Lo Stato-Mafia Italia difende solo i corrotti ed i delinquneti

Eh si, pensate nonostante abbia diramato un comunicato di dove si trova colei che ha distrutto la mia famiglia ed ha truffato le mie proprietà, le forze dell’ordine preposte, i tribunali ed il comune, manco mi han risposto. Già son ben pasciutti ed han pancia piena dopo che si sono spartiti le mie proprietà, BASTARDI, LIQUAMI UMANI CHE NON SIETE ALTRO. In tanto costei ha aperto una nuova attività e si fa fotografare impunita sulle barche nei porti………

E pensate che non è mica fuggita chissà dove, è in Italia a far la bella vita, in una Regione, che guarda caso è patria della maggior parte dei funzionari del Comune e delle forze dell’ordine.

Basta fare una piccola ricerca col nome della mia genitrice e si scopre, ma LORO, NON HAN INTERESSE NELLA VERITà E NELLA GIUSTIZIA……..

Meditate gente, meditate. Questa è l’Italia a tutti i livelli, spegnete la Tv ed accendete il cervello.

http://romanodeleo.blogspot.co.at/2013/12/lo-stato-italiano-me-ha-fatto-passare.html

http://romanodeleo.blogspot.co.at/2013/11/la-vera-storia-di-romano-de-leo-le.html

Lo Stato Italiano a me ha fatto passare per malato di mente e delinquente per truffarmi 4 milioni di proprietà immobiliari….vedete un pò voi #Carugaate #Monza

Lo Stato Italiano a me ha fatto passare per malato di mente e delinquente per truffarmi 4 milioni di proprietà immobiliari….vedete un pò voi….ed ora lavoro nella gastronomia per sopravvivere nel Nord Europa. Bastardi
di CARLO MELINA
“Queste sono le chiavi della mia attività. Con stasera ho finito. Domani i miei negozi li aprite voi.” Con queste parole rivolte a Gianfranco Polillo, sottosegretario al Ministero dell’economia, Andrea Zucchi ha concluso il suo intervento giovedì scorso su La7, durante una puntata di Piazza pulita (vedi video sotto). Sposato, due figli, originario di Fidenza, nel piacentino ha due punti vendita di occhiali. Intervistato in esclusiva da L’indipendenza, lancia un appello: “cerco un paese al mondo in cui io sia gradito. Azienda, magazzino, macchina… cedo tutto quello che ho allo stato. Mi bastano solo i vestiti che ho addosso. Voglio un passaporto nuovo, di un Paese qualsiasi, dove l’imprenditore non sia un nemico. Un Paese dove possa crescere i miei figli, perché qui non è possibile”.
Mica per colpa della crisi: “Ho chiuso i bilanci in pareggio, senza debiti con le banche, anche perché a me, le banche, non hanno mai dato un soldo. Peccato che mi sia arrivata una lettera dall’INPS con minacce d’arresto perché non avrei pagato tutti i contributi, benché io sia in credito d’Iva e attenda dallo stato più soldi di quelli che mi chiede. – chiarisce Zucchi – E consideri che il mio settore non andrebbe neanche male. Si potrebbe fare bene, creare posti di lavoro… il problema è che in Italia c’è una cultura generalizzata che porta a considerare gli imprenditori dei ladri, mentre sono quelli che mantengono tutti, compresi gli statali. Gente che è convinta di pagare le tasse, mentre in realtà le loro tasse sono solo una partita di giro”.
“Qui in Italia siamo alla pura follia – spiega Zucchi – Trent’anni e passa fa un gruppo di soloni si è messo d’accordo per fregarci tutti, costruendo un sistema di clientele che garantisse poltrone a vita. Per farlo ha dovuto venderci un sogno folle: ‘lavorerai il 9% del tempo della tua vita e tanto basterà per mantenere te, la tua famiglia, un pensionato e un dipendente statele’. Perché 40 ore settimanali per 40 anni sono il 9% di una vita. Roba incredibile, ma noi ci siamo cascati perché i soloni hanno usato la parola magica: ‘questo è un vostro diritto’”.
“Neanche i professori, con il loro aplomb, possono fare niente – continua Zucchi – Tranne fare quello che potrebbe fare qualsiasi cretino in un quarto d’ora. Hanno alzato le tasse, invece di abbassare la spesa, tutelando soprattutto gli statali, vedi riforma Fornero. Come se non sapessero che da gennaio a settembre dell’anno scorso 720 aziende del nordest hanno trasferito la loro attività in un posto dove si può lavorare”. Zucchi si riferisce all’Austria, di cui abbiamo parlato qui. “E non appena è successo, tutti a dire che gli imprenditori delocalizzano perché sono stronzi e sfruttano i bambini del Pakistan. Un paio di palle, l’impresa si localizza dove vengono rispettati i diritti civili dell’imprenditore”.
Zucchi trasecola quando pensa all’idea di Attilio Befera, direttore dell’Agenzia dell’Entrate, di dotare di dotare di un bollino blu le imprese che pagano le tasse: “Li ho già visti i bollini colorati messi addosso alle persone, durante il fascismo. E non vorrei vederli più. Che poi un funzionario di stato, pagato colle mie tasse, si permetta di concepire un’idea simile è folle. Questi si sentono unti del Signore. E fanno sentire me indesiderato. Non mi vogliono? Me ne andrò”.
L’Italia, secondo Zucchi, è irriformabile: “qui non si salva nessuno. Lo stato italiano, così come lo racconta Napolitano, è un’idea che non funziona. La costituzione è stata scritta da gente impaurita con attorno macerie ancora fumanti, che temeva svolte autoritarie. Ne è nato uno stato in cui non comanda nessuno. Neanche i signori professori del club di Monti. Ormai viviamo in una pantomima perché la comunicazione pubblica ha preso il sopravvento sulla sostanza delle cose. E quindi tutto è possibile. Infatti in Italia tutto è a norma di legge. L’unico fuori legge sono io”.
Deciso ad abbandonare il Paese, completamente sfiduciato dalla politica, Zucchi, che ammette di aver votato un po’ per tutti i partiti, salvo poi pentirsene ogni volta, rivendica la necessità di compiere quello che definisce un gesto autonomo: “Non voglio implicarmi con movimenti o peggio con associazioni di categoria mangia soldi. In questo stato io sono perdente, quindi non mi resta che andarmene. Non nell’aldilà, come hanno fatto alcuni” conclude Zucchi, al plurale, ripercorrendo i numerosi casi di imprenditori suicidi: “io cerco un Paese che abbia bisogno di gente che sa fare e vuole lavorare. Se ci sono altri che la pensano come me, lo dicano, e scegliamo insieme la meta”.

Lo Stato Italiano a me ha fatto passare per malato di mente e delinquente per truffarmi 4 milioni di proprietà immobiliari….vedete un pò voi #Carugaate #Monza

Lo Stato Italiano a me ha fatto passare per malato di mente e delinquente per truffarmi 4 milioni di proprietà immobiliari….vedete un pò voi….ed ora lavoro nella gastronomia per sopravvivere nel Nord Europa. Bastardi
di CARLO MELINA
“Queste sono le chiavi della mia attività. Con stasera ho finito. Domani i miei negozi li aprite voi.” Con queste parole rivolte a Gianfranco Polillo, sottosegretario al Ministero dell’economia, Andrea Zucchi ha concluso il suo intervento giovedì scorso su La7, durante una puntata di Piazza pulita (vedi video sotto). Sposato, due figli, originario di Fidenza, nel piacentino ha due punti vendita di occhiali. Intervistato in esclusiva da L’indipendenza, lancia un appello: “cerco un paese al mondo in cui io sia gradito. Azienda, magazzino, macchina… cedo tutto quello che ho allo stato. Mi bastano solo i vestiti che ho addosso. Voglio un passaporto nuovo, di un Paese qualsiasi, dove l’imprenditore non sia un nemico. Un Paese dove possa crescere i miei figli, perché qui non è possibile”.
Mica per colpa della crisi: “Ho chiuso i bilanci in pareggio, senza debiti con le banche, anche perché a me, le banche, non hanno mai dato un soldo. Peccato che mi sia arrivata una lettera dall’INPS con minacce d’arresto perché non avrei pagato tutti i contributi, benché io sia in credito d’Iva e attenda dallo stato più soldi di quelli che mi chiede. – chiarisce Zucchi – E consideri che il mio settore non andrebbe neanche male. Si potrebbe fare bene, creare posti di lavoro… il problema è che in Italia c’è una cultura generalizzata che porta a considerare gli imprenditori dei ladri, mentre sono quelli che mantengono tutti, compresi gli statali. Gente che è convinta di pagare le tasse, mentre in realtà le loro tasse sono solo una partita di giro”.
“Qui in Italia siamo alla pura follia – spiega Zucchi – Trent’anni e passa fa un gruppo di soloni si è messo d’accordo per fregarci tutti, costruendo un sistema di clientele che garantisse poltrone a vita. Per farlo ha dovuto venderci un sogno folle: ‘lavorerai il 9% del tempo della tua vita e tanto basterà per mantenere te, la tua famiglia, un pensionato e un dipendente statele’. Perché 40 ore settimanali per 40 anni sono il 9% di una vita. Roba incredibile, ma noi ci siamo cascati perché i soloni hanno usato la parola magica: ‘questo è un vostro diritto’”.
“Neanche i professori, con il loro aplomb, possono fare niente – continua Zucchi – Tranne fare quello che potrebbe fare qualsiasi cretino in un quarto d’ora. Hanno alzato le tasse, invece di abbassare la spesa, tutelando soprattutto gli statali, vedi riforma Fornero. Come se non sapessero che da gennaio a settembre dell’anno scorso 720 aziende del nordest hanno trasferito la loro attività in un posto dove si può lavorare”. Zucchi si riferisce all’Austria, di cui abbiamo parlato qui. “E non appena è successo, tutti a dire che gli imprenditori delocalizzano perché sono stronzi e sfruttano i bambini del Pakistan. Un paio di palle, l’impresa si localizza dove vengono rispettati i diritti civili dell’imprenditore”.
Zucchi trasecola quando pensa all’idea di Attilio Befera, direttore dell’Agenzia dell’Entrate, di dotare di dotare di un bollino blu le imprese che pagano le tasse: “Li ho già visti i bollini colorati messi addosso alle persone, durante il fascismo. E non vorrei vederli più. Che poi un funzionario di stato, pagato colle mie tasse, si permetta di concepire un’idea simile è folle. Questi si sentono unti del Signore. E fanno sentire me indesiderato. Non mi vogliono? Me ne andrò”.
L’Italia, secondo Zucchi, è irriformabile: “qui non si salva nessuno. Lo stato italiano, così come lo racconta Napolitano, è un’idea che non funziona. La costituzione è stata scritta da gente impaurita con attorno macerie ancora fumanti, che temeva svolte autoritarie. Ne è nato uno stato in cui non comanda nessuno. Neanche i signori professori del club di Monti. Ormai viviamo in una pantomima perché la comunicazione pubblica ha preso il sopravvento sulla sostanza delle cose. E quindi tutto è possibile. Infatti in Italia tutto è a norma di legge. L’unico fuori legge sono io”.
Deciso ad abbandonare il Paese, completamente sfiduciato dalla politica, Zucchi, che ammette di aver votato un po’ per tutti i partiti, salvo poi pentirsene ogni volta, rivendica la necessità di compiere quello che definisce un gesto autonomo: “Non voglio implicarmi con movimenti o peggio con associazioni di categoria mangia soldi. In questo stato io sono perdente, quindi non mi resta che andarmene. Non nell’aldilà, come hanno fatto alcuni” conclude Zucchi, al plurale, ripercorrendo i numerosi casi di imprenditori suicidi: “io cerco un Paese che abbia bisogno di gente che sa fare e vuole lavorare. Se ci sono altri che la pensano come me, lo dicano, e scegliamo insieme la meta”.

La vera storia di Romano De Leo : Le Isttituzioni Italiane non conoscono il minimo ritegno e senso di giustizia. news #Carugate #Monza

Bene dopo anni di tragedie subite, addirittura (le Istituzioni Italiane) non paghe dello scempio compiuto ai miei danni, hanno l’arroganza e la tracotanza di cercarmi, dopo che mi hanno esiliato forzatamente all’estero per sopravvivere, perchè devono parlarmi, cioè vogliono ancora soldi. Questi brutti bastardi pezzenti proprio non hanno alcun senso Istituzionale, in un’Italia oramai in preda dello sciacallaggio statale ed alla corruzione morale.
Pubblico breve cronistoria a firma di un politico Italiano apparso sul Quotidiano on line di Prato ed in calce la mia e-mail di risposta.
BASTARDI.

http://www.pratoreporter.it/giornale/cronaca/la-vera-storia-di-romano-de-leo-ed-i-suoi-figli-e-la-comunita-carugate-che-cha-devastato-e-distrutto-selettivamente-per-delegittimarci

Romano De Leo è vittima di una annosa vicenda giudiziaria che lo sta relegando all’inesorabile condizione psicologica e depressiva.
Vittima (si badi bene e non carnefice) ad opera di un’intera comunità (il Carugatese), famiglia compresa. Dalle notizie reperite si evince la spasmodica ricerca ed invocazione di verità e giustizia che dopo un decennio latita sia nelle sedi istituzionali che in quelle giudiziarie. Il nostro appello, rivolto agli Organi competenti, avulso da coloriture politiche e lungi dall’identificazione di “difesa ad oltranza ad ogni costo”, vuole essere una sollecitazione alla valutazione dei fatti lamentati, prodromica a riconsegnare all’UOMO che, per effetto, è sull’orlo del precipizio psicologico con il rischio di evoluzioni drammatiche che, ove per malaugurata ipotesi si dovessero verificare, determinerebbero in una Società Civile degna di tale nome e per un Paese, non a torto apostrofato “culla del diritto”, sensi di colpa e di indicibile VERGOGNA.
> CALVARIO UMANO
>
> Titoliamo così la triste storia di Romano Di Leo, per dare il senso di
> quali siano i risvolti di una annosa vicenda che relega un uomo
> all’inesorabile indotta condizione psicologica ed emotiva dello status
> di vittima (si badi bene e non carnefice) ad opera di un’intera
> comunità (il Carugatese), famiglia compresa. Della esposizione dei
> fatti che, con il cuore in mano e con mestizia, ci ha fatto pervenire
> Romano, si evince la spasmodica ricerca ed invocazione di verità e
> giustizia che dopo un decennio latita sia nelle sedi istituzionali che
> in quelle giudiziarie. Il nostro appello, rivolto agli Organi
> competenti, avulso da coloriture politiche e lungi
> dall’identificazione di “difesa ad oltranza ad ogni costo”, vuole
> essere una sollecitazione alla valutazione dei fatti lamentati,
> prodromica a riconsegnare all’UOMO che, per effetto, è sull’orlo del
> precipizio psicologico con il rischio di evoluzioni drammatiche che,
> ove per malaugurata ipotesi si dovessero verificare, determinerebbero
> in una Società Civile degna di tale nome e per un Paese, non a torto
> apostrofato “culla del diritto”, sensi di colpa e di indicibile
> VERGOGNA.
>
> Ecco, qui di seguito, lo stralcio della intima confessione di Romano.
>
> A causa di grave iniziale disagio familiare, seguito poi da calunnie e
> diffamazioni subìte (come ampiamente documentato alla Procura della
> Repubblica competente), i miei figli, dopo dieci anni d’inutili
> crociate con le Istituzioni, hanno fatto la seguente fine:
> Il grande (21 anni), nel frattempo attore di fatti delittuosi, per
> decisione del Tribunale di Monza è ricoverato in una comunità
> psichiatrica. Ciò è concepibile si sia verificato per effetto del
> crollo psicologico determinato dall’impossibilitata azione educativa e
> dalla indotta carenza di serenità familiare.
> La media, 16 anni, è stata ricoverata in una casa famiglia, soffre
> di disturbi psichici. Posso vederla una volta al mese alla presenza
> del servizio sociale e telefonarle una volta al mese.
> La mia terza figlia, 9 anni, non la vedo da 4 anni, scappata insieme
> con la madre.
> Il tutto ha origine da una denuncia (per violenza, alcolismo e pazzia)
> che la mia ex moglie ha presentato contro di me la cui evoluzione ha
> determinato l’annullamento della patria potestà per la denunciante. I
> danni, però, accorsi, (provocati dall’azione giudiziaria) sono
> irreparabili. E cioè:
> Mia madre, alleatasi nel frattempo con mia moglie, m’ha sbattuto
> fuori dalla Società Immobiliare “Marta” da me partecipata, vendendo le
> mie proprietà immobiliari e facendo si che rimanessi completamente
> senza reddito;
> Rimasto senza risorse economiche, e con la reputazione
> irrimediabilmente infangata, non sono più riuscito a trovare lavoro, a
> parte sporadiche allocazioni in aziende di pulizie;
> Gli Enti pubblici territoriali (i Servizi Sociali, il Cime di
> Cassina de’ Pecchi, il Cps di Pioltello, spinti dagli umori generati
> dalla pubblica e notoria vicenda (ancorchè calunniosa), anziché
> aiutarmi, m’hanno lasciato solo e ostracizzato;
> La Magistratura, alla quale mi sono rivolto con querele supportate
> da prove e testimonianze inconfutabili depositate all’Arma dei
> Carabinieri di Agrate Brianza ed alla Guardia di Finanza di Monza,
> dopo dieci anni non ha ancora neanche avviato le dovute indagini
> preliminari;
> Firmato Romano De Leo
> ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

^^
> Stante ciò, a seguito della denuncia (anche pubblica) depositata da
> Romano di Leo nelle Sedi giudiziarie competenti, si fa presente che
> parecchi anni sono trascorsi senza alcuna azione giudiziaria né alcuna
> nota di censura verso i presunti colpevoli dei fatti delittuosi de
> quò.
> Duole, inoltre, evidenziare, a dir poco, l’ostruzionismo di chi viene
> pagato con soldi pubblici e viola dolosamente le norme in materia di
> assistenzialismo sociale.
> Per quanto sopra, si sollecita e si invita il Procuratore della
> Repubblica presso il Tribunale di Monza, a cui fra gli altri è
> diretta la presente nota, a voler attivare il Suo potere affinchè
> venga operata la iscrizione nel R.G.N.R. ed in seguito si proceda come
> da norme del C.p.c. in materia di calunnia e diffamazione, con
> auspicati esiti di giusto risarcimento danni morali e materiali, oltre
> alla dovuta ordinanza di libera frequentazione della prole

———- Messaggio inoltrato ———-
Da: Romano De leo 
Date: 23 novembre 2013 17:45
Oggetto: Dott.ssa Spada Cps Pioltello – Dott.ssa Barone Elisa Tribunale Monza
A: cps.pioltello@aomelegnano.it, sociale@comune.carugate.mi.it, sindaco@comune.carugate.mi.it, stmi121283@carabinieri.it, cristina.sangalli@comune.carugate.mi.it, alida.paluchowski@giustizia.it, presidenza.tribunale.monza@giustizia.it

Carissima Dott.ssa Spada mi sto domandando che cazzo volete ancora dal sottoscritto dopo che mi avete denudato insultato calunniato infangato ingiuriato mi avete fatto passare per matto per ciularmi 4 milioni di euro in beni immobili, Mio figlio xxxxxx è maggiorenne ed è pienamente responsabile delle proprie azioni e della propria situazione economica.

  1. Ho personalmente curato e seguito i miei figli e fino ad allora erano perfetti, quando avete cominciato a dar retta all’isteria femminicida della mia ex moglie e della nonna paterna, in preda alle brutturie psicologiche delle stesse, avete contribuito, a suon di mazzette ricevute, a distruggere i miei figli ed il sottoscritto. 
  2. Ed ora avete la faccia tosta di cercarmi??? Ma andate a quel paese.
  3. Io non ho più niente e non posso e non voglio e non mi interessa in alcun modo sapere più nulla di voi che reputo solo dei gran bastardi.
  4. Non rompete il cazzo ne a mia figlia Giuliana ne a me a meno che non mi restituiate ciò che mi avete rubato, voi che siete dei liquami umani putrefatti.
  5. Vi rimando alla monumentale documentazione email da me spedita in dieci anni alle Istituzioni Italiane, Cps compreso.
Vergognatevi parassiti


Romano De Leo


La vera storia di Romano De Leo : Le Isttituzioni Italiane non conoscono il minimo ritegno e senso di giustizia. news #Carugate #Monza

Bene dopo anni di tragedie subite, addirittura (le Istituzioni Italiane) non paghe dello scempio compiuto ai miei danni, hanno l’arroganza e la tracotanza di cercarmi, dopo che mi hanno esiliato forzatamente all’estero per sopravvivere, perchè devono parlarmi, cioè vogliono ancora soldi. Questi brutti bastardi pezzenti proprio non hanno alcun senso Istituzionale, in un’Italia oramai in preda dello sciacallaggio statale ed alla corruzione morale.
Pubblico breve cronistoria a firma di un politico Italiano apparso sul Quotidiano on line di Prato ed in calce la mia e-mail di risposta.
BASTARDI.

http://www.pratoreporter.it/giornale/cronaca/la-vera-storia-di-romano-de-leo-ed-i-suoi-figli-e-la-comunita-carugate-che-cha-devastato-e-distrutto-selettivamente-per-delegittimarci

Romano De Leo è vittima di una annosa vicenda giudiziaria che lo sta relegando all’inesorabile condizione psicologica e depressiva.
Vittima (si badi bene e non carnefice) ad opera di un’intera comunità (il Carugatese), famiglia compresa. Dalle notizie reperite si evince la spasmodica ricerca ed invocazione di verità e giustizia che dopo un decennio latita sia nelle sedi istituzionali che in quelle giudiziarie. Il nostro appello, rivolto agli Organi competenti, avulso da coloriture politiche e lungi dall’identificazione di “difesa ad oltranza ad ogni costo”, vuole essere una sollecitazione alla valutazione dei fatti lamentati, prodromica a riconsegnare all’UOMO che, per effetto, è sull’orlo del precipizio psicologico con il rischio di evoluzioni drammatiche che, ove per malaugurata ipotesi si dovessero verificare, determinerebbero in una Società Civile degna di tale nome e per un Paese, non a torto apostrofato “culla del diritto”, sensi di colpa e di indicibile VERGOGNA.
> CALVARIO UMANO
>
> Titoliamo così la triste storia di Romano Di Leo, per dare il senso di
> quali siano i risvolti di una annosa vicenda che relega un uomo
> all’inesorabile indotta condizione psicologica ed emotiva dello status
> di vittima (si badi bene e non carnefice) ad opera di un’intera
> comunità (il Carugatese), famiglia compresa. Della esposizione dei
> fatti che, con il cuore in mano e con mestizia, ci ha fatto pervenire
> Romano, si evince la spasmodica ricerca ed invocazione di verità e
> giustizia che dopo un decennio latita sia nelle sedi istituzionali che
> in quelle giudiziarie. Il nostro appello, rivolto agli Organi
> competenti, avulso da coloriture politiche e lungi
> dall’identificazione di “difesa ad oltranza ad ogni costo”, vuole
> essere una sollecitazione alla valutazione dei fatti lamentati,
> prodromica a riconsegnare all’UOMO che, per effetto, è sull’orlo del
> precipizio psicologico con il rischio di evoluzioni drammatiche che,
> ove per malaugurata ipotesi si dovessero verificare, determinerebbero
> in una Società Civile degna di tale nome e per un Paese, non a torto
> apostrofato “culla del diritto”, sensi di colpa e di indicibile
> VERGOGNA.
>
> Ecco, qui di seguito, lo stralcio della intima confessione di Romano.
>
> A causa di grave iniziale disagio familiare, seguito poi da calunnie e
> diffamazioni subìte (come ampiamente documentato alla Procura della
> Repubblica competente), i miei figli, dopo dieci anni d’inutili
> crociate con le Istituzioni, hanno fatto la seguente fine:
> Il grande (21 anni), nel frattempo attore di fatti delittuosi, per
> decisione del Tribunale di Monza è ricoverato in una comunità
> psichiatrica. Ciò è concepibile si sia verificato per effetto del
> crollo psicologico determinato dall’impossibilitata azione educativa e
> dalla indotta carenza di serenità familiare.
> La media, 16 anni, è stata ricoverata in una casa famiglia, soffre
> di disturbi psichici. Posso vederla una volta al mese alla presenza
> del servizio sociale e telefonarle una volta al mese.
> La mia terza figlia, 9 anni, non la vedo da 4 anni, scappata insieme
> con la madre.
> Il tutto ha origine da una denuncia (per violenza, alcolismo e pazzia)
> che la mia ex moglie ha presentato contro di me la cui evoluzione ha
> determinato l’annullamento della patria potestà per la denunciante. I
> danni, però, accorsi, (provocati dall’azione giudiziaria) sono
> irreparabili. E cioè:
> Mia madre, alleatasi nel frattempo con mia moglie, m’ha sbattuto
> fuori dalla Società Immobiliare “Marta” da me partecipata, vendendo le
> mie proprietà immobiliari e facendo si che rimanessi completamente
> senza reddito;
> Rimasto senza risorse economiche, e con la reputazione
> irrimediabilmente infangata, non sono più riuscito a trovare lavoro, a
> parte sporadiche allocazioni in aziende di pulizie;
> Gli Enti pubblici territoriali (i Servizi Sociali, il Cime di
> Cassina de’ Pecchi, il Cps di Pioltello, spinti dagli umori generati
> dalla pubblica e notoria vicenda (ancorchè calunniosa), anziché
> aiutarmi, m’hanno lasciato solo e ostracizzato;
> La Magistratura, alla quale mi sono rivolto con querele supportate
> da prove e testimonianze inconfutabili depositate all’Arma dei
> Carabinieri di Agrate Brianza ed alla Guardia di Finanza di Monza,
> dopo dieci anni non ha ancora neanche avviato le dovute indagini
> preliminari;
> Firmato Romano De Leo
> ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

^^
> Stante ciò, a seguito della denuncia (anche pubblica) depositata da
> Romano di Leo nelle Sedi giudiziarie competenti, si fa presente che
> parecchi anni sono trascorsi senza alcuna azione giudiziaria né alcuna
> nota di censura verso i presunti colpevoli dei fatti delittuosi de
> quò.
> Duole, inoltre, evidenziare, a dir poco, l’ostruzionismo di chi viene
> pagato con soldi pubblici e viola dolosamente le norme in materia di
> assistenzialismo sociale.
> Per quanto sopra, si sollecita e si invita il Procuratore della
> Repubblica presso il Tribunale di Monza, a cui fra gli altri è
> diretta la presente nota, a voler attivare il Suo potere affinchè
> venga operata la iscrizione nel R.G.N.R. ed in seguito si proceda come
> da norme del C.p.c. in materia di calunnia e diffamazione, con
> auspicati esiti di giusto risarcimento danni morali e materiali, oltre
> alla dovuta ordinanza di libera frequentazione della prole

———- Messaggio inoltrato ———-
Da: Romano De leo 
Date: 23 novembre 2013 17:45
Oggetto: Dott.ssa Spada Cps Pioltello – Dott.ssa Barone Elisa Tribunale Monza
A: cps.pioltello@aomelegnano.it, sociale@comune.carugate.mi.it, sindaco@comune.carugate.mi.it, stmi121283@carabinieri.it, cristina.sangalli@comune.carugate.mi.it, alida.paluchowski@giustizia.it, presidenza.tribunale.monza@giustizia.it

Carissima Dott.ssa Spada mi sto domandando che cazzo volete ancora dal sottoscritto dopo che mi avete denudato insultato calunniato infangato ingiuriato mi avete fatto passare per matto per ciularmi 4 milioni di euro in beni immobili, Mio figlio xxxxxx è maggiorenne ed è pienamente responsabile delle proprie azioni e della propria situazione economica.

  1. Ho personalmente curato e seguito i miei figli e fino ad allora erano perfetti, quando avete cominciato a dar retta all’isteria femminicida della mia ex moglie e della nonna paterna, in preda alle brutturie psicologiche delle stesse, avete contribuito, a suon di mazzette ricevute, a distruggere i miei figli ed il sottoscritto. 
  2. Ed ora avete la faccia tosta di cercarmi??? Ma andate a quel paese.
  3. Io non ho più niente e non posso e non voglio e non mi interessa in alcun modo sapere più nulla di voi che reputo solo dei gran bastardi.
  4. Non rompete il cazzo ne a mia figlia Giuliana ne a me a meno che non mi restituiate ciò che mi avete rubato, voi che siete dei liquami umani putrefatti.
  5. Vi rimando alla monumentale documentazione email da me spedita in dieci anni alle Istituzioni Italiane, Cps compreso.
Vergognatevi parassiti


Romano De Leo


Peter Kolosimo – da dove proveniamo e le possibili ed eventuali origini extra-terrestri

http://it.wikipedia.org/wiki/Peter_Kolosimo

Avendo letto nel corso della mia vita tutta la sua bibliografia, Egli fu, uno dei primi a porsi domande serie e concrete sul “dove veniamo” e le possibili ed eventuali origini extra-terrestri, fuori dai clichè popolar-demagogici imposti dalla Scienza Ufficiale e, specialmente in Italia, dai dettami Moralistici Cattolici, apportando considerazioni tutt’altro che banali e scontate, le quali spazzano in un sol colpo, tutta la spazzatura mediatica ufficiale e la totale e completa disinformazione di personaggi, improvvisati Guru, (specialmente nei blog di disinformazione) che pubblicano vagonate di ricostruzioni paranoiche e complottistiche, alimentando l’ignoranza cieca popolare.

Personalmente, al di fuori della Scienza Ufficiale, lo ritengo un abile scrittore e sopraffino intellettuale.

Romano De Leo

Peter Kolosimo – da dove proveniamo e le possibili ed eventuali origini extra-terrestri

http://it.wikipedia.org/wiki/Peter_Kolosimo

Avendo letto nel corso della mia vita tutta la sua bibliografia, Egli fu, uno dei primi a porsi domande serie e concrete sul “dove veniamo” e le possibili ed eventuali origini extra-terrestri, fuori dai clichè popolar-demagogici imposti dalla Scienza Ufficiale e, specialmente in Italia, dai dettami Moralistici Cattolici, apportando considerazioni tutt’altro che banali e scontate, le quali spazzano in un sol colpo, tutta la spazzatura mediatica ufficiale e la totale e completa disinformazione di personaggi, improvvisati Guru, (specialmente nei blog di disinformazione) che pubblicano vagonate di ricostruzioni paranoiche e complottistiche, alimentando l’ignoranza cieca popolare.

Personalmente, al di fuori della Scienza Ufficiale, lo ritengo un abile scrittore e sopraffino intellettuale.

Romano De Leo

Informazione disinformazione

A prescindere dai canali ufficiali che trasmettono disinformazione per il popolo bue, nell’ultimi anni si è aggiunta una disinformazione parallela costituita da elementi di dubbia provenienza, i quali pubblicano disinformazione eclatante, in odore di cospirazioni e catastrofismi inesistenti, facendo leva sulla credulità popolare. Spesso è proprio lo stesso Potere che attraverso altri canali compie disinformazione per creare panico e tensioni per favorire le necessità e strategie di controllo e dominio delle masse.
L’unica verità inconfutabile è costituita dal fatto che l’ennesimo ciclo della nostra società sta giungendo al termine, e qui ci si gioca, il poco restante della libertà e diritto individuale e popolare.
Ora è il momento di una sana rivoluzione per riaffermare i diritti dei popoli e degli individui, prima che si entri nuovamente in un periodo ancor più tetro del medioevo.
Sveglia!!

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