naïf : nella mia esistenza fino ad ora, sul mio conto, ne ho sentite veramente di tutti i colori, la gente da poco d’altronde ama il chiacchiericcio demente, ma sentirmi dare del naïf, questa è proprio la prima volta.
Il bisogno di etichettare e catalogare nella nostra architettura sociale gl’individui, da parte dei cosiddetti “normali”, a pro dell’omogeneizzazione della nostra civiltà, è una pratica prurigginosa e stucchevole, dato che i “normali”, “normalmente”, non possiedono strumenti intellettuali e culturali atti al giudizio di “cosa” o “chi” non rientrerebbe nei parametri di “normalità”, poichè, se fossero dotati di tali strumenti, non giudicherebbero.
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