Che cosa sono le nuvole ? (3)
L`inferno e qui, l`abbiamo creato noi umani!
L`inferno e qui, l`abbiamo creato noi umani!
….trovo assolutamente inaccettabile che la nostra civilta`viva e si comporti con stereotipi demenziale all`alba del terzo millennio e con arroganza supponenziale si definisca progredita, quando è pienamente riuscita a massacrare la pura essenza della semplicità dei perchè esistenziali intrappolando l`umanità in sordidi psico-drammi sfruttando la credulità ed ignoranza popolare, lasciando le masse alla deriva esistenziale coltivando in loro assurde credenze mitologiche religiose, delineando con le impurità delle nostre pulsioni ed indoli ancestrali, un paesaggio desolante di dominio e controllo, pontificando su assurde strategie e credenze, quando lo scibile umano è basato esclusivamente su saccenti baroniche presupponenze intangibili, ove si frangono le nostre paure millenarie dell`immensità infima dei nostri linguaggi e pensieri basici.
Mi rappresento il nostro mondo come miliardi di esseri vaganti come palline impazzite racchiusi in deprimenti invisibili recinti insormontabilii i quali compioni evoluzioni idiote in percorsi e destini elittici infiniti senza senso, ciechi a se stessi ed all’altrui, che attingono ad uno scaffale di un supermarket, la formula del misticismo-spirituale, godendo dellênorme confusione che alberga nelle menti bacate e malate che noi stessi abbiamo creato attraverso alienanti ed aberranti regole societarie, use alla castrazione mentale ed alla libertà individuale incastonata nellînsieme costruttivo collettivo attraverso le nuove armi mediatiche di lobotomia popolare.
….abbiamo trasformato la purezza dell`amore in una paria prezzolata, il lavoro da contesto di crescita etica sociale in un “mercato delle vacche”, e le relazioni inter-personali in sterili dinamismi/meccanismi superficiali ove una cozza rappresenta il massimo esponenziale della sensibilità, tatto e rispetto (con tutto il rispetto per il mitile),
…abbiamo sacrificato conoscenze di popoli definendoli incivili e selvaggi in onore di un non ben identificato Dio, soggiogando, affamando ed assetando i nostri fratelli immolandoli a macro-sistemi economico-finanziari
…..osservando il volo libero di un uccello tra le sponde incastonate del Lago di Como, che si staglia alto tra le alture che contorniano tale affascinante paesaggio naturale, desiderei che tutti noi ci elevassimo e potessimo scinderci nello spirito dell`essenza carpendo l’energia della semplicità del fatto solo dell`esistere e di poter viaggiare attraverso anni luce di purezza della conoscenza della semplicità, ove un semplice atto del respirare è vita allo stato primordiale ed ove l`amore universale ricopra le nostre miserie mentali….
…il giorno che ci eleveremo spiritualmente lavandoci dal plagio millenario costruito dai nostri stessi simili, ci sveglieremo da senzienti, pronti ad imberci della meravigliosità stessa dell`esistenza, scoprendo la vera fratellanza ed unione nel comune obiettivo di crescita filiare del nostro animale in un contesto universale completamente a noi sconosciuto e di tale elevatezza che rimarremo sbigottiti nel devasto del comprendere della nostra imbecillità…
Traduzione : questa è una società di merda ma l’âbbiamo costruita noi, spetta solo a noi destrutturarla, e non ad alcun Deo (non Dio)….chi ha orecchie per intendere, intenda…………
L`inferno e qui, l`abbiamo creato noi umani!
L`inferno e qui, l`abbiamo creato noi umani!
….trovo assolutamente inaccettabile che la nostra civilta`viva e si comporti con stereotipi demenziale all`alba del terzo millennio e con arroganza supponenziale si definisca progredita, quando è pienamente riuscita a massacrare la pura essenza della semplicità dei perchè esistenziali intrappolando l`umanità in sordidi psico-drammi sfruttando la credulità ed ignoranza popolare, lasciando le masse alla deriva esistenziale coltivando in loro assurde credenze mitologiche religiose, delineando con le impurità delle nostre pulsioni ed indoli ancestrali, un paesaggio desolante di dominio e controllo, pontificando su assurde strategie e credenze, quando lo scibile umano è basato esclusivamente su saccenti baroniche presupponenze intangibili, ove si frangono le nostre paure millenarie dell`immensità infima dei nostri linguaggi e pensieri basici.
Mi rappresento il nostro mondo come miliardi di esseri vaganti come palline impazzite racchiusi in deprimenti invisibili recinti insormontabilii i quali compioni evoluzioni idiote in percorsi e destini elittici infiniti senza senso, ciechi a se stessi ed all’altrui, che attingono ad uno scaffale di un supermarket, la formula del misticismo-spirituale, godendo dellênorme confusione che alberga nelle menti bacate e malate che noi stessi abbiamo creato attraverso alienanti ed aberranti regole societarie, use alla castrazione mentale ed alla libertà individuale incastonata nellînsieme costruttivo collettivo attraverso le nuove armi mediatiche di lobotomia popolare.
….abbiamo trasformato la purezza dell`amore in una paria prezzolata, il lavoro da contesto di crescita etica sociale in un “mercato delle vacche”, e le relazioni inter-personali in sterili dinamismi/meccanismi superficiali ove una cozza rappresenta il massimo esponenziale della sensibilità, tatto e rispetto (con tutto il rispetto per il mitile),
…abbiamo sacrificato conoscenze di popoli definendoli incivili e selvaggi in onore di un non ben identificato Dio, soggiogando, affamando ed assetando i nostri fratelli immolandoli a macro-sistemi economico-finanziari
…..osservando il volo libero di un uccello tra le sponde incastonate del Lago di Como, che si staglia alto tra le alture che contorniano tale affascinante paesaggio naturale, desiderei che tutti noi ci elevassimo e potessimo scinderci nello spirito dell`essenza carpendo l’energia della semplicità del fatto solo dell`esistere e di poter viaggiare attraverso anni luce di purezza della conoscenza della semplicità, ove un semplice atto del respirare è vita allo stato primordiale ed ove l`amore universale ricopra le nostre miserie mentali….
…il giorno che ci eleveremo spiritualmente lavandoci dal plagio millenario costruito dai nostri stessi simili, ci sveglieremo da senzienti, pronti ad imberci della meravigliosità stessa dell`esistenza, scoprendo la vera fratellanza ed unione nel comune obiettivo di crescita filiare del nostro animale in un contesto universale completamente a noi sconosciuto e di tale elevatezza che rimarremo sbigottiti nel devasto del comprendere della nostra imbecillità…
Traduzione : questa è una società di merda ma l’âbbiamo costruita noi, spetta solo a noi destrutturarla, e non ad alcun Deo (non Dio)….chi ha orecchie per intendere, intenda…………
#Gaza risponde a Roberto #Saviano
#Gaza risponde a Roberto #Saviano
Lo stereotipo Italiota ed i I Miserabili
Lo stereotipo Italiota ed i I Miserabili,
a causa dell’ignorare forzato della nostra contemporaneità, l’immaginario collettivo popolare sforna dell’Italia, il Paese meraviglioso, sotto ogni punto di vista. Ma amici miei, noi non siamo differenti come realtà sociale da nessun altro Paese Occidentale, anzi tutt’altro. Riteniamo d’essere custodi della verità e della cultura e di paesaggi mozzafiato, ma ogni Paese ha le sue peculiarità e bellezze naturalistiche; riteniamo d’essere mentori dell’umanità, ma vi sono culture antiche millenni prima della nostra, ed addirittura più evolute sul piano delle conoscenze scientifiche e sociali; dipingiamo il nostro Paese come unico al al Mondo, dimenticandoci che il resto del mondo è meraviglioso tanto quanto; riteniamo d’essere buoni e bravi cattolici, ma siamo più sicuri a Secondigliano (con il massimo e profondo rispetto per i “Secondiglianesi”), che in casa nostra; pensiamo d’avere un paesaggio incontaminato, ma viviamo in una discarica a cielo aperto; sogniamo antiche vestigia, ma abbiamo un Patrimonio Architettonico gettato alle ortiche; riteniamo d’essere acculturati, ma viviamo ancora nel Paese del “Lei, non sa chi sono io” che produce coatti, truzzi e bimbi-minchia; riteniamo d’essere caritatevoli, ma lasciamo che nel nostro civile Paese vi coesista ancora la povertà, la miseria e l’analfabetismo; riteniamo d’avere un sistema lavorativo e sociale discreto, ma abbiamo perso in dieci anni tutti i diritti fondamentali delle maestranza; c’assurgiamo a portatori di pace, ma in casa nostra ci facciamo la guerra e c’ammazziamo; pensiamo caritatevolmente agl’altri, ma in fondo, amici miei, non ce ne frega una beata mazza degl’altri, stretti nel nostro meschino e ristretto provinciale ipocrito bigottismo; riteniamo d’essere dietetici alla mediterranea, ma ingrassiamo come dei palloni gonfiati peggio degli Statunitensi; siamo per “tutti sotto un unico cielo, ovviamente a parole, ma siamo uno dei Paesi tra i più razzisti, omofobi e xenofobi; e si potrebbe continuare all’infinito…chi lo desidera può continuare la lista, io sono esausto di questa miseria!
insomma delinquiamo, ammazziamo, stupriamo, rubiamo, facciamo guerre, ne più ne meno come tanti altri Paesi occidentali, senza contare che fino a pochi decenni fa, nel nostro martoriato meridione o nelle regioni delle Venezie, la mentalità generale, non era poi discostante da quella dimostrata dagl’immigrati ad esempio Pakistani nel nostro Paese.
MA QUESTO CHI L’HA PERMESSO? NOI PERCHè ABBIAMO PERMESSO CHE CI DISTRUGGESSERO IL NOSTRO PAESE?
Semplice, per 50 anni abbiamo votato una classe dirigenziale politico-imprenditoriale-clericale tra le più corrotte del pianeta, che ha distrutto ogni singolo singulto di cultura del nostro Paese, che ha vanificato l’onesto ed umile lavoro dallo spazzino all’imprenditore, per costruire una società migliore, e che fondamentalmente c’ha relegato nella classifica mondiale, a Repubblica delle Banane, con tutti gl’annessi e connessi del caso.
Romano de Leo
Lo stereotipo Italiota ed i I Miserabili
Lo stereotipo Italiota ed i I Miserabili,
a causa dell’ignorare forzato della nostra contemporaneità, l’immaginario collettivo popolare sforna dell’Italia, il Paese meraviglioso, sotto ogni punto di vista. Ma amici miei, noi non siamo differenti come realtà sociale da nessun altro Paese Occidentale, anzi tutt’altro. Riteniamo d’essere custodi della verità e della cultura e di paesaggi mozzafiato, ma ogni Paese ha le sue peculiarità e bellezze naturalistiche; riteniamo d’essere mentori dell’umanità, ma vi sono culture antiche millenni prima della nostra, ed addirittura più evolute sul piano delle conoscenze scientifiche e sociali; dipingiamo il nostro Paese come unico al al Mondo, dimenticandoci che il resto del mondo è meraviglioso tanto quanto; riteniamo d’essere buoni e bravi cattolici, ma siamo più sicuri a Secondigliano (con il massimo e profondo rispetto per i “Secondiglianesi”), che in casa nostra; pensiamo d’avere un paesaggio incontaminato, ma viviamo in una discarica a cielo aperto; sogniamo antiche vestigia, ma abbiamo un Patrimonio Architettonico gettato alle ortiche; riteniamo d’essere acculturati, ma viviamo ancora nel Paese del “Lei, non sa chi sono io” che produce coatti, truzzi e bimbi-minchia; riteniamo d’essere caritatevoli, ma lasciamo che nel nostro civile Paese vi coesista ancora la povertà, la miseria e l’analfabetismo; riteniamo d’avere un sistema lavorativo e sociale discreto, ma abbiamo perso in dieci anni tutti i diritti fondamentali delle maestranza; c’assurgiamo a portatori di pace, ma in casa nostra ci facciamo la guerra e c’ammazziamo; pensiamo caritatevolmente agl’altri, ma in fondo, amici miei, non ce ne frega una beata mazza degl’altri, stretti nel nostro meschino e ristretto provinciale ipocrito bigottismo; riteniamo d’essere dietetici alla mediterranea, ma ingrassiamo come dei palloni gonfiati peggio degli Statunitensi; siamo per “tutti sotto un unico cielo, ovviamente a parole, ma siamo uno dei Paesi tra i più razzisti, omofobi e xenofobi; e si potrebbe continuare all’infinito…chi lo desidera può continuare la lista, io sono esausto di questa miseria!
insomma delinquiamo, ammazziamo, stupriamo, rubiamo, facciamo guerre, ne più ne meno come tanti altri Paesi occidentali, senza contare che fino a pochi decenni fa, nel nostro martoriato meridione o nelle regioni delle Venezie, la mentalità generale, non era poi discostante da quella dimostrata dagl’immigrati ad esempio Pakistani nel nostro Paese.
MA QUESTO CHI L’HA PERMESSO? NOI PERCHè ABBIAMO PERMESSO CHE CI DISTRUGGESSERO IL NOSTRO PAESE?
Semplice, per 50 anni abbiamo votato una classe dirigenziale politico-imprenditoriale-clericale tra le più corrotte del pianeta, che ha distrutto ogni singolo singulto di cultura del nostro Paese, che ha vanificato l’onesto ed umile lavoro dallo spazzino all’imprenditore, per costruire una società migliore, e che fondamentalmente c’ha relegato nella classifica mondiale, a Repubblica delle Banane, con tutti gl’annessi e connessi del caso.
Romano de Leo
L’Italia è in guerra
prima travestita ipocritamente da “missione di pace”, l’Italia è a tutti gl’effetti in stato di guerra.
Una guerra che non c’appartiene oltre che andare contro la nostra stessa Costituzione, ma voluta da Paesi, i quali mascherando i loro beceri interessi energetici, muovono guerre al solo scopo di sfruttare Paesi di per se stessi già martoriati. Gli Stati Uniti muovono guerre, rovesciano governi, fomentano rivoluzioni addirittura celandosi dietro al motto “in nome di Dio”
Quindi siamo tornati ne più ne meno alle vecchie Crociate e l’Italia “caprona” sempre pronta ad obbedire allo Zio Sam, che è stata investita di occidentale potere temporale, esporta democrazie capitalistiche e “Guerre Sante”, ritenendo il resto del mondo da educare a propria immagine e somiglianza.
Chi siamo noi per ritenerci moralmente retti ed al di sopra di tutto per evangelizzare il resto del mondo, quando all’interno della nostra storia sociale e religiosa, abbiam fatto di peggio che ad esempio calpestare i diritti umani essenziali come accade in quei Paesi.
Dobbiamo forse ricordarci, a parte il medio-evo, le emigrazioni dal ‘900 ove da “piedi bagnati” abbiamo esportato il nostro peggio, mafia inclusa?
Chi siamo noi per evangelizzare socialmente e religiosamente altri Paesi, quando abbiamo il sistema dirigenziale politico-imprenditoriale-giudiziale tra i più corrotti del pianeta ed abbiamo la nostra civiltà all’apice della sua decadenza culturale? Chi siamo noi, quando abbiamo un tasso elevatissimo di burocrazia demenziale, uno Stato che s’esprime in lingua arcaica ed incomprensibile persino a loro stessi, un Paese diviso da razzismo, omofobia e xenofobia e diviso da culture che non hanno nulla da invidiare ai Talebani e da schemi sociali intrisi di sordida e frattale ipocrisia e bigottismo vittoriano?
Abbandoniamo gli stereotipi e l’immaginario collettivo popolare, cerchiamo di crescere ed aprire gl’occhi, siamo un Paese violento e criminoso al pari di qualsiasi altro al mondo, ove per assurdo si è più idealmente protetti in una periferia di una nostra città che nell’ambito familiare.
Perché, non vedo Funerali di Stato, alle migliaia di vittime di stragi naturali annunciate, alle migliaia di lavoratori che muoiono per 1.000 euro al mese (ed a volte anche meno), alle migliaia di vittime del nostro sistema giuridico, alle migliaia di vittime di povertà, alle migliaia di vittime della nostra indifferenza ed egoismo?
Personalmente sono contrario alle usanze sociali e religiose dei Paesi Medio-Orientali, ma non è con le guerre, crociate, sante inquisizioni, od invasione a mo’ di Conquistadores che possiamo dare il nostro contributo.
Sebbene abbia dolore per la morte di esseri umani, ricordo a tutti che costoro sono soldati pagati con i nostri contributi, in terre ed in mondi che non c’appartengono. Non sono mossi da principi risorgimentali ma restano mercenari.
Non siamo più l’Impero Romano, ne di Cesare ne di Mussolini!
Solo con un vero ed umile dialogo inter-sociale-religioso, potremmo forse un giorno vivere nella tolleranza e rispetto delle mutue e giuste differenze. Dobbiamo ritornare ad essere Faro Alessandrino di nuove basi ed archetipi sociali, lasciandoci indietro un trascorso da “Terre di Nullius”.
L’Occidente pur avendo per macro-sistemi utilizzato collanti umani usando strumenti religiosi e sociali di indubbia capacità, al fine di dare sollievo alla barbarie, ha esportato nei Paesi Incivili, il peggio del peggio della sua feccia, ed ora per giunta, dopo aver trascorso secoli inutilmente a filosofeggiare, si ritrova completamente adagiato su se stesso, chiuso in Lobby e Baronie culturali-finanziarie, che assumono le dimensioni di un grande masso gettato nel mare, ma al quale è legata la nostra Europa, le quali vanificano gl’interventi illuminanti in tutti i campi delle umane arti del pensiero.
Queste popolazioni che noi invadiamo, prima o poi c’invaderanno a loro volta, antichissima storia delle trasumanze umane dalla Pangea ad oggi, solo che avranno notevoli grandi vantaggi rispetto a noi:
A) hanno rabbia millenaria e sono usi alle sofferenze più indicibili mentre per noi il massimo della sofferenza è non possedere un televisore al plasma per vedere il grande fratello
B) il giorno che c’invaderanno, cosa per altro già iniziata, non avremo modo di difenderci perché presi da sit-in, riunioni-girotondini, sperequazioni mentali, elucubrazioni celebrali, torbidi intellettualismi, discussioni demagogiche e chi più ne ha ne metta…….
Romano De Leo
L’Italia è in guerra
prima travestita ipocritamente da “missione di pace”, l’Italia è a tutti gl’effetti in stato di guerra.
Una guerra che non c’appartiene oltre che andare contro la nostra stessa Costituzione, ma voluta da Paesi, i quali mascherando i loro beceri interessi energetici, muovono guerre al solo scopo di sfruttare Paesi di per se stessi già martoriati. Gli Stati Uniti muovono guerre, rovesciano governi, fomentano rivoluzioni addirittura celandosi dietro al motto “in nome di Dio”
Quindi siamo tornati ne più ne meno alle vecchie Crociate e l’Italia “caprona” sempre pronta ad obbedire allo Zio Sam, che è stata investita di occidentale potere temporale, esporta democrazie capitalistiche e “Guerre Sante”, ritenendo il resto del mondo da educare a propria immagine e somiglianza.
Chi siamo noi per ritenerci moralmente retti ed al di sopra di tutto per evangelizzare il resto del mondo, quando all’interno della nostra storia sociale e religiosa, abbiam fatto di peggio che ad esempio calpestare i diritti umani essenziali come accade in quei Paesi.
Dobbiamo forse ricordarci, a parte il medio-evo, le emigrazioni dal ‘900 ove da “piedi bagnati” abbiamo esportato il nostro peggio, mafia inclusa?
Chi siamo noi per evangelizzare socialmente e religiosamente altri Paesi, quando abbiamo il sistema dirigenziale politico-imprenditoriale-giudiziale tra i più corrotti del pianeta ed abbiamo la nostra civiltà all’apice della sua decadenza culturale? Chi siamo noi, quando abbiamo un tasso elevatissimo di burocrazia demenziale, uno Stato che s’esprime in lingua arcaica ed incomprensibile persino a loro stessi, un Paese diviso da razzismo, omofobia e xenofobia e diviso da culture che non hanno nulla da invidiare ai Talebani e da schemi sociali intrisi di sordida e frattale ipocrisia e bigottismo vittoriano?
Abbandoniamo gli stereotipi e l’immaginario collettivo popolare, cerchiamo di crescere ed aprire gl’occhi, siamo un Paese violento e criminoso al pari di qualsiasi altro al mondo, ove per assurdo si è più idealmente protetti in una periferia di una nostra città che nell’ambito familiare.
Perché, non vedo Funerali di Stato, alle migliaia di vittime di stragi naturali annunciate, alle migliaia di lavoratori che muoiono per 1.000 euro al mese (ed a volte anche meno), alle migliaia di vittime del nostro sistema giuridico, alle migliaia di vittime di povertà, alle migliaia di vittime della nostra indifferenza ed egoismo?
Personalmente sono contrario alle usanze sociali e religiose dei Paesi Medio-Orientali, ma non è con le guerre, crociate, sante inquisizioni, od invasione a mo’ di Conquistadores che possiamo dare il nostro contributo.
Sebbene abbia dolore per la morte di esseri umani, ricordo a tutti che costoro sono soldati pagati con i nostri contributi, in terre ed in mondi che non c’appartengono. Non sono mossi da principi risorgimentali ma restano mercenari.
Non siamo più l’Impero Romano, ne di Cesare ne di Mussolini!
Solo con un vero ed umile dialogo inter-sociale-religioso, potremmo forse un giorno vivere nella tolleranza e rispetto delle mutue e giuste differenze. Dobbiamo ritornare ad essere Faro Alessandrino di nuove basi ed archetipi sociali, lasciandoci indietro un trascorso da “Terre di Nullius”.
L’Occidente pur avendo per macro-sistemi utilizzato collanti umani usando strumenti religiosi e sociali di indubbia capacità, al fine di dare sollievo alla barbarie, ha esportato nei Paesi Incivili, il peggio del peggio della sua feccia, ed ora per giunta, dopo aver trascorso secoli inutilmente a filosofeggiare, si ritrova completamente adagiato su se stesso, chiuso in Lobby e Baronie culturali-finanziarie, che assumono le dimensioni di un grande masso gettato nel mare, ma al quale è legata la nostra Europa, le quali vanificano gl’interventi illuminanti in tutti i campi delle umane arti del pensiero.
Queste popolazioni che noi invadiamo, prima o poi c’invaderanno a loro volta, antichissima storia delle trasumanze umane dalla Pangea ad oggi, solo che avranno notevoli grandi vantaggi rispetto a noi:
A) hanno rabbia millenaria e sono usi alle sofferenze più indicibili mentre per noi il massimo della sofferenza è non possedere un televisore al plasma per vedere il grande fratello
B) il giorno che c’invaderanno, cosa per altro già iniziata, non avremo modo di difenderci perché presi da sit-in, riunioni-girotondini, sperequazioni mentali, elucubrazioni celebrali, torbidi intellettualismi, discussioni demagogiche e chi più ne ha ne metta…….
Romano De Leo