e quando all’improvviso ti volti indietro, ti sovvengono le parole di un vecchietto, che una vita fa mi disse: < <>..
Mai parole di questo tono furono così profetiche, chi nasce diverso dalla massa per propia indole e destino, ambiente, famiglia, società, non riuscirà mai ad integrarsi con la laida e sordida pussillanimeria dei cosidetti “normali”, egli avrà vita equidistante da tutti e non si amalgamerà mai, poichè ha una visione d’insieme che gli permette di processare consapevolmente interiorizzando ogni qualsiasi attività umana.
Potrei tranquillamente definirmi un vagabando di lusso, tanto la mia esistenza mi abbia portato per i quattro cantoni del pianeta e mi abbia offerto la possibilità di cimentarmi praticamente, nel bene e nel male, non solo in tutte le attività umane e professionali, ma tutte le persone, luoghi e situazioni che ho incontrato hanno contribuito a rendermi ciò che sono. Un patrimonio inestimabile di ricchezza interiore ed esteriore, che ha valore unico per il proprietario ma che non vale nulla in una società di specializzati del nulla, dell’aria fritta, nella cosidetta società.
Non mi dispero e non mi commisero tutt’altro, so tenermi perfetta compagnia autonomamente, d’altronde la cultura omnia ti dona quegli strumenti intellettuali atti a decifrare menti ed animi umani, ma soprattutto a tentar di conoscere te stesso nelle infinite variabili e costanti.
E poi ti ritrovi a 55 anni a dover nuovamente cambiare, fare i salti nel buio, le prove continuano, ma ti poni serie domande sulla buona riuscita, poichè con gl’anni ti trasformi, cambi completamente le prospettive ed aspettative, modifichi sostanzialmente la tua percezione ai bisogni elementari, sei completamente disincantato, cinicamente sarcastico con te stesso.
Non è la paura della “buona riuscita” è il terrore di ritornare in mezzo ad una società di finte facce, di un mercato informe di carne umana purtrida che sfrigola nel suo variopinto degrado intellettuale, priva di ogni sentimento morale di coesione umana, serva inconsapevole dei propri sollazzi materiali……
Poi ti senti dire: ma Lei cosa ha fatto, che specialità ha, che esperienze ha, che motivazioni aziendali ha:
oh esimia testa di cazzo se tu avessi strumenti intellettuali per comprendere un curriculum come il mio, sapresti che ho una specializzazione rara e praticamente introvabile: la visione d’insieme delle arti e dei mestieri!
Eppure ci provai a “normalizzarmi”, ma furono fallimenti più totali……..
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