U.s.a., Europe, Iran, Iraq, Israel ed il Medio-Oriente!

U.s.a., Europe, Iran, Iraq, Israel ed il Medio-Oriente!

Queste regioni martoriate da storie di violenze inaudite, non dissimili dalle nostre Occidentali ai tempi del medio-evo e della Santa Inquisizione, sono continuamente alimentate da giochi di potere finanziario basati esclusivamente sulla materia prima delle risorse energetiche; il petrolio ad esempio!

Questi Popoli sono stati fomentati da abili uomini di potere che hanno unito il Credo Religioso alla vita Politica, di fatto alimentando la credulità popolare e l’ignoranza, ne più ne meno, come han fatto in Occidente, per essere facilmente domati attraverso percorsi dittatoriali che han devastato le singole culture dei vari Popoli componenti queste stupende Regioni del Medio-Oriente.

Le loro Religioni sono simili alle nostre anche perché pescano da un unico contenitore, ed il fenomeno del fanatismo fondamentalista, è un problema che abbiamo riscontrato anche noi nella nostra storia Occidentale. Ricordiamoci sempre che il Potere Temporale esercitato dal Vaticano sul nostro Paese, c’impedisce di raggiungere standard di civiltà superiori, abbassandoci culturalmente.

La Religione anche se ritenuta collante umano davanti ai misteri profondi dell’esistenza, in Nome di Dio si sono combattute e si combattono guerre e rivoluzioni, che nulla hanno a che fare con i Principi Elitari dettati da Maometto, Cristo, Buddha e via discorrendo.

Chi ha il controllo delle Religioni e le strumentalizza deve essere scisso dalla vita civile, sociale e politica di qualsiasi Popolo: la Religione è la guida spirituale, per coloro che vogliano seguire una via spirituale. La vita civile, sociale e politica deve essere decisa dal Popolo in piena autonomia e consapevolezza. 

Il percorso evolutivo di questa Regione e dei Suoi Meravigliosi Popoli, potrà avvenire esclusivamente quando si scinderà la religione dalla politica e dalla vita civile; questo accadrà quando si prenderà la via della cultura e dell’alfabetizzazione, unico strumento per farli uscire dalle barbarie nelle quali son caduti, grazie alla manipolazione e strumentalizzazione religiosa di pochi stolti uomini.

Essi sono Popoli meravigliosi dalla storia e cultura millenaria e custodi di antiche civiltà del sapere.

Israele dovrebbe smettere, dopo duemila anni, e di rompere l’anima con la sua Terra Promessa, frutto di mitologie religiose arcaiche, e conseguentemente vivere in pace e tolleranza col Mondo Arabo, ivi inclusa la Palestina.

Gli Stati Uniti dovrebbero piantarla ipocritamente di esportare ed imporre la loro fallimentare democrazia capitalistica occidentale col solo fine di difendere i propri interessi finanziari nelle aree ad alto valore aggiunto energetico e dar sprono alla loro industria militare pesante.

Abbiamo da imparare ed insegnare, gl’uni agl’altri, per evolverci in pace e tolleranza.

Oriente ed Occidente sotto un unico cielo!

Odiare è più facile che amare!

Odiare è più facile che amare!

è più facile odiare, per convinzione politica, religione, ideologia, che amare.

L’odio taccia i tuoi sensi di colpa, le tue debolezze e fragilità, le tue incrollabili convinzioni, giuste od errate che siano, la  tua incapacità a soppesare i contesti ed i frangenti dei rapporti inter-personali nei dinamismi e meccanismi peculiari all’umano,

con l’odio ed il disprezzo si scade nel fondamentalismo il quale accieca ogni singulto d’amore, sostituendo il dialogo con la barbara violenza sia essa morale, psicologica o fisica,

con l’odio è più facile nascondere le nostre profonde vergogne, i nostri limiti, le nostre paure, quasi come se avessimo timore che il libero confronto ci rubasse qualcosa che appartenga a noi stessi,

il libero spazio mentale e libero arbitrio nonché il mutuo rispetto delle differenze, anziché esser considerato strumento evolutivo di crescita, è visto e ponderato ancora come tabù dal quale scappar a gambe levate, poiché scioccamente si crede che depauperi al posto di arricchirti interiormente.

E’ più facile odiare che chiedersi cosa farebbe l’amore, in ogni frangente della nostra esistenza……

Margherita Hack

11 giugno 2012
20:54

Novant’anni di Margherita Hack dalla A alla Z

Infaticabile, dinamica, onnivora (nel campo della cultura, non in quello alimentare), Margherita Hack compie 90 anni. E per l’occasione ripercorriamo la sua poliedrica attività dalla A alla Z!

Novant'anni di Margherita Hack dalla A alla Z.

Asteroide – Si chiama 8558 Hack ed è un piccolo asteroide della fascia principale tra Marte e Giove. Scoperto il 1° agosto del 1995 a opera di due infaticabili astronomi cacciatori di comete e asteroidi, Andrea Boattini e Luciano Tesi, dall’Osservatorio di San Marcelo Pistoiese, è stato dedicato alla più celebre astrofisica italiana.
Biciclette – La passione per la bicicletta arriva quando, poco prima dei 10 anni, i genitori possono finalmente permettersi di regalargliene una, dopo aver a lungo utilizzato quelle prestate da amici di famiglia. Con la sua bicicletta, Margherita sfreccia nelle campagne fiorentine: la userà per andare a scuola, all’università, al lavoro, finché qualche anno fa decide di appenderla al chiodo. Ma ha raccontato la storia della sua passione nel recente La mia vita in bicicletta (Ed. Emiciclo).

Margherita Hack riceve un riconoscimento dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
Cefeidi – Alle variabili cefeidi la Hack ha dedicato la sua tesi di laurea, discussa nel 1945. Si tratta di una tipologia di stelle la cui luminosità varia periodicamente: un esempio è la Stella Polare. Un’altra donna, l’astronoma americana Henrietta Swan Leavitt, nei primi del Novecento, scoprì per prima la relazione tra la variazione di luminosità delle cefeidi e la loro luminosità assoluta, cosa che ha permesso di fare di queste stelle degli ottimi parametri di misurazione (“candele standard”) della distanza delle galassie.
Ducati – La Ducati, un’azienda di Bologna che aveva iniziato a lavorare nel settore dell’ottica, è la prima azienda ad offrire un posto a Margherita Hack, nel 1947. Essendosi specializzata nella spettroscopia e quindi nella fisica ottica, la giovane laureata non disdegna di accettare l’offerta, e si occupa del libretto d’istruzioni di una nuova macchina fotografica; abbandonerà tuttavia il lavoro poco tempo dopo per la carriera accademica.
Extraterrestri – A più riprese, Margherita Hack si è detta convinta dell’esistenza di forme di vita intelligenti extraterrestri nell’universo: “Pensare che non ci siano in un universo tanto grande e pieno di stelle molto più vecchie delle nostre è assurdo”. Tuttavia, è molto improbabile che riusciremo mai a entrare in contatto diretto con loro, per via delle enormi distanze spaziali. E sicuramente gli UFO non sono astronavi aliene in visita alla Terra.

L’Osservatorio Astronomico di Arcetri, vicino Firenze, dove la Hack ha lavorato alla sua tesi di laurea.
Firenze – È Firenze a dare i natali a Margherita Hack il 12 giugno 1922. Qui frequenta il liceo classico “Galileo Galilei” e l’Università cittadina, svolgendo una tesi presso il vicino Osservatorio di Arcetri, dove Galilei trascorse gli anni del confino imposto dalla Chiesa, morendovi nel 1642.
Gatti – L’amore per gli animali, la Hack lo ha raccontato in tanti suoi libri. Ma è ai gatti che l’astrofisica ha riservato un posto speciale nel suo cuore e nella sua casa: i tanti gatti che le hanno fatto compagnia negli anni, anche negli uffici dell’Osservatorio di Trieste (dove imparavano persino ad aprire le porte….), animano le pagine del suo libro Il mio zoo sotto le stelle (Di Renzo Editore, 2007).
Hack, Roberto – Suo padre è un personaggio intelligente, eccentrico e coraggioso. Ha ereditato la religione protestante dal nonno di Margherita, svizzero di Zurigo, poi emigrato in Italia e stabilitosi a Firenze. Qui Roberto Hack incontra la futura madre di Margherita: si sposano e lei lascia il lavoro. Ma all’azienda elettrica dove lavora Roberto, con mansioni di contabile, non possono tenerlo perché lui non vuole iscriversi al Partito fascista ed è pure sindacalista. Lo licenziano e passa a lavorare per la Società Teosofica, a cui si è “convertito” insieme con la moglie, che per sbarcare il lunario si dedica a copiare e rivendere le opere d’arte degli Uffizi. Vivono quasi di stenti, ma a Margherita non fanno mancare niente per quanto riguarda la sua formazione.
Insegnamento – Parallelamente all’attività di ricerca, Margherita Hack ha portato avanti l’insegnamento a livello universitario come docente di astronomia: i suoi primi anni postlaurea li passa a insegnare presso l’Istituto di ottica di Firenze; poi si sposta all’Università, prima come assistente, quindi come docente di astronomia dal 195; negli anni successivi tiene anche corsi di astrofisica all’ateneo di Milano. Professore ordinario di astronomia a Trieste dal 1964, lo resta fino al collocamento a riposo nel 1992. Ma sei anni dopo ottiene il titolo di professore emerito dallo stesso ateneo.

Margherita Hack esattamente dieci anni fa, in occasione dei festeggiamenti per i suoi 80 anni.
Lincei – Nel 1980 vince il premio dell’Accademia dei Lincei, la prestigiosa istituzione che raccoglie il gotha della cultura italiana – la più antica nel mondo – e di cui diviene socia nazionale nel 1987: classe delle Scienze Fisiche, categoria II (astronomia, geodesia, geofisica e applicazioni), sezione A (astronomia e applicazioni).
Marito – Conosce Aldo De Rosa da bambina, al parco pubblico, e ne diviene compagna di giochi. Dopo essersi persi di vista, si ritrovano all’Università di Firenze, dove lui studia Lettere, facoltà a cui Margherita si iscrive come prima scelta. Poi, dopo una lezione particolarmente barbosa, abbandona tutto e passa a Fisica, ma sposerà Aldo De Rosa nel 1944 e da allora non si sono mai separati. Per scelta non hanno avuto figli.
Nucleare – Come la maggior parte degli scienziati e dei fisici, Margherita Hack è a favore del nucleare. Non necessariamente, spiega, l’Italia deve ospitare delle centrali sul suo territorio, ma deve finanziare le ricerche per un nucleare sempre più sicuro e pulito perché, dopotutto, resta la fonte di energia che inquina meno.
Omosessualità – È da sempre a favore dell’omosessualità: un’inclinazione naturale come essere mancini, una differenza non più rilevante del colore degli occhi. “Molti animali presentano comportamenti omosessuali o bisessuali”, spiega. I pregiudizi sono solo di matrice religiosa. Nell’agosto 2010 ha ricevuto il premio “Personaggio gay dell’anno” (nonostante sia felicemente sposata) per la sua strenua attività a favore del riconoscimento delle coppie di fatto.
Politica – All’attività scientifica, Margherita Hack non ha mai disdegnato di affiancare un’attività politica sia diretta che indiretta. A lungo iscritta al Partito Radicale Transnazionale, nel 1993 viene eletta consigliere comunale a Trieste. Nel 2005 partecipa alle elezioni regionali in Lombardia per il Partito dei Comunisti Italiani: eletta, cede il suo seggio al candidato dietro di lei. Partecipa anche alle elezioni politiche del 2006, sempre per il PdCI: viene eletta in diverse circoscrizioni ma cede il seggio.
Quinta superiore – Termina il liceo nel 1941 ma non sostiene l’esame di maturità classica: lo scoppio della guerra, infatti, permette agli studenti di conseguire il titolo senza sostenere la prova.

L’Osservatorio Astronomico di Trieste, di cui Margherita Hack è stata a lungo direttrice.
Religione – I genitori non impartiscono a Margherita un’istruzione religiosa, soprattutto per le loro confuse idee in materia (abbracceranno la teosofia, sorta di filosofia naturale). Accanita oppositrice del fondamentalismo religioso e strenua sostenitrice della laicità dello Stato, è membro dell’associazione Luca Coscioni, a favore del diritto all’eutanasia, al testamento biologico e alla ricerca sulle cellule staminali embrionali. Dal 2002 è presidente onorario dell’UAAR, l’Unione Atei e Agnostici Razionalisti.
Sport – Oltre alla passione per la bicicletta, coltiva da giovanissima l’amore per la ginnastica e l’atletica. Il regime fascista incoraggia le sue prestazioni: lei è “fascistissima” fino al 1938 quando, dopo le leggi razziali, scopre che l’adorata insegnante di scienze è stata rimossa, imprigionata e morta suicida. Si schiera contro il fascismo e viene anche sospesa per qualche giorno, ma per la medaglia e il podio giurerà fedeltà a Mussolini: nel 1941, dove vince i Littoriali (i campionati universitari di atletica) nel salto in alto e nel salto in lungo; e nel 1942, quando rivince nel salto in alto a Como e arriva terza ai campionati assoluti di Bologna.
Trieste – È qui che vive da quando vi si trasferisce negli anni ’60, dopo aver vinto la cattedra in astronomia. Fonderà nel 1984 il Dipartimento di Astronomia dell’Università di Trieste (di cui è direttrice dal 1985 al 1991 e di nuovo dal 1994 al 1997). Dal 1964 al 1987 sarà anche direttrice dell’Osservatorio astronomico di Trieste, prima donna a ricoprire quest’incarico in Italia.

Cento di questi giorni, Margherita!
Università – Il primo concorso per entrare all’università è un flop: arriva ultima perché non sa rispondere alla domanda sul perché dalla Terra vediamo sempre la stessa faccia  della Luna: una lezione che ricorderà per il resto della sua vita. Ma poi la sua carriera la porterà in alto, e anche all’estero: sarà visiting professor ad Ankara, Berkeley, Città del Messico, Parigi, Princeton, Utrecht.
Vegetariana – “Non ho mai mangiato carne in vita mia e non ne ho mai avuto la tentazione”: il vegetarianismo di Margherita Hack è celeberrimo, e nasce dal suo grande amore per il mondo animale. Una “barbarie”: così l’astrofisica definisce la prassi di mangiare carne nell’epoca contemporanea, dove la necessità di sfamarsi, almeno nel mondo occidentale, è venuta meno. Lo racconta nel libro dal titolo Perché sono vegetariana (Ed. dell’Altana, 2011).
Zenti – Il 20 gennaio 2011 si tiene presso l’auditorium della Gran Guardia a Verona uno dei più vivaci dibattiti nella storia italiana tra “fede” e “ragione”: il vescovo di Verona, Giuseppe Zenti, che un anno prima aveva espresso interesse a discutere con Margherita Hack in un confronto televisivo, incontra l’astrofisica – che di buon grado accetta l’invito – sotto la moderazione di Michele Brambilla, davanti a un tutto esaurito, con oltre 400 persone che seguono fuori dall’auditorium e centinaia di migliaia di spettatori su Youtube. Naturalmente, entrambi resteranno sulle loro rispettive posizioni, dopo un dibattito molto animato ma rispettoso.



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Margherita Hack

11 giugno 2012
20:54

Novant’anni di Margherita Hack dalla A alla Z

Infaticabile, dinamica, onnivora (nel campo della cultura, non in quello alimentare), Margherita Hack compie 90 anni. E per l’occasione ripercorriamo la sua poliedrica attività dalla A alla Z!

Novant'anni di Margherita Hack dalla A alla Z.

Asteroide – Si chiama 8558 Hack ed è un piccolo asteroide della fascia principale tra Marte e Giove. Scoperto il 1° agosto del 1995 a opera di due infaticabili astronomi cacciatori di comete e asteroidi, Andrea Boattini e Luciano Tesi, dall’Osservatorio di San Marcelo Pistoiese, è stato dedicato alla più celebre astrofisica italiana.
Biciclette – La passione per la bicicletta arriva quando, poco prima dei 10 anni, i genitori possono finalmente permettersi di regalargliene una, dopo aver a lungo utilizzato quelle prestate da amici di famiglia. Con la sua bicicletta, Margherita sfreccia nelle campagne fiorentine: la userà per andare a scuola, all’università, al lavoro, finché qualche anno fa decide di appenderla al chiodo. Ma ha raccontato la storia della sua passione nel recente La mia vita in bicicletta (Ed. Emiciclo).

Margherita Hack riceve un riconoscimento dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
Cefeidi – Alle variabili cefeidi la Hack ha dedicato la sua tesi di laurea, discussa nel 1945. Si tratta di una tipologia di stelle la cui luminosità varia periodicamente: un esempio è la Stella Polare. Un’altra donna, l’astronoma americana Henrietta Swan Leavitt, nei primi del Novecento, scoprì per prima la relazione tra la variazione di luminosità delle cefeidi e la loro luminosità assoluta, cosa che ha permesso di fare di queste stelle degli ottimi parametri di misurazione (“candele standard”) della distanza delle galassie.
Ducati – La Ducati, un’azienda di Bologna che aveva iniziato a lavorare nel settore dell’ottica, è la prima azienda ad offrire un posto a Margherita Hack, nel 1947. Essendosi specializzata nella spettroscopia e quindi nella fisica ottica, la giovane laureata non disdegna di accettare l’offerta, e si occupa del libretto d’istruzioni di una nuova macchina fotografica; abbandonerà tuttavia il lavoro poco tempo dopo per la carriera accademica.
Extraterrestri – A più riprese, Margherita Hack si è detta convinta dell’esistenza di forme di vita intelligenti extraterrestri nell’universo: “Pensare che non ci siano in un universo tanto grande e pieno di stelle molto più vecchie delle nostre è assurdo”. Tuttavia, è molto improbabile che riusciremo mai a entrare in contatto diretto con loro, per via delle enormi distanze spaziali. E sicuramente gli UFO non sono astronavi aliene in visita alla Terra.

L’Osservatorio Astronomico di Arcetri, vicino Firenze, dove la Hack ha lavorato alla sua tesi di laurea.
Firenze – È Firenze a dare i natali a Margherita Hack il 12 giugno 1922. Qui frequenta il liceo classico “Galileo Galilei” e l’Università cittadina, svolgendo una tesi presso il vicino Osservatorio di Arcetri, dove Galilei trascorse gli anni del confino imposto dalla Chiesa, morendovi nel 1642.
Gatti – L’amore per gli animali, la Hack lo ha raccontato in tanti suoi libri. Ma è ai gatti che l’astrofisica ha riservato un posto speciale nel suo cuore e nella sua casa: i tanti gatti che le hanno fatto compagnia negli anni, anche negli uffici dell’Osservatorio di Trieste (dove imparavano persino ad aprire le porte….), animano le pagine del suo libro Il mio zoo sotto le stelle (Di Renzo Editore, 2007).
Hack, Roberto – Suo padre è un personaggio intelligente, eccentrico e coraggioso. Ha ereditato la religione protestante dal nonno di Margherita, svizzero di Zurigo, poi emigrato in Italia e stabilitosi a Firenze. Qui Roberto Hack incontra la futura madre di Margherita: si sposano e lei lascia il lavoro. Ma all’azienda elettrica dove lavora Roberto, con mansioni di contabile, non possono tenerlo perché lui non vuole iscriversi al Partito fascista ed è pure sindacalista. Lo licenziano e passa a lavorare per la Società Teosofica, a cui si è “convertito” insieme con la moglie, che per sbarcare il lunario si dedica a copiare e rivendere le opere d’arte degli Uffizi. Vivono quasi di stenti, ma a Margherita non fanno mancare niente per quanto riguarda la sua formazione.
Insegnamento – Parallelamente all’attività di ricerca, Margherita Hack ha portato avanti l’insegnamento a livello universitario come docente di astronomia: i suoi primi anni postlaurea li passa a insegnare presso l’Istituto di ottica di Firenze; poi si sposta all’Università, prima come assistente, quindi come docente di astronomia dal 195; negli anni successivi tiene anche corsi di astrofisica all’ateneo di Milano. Professore ordinario di astronomia a Trieste dal 1964, lo resta fino al collocamento a riposo nel 1992. Ma sei anni dopo ottiene il titolo di professore emerito dallo stesso ateneo.

Margherita Hack esattamente dieci anni fa, in occasione dei festeggiamenti per i suoi 80 anni.
Lincei – Nel 1980 vince il premio dell’Accademia dei Lincei, la prestigiosa istituzione che raccoglie il gotha della cultura italiana – la più antica nel mondo – e di cui diviene socia nazionale nel 1987: classe delle Scienze Fisiche, categoria II (astronomia, geodesia, geofisica e applicazioni), sezione A (astronomia e applicazioni).
Marito – Conosce Aldo De Rosa da bambina, al parco pubblico, e ne diviene compagna di giochi. Dopo essersi persi di vista, si ritrovano all’Università di Firenze, dove lui studia Lettere, facoltà a cui Margherita si iscrive come prima scelta. Poi, dopo una lezione particolarmente barbosa, abbandona tutto e passa a Fisica, ma sposerà Aldo De Rosa nel 1944 e da allora non si sono mai separati. Per scelta non hanno avuto figli.
Nucleare – Come la maggior parte degli scienziati e dei fisici, Margherita Hack è a favore del nucleare. Non necessariamente, spiega, l’Italia deve ospitare delle centrali sul suo territorio, ma deve finanziare le ricerche per un nucleare sempre più sicuro e pulito perché, dopotutto, resta la fonte di energia che inquina meno.
Omosessualità – È da sempre a favore dell’omosessualità: un’inclinazione naturale come essere mancini, una differenza non più rilevante del colore degli occhi. “Molti animali presentano comportamenti omosessuali o bisessuali”, spiega. I pregiudizi sono solo di matrice religiosa. Nell’agosto 2010 ha ricevuto il premio “Personaggio gay dell’anno” (nonostante sia felicemente sposata) per la sua strenua attività a favore del riconoscimento delle coppie di fatto.
Politica – All’attività scientifica, Margherita Hack non ha mai disdegnato di affiancare un’attività politica sia diretta che indiretta. A lungo iscritta al Partito Radicale Transnazionale, nel 1993 viene eletta consigliere comunale a Trieste. Nel 2005 partecipa alle elezioni regionali in Lombardia per il Partito dei Comunisti Italiani: eletta, cede il suo seggio al candidato dietro di lei. Partecipa anche alle elezioni politiche del 2006, sempre per il PdCI: viene eletta in diverse circoscrizioni ma cede il seggio.
Quinta superiore – Termina il liceo nel 1941 ma non sostiene l’esame di maturità classica: lo scoppio della guerra, infatti, permette agli studenti di conseguire il titolo senza sostenere la prova.

L’Osservatorio Astronomico di Trieste, di cui Margherita Hack è stata a lungo direttrice.
Religione – I genitori non impartiscono a Margherita un’istruzione religiosa, soprattutto per le loro confuse idee in materia (abbracceranno la teosofia, sorta di filosofia naturale). Accanita oppositrice del fondamentalismo religioso e strenua sostenitrice della laicità dello Stato, è membro dell’associazione Luca Coscioni, a favore del diritto all’eutanasia, al testamento biologico e alla ricerca sulle cellule staminali embrionali. Dal 2002 è presidente onorario dell’UAAR, l’Unione Atei e Agnostici Razionalisti.
Sport – Oltre alla passione per la bicicletta, coltiva da giovanissima l’amore per la ginnastica e l’atletica. Il regime fascista incoraggia le sue prestazioni: lei è “fascistissima” fino al 1938 quando, dopo le leggi razziali, scopre che l’adorata insegnante di scienze è stata rimossa, imprigionata e morta suicida. Si schiera contro il fascismo e viene anche sospesa per qualche giorno, ma per la medaglia e il podio giurerà fedeltà a Mussolini: nel 1941, dove vince i Littoriali (i campionati universitari di atletica) nel salto in alto e nel salto in lungo; e nel 1942, quando rivince nel salto in alto a Como e arriva terza ai campionati assoluti di Bologna.
Trieste – È qui che vive da quando vi si trasferisce negli anni ’60, dopo aver vinto la cattedra in astronomia. Fonderà nel 1984 il Dipartimento di Astronomia dell’Università di Trieste (di cui è direttrice dal 1985 al 1991 e di nuovo dal 1994 al 1997). Dal 1964 al 1987 sarà anche direttrice dell’Osservatorio astronomico di Trieste, prima donna a ricoprire quest’incarico in Italia.

Cento di questi giorni, Margherita!
Università – Il primo concorso per entrare all’università è un flop: arriva ultima perché non sa rispondere alla domanda sul perché dalla Terra vediamo sempre la stessa faccia  della Luna: una lezione che ricorderà per il resto della sua vita. Ma poi la sua carriera la porterà in alto, e anche all’estero: sarà visiting professor ad Ankara, Berkeley, Città del Messico, Parigi, Princeton, Utrecht.
Vegetariana – “Non ho mai mangiato carne in vita mia e non ne ho mai avuto la tentazione”: il vegetarianismo di Margherita Hack è celeberrimo, e nasce dal suo grande amore per il mondo animale. Una “barbarie”: così l’astrofisica definisce la prassi di mangiare carne nell’epoca contemporanea, dove la necessità di sfamarsi, almeno nel mondo occidentale, è venuta meno. Lo racconta nel libro dal titolo Perché sono vegetariana (Ed. dell’Altana, 2011).
Zenti – Il 20 gennaio 2011 si tiene presso l’auditorium della Gran Guardia a Verona uno dei più vivaci dibattiti nella storia italiana tra “fede” e “ragione”: il vescovo di Verona, Giuseppe Zenti, che un anno prima aveva espresso interesse a discutere con Margherita Hack in un confronto televisivo, incontra l’astrofisica – che di buon grado accetta l’invito – sotto la moderazione di Michele Brambilla, davanti a un tutto esaurito, con oltre 400 persone che seguono fuori dall’auditorium e centinaia di migliaia di spettatori su Youtube. Naturalmente, entrambi resteranno sulle loro rispettive posizioni, dopo un dibattito molto animato ma rispettoso.



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Primavera Araba ed il nostro processo d’Unione Europea

Primavera Araba ed il nostro processo d’Unione Europea!

desidero ricordare a Lor Signori, i quali si lamentano delle atrocità commesse durante le sommosse popolari e le relative repressioni, che la cosiddetta Europa, iniziò il suo processo d’unificazione circa un tre secoli or sono, per altro riuscito molto male visto e considerato i risultati ma per lo meno abbiamo un bagliore di ciò che si può definire democrazia, passando attraverso rivoluzioni sanguinarie, guerre civili, guerre mondiali, le quali hanno mietuto milioni di vittime barbaramente trucidate e giustiziate, parziali diaspore, povertà inimmaginabili, transumanze popolari, ghettizzazioni e razzismi, e tutta una serie di barbarie indicibili.

Il tutto degno dei tempi più bui del medio-evo!

E, sebbene tempo addietro quasi tutti gl’Europei plaudevano a questa scellerata unione economica ma non di Popoli, ora, la crisi finanziaria, tira fuori i vecchi rancori di parte delle singole Nazioni Europee.

Prima di sparlare a vanvera e fare i finti ipocriti indignati, guardiamo a casa nostra, che ancora oggi, nel Terzo Millennio, le barbarie esistono ancora, travestite e pittate a nuovo, ma pur sempre tali ed eguali.

Riflettete e Meditate!

Primavera Araba ed il nostro processo d’Unione Europea

Primavera Araba ed il nostro processo d’Unione Europea!

desidero ricordare a Lor Signori, i quali si lamentano delle atrocità commesse durante le sommosse popolari e le relative repressioni, che la cosiddetta Europa, iniziò il suo processo d’unificazione circa un tre secoli or sono, per altro riuscito molto male visto e considerato i risultati ma per lo meno abbiamo un bagliore di ciò che si può definire democrazia, passando attraverso rivoluzioni sanguinarie, guerre civili, guerre mondiali, le quali hanno mietuto milioni di vittime barbaramente trucidate e giustiziate, parziali diaspore, povertà inimmaginabili, transumanze popolari, ghettizzazioni e razzismi, e tutta una serie di barbarie indicibili.

Il tutto degno dei tempi più bui del medio-evo!

E, sebbene tempo addietro quasi tutti gl’Europei plaudevano a questa scellerata unione economica ma non di Popoli, ora, la crisi finanziaria, tira fuori i vecchi rancori di parte delle singole Nazioni Europee.

Prima di sparlare a vanvera e fare i finti ipocriti indignati, guardiamo a casa nostra, che ancora oggi, nel Terzo Millennio, le barbarie esistono ancora, travestite e pittate a nuovo, ma pur sempre tali ed eguali.

Riflettete e Meditate!

La Vergogna dei nostri Uffici Pubblici Italiani!

La Vergogna dei nostri Uffici Pubblici Italiani!

Quando iniziai a lavorare da giovane mi recavo nelle Ambasciate e Consolati di mezzo mondo per sbrigare le pratiche relative alle Lettere di Credito e, in quelle medio-orientali e dell’Est, si respirava paro paro quell’aria , al pari dei nostri uffici Pubblici ATTUALI, di inquisizione, ove la burocrazia/tecnocrazia veniva officiata da personaggi unti e bisunti, raccattati qua e la dalle zone più depresse dei loro Paesi, cafoni ed ignoranti fino al vomito, i quali trovavano, come unico loro sfogo alle loro meschine sorti, l’esercizio dell’abuso di potere per futili motivi, torturandoti, cercando ogni qualsiasi errore nei tuoi documenti, per farteli rifare o far bloccare negl’Istituti Bancari, la trattativa finanziaria.

Sempre in quegl’anni ed anche in seguito mi recavo per business in tali Paesi e, l’accoglienza riservata, con mitra spianato e controlli al di fuori di ogni logica umana e gl’immancabili ritiri di passaporto e confinamento nelle camere degl’alberghi, erano prassi quotidiana ed assodata. Naturalmente bastava pagare il Funzionario di Turno ed eri subito libero…..

Bene, quando entro nei nostri Uffici Pubblici, percepisco e respiro ancora, dopo trent’anni, la stessa aria di merda stampata nei visi dei vari impiegati e funzionari Statali….una vergogna indecente..si è vero qualche edificio l’han pittato di nuovo, ma il succo resta tale e quale..e li manteniamo pure noi con le nostre tasse..questo gregge insulso di ominidi.

La Vergogna dei nostri Uffici Pubblici Italiani!

La Vergogna dei nostri Uffici Pubblici Italiani!

Quando iniziai a lavorare da giovane mi recavo nelle Ambasciate e Consolati di mezzo mondo per sbrigare le pratiche relative alle Lettere di Credito e, in quelle medio-orientali e dell’Est, si respirava paro paro quell’aria , al pari dei nostri uffici Pubblici ATTUALI, di inquisizione, ove la burocrazia/tecnocrazia veniva officiata da personaggi unti e bisunti, raccattati qua e la dalle zone più depresse dei loro Paesi, cafoni ed ignoranti fino al vomito, i quali trovavano, come unico loro sfogo alle loro meschine sorti, l’esercizio dell’abuso di potere per futili motivi, torturandoti, cercando ogni qualsiasi errore nei tuoi documenti, per farteli rifare o far bloccare negl’Istituti Bancari, la trattativa finanziaria.

Sempre in quegl’anni ed anche in seguito mi recavo per business in tali Paesi e, l’accoglienza riservata, con mitra spianato e controlli al di fuori di ogni logica umana e gl’immancabili ritiri di passaporto e confinamento nelle camere degl’alberghi, erano prassi quotidiana ed assodata. Naturalmente bastava pagare il Funzionario di Turno ed eri subito libero…..

Bene, quando entro nei nostri Uffici Pubblici, percepisco e respiro ancora, dopo trent’anni, la stessa aria di merda stampata nei visi dei vari impiegati e funzionari Statali….una vergogna indecente..si è vero qualche edificio l’han pittato di nuovo, ma il succo resta tale e quale..e li manteniamo pure noi con le nostre tasse..questo gregge insulso di ominidi.

Il Paradiso di civiltà dei Popoli Nordici: viva l’Austria!

Il Paradiso di civiltà dei Popoli Nordici: viva l’Austria!

Si fa un gran parlare dell’Austria circa il virtuosismo del loro sistema lavorativo, professionale e sociale, il quale confermo è avanzatissimo ed i risultati si vedono e si toccano con mano; la classe dirigenziale e politica, al pari di altre realtà Nordiche o meno, è ancora in linea coi loro mandati, lavorando esclusivamente per il bene comune del cittadino.
Certo ci sono i pro ed i contra, ma nessuno è perfetto!
Porto solo quest’esempio; circa 25 anni fa, innamoratomi di un’Austriaca, decisi di trasferirmi in Tirolo, dove vissi alcuni anni anni.
Si premette che allora l’Austria era un Paese extra-comunitario!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Bene in una mattinata, da solo senza alcun supporto di colei che divenne in seguito mia moglie, e parlando esclusivamente in Inglese, ottenni senza alcuna difficoltà il Permesso di Soggiorno, il Permesso di Lavoro, il Codice Fiscale e l’iscrizione alla Locale Asl. 
Dopo circa due anni tornai in Italia con mia moglie e mio figlio, il più grande errore della mia vita, benissimo, per fare gli stessi documenti per mia moglie in Italia, lei ed io, ci abbiamo impiegato circa due anni, speso un capitale in danaro tra traduzioni giurate e marche da bollo, e speso un immensità di tempo in code tra Prefetture, Comuni, l’Inps, l’Asl, Ispettorati del Lavoro e Motorizzazioni, senza contare l’aggravamento che fu pure errato il cognome di mia moglie.
Si commenta tutto da se!
Sarei pronto a tornarci data la situazione di impossibilità di sopravvivenza che regna sovrana in Italia; peccato che dopo aver investito decenni in Italia come Imprenditore, mi sono visto dare tanti calci nel culo dalle Istituzioni Italiane, le quali mi hanno depredato di ogni bene, ed ora a 50 anni, senza soldi e malato, mi tocca rimanere in questo Paese di Merda dove Politici e Dirigenti Istituzionali sono una massa maleodorante di mafiosi, corrotti ed ignoranti.
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