L’occidente nulla ha imparato dalla sua storia di sangue, men che meno dalla II guerra mondiale, 70 anni fa, siamo di nuovo capo a prima!
L’invito all’esilio perenne va esteso al compagnuccio Nichi ed a tutti i suoi amichetti sinistri sinistrati
Riporto qui la lettera aperta dell’avvocato Augusto Sinagra a Laura Boldrini, nell’auspicio che arrivi a destinazione. Da leggere! Fonte Ilaria Bifarini
“Gentile Signora Boldrini,
ho esitato molto a scrivere queste poche righe perché non vorrei che qualcuno pensasse che io le attribuisca una ingiustificata importanza. Lei per me, come per tantissimi altri, non ha alcun rilievo né politico e meno ancora culturale.
Tuttavia, sono costretto a scriverle. Leggo infatti che lei ha deciso di ricandidarsi come Deputato. Le dico subito che la notizia non è devastante ma è semplicemente comica. Francamente non le riconoscevo alcun senso dell’ironia. Mi sbagliavo.
La sua disponibilità non è stata raccolta da nessun Partito. È caduta in un generale e gelido silenzio. Forse lei pensa di creare un suo Partito? La cosa si farebbe ancor più interessante perché darebbe la possibilità di verificare quanti consensi lei riscuoterebbe. Forse i suoi familiari stretti, ma poi chi altri?
Lei ha motivato tale sua spericolata decisione dichiarando che deve finire il lavoro, ma quale non si capisce. E che è disponibile a dare ancora il suo contributo. Anche questo non gliel’ha chiesto nessuno.
Dalle mie parti direbbero che lei “se la canta e se la suona” da sola.
Forse il lavoro da terminare è quello di ottenere la demolizione di tutte le opere pubbliche e private realizzate dal Fascismo? Ovvero di assicurarsi, per la gioia del suo Collega Fiano, che nessuno più abbia portachiavi con l’effige del Duce? Oppure di assicurare l’arrivo in Italia di molte altre centinaia di migliaia di africani affinché molti di essi possano continuare a sopravvivere in condizioni di nulla facenti?
Oppure, il lavoro da terminare è l’approvazione della acquisizione della cittadinanza italiana in forza dello ius soli? Con il risultato di attrarre in misura crescente ulteriore immigrazine irregolare specialmente di donne incinte che poi non mancherebbero di rivendicare il diritto di ricongiungimento familiare facendo venire in Italia padre, madre, sorelle e fratelli.
Forse il suo lavoro è la “cinesizzazione” del mercato del lavoro in Italia con drastica riduzione dei salari anche dei cittadini italiani, riduzione delle pensioni (quelle degli altri) e completamento dello smantellamento dello Stato sociale che fu l’opera più grandiosa del Fascismo.
Lei è disponibile a dare ancora il suo contributo! Che generosità! Ma quale contributo? Quello di dividere ancor più gli animi degli italiani devastandone la coscienza politica, storica e morale?
Recentemente lei, in visita in Nigeria, ha dichiarato che avrebbe voluto vivere in quel Paese. Ecco, questa è una buona idea e sarebbe una saggia decisione.
Lei non si rende conto di quanto è rifiutata dagli italiani, accecata com’è dalla sua autoreferenzialità.
Un suggerimento, però, glielo voglio dare. Lei ha lavorato molti anni all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Ritorni a quel lavoro e magari si faccia destinare in Libia (non è la Nigeria, ma occorre un po’ di spirito di adattamento) e così potrà verificare di persona i rapporti tra gli scafisti e le ONG. E potrà constatare che non si tratta di rifugiati ma di una squallida tratta di esseri umani. Ma perché parlo? Lei queste cose le sa già molto bene.
In ogni caso, quel che le consiglio sommamente è di farsi dimenticare e di rifugiarsi in quell’opaco anonimato che maggiormente le si addice.”
#razzista #omofobo #xenofobo #maschilista #nichilista #retrogrado #ignorante #fascista disagiato sociale, disagiato psichico, questi ed altri epitteti mi sono stati affibbiati a partire dagl´anni ´95 da parte dell´instaurando sistema sociale, demagogico, tecno burocratico, civile, giuridico, politico, economico, professionale ed intellettuale della #sinistra Italiana.
Come me moltissimi sono state le vittime di questa inquisizione di sinistra, la quale non ha avuto alcuna remora persino a smembrare senza alcuna pietà la mia famiglia approfittando di normali problemi familiare, il tutto per appropriarsi indebitamente delle mie proprietà, #esproprio #proletario ; quindi nessun principio elitario che li muovesse!
Ancor più serrata fu la ferocia con la quale fui attaccato sotto ogni fronte immaginabile e possibile quando contestualmente cominciai a scrivere la verità ai Responsabili delle #Istituzioni e della #Chiesa , le quali fecero fronte comune nel silenzio omertoso vigliacco, e la loro opera di demolizione fu altrettanto feroce in simultanea al fatto che iniziai a scrivere su questo blog il degrado economico e sociale al quale l´Italia sarebbe andata in contro con le scelte operate da questi pusillanimi attraverso le politiche formative scolastiche, sociali, economiche e finanziarie e del lavoro.
Soprattutto mi soffermai nel denunciare da parte di questi sinistrati il deliberato e chirurgico volere di distruggere il nostro Paese intellettualmente e culturalmente, attraverso una vera e propria #dittatura mediatica e della #magistratura , affinché fossero messe a tacere le voci del dissenso, esclusivamente per rimpinguarsi le proprie tasche.
Sono oramai quasi 15 anni che scrivo e metto in guardia il Popolo Italiano, ma non ascolta e non legge e, prima di me, personaggi illustri, avvisarono il Popolo Italiano del terribile pericoloso destino al quale andavano in contro, vedi ad esempio Pasolini e la Fallaci e lo stesso Lefebvre, dall´essere governati da gentaglia che vive e promuove stili di vita che fondano le loro radici nei più cupi meandri del disagio e degrado comportamentale umano.
Le sinistre Europee hanno trasformato il sogno elitario di una Europa Unita in una mattanza senza fine.
Ed ora la frittata e´ fatta ma ciò che lascia ancor più sbalorditi e basiti e´ che il Popolo Italiano non reagisce minimamente, se non per il tramite di chiacchiere da bar.
In Italia, non solo i media, ma tutte le Istituzioni incluse quelle religiose hanno plagiato le masse
http://blog.ilgiornale.it/rossi/2017/08/04/immigrazione-e-manipolazione-come-i-media-tedeschi-hanno-falsificato-la-realta/
L’anarca
04AGO 17
Immigrazione e manipolazione: come i media tedeschi hanno falsificato la realtà
BUGIARDI DI REDAZIONE
È un atto di accusa senza precedenti quello contro i media tedeschi: nel pieno dell’emergenza migranti, tra il 2015 ed il 2016, i principali giornali della Germania hanno deliberatamente falsificato la realtàdando un’informazione unilaterale e acritica del fenomeno abbracciando esclusivamente il punto di vista della Merkel, del suo governo e dell’élite politica ed economica che voleva imporre all’opinione pubblica la “cultura dell’accoglienza indiscriminata”.
L’accusa non viene dai soliti polemisti reazionari, da spudorati blogger di destra o dai sempreverdi xenofobi utili per liquidare qualsiasi opposizione al delirio del multiculturalismo ideologico.
No. Stavolta l’accusa parte da una ricerca della Fondazione Otto Brenner e realizzata da un pool di ricercatori dell’Università di Lipsia e della Hamburg Media School, coordinati dal prof. Michael Haller; il titolo è “La crisi dei rifugiati sui media” ed è è “lo studio più completo e metodologicamente elaborato sul tema”.
UNO STUDIO DEVASTANTE
La ricerca ha analizzato oltre 30 mila articoli dei principali giornali nazionali e regionali tedeschi tra il 2015 e il 2016. Oltre 200 pagine dense di numeri e statistiche su quello che hanno prodotto Süddeutsche Zeitung, Frankfurter Allgemeine Zeitung, Die Welt, Bild, così come le pubblicazioni online e 85 giornali regionali.
Dal 2015 al 2016 nessun giornale ha raccontato le preoccupazioni, i timori di una parte crescente della popolazione…
La conclusione è devastante: mentre la Merkel imponeva la “politica delle porte aperte” nessuno degli editoriali o degli articoli che riguardavano il tema dell’immigrazione “ha raccontato le preoccupazioni, i timori e anche la resistenza di una parte crescente della popolazione”; in altre parole è come se per i giornali tedeschi, un pezzo (probabilmente maggioritario) dell’opinione pubblica del proprio Paese non fosse esistita.
E le rare volte che i giornalisti collettivi hanno provato a raccontare quella parte di Germania preoccupata dall’immigrazione, l’hanno fatto “con un atteggiamento pedagogico” se non “sprezzante”.
chi non era allineato al mito dell’accoglienza era automaticamente xenofobo o razzista…
I giornali non hanno saputo (o voluto?) distinguere tra le posizioni veramente xenofobe e razziste di una minoranza, con le legittime e realistiche preoccupazioni di pezzi importanti della società tedesca di fronte all’invasione di oltre un milione di immigrati voluta dalla signora Merkel. E quel sentimento di insicurezza, paura è stato trasformato in razzismo e intolleranza quando non di arretratezza culturale. Insomma il solito snobismo stupido dei menestrelli dell’élite europea.
ALCUNI DATI
Per capire il modo in cui i giornali tedeschi hanno manipolato l’opinione pubblica basterebbe qualche dato che emerge dalla ricerca: tra la primavera 2015 e la primavera 2016, nei tre quotidiani principali del paese, solo il 4% degli articoli è stata un’intervista e solo il 6% un report con dati oggettivi. Un articolo su cinque è stato un editoriale di commento che esprimeva ovviamente il parere delle redazioni, “una cifra insolitamente alta”.
Nella classifica dei personaggi ascoltati o citati sul tema, due su tre sono stati politici di governo o di partiti favorevoli all’immigrazione; solo il 9% esponenti della giustizia (ufficiali delle Forze dell’Ordine, magistrati, giudici o avvocati) su temi legati all’ordine pubblico; appena il 3,5% studiosi o esperti di temi legati al multiculturalismo, al diritto di famiglia nelle società islamiche o al rapporto tra sunniti e sciiti.
“ACCOGLIENZA”: PAROLINA MAGICA
Un caso emblematico è stata la narrazione costruita attorno alla definizione di “Willkommenskultur” o Cultura dell’Accoglienza tanto cara in Italia alla Boldrini, a Saviano e agli esegeti del pensiero sorosiano.
i giornali hanno trasfigurato il concetto di Accoglienza, trasformandolo in una parola magica…
Secondo lo studio, i giornali tedeschi hanno “trasfigurato il concetto di Accoglienza” trasformandolo in un “obbligo morale (…) una sorta di parola magica” per convincere i cittadini “a svolgere un’attività da buoni Samaritani verso i nuovi arrivati”. Per tutto il 2015 e buona parte del 2016, l’83% dei contenuti giornalistici ha enfatizzato il concetto di Accoglienza, nascondendo l’esistenza di una sempre maggiore fetta di popolazione scettica e dubbiosa sulla Willkommenskultur.
E quando l’imposizione moralista non funzionava più, ecco pronta (come in Italia) la ricetta pseudo-economica da imporre come verità incontrovertibile dai soliti tecnici ed esperti: “la Germania ha bisogno di centinaia di migliaia di lavoratori per contrastare l’invecchiamento della popolazione”; ergo chi non vuole accoglierli fa il male della Germania.
E così mentre i giornali sovraesponevano le manifestazioni di “benvenuto” agli immigrati, nascondevano le manifestazioni contrarie che si svolgevano in molte città tedesche.
CONCLUSIONE NETTA
Certo la ricerca ha dei limiti; per esempio non ha preso in considerazione l’informazione televisiva in quanto questo avrebbe richiesto uno studio molto più complesso sul rapporto tra immagine e parola. Ma l’idea di fondo è chiara. Secondo Michael Haller, il Direttore della Ricerca, i giornalisti tedeschi “hanno ignorato il loro ruolo professionale e la funzione informativa dei mezzi di comunicazione” utilizzando “troppo sentimentalismo buonista e troppo poche domande critiche ai responsabili di quelle decisioni”; e questo ha contribuito a generare una profonda divisione nell’opinione pubblica tedesca e un discredito totale verso il mondo dell’informazione.
Jupp Legrand, Direttore della Fondazione Brenner, ha specificato che la ricerca mostra “la crisi strutturale del cosiddetto manistream” perché “la realtà descritta dai giornalisti è stata molto lontana da quella che tutti i giorni vivevano i loro lettori”.
Un modo elegante e neutro per denunciare che le vere fabbriche di “fake news” in Occidente si trovano nelle redazioni dei grandi giornali del potere economico e culturale.
Nei giorni in cui in Europa si sta svelando il fallimento del multiculturalismo progressista; in cui, anche in Italia emerge la stupidità con cui una classe politica irresponsabile e dolosa ha affrontato il tema dell’immigrazione; in cui il disegno criminale costruito attorno ai progetti di immigrazione indotta si fa sempre più evidente, il tema di una corretta informazione è vitale per la tenuta di una democrazia.
E IN ITALIA?
Se una ricerca simile venisse fatta in Italia i risultati sarebbero forse simili; anche da noi, per anni, i grandi giornali hanno di fatto costruito una narrazione simile a quella tedesca criminalizzando chi non si adeguava al pensiero dominante o ignorando le tante voci di dissenso rispetto alla visione irenica dell’immigrazione.
Ora però il clima sembra essere cambiato. Per carità quando i grandi giornali danno spazio agli intellettuali e alle loro profonde riflessioni, la irrealtà ideologica prende il come al solito il sopravvento scivolando quasi nella stupidità.
Ma quando si limitano a fare il loro mestiere, cioè a raccontare la cronaca e i fatti, allora la verità di questa nuova ed epocale tratta degli schiavi spacciata per destino storico, emerge impietosamente. E in questo caso non basteranno i Saviano e le Boldrini a inventarsi la realtà.
Su Twitter: @GiampaoloRossi
ma quelle del “tremate, tremate, le streghe son tornate” che tra gl’anni ’70 ed ’80 c’hanno scartavetrato i maroni col maschilismo, dove sono andate a finire? Ah si dimenticavo, ora sono diventate le nazi-vegane bio-eco-sostenibili-compatibili radical-chic pro-migranti in preda perenne a delirio da sindrome premestruale, possedute da finta ansia, casalinghe disperate che han maciullato i propri figli i quali sono dal psicoanalista un giorno si e l’altro pure, assatanate dallo shopping ossessivo compulsivo dell’equo-solidale, psicopatiche “demagogizzate”, in smania indecifrabile macchiavellico-psicologica da crisi d’identità’, prepotentemente supponenti ed arrogantemente ignoranti come delle cozze, petulanti allo sfinimento, le quali s’aggirano per le strade accompagnate da cagnetti tremolanti, frequentando tutti i tipi di meditazione esistenti sfracellandosi la mente riducendola a poltiglia intellettuale, vagando per vernissage di opere improbabili ed orripilanti “scofanandosi” i buffet e bevendo peggio di un alpino, ma, non han perso l’abitudine di far pagare i conti al maschietto! Il lupo per il pelo ma non il vizio!
P.s.: ma com’è che vi sgolavate con “l’utero e’ mio e me lo gestisco io”, ma, facevate figli come conigli che abbandonavate a destra ed a sinistra, abortivate come se foste in una macelleria un tot al kg, e vi trombavate il Lombardo-Veneto…. a me personalmente, sa tanto di zoccola, tanto allora quanto ora.
ciò che terrorizza non sono i naturali e ciclici cambiamenti geosociali, i parametri dei dinamismi/meccanismi nella storia delle nostre civiltà segue pedissequamente i medesimi cliché dai tempi remoti, ma l’atteggiamento violento ed incontrollato di difesa che man mano le masse adotteranno nel comprendere ed interiorizzare, che i cambiamenti in atto, priveranno loro non solo delle libertà e diritti acquisiti ma si troveranno ad affrontare un ridimensionamento globale dei loro status acquisiti a causa dei naturali e ciclici cambiamenti climatici, le difficoltà di approvvigionamento del cibo/acqua, il dovere spartire con i nuovi migranti di questa nuova transumanza umana le risorse, le continue guerre e rivoluzioni per accaparrarsi le risorse energetiche, la follia dell’ingegneria sociale del neoliberismo capitalistico del Nuovo Ordine Mondiale, il delirio stesso del degrado intellettuale e morale delle masse.
Per ora non vi sono segni tangibili di ribellioni spontanee il tutto fondamentalmente, nel mondo occidentale, si riduce a chiacchiere da bar e proclami dei leoni da tastiera o webeti complottari che dir si voglia, ma le barbarie disumane nelle quali si cadrà, saranno le peggiori mai apparse su questo pianeta.
Le masse non hanno una coscienza intellettuale, affetto morale, sono solo coese nel momento, esattamente tanto quanto gl’animali seguono le leggi della catena alimentare, cercando di soddisfare i loro bisogni primari, esse sono prive totalmente di qualsiasi censore interiore, daranno sfogo ai loro istinti ed indoli ancestrali represse dalla nostra stessa civilizzazione, e questo sara’ uno degli step di questa umanità tra i più ferocemente e selvaggiamente dolorosi dei tempi dei tempi.
Spero nella prossima civiltà!
P.s.: non sono pessimista ne ottimista ma razionalmente realista!
Sappiamo che le vacanze sono per lo più intellettualmente moleste; ché non sarebbe gran danno, non fosse che sono chiassose, afose, ciarliere, euforiche, prodighe; così che, anno dopo anno, vanno assumendo l’aspetto di un disturbo mentale di massa. La scelta fondamentale sarà dunque se lasciarsi contagiare da questa demenza di massa, o tenersi sul sicuro. Chi si voglia tenere sul sicuro si chiuderà in casa, meglio se in una unica stanza, con scuri abbassati, catenaccio alle porte, telefono staccato, camminar solo di pantofole, strascicato e morbido, parlare seco o con incarogniti complici a voce bassissima, meglio se per allusioni e strizzar d’occhi. Se si osserverà che questo contegno rappresenta i sintomi della depressione, non negherò; ma si tratta della demenza opposta, e dunque la più protetta e lontana dalla demenza vacanziale.
Essendo la vacanza un momento patologico, la scelta è tra la demenza gestita collettivamente, e la demenza privata, una cosetta che uno si fa da sé, magari con l’ausilio di semplici e amichevoli volumetti di psichiatria. Oltre tutto, nessuno vieta che il demente in proprio legga libri, purché ne sfogli le pagine con castissimo e dimesso fruscio; ma non giornali, che in quel tempo sono sempre euforici di annegamenti e disgrazie in montagna. E poi è impossibile sfogliare un giornale senza frastuono, e in tal modo si rientrerebbe nelle vacanze del contagio di massa. Mai più.
Giorgio Manganelli, Improvvisi per macchina da scrivere
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1624286404250583&id=633374043341829
Non ho nulla da dirvi, nulla, di che spartire!
Io ho dedicato tutte le mie forze e conoscenze e capacita’ scientifiche per un progetto che poteva essere progettato per scopi nocivi, per il Bene Comune, com’e’ d’altronde facile credere nel bene comune, in camice bianco, un circolo di soli uomini nell’universo che giocano a far Dio, quando tale convinzione e’ ripagata con lo Status, la ricchezza e’ il potere, e’ difficile credere nel bene comune, quando ogni fibra del mio essere, mi dice che le forze spaventose che ho creato, sono state messe nelle mani di questi pazzi (coloro che detengono il potere, N.d.r.), sono stato ingannato dal vomito della mia stessa corruzione, non e’ quindi normale che io sia il Presidente, di questo pianeta deserto. Sono condannato a vivere! O siamo morti o siamo in un altro universo! Potrebbe esserci dei mostri, dei politici ad esempio….quindi un mondo di chiassosi, rissosi splendidi umani…scompare…
L’unica domanda e’, perché’ solo noi…sopravviviamo…te ed io
Oramai io ero arrivato a quell’attimo del terrore che e’ l’inizio della vita, ed e’ il nulla, un semplice ed orrendo nulla, la verità’ assoluta che non esistono verità’ assolute, la verità e’ ciò che e’ transitorio, la vita umana, e l’unica cosa che gl’impedisce di divorarmi, e’ l’infinito amore per te…
e’ tutto cosi’ infinitamente semplice….per vincere il terrore ottuso della solitudine infinita…
io esisto ma sei un ologramma mentale ed il tuo essere femminile non si smentirà..paura e libertà’ staranno sempre arcaicamente insieme…e la cupa sordida disperazione va altrove….
A buon pro!
Giovanna d’Aza
Quando le chiesero: “Chi è Dio?”, “Dio è una linea che si apre”, rispose la Beata Juana.
The Young Pope
