Gentili Extra-Terrestri od Alieni che dir si voglia, vi ri-scrivo per corrispondenza mediatica, perdonate la mia insistenza, lo so, sono un’incontenibile scassapalle cosmico anche qui sul Pianeta Terra, ma desidero rinnovare il mio ardente desiderio d’essere addotto, in qualsiasi angolo dell’universo sconosciuto.
Potete far del mio corpo ciò che meglio credete, non è che ci fate un grande affare, sono una carcassa, e noi inoltre, esseri bipedi umanoidi terrestri, siamo abitati da miliardi di parassiti commensali che neanche l’intiera Via Lattea può detenere il primato di sovrappopolazione batterica, ma v’invito a mantenere l’essenza della mia anima e la mia mente collegati in sospensione atemporale permanente nel brodo primordiale d’anime, in modo decoroso.
Non è più da me tollerabile la convivenza con i miei simili, mediocri e meschini, avendo dell’esistenza, dell’amore, della musica, del bello, e delle arti e mestieri, un’idea sublime.
Attendo in trepidazione Vostro cortese riscontro.
Vi copio ed incollo mia precedente richiesta:
Gentile Alieno Extraterrestre ti scrivo. Ti prego portami su di un altro universo, il cambio galassia non basta, qui i miei simili umanoidi rappresentano la quintessenza dall’imbecillita’ e della barbara miseria. Ti prometto che me ne sto in un angolino senza recar disturbo. Sarebbe naturalmente gradita la conoscenza di una forma di vita femminile di elevato pregio cosmico: assicuro massima tolleranza e spirito di adattamento alle biodiversità.
Ho già scritto anche al Dio degli Uomini ma ho ricevuto risposte vaghe; sta temporeggiando in quanto teme che gli possa portar scompiglio nel suo inferno, e non si fida!
Confido e ripongo in Lei le mie umili umane richieste.
Cordialmente
Pace e Bene
Romano
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