ci lamentiamo della società e dei nostri figli, ma la società siamo noi, il risultato di cambiamenti epocali avvenuti dal dopoguerra ad oggi, ove, l’unico colpevole del fallimento culturale, intellettuale, politico, sociale, economico/finanziario è imputabile esclusivamente a noi, per aver cresciuto figli, che nella maggioranza dei casi sono bimbimikia conclamati, a nostra immagine e somiglianza, e, l’architettura sociale attuale, è il derivato diretto e la quintessenza della insostenibile leggerezza e superficialità umana.
Per assurdo, se si volesse riportare il nostro Paese ad un livello culturale, intellttuale, sociale di pregio pre anni 60, la rivoluzione, dovremmo farla noi poichè i nostri figli, sono cresciuti nella nostra vigliaccheria catto-borghese.
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