Venivano chiamati “Macaroni” e “Negri bianchi”, non “Migranti”. Dormivano in camerate ricavate in un ex campo di sterminio nazista, non in hotel o b&b. Se non andavano a lavorare in miniera venivano imprigionati per inadempienza contrattuale, non pretendevano il wi-fi. Oggi ricorre il sessantesimo anniversario della strage di Marcinelle, dove l’8 agosto 1956 morirono 136 minatori italiani. Fate vedere questo video a chi paragona gli odierni immigrati economici, travestiti da finti richiedenti asilo, agli italiani che nel dopoguerra si sono fatti il culo con i lavori più umilianti, che si sono sporcati le mani pur di mantenere la propria famiglia e risollevare il nostro paese. Quelli che spargono nel paese fiumi di retorica buonista pro-immigrazione si devono vergognare. Perché i loro paragoni sono un insulto a chi si è sacrificato veramente e un aiuto a chi fa finta di scappare da guerra mai esistite.
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