Vi è sempre una verità in ogni evento narrato, probabilmente si cela una realtà distorta, o con maggiore approssimativa di fatto, c’è il proprio livello di percepimento a seconda degli strumenti intellettuali in dotazione ed alla percezione del momento incastonato nel momento storico-evolutivo dell’insieme, ma gioca sempre il fattore umano del tramando, che si amplifica nel corso del tempo e perde la naturalezza dell’attimo, ma sempre più spesso semplicemente si usa per scioccare ed impressionare la credulità infantile dell’umanità, alla perenne ricerca di qualcosa di indefinito, per attestarsi la propria limitatezza cognitiva e consapevolezza globale, o, più banalmente si distorce e strumentalizza il fatto primario a proprio pro.
Se ci si sofferma se ne deduce che non abbiamo ne pensiero ne volontà propria, ma è un insieme di costrutti basati esclusivamente sul racconto e tramando, che diviene assimilato nelle generazioni, come parte integrante del nostro essere iniziale.
Si può dunque brevemente sintetizzare in conclusione, che nessuno di noi ha volontà e pensiero primitivo puro.
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