Il concetto d’universo infinito è dalle nostre capacità intellettive umane praticamente impossibile da rappresentarsi nella sua semplicissima complessità.
Nonostante l’umanità abbia eccelso negli sforzi nel corso dei millenni per comprendere se stessi ed il proprio habitat omnia, fin d’ora lo scibile umano è basato su teorie filosofiche, ideologiche, teologiche e tecniche limitatissime, giacchè per supplire alla mancanza di un’evoluzione corpo-anima-mente, essa ha creato strumenti esterni a se stesso per vagliare il non conosciuto.
Il fatto stesso che l’umanità non abbia avuto riscontri esterni nella percezione di se stessa, ma sia cresciuta ed evoluta all’interno di un micro-cosmo terrestre limitatissimo, ha di fatto creato al suo interno, architetture sociali primitive e dinamiche inter-relazionali persistenti da millenni, con l’effetto auto-plagio che hanno irrimediabilmente castrato la nostra evoluzione.
Sembra che l’unica cosa certa e assodata sia il fatto d’appartenere alla catena alimentare terrestre e d’aver sviluppato una modalità intellettiva attraverso il linguaggio, le arti e mestieri manuali, tendenti unicamente alla autocelebrazione umana nelle sue svariate e variopinte espressioni barbare e celebrative verso il non conosciuto.
Nonostante mantenga lo storico essa non interiorizza pro evoluzione, continuando a progredire continuamente gli stessi concetti degl’albori, senza minimante staccarsi dalla propria conoscenza e ragione, diversificando gli stessi concetti all’infinito, senza proporre alcun nuovo schema e strumento interiore.
Sebbene vi sia stata una sorta di ondate di civilizzazione a piu’ riprese, essa non riesce ad affrancarsi dalla sua indole primitiva, riproponendo ne tempi bui e non, delle sue varie decadenze, l’istinto primordiale bestiale.

E pensare che il 99,9% degl’umani, nelle svariate epoche, resta convinto, nelle sue svariate esistenze nelle altrettante architetture sociali, di conoscere se stessi, gl’altri e l’universo infinito!

Mah, doppio mah, triplo mah!


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Published by Romano De Leo

introvert, nonconformist, asocial, solitary, medium-high culture, I hate hypocrisy and bigotry, lover of classical and baroque music. Bach über alles!

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