarbagliante.
Perciò odio il capodanno. Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno. Nessun giorno preventivato per il riposo. Le soste me le scelgo da me, quando mi sento ubriaco di vita intensa e voglio fare un tuffo nell’animalità per ritrarne nuovo vigore.
Nessun travettismo spirituale. Ogni ora della mia vita vorrei fosse nuova, pur riallacciandosi a quelle trascorse. Nessun giorno di tripudio a rime obbligate collettive, da spartire con tutti gli estranei che non mi interessano. Perché hanno tripudiato i nonni dei nostri nonni ecc., dovremmo anche noi sentire il bisogno del tripudio. Tutto ciò stomaca.
Aspetto il socialismo anche per questa ragione. Perché scaraventerà nell’immondezzaio tutte queste date che ormai non hanno più nessuna risonanza nel nostro spirito e, se ne creerà delle altre, saranno almeno le nostre, e non quelle che dobbiamo accettare senza beneficio d’inventario dai nostri sciocchissimi antenati.
Antonio Gramsci, 1 gennaio 1916, Avanti!, edizione torinese, rubrica Sotto la Mole.

#turchia #erdogan il dittatore fantoccio ottomano

#turchia #erdogan il dittatore fantoccio ottomano
spero che prevalga il buon senso in Europa, qualora ve ne sia rimasta ancora una bricciola, e dismettano l’idea di far entrare la Turchia in Europa, visto che, con la mentalità retrograda musulmana che si ritrova il Presidente in questione, che gioca come l’altro imbecille di bimbominchia di Kim in Corea del Nord, a fare il dittatore, si ritornerebbe a “Mamma li Turchi”

#turchia #erdogan il dittatore fantoccio ottomano

#turchia #erdogan il dittatore fantoccio ottomano
spero che prevalga il buon senso in Europa, qualora ve ne sia rimasta ancora una bricciola, e dismettano l’idea di far entrare la Turchia in Europa, visto che, con la mentalità retrograda musulmana che si ritrova il Presidente in questione, che gioca come l’altro imbecille di bimbominchia di Kim in Corea del Nord, a fare il dittatore, si ritornerebbe a “Mamma li Turchi”

Invasione #migranti e la #carita – ma dove sono finiti i soldi della carità?

Invasione #migranti e la #carita – ma dove sono finiti i soldi della carità?
A prescindere dalle motivazioni psico-sociali-mondiali-teologiche-politiche-finanziarie dell’invasione dei migranti, mi domando dove sono finiti tutti i soldi che dal dopoguerra ad oggi, parliamo di miliardi e miliardi di dollari versati da privati ed aziende in progetti ed aziende specializzate nell’istituzione della carità, dato che ce li troviamo tutti in casa, più affamati e famelici che mai

Invasione #migranti e la #carita – ma dove sono finiti i soldi della carità?

Invasione #migranti e la #carita – ma dove sono finiti i soldi della carità?
A prescindere dalle motivazioni psico-sociali-mondiali-teologiche-politiche-finanziarie dell’invasione dei migranti, mi domando dove sono finiti tutti i soldi che dal dopoguerra ad oggi, parliamo di miliardi e miliardi di dollari versati da privati ed aziende in progetti ed aziende specializzate nell’istituzione della carità, dato che ce li troviamo tutti in casa, più affamati e famelici che mai

Le ragioni storiche e antropologiche dell’inettitudine operativa, tecno-burocrativa, di generica inefficienza e demagogica superficialità endemica e completa incapacità amministrativa, dirigenziale ed organizzativa della nostra classe Dirigente e Politica, oltre all’indifferenza laida e sordida delle nostre Istituzioni di ogni Ordine e Grado, potranno essere scardinate solo da una presa di posizione di consapevolezza popolare e di riapproriamento dell’affetto morale per la Res Publica. 
E’ l’unico modo per salvarci, prima del baratro!

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