Riflettevo sulle ondate migratorie Italiane dal 1850 in poi e mi viene in mente quando andammo in Argentina partendo in nave da Napoli, non avevamo nulla se non la coesione della disperazione della povertà, e costruimmo tutto, in una terra ove non v’era nulla, emigrammo poi in Belgio a lavorare nelle miniere nella povertà e desolazione, andammo nella “Ruhrgebiete” a lavorare nelle acciaierie dove l’Ilva di Taranto e la Terra dei Fuochi cari miei in confronto eran nulla, penso a quando navigammo verso Nuova York sporchi unti e bisunti ove esportammo la nostra mafia a nostra volta importata dalla Spagna (prima di scrivere commenti idioti studiate, grazie!)[già abbiamo la facolta d’importare merda e d’esportare fiori], a quando ci sbatterono fuori dall’Egitto confiscandoci tutto ed imbarcandoci per Napoli con le pezze al culo dopo che avevamo contribuito col nostro duro lavoro a quel Paese, pensavo a quando siamo andati in Australia terra dove gl’Inglesi avevano confinato i loro galeotti che non sapevano più dove metterli nel loro di Paese, un po come fece il Duce con la Valtellina, e via discorrendo
ma,
cari infami di politici sinistri sinistrati sinistroide di merda radical-chic benpensanti buonisti col culo degl’altri,
perchè ora importate tutta la feccia immaginabile e possibile per fare i vostri loschi affari con le Coop ed impinguarvi le vostre tasche depauperando il Popolo Italiano!
Pezzi di merda, arrostite all’inferno!


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Published by Romano De Leo

introvert, nonconformist, asocial, solitary, medium-high culture, I hate hypocrisy and bigotry, lover of classical and baroque music. Bach über alles!

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