combattere il sistema col sistema è controproducente. 60 anni di psuedo-democrazia lo dimostrano, giacchè il Popolo Italiano non è più culturalmente preparato a votare poichè gli è stato disinsegnato l’affetto morale per la res pubblica, ed il risultato è l’aver assegnato potere ad una classe politica e di amministratori fetenti e quaqquaraqua che hanno selettivamente distrutto il Paese. L’unica via è una rivoluzione pacifica, che la classe culturalmente media, si fermi e fermi il Paese, sperando che i caproni seguano l’esempio, illuminati dalla realtà oggettiva della miseria nella quale viviamo. Come chi mi segue ben conosce, sono intellettualmente anarchico tendente a destra ed auguro all’Italia di ritrovare veri uomini, stile Borsellino e Falcone, che guidino l’Italia fuori da questa melma, da che il Popolo Italiano bue, non è in grado di discernimento e consapevolezza.

#referendum ma anche no, ma se proprio devo #iovotono

Propongo di indire due class action distinte da portare presso il Tribunale Penale Internazionale con le accuse di strage di stato e lesione dei diritti umani all’accesso alla cultura ed incompetenza gravisissima, contro tutti i Politici, Sovrintendenti ed Amministratori Italiani e soggetti diretti ed indiretti implicati, magistratura compresa, che si sono succeduti al comando dagl’anni ’60 ad oggi, per non aver preventivamente messo in sicurezza tutte le Opere Italiane ed i Borghi del Centro-Italia, poiche quest’ultimo custodisce un patrimonio artistico e culturale millenario ed  unico al mondo e non replicabile.

Con le accuse di strage di stato e gravissima lesione dei diritti umani sia dei migranti sia del Popolo Italiano, per aver incautamente ed irresponsabilmente, attraverso politiche incompetenti, che il Territorio Italiano, fosse invaso da culture extra-europee, non preventivamente educate al rispetto della millenaria tradizione culturale Italiana, di fatto allocando risorse economiche a discapito della Popolazione Italiana, e contribuendo all’innalzamento della percentuale di atti vandalici contro il nostro Patrimonio Culturale ed alla devastazione delle “cose pubbliche”, impoverendo l’assetto civile, sociale e finanziario del Popolo Italiano.

La pena per entrambi casi, sarebbe il confino perenne all’Arcipelago Gulag!

Purtroppo abbiamo un Popolo Italiano reso imbecille dalla classe politica sinistrata sinistroide incapace di ribellarsi civilmente e pacificamente per attestare i propri diritti umani e culturali ed abbiamo una Magistratura complice della classe politica ed amministrativa ed ahimè non abbiamo uomini del calibro di Falcone e Borsellino!

#stragedistato #corruzione #dirittiumani #mibact #soprintendenza #patrimonioartistico #patrimonioculturale #sismacentroitalia #terremoto #terremotocentroitalia #bellearti #beniculturali #classaction #tribunalepenaleinternazionale #tribunali


Lettera ad un padre sconosciuto
(in ricordo di Giuseppe Giberti)

Sai oggi ho fatto dire una messa in tuo suffragio, da quelle poche frammentarie notizie che ho di te dovresti essere deceduto a causa di cancro più o meno alla mia età. Spero solo che le mie umili preghiere possano servire alla tua anima ovunque tu ti trovi.
Sono venuto a trovarti al Cimitero qualche decina d’anni fa, quando la turbolenza della vita cominciava a scemare e ci si pone delle domande esistenziali, e ti trovai. Ricordo che mi accovacciai sulla tua tomba ed all’improvviso spirò una brezza gelida che mi avvolse; sai da allora il vento è divenuto il tuo abbraccio, lo amo, lo bramo, ed ogni volta che spira mi inebrio di tutto ciò che porta alla mia anima.
Non so chi tu sia stato ma poco importa, ma conoscendo profondamente le umane miserie e le storie di ordinaria follia domestica familiare, posso semplicemte trarre autonomamente le mie conclusioni, soprattutto conoscendo i deliri da pochezza e profonda ignoranza d’animo della mia famiglia.
Della mia vita terrena che raccontarti se non che l’ho attraversata a testa alta e fieramente, ho avuto da piccino mentori d’eccezione che m’hanno schiuso le porte della profonda conoscenza delle arti e mestieri, e fin da piccolo ho vissuto in ogni dove qui e nel mondo.
Non ti preoccupare ho sempre difeso il nocciolo interiore del mio essere, non è stato neppure scalfitto minimamente, nonostante le pene dell’inferno con questi umani.
Pensa da piccino litigai con Dio nella mia solitaria intimità umana, per un bicchier d’acqua che la Madonna mi negò poichè ebbi paura di attraversare il corridoio del collegio al buio, e da allora abbandonai la mia Fede; non potrai crederci, proprio quel Dio che maledii per tutta la mia vita, mi ha accolto nella Sua Casa.
Ho avuto tre figli meravigliosi da due amori; ora son grandi e giustamente hanno la loro vita, ciascuno a modo loro, come è giusto che sia, talvolta li sento e ci messaggiamo quotidianamente, sono l’unica vera ragione della mia esistenza terrena.
Ne ho fatte di cotte e di crude, ma ho avuto una vita che pochissimi possono vantare di aver avuto, nel bene e nel male, e non rinnego nulla, anche se qualcosa me la sarei risparmiata e, talvolta, credimi sulla parola mi sento persino un mistero per me stesso.
Non ti preoccupare per me, Padre mio, non ho timore di nulla e la vita l’ho addomesticata a me, anche se il Grande Capo credo si diverta infinitamente a mettermi alla prova continuamente ed incessantemente, ma non mollo, non demordo, non mi arrendo mai, mi spezzo ma non mi piego al volere del mondo ottuso, ma mi manca infinitamente un tuo abbraccio, la tua presenza, il tuo amore.
Ti voglio bene infinitamente, Padre mio.
Tuo figlio
Romano

L’interno del Santuario di Nostra Signora della Rovere – La Cappella della Madonna – Storia del #santuariodinostrasignoradellarovere

L’interno del Santuario di Nostra Signora della Rovere – La Cappella della Madonna
L’altare della Madonna, nella navata di sinistra, è ornato da marmi policromi e da due colonne tortili che fanno da cornice alla nicchia dorata in cui è sita la statua miracolosa della Madonna della Rovere.
Questa, scolpita in rovere, è attribuita dai critici d’arte al secolo XIV ed è tutta un simbolo.
Attualmente la Madonna è vestita con l’antico abito ritrovato pochi anni fa. Sotto quest’abito, però, la Madonna appare come nella foto.
Le tre dita della mano destra alzate del Bambin Gesù richiamano la Trinità, mentre le due dita ripiegate indicano la duplice natura: divina ed umana.
L’abito d’oro della Madonna simboleggia la sua regalità, il mantello azzurro il Cielo. La scultura semplice e grezza, è priva di pregi artistici, ma ricca di spiritualità e di mistico fascino.
Nella stessa cappella, sulla parete a pochi passi dall’altare della Madonna, è fissato un dipinto di scuola fiamminga.
E’ un quadro idilliaco: la Madonna tiene in mano un grappolo d’uva che si cambierà nel vino del Sacrificio della Messa, allusione al Sacrificio della croce; contemporaneamente Gesù offre alla madre un frutto. In alto un angelo in volo porta a Gesù la croce.
Il quadro è interessante anche sotto l’aspetto storico. Il dipinto riproduce la facciata della Chiesa antica con tre porte d’ingresso ed una finestra ad occhio sopra di esse.
Questa Chiesa precedentemente fu usata come transetto e corrisponde con l’attuale presbiterio.
Allora come oggi, la Chiesa era circondata da alberi di alto fusto. Secondariamente il dipinto riproduce un tratto dell’antica Via Aurelia percorsa da pellegrini in visita al Santuario della Rovere, porto tra un gruppo di case, come al presente. Questi particolari ci assicurano che già alla metà del 1400 il Santuario era meta di pellegrinaggi. In terzo luogo, nel dipinto fiammingo, all’altezza della fronte di Maria, si staglia il borgo fortificato di Cervo.
Quadro di San Giuseppe a sinistra dell’altare della Madonna: secondo la tradizione pare che soltanto metà di esso fosse custodito in Chiesa e che s’ignorasse dove fosse la parte mancante. Dopo molte preghiere per favorire il ritrovamento dell’altra metà, questa fu ritrovata da un pescatore di Cervo sulla spiaggia. Si attribuisce così il deterioramento di parte del quadretto alla corrosione marina.

http://santuarionostrasignoradellarovere.blogspot.it/2016/11/linterno-del-santuario-di-nostra_3.html

L'interno del Santuario di Nostra Signora della Rovere – La Cappella della Madonna – Storia del #santuariodinostrasignoradellarovere

L’interno del Santuario di Nostra Signora della Rovere – La Cappella della Madonna
L’altare della Madonna, nella navata di sinistra, è ornato da marmi policromi e da due colonne tortili che fanno da cornice alla nicchia dorata in cui è sita la statua miracolosa della Madonna della Rovere.
Questa, scolpita in rovere, è attribuita dai critici d’arte al secolo XIV ed è tutta un simbolo.
Attualmente la Madonna è vestita con l’antico abito ritrovato pochi anni fa. Sotto quest’abito, però, la Madonna appare come nella foto.
Le tre dita della mano destra alzate del Bambin Gesù richiamano la Trinità, mentre le due dita ripiegate indicano la duplice natura: divina ed umana.
L’abito d’oro della Madonna simboleggia la sua regalità, il mantello azzurro il Cielo. La scultura semplice e grezza, è priva di pregi artistici, ma ricca di spiritualità e di mistico fascino.
Nella stessa cappella, sulla parete a pochi passi dall’altare della Madonna, è fissato un dipinto di scuola fiamminga.
E’ un quadro idilliaco: la Madonna tiene in mano un grappolo d’uva che si cambierà nel vino del Sacrificio della Messa, allusione al Sacrificio della croce; contemporaneamente Gesù offre alla madre un frutto. In alto un angelo in volo porta a Gesù la croce.
Il quadro è interessante anche sotto l’aspetto storico. Il dipinto riproduce la facciata della Chiesa antica con tre porte d’ingresso ed una finestra ad occhio sopra di esse.
Questa Chiesa precedentemente fu usata come transetto e corrisponde con l’attuale presbiterio.
Allora come oggi, la Chiesa era circondata da alberi di alto fusto. Secondariamente il dipinto riproduce un tratto dell’antica Via Aurelia percorsa da pellegrini in visita al Santuario della Rovere, porto tra un gruppo di case, come al presente. Questi particolari ci assicurano che già alla metà del 1400 il Santuario era meta di pellegrinaggi. In terzo luogo, nel dipinto fiammingo, all’altezza della fronte di Maria, si staglia il borgo fortificato di Cervo.
Quadro di San Giuseppe a sinistra dell’altare della Madonna: secondo la tradizione pare che soltanto metà di esso fosse custodito in Chiesa e che s’ignorasse dove fosse la parte mancante. Dopo molte preghiere per favorire il ritrovamento dell’altra metà, questa fu ritrovata da un pescatore di Cervo sulla spiaggia. Si attribuisce così il deterioramento di parte del quadretto alla corrosione marina.

http://santuarionostrasignoradellarovere.blogspot.it/2016/11/linterno-del-santuario-di-nostra_3.html

«Difendimi dalle forze contrarie,
la notte, nel sonno, quando non sono cosciente,
quando il mio percorso, si fa incerto.
E non abbandonarmi mai…
Non mi abbandonare mai!
Riportami nelle zone piu’ alte
in uno dei tuoi regni di quiete:
E’ tempo di lasciare questo ciclo di vite.
E non mi abbandonare mai…
Non mi abbandonare mai!
Perche’ le gioie del piu’ profondo affetto
o dei piu’ lievi anditi del cuore
sono solo l’ombra della luce.
Ricordami, come sono infelice,
lontano dalle tue leggi;
come non sprecare il tempo che mi rimane.
E non abbandonarmi mai…
Non mi abbandonare mai!
Perche’ la pace che ho sentito in certi monasteri,
o la vibrante intesa di tutti i sensi in festa,
sono solo l’ombra della luce»
(Franco Battiato).

Altrimenti i nostri Amministratori e politici come potrebbero sopravvivere con i loro miseri stipendi…..
Prevenire è meglio che curare, e costa meno, in tutti i sensi!
Mettere in sicurezza l’Italia costerebbe meno che ricostruirla, e se si iniziasse a far prevenzione nelle scuole cresceremmo generazioni consapevoli e non un Popolo ignorante e fatalista! N.d.r.
#prevenzione #ricostruzione #sismacentroitalia #terremoto #terremotocentroitalia

http://www.internazionale.it/opinione/jacopo-ottaviani/2016/08/26/italia-terremoto-ricostruzione

Mettere in sicurezza l’Italia costerebbe meno che ricostruirla

In Italia i sismografi registrano ogni anno migliaia di terremoti. Di questi, fortunatamente, solo alcuni hanno conseguenze catastrofiche come quello che ha colpito l’Italia centrale il 24 agosto. I terremoti più devastanti hanno un costo umano ed economico molto elevato. Una stima approssimativa delle vittime dei terremoti in Italia degli ultimi cinquant’anni, da quello dell’Irpinia del 1980 fino a quello dell’Italia centrale di pochi giorni fa, mostra un costo umano di migliaia di morti e feriti e centinaia di migliaia di sfollati.
Più difficili da calcolare sono i costi economici dei terremoti. Secondo le stime del rapporto Costi dei terremoti in Italia del Centro studi del consiglio nazionale degli ingegneri, considerando i fondi stanziati dallo stato per la ricostruzione postsismica, negli ultimi cinquanta anni si supera la cifra di 121 miliardi. Secondo Mauro Grassi, coordinatore della task force per gli interventi antidissesto idrogeologico della presidenza del consiglio, a causa dei danni provocati da eventi calamitosi “in Italia si paga una tassa di almeno 5 miliardi all’anno”. Solo per il sisma dell’Irpinia sono stati stanziati 52 miliardi di euro, che saranno erogati fino al 2023. E questi costi non considerano i danni indotti, cioè tutto ciò che non può essere ricostruito immediatamente (come, per esempio, il tessuto sociale ed economico di un paese o i danni irreversibili al patrimonio artistico).
Dall’altro lato è interessante osservare quanto poco lo stato italiano abbia investito finora in prevenzione. In seguito al terremoto in Abruzzo del 2009 è stato istituito un Fondo per la prevenzione del rischio sismico. Ma la cifra stanziata è misera: meno di un miliardo di euro da erogare in sette anni per una serie di interventi.
Per mettere in sicurezza le abitazioni private in Italia, secondo le stime del consiglio nazionale degli ingegneri su dati Istat, Cresme e protezione civile, ci vorrebbero 93 miliardi di euro. Altre stime, come quella dell’associazione degli ingegneri e degli architetti Oice, quantificano la spesa per l’adeguamento degli edifici a elevato rischio sismico a 36 miliardi di euro. Molto più di quanto messo a disposizione dal Fondo per la prevenzione del rischio sismico, ma meno rispetto a quanto è costata la ricostruzione postsismica degli ultimi cinquant’anni. In altre parole, nel lungo periodo prevenire il rischio sismico costa molto meno che ricostruire.
“Se lo stato italiano stanziasse una quota annua di circa 2,4 miliardi di euro si potrebbero programmare interventi che nel giro di pochi anni consentirebbero di mettere in sicurezza tutto il territorio nazionale”, spiegava Luigi Ronsivalle, presidente del Centro studi del consiglio nazionale degli ingegneri, un anno dopo il terremoto in Emilia-Romagna.
Come sottolinea il primo rapporto Ance/Cresme (Associazione nazionale costruttori edili/Centro ricerche economiche, sociologiche e di mercato) in Italia più del 60 per cento degli edifici è stato costruito prima del 1974, prima cioè che entrasse in vigore la normativa antisismica per le nuove costruzioni. Circa il 44 per cento della superficie nazionale si trova in aree a elevato rischio sismico.
Secondo l’Ance, in queste aree vivono circa 21,8 milioni di persone, per un totale di 8,6 milioni di famiglie e circa 5,5 milioni di edifici tra residenziali e non residenziali. Nel lungo periodo, la prevenzione sarebbe economicamente sostenibile, e soprattutto aiuterebbe a salvare la vita di migliaia di persone.

Se non fosse che sono un estremo razionalista, ottimo conoscitore di Madre Natura, della follia devastatrice della mano dell’uomo su Madre Terra e della tecno-burocrazia mafiosa dei nostri Governi e dell’incapacità endemica dei nostri Amministratori, oserei quasi pensare che probabilmente il Grande Capo, ne ha fin sopra i capelli di questa umanità che popola il Condominio Terra, ma, arrogandomi una mia umile e presunta conoscenza di Lui, così come ben asserì Schiller, neanche gli Dei posson nulla contro la stupidità umana.

Sono personalmente unito nel dolore a quanti stanno soffrendo una situazione al limite della sopportazione umana.

#stragedistato #terremoto #terremotocentroitalia #simacentroitalia

P.s.: se si fosse prevenuto e costruito negl’anni come ad esempio in Giappone, ora non avremo morti e feriti, sfollati, ed il nostro Patrimonio Artistico sarebbe ancora integro!

E’ andato tutto oltre la mia più truce immaginazione di vent’anni fa.
In Italia si muore per infrastrutture che cadono, si muore per quattro gocce d’acqua, la terra trema ammazzando gl’italiani e le perle del nostro Patrimonio Artistico, siamo invasi da barbari incivili che dettano le loro leggi a casa nostra, la Germania ci ha ucciso finanziariamente e industrialmente, l’Europa ci salassa, non c’è uno Statale che non sia indagato, la mafia ed affini la fanno da padrone e spadroneggiano ovunque, la tecno-burocrazia ha bloccato tutte le attività del Paese, la scuola sforna bimbi-minchia a go-go, inventano crisi finanziarie inesistenti per ingrassare i Padroni delle Banche, la Magistratura è complice del Nuovo Ordine Mondiale nella sua pulizia etnica Italiana, gl’Italiani non hanno più giustizia, il degrado è arrivato ovunque ed è latente persino negl’animi degl’Italiani, la Chiesa sradica le nostre radici spirituali e culturali, ed i Politici cosa fanno?
Parlano, parlano infinitamente, si scambiano accuse, s’inventano referendum, s’inventano problemi inesistenti,  si sambiano accuse, si rimpallano le responsabilità, fanno manifestazioni, girotondini, fiaccolate, per chiedere proprio Loro di cambiare l’Italia.
Ma a chi lo chiedono, quando sarebbero Loro a dover amministrare l’Italia col buon senso?
L’unica cosa che gl’interessa sembra siano i diritti di quattro finocchietti.

Ma ciò che mi terrorizza maggiormente, è il fatto che gl’Italiani li seguono e li supportano!

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