Qual’era la leva? Questa domanda mi rimbombava spesso quando nella nostra società iniziò ad imperversare venti di nuove ere, nuovi umanesimi, e la psico-pedagogizzazione dell’ingegneria sociale, che attecchirono universalmente sia sul proletariato sia sulla borghesia, e con molta facilità sui disagiati sociali e psichici, e che, all’inizio, sedussero anche me!
La leva era molto semplice, era un’insieme di manovre psicologiche atte a sviare la percezione della realtà oggettiva delle masse, su quello che era di fatto un’induzione planetaria alla schiavizzazione umana attraverso l’economia.
Ma il meccanismo subdolo di questa leva era lo stimolo dell’illusione delle nostre aspettative sulla nostra esistenza, arma dunque perfetta per assogettare dando speranze nei sogni, allontanandola dal fatto che da quando esiste l’umanità, il solo ed unico meccanismo della nostre architetture sociali è basato esclusivamente sul Dio Danaro, con annessi e connessi.
Talmente il plagio è stato così violento che addirittura oggi si giustifica il sistema come unico tollerabile dall’umanità.
Per questo motivo scelsi di allontanarmi da questa pastoia ed osservare l’umanità nella razionalità oggettiva, cruda e reale.
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