Persino l’industria della musica, della cultura, dell’arte e dello spettacolo, da quando la sinistra italiana se ne ne è appropriata, è stata prima svenduta all’estero e poi defraudata e stuprata. Tant’è che un caso eclatante è rappresentato dal fatto che se si vuole acquistare della musica classica, jazz/blues, d’avanguardia e rock le etichette discografiche sono tutte della Grande Germania Tetesca, salvo piccole casi di nicchia sparsi un pò qua e là sul pianeta. Un altro è rappresentato dal fatto che oramai i grandi concerti sono divenuto appannaggio delle capitali europee e nel campo dell’editoria pure l’Adelphi, nicchia delle nicchie allora, pian piano si è aggiornata all’imbecillità sociale dando in pasto ai pseudo intellettuali radical-chic benpensanti buonisti sinistroidi, l’illeggibile.
Resistono nei vari campi delle Arti e dei Mestieri Nobili realtà uniche e richiestissime in ogni parte del mondo, ma fino a quando?
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