Esprimo massimo cordoglio per la morte dei nostri soldati, ma rifletto; delle terre degl'”incivili” (così gl’occidentali le considerano), primo le esploriamo, secondo le colonizziamo, terzo le deprediamo, quarto le cristianizziamo, quinto le affamiamo ed ammaliamo, sesto le sfruttiamo, settimo le fomentiamo militarmente per nostro guadagno, otto caritevolmente le sosteniamo, nove le pacifichiamo, dieci ci lamentiamo che sono a noi ostili. E’ un girone dalle tinte oscure. Meditiamo
La via di mezzo politica
Carissimi amici miei, credo fermamente che bisogna razionalmente ragionare in termini reali e con le forze attuali a nostra disposizione nel trovare soluzioni politiche che ridiano un bilanciamento alle variegate forme esistenti nella società, poichè allo stato attuale siamo caduti in una dittatura mediatica che ha completamente traviato l’immaginario collettivo popolare, portandolo in accompagno all’inevitabile ciclica decadenza sociale, di fatto cancellando la creatività ed individualismo culturale, appiattendo cerbralmente la base popolare, fomentando così esclusivamente istinti violenti come la nostra stessa natura forzatamente civilizzata inevitabilmente porta, non trovando altre forme elitarie di comunicazione d’interrelazionamento sociale con conseguente evoluzione. Allo stato attuale la condizione sociale risulta un ammasso informe d’immagini portanti egoiche senza alcuna energia, omologati ed omogeneizzati, senza alcun scopo se non quello di rispondere alle necessità di un capitalismo utilizzato nel peggior dei modi possibili.
Bisogna urgentemente, oltre a riqualificare la nostra cultura portandola nuovamente alla portata di tutti, al fine di ricostruire una società intelligentemente e culturalmente evoluta, ricostituire una forza politica centrale, la quale oltre ad essere contrappeso di mezzo, offra realmente e concretamente, un profilo e programma politico in grado di unire tutte le sinergie esistenti, riportando ad uno stadio di nuova partenza, una società che si possa definire civile equa giusta e solidale che accetti ed integri in se stessa tutte le espressioni umane religiose filosofiche ideologiche culturali nel massimo rispetto e libertà d’espressione
#Abominio di una #Civiltà attraverso il suo #Stato
Credo fermamente che quando uno Stato giunga al livello, ove il 90% dei Suoi Esponenti dal Bidello al Sindaco al Presidente della Repubblica, dai Servizi Sociali alla Magistratura all’Infrastrutture, non abbia la capacità intrinseca di ragionar con la propria mente seguendo una via di mezzo col buon senso di un padre, ma s’arrochi ed interpreti esclusivamente a proprio vantaggio, nascondendosi fieramente ed orgogliosamente, spesso con spregio meschino, al paravento della burocrazia e delle sue stesse leggi interpretandole subdolamente secund cunfurma, dimenticandosi che senza umanità eguaglianza fratellanza libertà e giustizia, e senza i principi elitari sui quali si basa la sua stessa civiltà, Esso è condannato alla barbaria.
Questo è come hanno ridotto la nostra Italia.
Meditiamo e Svegliamoci!
Inferno e Paradiso
….dell’inferno e del paradiso…
Riallacciandomi al mio precedente post “dello scibile umano e dell’abominio universale
della nostra civiltà”, circa L’inferno ed il paradiso sono realta parallele speculari
alla nostra vita percepita, da ignoranti abbiamo attraverso le religioni stigmatizzato
e fantasticato le realtà parallele, con le stesse capacità intelletuali e cerebrali
di un australopiteco. Stessa fine ingloriosa spetta al bene ed al male, realtà esclusivamente
di stampo umano, ma sconosciute al resto delle regole che governano l’universalità….
Seppur porti un profondissimo rispetto per le religioni tutte, mi sento in dovere di dissentire dai Loro
Credi poichè si fondano su una pseudo-mitologia teologica fantasiosa completamente disattendibile, la
quale utilizza l’ignoranza e la credulità popolare, distorcendo e strumentalizzando fattori di vita
extra-sensoriale, distorcendo e strumentalizzando le “Parole” di profeti e saggi, costruendo attorno
cattedrali di potere assoluto che assolutamente sono in netto contrasto con le parole stesse di quest’ultimi.
Ogni scritto è umano quindi interpretativo!
Le stesse religioni utilizzano basano inoltre la loro costruzione e regole disciplinari utilizzando
basi di meditazione individuale e collettiva che fondano le loro origini in tempi remotissimi rispetto
alla nascita delle stesse, proprio per sviare la mente dalla propria struttura egoica, al fine di
penetrare plagiando nella stessa mente degl’individui propagandando i vari Credi.
Le preghiere, i Rosari sono simili in costrutto ai Mantra, con l’unica differenza che quest’ultimi,
rispetto ai primi che proiettano la meditazione al fine di plagio, sono unicamente dedicati alla connessione
della propria anima col tutto indefinito proiettandoci all’interno della nostra consapevolezza d’essere e
connubio col tutto. Personalmente la definisco; connessione col brodo primordiale d’anime.
Parafrasando il Vangelo Apogrifo di San Tommaso s’evince che le parole di Cristo siano state; la “casa” di
Dio alberga in ognuno di noi! Da qui a costruire Cattedrali nei deserti….
Considerando il fatto che terra a terra non vi è la prova d razionale e presente di Dei tra noi, se non di
profeti saggi ed illuminati, la costruzione di una religione attorno all’ignoranza collettiva rappresenta,
un abominio, tenendo presente inoltre il fatto che in nome di questi Dei ci sono state e si combattono guerre
fratricide senza alcun senso che nulla hanno a che vedere con le parole stesse e vademecum delle Fedi.
Il Mistero mistico dell’esistenza: ciò che praticamente nessuna religione è riuscita a spiegare e relega
nascondendo la propria ignoranza dietro ad un Mistero della Fede. Non c’è bisogno di un Dio per vivere
in armonia con se stessi coniugato al tutto, vi è solo bisogno di grande umiltà, amore, comprensione,
accettazione, condivisione, confronto, rispetto, tutti sentimenti si enunciati ma praticamente sconosciuti
e disattesi dalla nostra millenaria civiltà.
Quando noi stupidi esseri bipedi, pigmei microcefali e mononeuronali, completamente allo sbando su d’un
territorio a noi completamente sconosciuto, comprenderemo che per evolverci dobbiamo riunire il nostro
scibile (Occidente ed Oriente sotto un unico cielo) ed iniziare dalla scuole a formare esseri senzienti
e consapevoli, troveremo ciò che noi definiamo Dio!
scibile umano…e dell’abominio universale della nostra civiltà..
..dello scibile umano…e dell’abominio universale della nostra civiltà..
a costo di ripetermi, credo sia fondamentale far notare il fatto che la nostra società non si è evoluta, essa è solamente progredita in modo violento e talvolta dubbio. Premetto che non è certo di facile apprensione la gestione delle miriadi di sfaccettature del nostro essere e della nostra storia, ma il nostro scibile si basa esclusivamente su congetture, pensieri ed illuminazioni, la nostra conoscenza spirituale interiore è relegata a religioni, le quali seppur predichino le medesime cose, è primordiale. A prescindere dalle tendenze normali delle civiltà succedutesi ivi inclusa la nostra, ancor’oggi la nostra ignoranza e deficenza, è ai massimi livelli, racchiusa nei sentimenti e necessità primari dell’essere umano.
Ancor’oggi noi c’esprimiamo con elementarità tale da soffocare tutti i nostri elementi e sensi al fine di soggiacere ai sentimenti e necessita primarie del nostro essere sociale.
Sintetizzando con un piccolo esempio stupido: ai primordi della nostra civiltà conosciuta c’esprimevamo, avanti ad eventi a noi completamente sconosciuti, disegnando forme di vita rupestre per consapevolizzarci della nostra esistenza, abbozzando disegni d’eventi non conosciuti e misteriosi non contemplati nella vita terrena sulla nuda roccia; bene dopo “x” millenni noi c’esprimiamo esattamente nello stesso modo alla stessa ignoranza cosmica, in modo certamente più raffinato ma concettualmente barbaro.
Una civiltà ignorante basata nella sua elementarità grottesca di regole sociali sul controllo dominio, la competizione, la repressione, lo scambio monetario, strutturazione piramidale, credi fantasiosi, l’”affamamento”, la violenza gratuita e lo sterminio per “futili motivi” religiosi-economici-sociali del suo stesso simile, la quale come se non bastasse non è stata in grado arrogantemente d’assoggettarsi agl’equilibri naturali del suo eco-sistema “prendendo” e “sfruttando” più di quanto le necessitasse, e che non è in grado d’imparare dalla sua stessa storia, è un abominio universale.
Relegare al perdono ed alla misericordia Divina le nostre meschine colpe umane e quanto di più mostruosamente ipocrito ideologicamente e concettualmente falso possa esistere!
Romano De Leo
Pensiero dinamico
D’altronde le dinamiche di un rapporto, anche considerato il più libero, prima o poi si ferma avanti alle nostre paure, incertezze, mentalità, aspettative…a proposito di aspettative, nell’amore esse sono la più grande bufala. E’ automatico quando incontriamo un nuovo amore proiettiamo le nostre aspettative, la speranza che possa essere finalmente la persona giusta, ci svia dal volerla conoscere a fondo, come a timoroso terrore, che questa non risponda veramente a noi. Ci lasciamo andare alla passione travolgente dell’ignoto, disinibendoci, inebriandoci di sesso, consumando le anime perforandole con le nostre, lasciamo che quattro parole buttate lì ci diano alcune risposte che cerchiamo, lasciamo che l’energia scaturita da un incontro ci pervada la nostra essenza. Quante volte abbiamo creduto, questa è la persona giusta, è con lei che voglio vivere, e con lei che voglio crescere. Ma dimentichiamo che nella vita siamo esseri soli e che soli dobbiamo percorrere il nostro cammino verso noi stessi; durante questo percorso le nostre orme sono accompagnate parallele da altre in un intersecazione di conoscenza, di apprendimento: è il cosiddetto scambio terrestre di conoscenza pari al connubio d’anime del brodo primordiale universale. Tradotto, ogni tanto nella nostra corsa solitaria abbiamo bisogno del rifornimento.
Quindi tutto ciò è in pieno contrasto con la mia concezione dell’amore, descrittavi prima. Quindi è tutto un controsenso. Sommando i due concetti contradditori, arrivi alla deduzione quantistica, che l’amore non esiste nel modo classico d’intenderlo tra uomo e donna, quindi esiste solo l’amore che comprende l’unione terreno-spirituale degli uomini e delle donne con la loro universalità. Quindi il rapporto come lo conosciamo noi è solo una limitazione voluta per bloccare la conoscenza spirituale universale dell’umanità castrandola in un rapporto a due che per meraviglioso, poetico, profondo, circoscrive la conoscenza in uno spazio ridotto. Bene allora giunge spontanea la domanda; e non potrebbe essere che lo scopo sia invece che l’amore di un uomo ed una donna assieme sia il motore per proiettarsi nella dimensione universale, provocando quello stato di estasi paradisiaca. D’altronde far l’amore ci proietta in un’estasi di sensi non solo corporei, ci permette di lasciar danzare le nostre anime in un abbraccio indissolubile, ci permette di raggiungere lo stato di grazia. L’aver avuto l’onore di toccare un’anima è un momento ove ti rendi conto della propria umile grandiosità. Il senso di libertà e sazietà che ci pervade è rotta solo dal risveglio di un’innaturale desiderio di andare. Quell’intimità desideriamo riviverla nella nostra solitudine di viaggiatori e raminghi, a volte vergognosi di aver avuto in dono così tanto. La apparente calma dopo aver appagato il nostro corpo, lascia il posto alla nuova essenza che ci accompagna nel nostro viaggio, ascoltando il profumo del suo corpo sul nostro, rivivendo mentalmente il suo viso godente di felicità, vestendoci del calore del corpo che abbiamo convissuto sentendo l’infinità dolcezza di essersi abbandonati corpi ed anima in un abbraccio primordiale.
Il tutto passa via una volta terminata la passione, dopo è solo una ridda di contraddizioni, proprio quelle che contraddistinguono l’essere umano e la sua storia, e tutte le seghe mentali che ci siamo fatti ci lasciano con l’amaro in bocca. Quindi anche in questo moderno umanoide connubio di amore, sesso, cultura, condizione, vi è tutto di errato.
Riflessioni politiche sul mondo della sinistra
Discutendo sempre della frammentarietà della sinistra a livello nazionale e locale, trovo assolutamente controproducente e fanciullesco questo continuare ad attaccare l’opposizione stile asilo mariuccia, quando la serietà di un movimento e partito è da ricercare prima di tutto nell’ideologia che lo muove, secondo dai programmi proposti reali e concreti per il Popolo, terzo dall’immagine di presenza e dallo stile a livello nazionale ed internazionale, quarto la capacità di mediare con l’opposizione su argomentazione importanti e vitali per il bene comune del Popolo, quinto la capacità di compattezza e serenità interna.
Considerando il fatto che tutti questi punti sono più che ampiamente disattesi, se ne deduce che manca nel panorama politico della sinistra “uomini” carismatici e di polso, poichè tutti oramai presi dai walzer delle poltrone od a fare i radical chic, o peggio ancora ammaliati dal potere, e si scordano ed allontanano esponenzialmente dal perchè del loro ruolo istituzionale politico, dalle loro ideologie ma soprattutto s’allontanano dal Popolo che li ha votati, e questo è la cosa peggiore che può capitare al Popolo…… Ma si ricordano demagogicamente il tutto nelle piazze, quando trascinano i Centri Sociali (giovani spesso purtroppo facilmente manovrabili), accompagnati da un sindacato politicizzato che anch’esso si è esponenzialmente allontanato dalla sua ideologia e ruolo, facendosi fagocitare un pò qui ed un pò la “secund cunfurma”.
Sinceramente non giudico e critico nessuno personalmente, e ritengo che ognuno di noi sia libero di pensare ed agire come meglio crede, ma alla luce della situazione attuale nel panorama politico Italiano, mi sono reso conto rispetto ai tempi di lotta e vittorie sociali che hanno contraddistinto la mia era [per me per lotta s’intende libertà di protesta civile, libera espressione di dissenso in modo pacifico e non violento ma decisa e ferma] un vero e proprio imborghesimento della sinistra, al quale ovviamente fa contorno una visione italica della vita molto borbonica ed orientata alla coltivazione del proprio orticello senza apertura all’insieme, ripiegata su se stessa e con una completa mancanza d’organizzazione interna ed organizzazione logista collettiva a livello nazionale.
Ciò che colpisce maggiormente è la completa mancanza di sensibilizzazione con adeguate campagne d’informazione ed affiliazione sui grandi e gravi temi sociali, sui veri problemi del Popolo, alle prese con un’economia “falsamente” disastrata, e mille gravissimi problemi causati dal burocratismo borbonico e dalle necessità indotte dalla parte peggiore del capitalismo, come la panacea obbligata del “Grande Fratello” o del “calcio”, o del sensazionalismo demagogico mediatico.
principi elitari
…..è curioso notare come l’umanità nel corso della sua storia abbia interpretato valori e principi come l’amore, la fratellanza e l’uguaglianza e, attualmente non comprendendone il significato intrenseco e meraviglioso, perpetra e rincorre sogni ed elucubrazioni mentale non rendendosi conto che ha, a portata di mano tutto cio…..nella semplicità assoluta dell’essere….
La questione politica del nostro meridione
Credo fermamente che se la nostra classe politica succedutasi dal dopo guerra ad oggi, anzichè pensar esclusivamente al nostro meridione come serbatoio di voti coltivando ignoranza e povertà per i propri fini lucrosi, avesse avuto la lungimiranza d’investire nel patrimonio culturale e paesaggistico con appropriate politiche finanziarie, il nostro meridione sarebbe una delle regioni più ricche culturalmente ed economicamente.
Signore e Signori, ma quando la smetterete di votare queste classi politiche?
Aprite gl’occhi ed osservate la Vostra Terra e la Vostra Cultura, esse sono meravigliose; valorizzate e scegliete classi politiche adatte e concrete, non potete trascorrere la Vostra esistenza nella speranza di promesse mai mantenute da decenni a questa parte.
Meditiamo!
Romano De Leo
pensieri
..penso che se la nostra società lasciasse ordinare l’esistenza, ai poeti, agli scrittori, ai filosofi, ai musici, agl’artisti ed artistoidi, agli scienziati folli, agl’intellettuali, ai pazzi, ai semplici ed a tutte le categorie dell’espressione divina dell’arte umana, non sarebbe certo un mondo perfetto, ma decoroso ove ognuno potrebbe liberamente evolversi in armonia con se stessi ed il tutto che ci circonda. Romy