Gentili Signore
A parte che non posso misurare col termometro il grado di calore del Vostro cazzo di capuccino, ma fatemi un favore, andate all’autogrill a sfogare i vostri istinti di checche isteriche disperate, e, soprattutto, portate via i vostri bimbi-minchia, fatti e cresciuti a vostra immagine e somiglianza, chiassosi, maleducati e pomposamente arroganti. Non pretendete di essere servite in tempo reale di domenica mattina con la pasticceria piena come un uovo, andate all’autogrill, che tra l’altro vi servono dopo un’ora se vi va bene.
Non avete assolutamente il gusto del vero caffè e del vero cappuccino, quindi andate all’autogrill, li hanno anche inoltre spazi adeguati per i vostri marmocchi putridi, i quali possono scorazzare come meglio credono.
In pasticceria si va a degustare con il giusto tempo, non si viene a rompere il cazzo al barman con richieste stucchevoli e vomitevoli da parvenue…..
Se vi trovate a San Bartolomeo al Mare e desiderate andare in Pasticceria, vi consiglio l’autogrill a circa 10 km…..
Sentitamente si ringrazia.
Il Vostro Barman Romano
Mi stavo chiedendo, visto e considerato l’andazzo globale di quest’ultimi anni, dove sono finiti tutti i Santoni e Santone, Psichiatre, psicologhe, e Psico-analiste demagogiche, che predicavano il “volemosi tutti bene”, che il mondo è bello, stiamo andando verso l’era cosmico-universale dell’amore fraterno, che bisogna amare persino l’idraulico e l’elettricista, che i figli bisogna crescerli nella libertà di far ciò che desiderano, e via discorrendo.
Beh, si staranno facendo laute vacanze ai tropici con i soldi di tutti i fresconi, bigotti, parvenue, donnette isteriche, creduloni, e tutti coloro sui quali era facile far leva sfruttando lo stato di bisogno e di debolezza, nonchè sfruttando l’ignoranza e credulità popolare….
mentre noi ci suchiamo una scuola allo sbando che sforna bimbi-minchia, una società perversa e debosciata, che oltre tutto deve fare i conti con le invasioni barbariche, grazie alle loro felici intuizioni alla stregone alchimista, ma col culo degl’altri……
Un capuccino decaffeinato, bianco bianco, senza schiuma e molto bollente, mi raccomando!
Gentili Signore
A parte che non posso misurare col termometro il grado di calore del Vostro cazzo di capuccino, ma fatemi un favore, andate all’autogrill a sfogare i vostri istinti di checche isteriche disperate, e, soprattutto, portate via i vostri bimbi-minchia, fatti e cresciuti a vostra immagine e somiglianza, chiassosi, maleducati e pomposamente arroganti. Non pretendete di essere servite in tempo reale di domenica mattina con la pasticceria piena come un uovo, andate all’autogrill, che tra l’altro vi servono dopo un’ora se vi va bene.
Non avete assolutamente il gusto del vero caffè e del vero cappuccino, quindi andate all’autogrill, li hanno anche inoltre spazi adeguati per i vostri marmocchi putridi, i quali possono scorazzare come meglio credono.
In pasticceria si va a degustare con il giusto tempo, non si viene a rompere il cazzo al barman con richieste stucchevoli e vomitevoli da parvenue…..
Se vi trovate a San Bartolomeo al Mare e desiderate andare in Pasticceria, vi consiglio l’autogrill a circa 10 km…..
Sentitamente si ringrazia.
Il Vostro Barman Romano
διαίρει καὶ βασίλευε
διαίρει καὶ βασίλευε
L’Italia è un paese che diventa sempre più stupido e ignorante. Vi si coltivano retoriche sempre più insopportabili. Non c’è del resto conformismo peggiore di quello di sinistra, soprattutto naturalmente quando viene fatto proprio anche dalla destra. P.P.P
L’Italia è un paese che diventa sempre più stupido e ignorante. Vi si coltivano retoriche sempre più insopportabili. Non c’è del resto conformismo peggiore di quello di sinistra, soprattutto naturalmente quando viene fatto proprio anche dalla destra. P.P.P
Tanto in mare come in terra, c’è la pace e c’è la guerra, che produce in quantità, pescicani e baccalà. Trilussa Povera Itaglia……che infinita tristezza penosa osservare queste marionette da avanspettacolo di quart’ultimo ordine che ci governano attorniati da pagliacci di infima giocoleria e fattucchiere gitane mediatiche sfornate dall’alta scuola peripatetica…..(Ndr)
Tanto in mare come in terra, c’è la pace e c’è la guerra, che produce in quantità, pescicani e baccalà. Trilussa
Povera Itaglia……che infinita tristezza penosa osservare queste marionette da avanspettacolo di quart’ultimo ordine che ci governano attorniati da pagliacci di infima giocoleria e fattucchiere gitane mediatiche sfornate dall’alta scuola peripatetica…..(Ndr)
L'Italia è un paese che diventa sempre più stupido e ignorante. Vi si coltivano retoriche sempre più insopportabili. Non c'è del resto conformismo peggiore di quello di sinistra, soprattutto naturalmente quando viene fatto proprio anche dalla destra. P.P.P
L’Italia è un paese che diventa sempre più stupido e ignorante. Vi si coltivano retoriche sempre più insopportabili. Non c’è del resto conformismo peggiore di quello di sinistra, soprattutto naturalmente quando viene fatto proprio anche dalla destra. P.P.P
Tanto in mare come in terra, c'è la pace e c'è la guerra, che produce in quantità, pescicani e baccalà. Trilussa Povera Itaglia……che infinita tristezza penosa osservare queste marionette da avanspettacolo di quart'ultimo ordine che ci governano attorniati da pagliacci di infima giocoleria e fattucchiere gitane mediatiche sfornate dall'alta scuola peripatetica…..(Ndr)
Tanto in mare come in terra, c’è la pace e c’è la guerra, che produce in quantità, pescicani e baccalà. Trilussa
Povera Itaglia……che infinita tristezza penosa osservare queste marionette da avanspettacolo di quart’ultimo ordine che ci governano attorniati da pagliacci di infima giocoleria e fattucchiere gitane mediatiche sfornate dall’alta scuola peripatetica…..(Ndr)
Bartolomeo Tromboncino, Vergine bella (Petrarca)
coronata di stelle, al sommo Sole
piacesti sí, che ’n te Sua luce ascose,
amor mi spinge a dir di te parole:
5ma non so ’ncominciar senza tu’ aita,
et di Colui ch’amando in te si pose.
Invoco lei che ben sempre rispose,
chi la chiamò con fede:
Vergine, s’a mercede
10miseria extrema de l’humane cose
già mai ti volse, al mio prego t’inchina,
soccorri a la mia guerra,
bench’i’ sia terra, et tu del ciel regina.
Vergine saggia, et del bel numero una
15de le beate vergini prudenti,
anzi la prima, et con piú chiara lampa;
o saldo scudo de l’afflicte genti
contra colpi di Morte et di Fortuna,
sotto ’l qual si trïumpha, non pur scampa;
20o refrigerio al cieco ardor ch’avampa
qui fra i mortali sciocchi:
Vergine, que’ belli occhi
che vider tristi la spietata stampa
ne’ dolci membri del tuo caro figlio,
25volgi al mio dubbio stato,
che sconsigliato a te vèn per consiglio.
Vergine pura, d’ogni parte intera,
del tuo parto gentil figliola et madre,
ch’allumi questa vita, et l’altra adorni,
30per te il tuo figlio, et quel del sommo Padre,
o fenestra del ciel lucente altera,
venne a salvarne in su li extremi giorni;
et fra tutt’i terreni altri soggiorni
sola tu fosti electa,
35Vergine benedetta,
che ’l pianto d’Eva in allegrezza torni.
Fammi, ché puoi, de la Sua gratia degno,
senza fine o beata,
già coronata nel superno regno.
40Vergine santa d’ogni gratia piena,
che per vera et altissima humiltate
salisti al ciel onde miei preghi ascolti,
tu partoristi il fonte di pietate,
et di giustitia il sol, che rasserena
45il secol pien d’errori oscuri et folti;
tre dolci et cari nomi ài in te raccolti,
madre, figliuola et sposa:
Vergina glorïosa,
donna del Re che nostri lacci à sciolti
50et fatto ’l mondo libero et felice,
ne le cui sante piaghe
prego ch’appaghe il cor, vera beatrice.
Vergine sola al mondo senza exempio,
che ’l ciel di tue bellezze innamorasti,
55cui né prima fu simil né seconda,
santi penseri, atti pietosi et casti
al vero Dio sacrato et vivo tempio
fecero in tua verginità feconda.
Per te pò la mia vita esser ioconda,
60s’a’ tuoi preghi, o Maria,
Vergine dolce et pia,
ove ’l fallo abondò, la gratia abonda.
Con le ginocchia de la mente inchine,
prego che sia mia scorta,
65et la mia torta via drizzi a buon fine.
Vergine chiara et stabile in eterno,
di questo tempestoso mare stella,
d’ogni fedel nocchier fidata guida,
pon’ mente in che terribile procella
70i’ mi ritrovo sol, senza governo,
et ò già da vicin l’ultime strida.
Ma pur in te l’anima mia si fida,
peccatrice, i’ no ’l nego,
Vergine; ma ti prego
75che ’l tuo nemico del mio mal non rida:
ricorditi che fece il peccar nostro,
prender Dio per scamparne,
humana carne al tuo virginal chiostro.
Vergine, quante lagrime ò già sparte,
80quante lusinghe et quanti preghi indarno,
pur per mia pena et per mio grave danno!
Da poi ch’i’ nacqui in su la riva d’Arno,
cercando or questa et or quel’altra parte,
non è stata mia vita altro ch’affanno.
85Mortal bellezza, atti et parole m’ànno
tutta ingombrata l’alma.
Vergine sacra et alma,
non tardar, ch’i’ son forse a l’ultimo anno.
I dí miei piú correnti che saetta
90fra miserie et peccati
sonsen’ andati, et sol Morte n’aspetta.
Vergine, tale è terra, et posto à in doglia
lo mio cor, che vivendo in pianto il tenne
et de mille miei mali un non sapea:
95et per saperlo, pur quel che n’avenne
fôra avenuto, ch’ogni altra sua voglia
era a me morte, et a lei fama rea.
Or tu donna del ciel, tu nostra dea
(se dir lice, e convensi),
100Vergine d’alti sensi,
tu vedi il tutto; e quel che non potea
far altri, è nulla a la tua gran vertute,
por fine al mio dolore;
ch’a te honore, et a me fia salute.
105Vergine, in cui ò tutta mia speranza
che possi et vogli al gran bisogno aitarme,
non mi lasciare in su l’extremo passo.
Non guardar me, ma Chi degnò crearme;
no ’l mio valor, ma l’alta Sua sembianza,
110ch’è in me, ti mova a curar d’uom sí basso.
Medusa et l’error mio m’àn fatto un sasso
d’umor vano stillante:
Vergine, tu di sante
lagrime et pïe adempi ’l meo cor lasso,
115ch’almen l’ultimo pianto sia devoto,
senza terrestro limo,
come fu ’l primo non d’insania vòto.
Vergine humana, et nemica d’orgoglio,
del comune principio amor t’induca:
120miserere d’un cor contrito humile.
Che se poca mortal terra caduca
amar con sí mirabil fede soglio,
che devrò far di te, cosa gentile?
Se dal mio stato assai misero et vile
125per le tue man’ resurgo,
Vergine, i’ sacro et purgo
al tuo nome et penseri e ’ngegno et stile,
la lingua e ’l cor, le lagrime e i sospiri.
Scorgimi al miglior guado,
130et prendi in grado i cangiati desiri.
Il dí s’appressa, et non pòte esser lunge,
sí corre il tempo et vola,
Vergine unica et sola,
e ’l cor or coscïentia or morte punge.
135Raccomandami al tuo figliuol, verace
homo et verace Dio,
ch’accolga ’l mïo spirto ultimo in pace.