L`uso indiscriminato e delinquenziale della farmacologia "equivalente" e delle diagnosi

L`uso indiscriminato e delinquenziale della farmacologia “equivalente” e delle diagnosi

Premettiamo che la condizione della psiche e fisico umano, in senso di principio generale contemporaneo, in seguito alla civilizzazione ed addomesticamento di millenni dell`indole primitiva e primaria dell`essere umano, contestualizzato inoltre in un`architettura sociale innaturale ed un industrializzazione efferata, e che le condizioni geo-ambientali-sociali sono ahimè completamente variate discostandosi esponenzialmente dalla progettazione primaria dell`essere umano.`
Cio`ne consegue naturalmente ad un deterioramento psico-fisico che negl`ultimi 100 anni è aumentato maggiormente in rispetto all`uomo antico, anche se la medicina ha aumentato le aspettative di vita dell`umano, facendo assomigliare l`uomo più ad una farmacia ambulante che al ritratto della salute, con gl`inevitabili annessi e connessi.

Ne deriva in primis una percezione acuita del mal di vivere, che se prima veniva definita con aggettivi come tristezza, noia, turbolenza caratteriale, insicurezza, oggi viene classificata DEPRESSIONE e curata con psico-farmaci di ogni tipo. Si è giunti addirittura a somministrare a bambini ed adolescenti farmaci anti-depressivi, poiché leggermente “scalmanati” e non rientranti nei parametri di massima dei comportamentali stabiliti in sede a Lobbies e Baronie Farmaceutiche, di Dottori e dii Governi loro complici, i quali anelano ad un essere umano simile ad un robottino privo di ogni singulto di libertà individuale castrandogli l`esternazione dei normali umori e reazioni propri dell`esistenza.

Scritto questo passiamo ai farmaci equivalenti: la piu` grande truffa legalizzata, di stampo tipicamente Italiano. Bene i farmaci equivalenti, che tra l`altro vengono praticamente imposti in Farmacia, per la loro stragrande maggioranza vengono prodotti in assenza di controlli sanitari su tutta la filiera di progettazione, produzione e distribuzione e, spesso e volentieri, vengono cambiati i principi attivi e le loro pesature, a discapito della salute pubblica. Senza contare che vengono prodotti in Paesi ove lo sfruttamento minorile e non solo è imperativo!
Le Baronie della Farmacologia, supportate dai Governi Occidentali Cristiani ipocriti, ben conosciamo la loro efferatezza capitalistica a discapito non solo della salute degl`Occidentali, privano di farmaci i bisognosi del Terzo Mondo e delle classi deboli, per mere motivazioni economiche e di logiche di mercato.

Ma la cosa più grave è l`incessante bombardamento mediatico in materia, il quale è addirittura arrivato a spiegare durante i Telegiornali Nazionali in prime time, che siamo un popolo di depressi, spingendoci a farci visitare ed ad assumere farmacologie miracolose; mi assomiglia tanto ai tempi di quando gli stregoni con i loro carri, viaggiando di paese in paese, vendevano pozioni magiche facendo leva sull`ignoranza e credulità popolare.

A proposito, non ho ancora visto casi di guarigione di malattie invalidanti tipo depressione o degenerazioni psichiatriche e psicologiche, di malattie come il cancro-tumore-aids, di sindromi varie gravi, di ipertensione, d`asma bronchiale ed allergia, giusto per citarne le più conosciute. Si giusto qualche forma leggera o benigna ed ovviamente i miracoli di rito.
E pensare che la ricerca medica è progredita a tal punto da poter praticamente debellare ogni male, ma ahimè il male non fa business….

Chi scrive è in tri-terapia farmacologica salvavita da sei anni, d`asma ed allergia perenne dalla nascita, ed attinge le sue informazioni da persone integerrime all`interno del Comparto Medico e Famacologico, oltre a scrivere per esperienza.

L`uso indiscriminato e delinquenziale della farmacologia "equivalente" e delle diagnosi

L`uso indiscriminato e delinquenziale della farmacologia “equivalente” e delle diagnosi

Premettiamo che la condizione della psiche e fisico umano, in senso di principio generale contemporaneo, in seguito alla civilizzazione ed addomesticamento di millenni dell`indole primitiva e primaria dell`essere umano, contestualizzato inoltre in un`architettura sociale innaturale ed un industrializzazione efferata, e che le condizioni geo-ambientali-sociali sono ahimè completamente variate discostandosi esponenzialmente dalla progettazione primaria dell`essere umano.`
Cio`ne consegue naturalmente ad un deterioramento psico-fisico che negl`ultimi 100 anni è aumentato maggiormente in rispetto all`uomo antico, anche se la medicina ha aumentato le aspettative di vita dell`umano, facendo assomigliare l`uomo più ad una farmacia ambulante che al ritratto della salute, con gl`inevitabili annessi e connessi.

Ne deriva in primis una percezione acuita del mal di vivere, che se prima veniva definita con aggettivi come tristezza, noia, turbolenza caratteriale, insicurezza, oggi viene classificata DEPRESSIONE e curata con psico-farmaci di ogni tipo. Si è giunti addirittura a somministrare a bambini ed adolescenti farmaci anti-depressivi, poiché leggermente “scalmanati” e non rientranti nei parametri di massima dei comportamentali stabiliti in sede a Lobbies e Baronie Farmaceutiche, di Dottori e dii Governi loro complici, i quali anelano ad un essere umano simile ad un robottino privo di ogni singulto di libertà individuale castrandogli l`esternazione dei normali umori e reazioni propri dell`esistenza.

Scritto questo passiamo ai farmaci equivalenti: la piu` grande truffa legalizzata, di stampo tipicamente Italiano. Bene i farmaci equivalenti, che tra l`altro vengono praticamente imposti in Farmacia, per la loro stragrande maggioranza vengono prodotti in assenza di controlli sanitari su tutta la filiera di progettazione, produzione e distribuzione e, spesso e volentieri, vengono cambiati i principi attivi e le loro pesature, a discapito della salute pubblica. Senza contare che vengono prodotti in Paesi ove lo sfruttamento minorile e non solo è imperativo!
Le Baronie della Farmacologia, supportate dai Governi Occidentali Cristiani ipocriti, ben conosciamo la loro efferatezza capitalistica a discapito non solo della salute degl`Occidentali, privano di farmaci i bisognosi del Terzo Mondo e delle classi deboli, per mere motivazioni economiche e di logiche di mercato.

Ma la cosa più grave è l`incessante bombardamento mediatico in materia, il quale è addirittura arrivato a spiegare durante i Telegiornali Nazionali in prime time, che siamo un popolo di depressi, spingendoci a farci visitare ed ad assumere farmacologie miracolose; mi assomiglia tanto ai tempi di quando gli stregoni con i loro carri, viaggiando di paese in paese, vendevano pozioni magiche facendo leva sull`ignoranza e credulità popolare.

A proposito, non ho ancora visto casi di guarigione di malattie invalidanti tipo depressione o degenerazioni psichiatriche e psicologiche, di malattie come il cancro-tumore-aids, di sindromi varie gravi, di ipertensione, d`asma bronchiale ed allergia, giusto per citarne le più conosciute. Si giusto qualche forma leggera o benigna ed ovviamente i miracoli di rito.
E pensare che la ricerca medica è progredita a tal punto da poter praticamente debellare ogni male, ma ahimè il male non fa business….

Chi scrive è in tri-terapia farmacologica salvavita da sei anni, d`asma ed allergia perenne dalla nascita, ed attinge le sue informazioni da persone integerrime all`interno del Comparto Medico e Famacologico, oltre a scrivere per esperienza.

Oh Mio Dio, pensa solo se tutte le Religioni potessero vivere pacificamente ed integrarsi amorevolmente, vivendo in tolleranza sotto un unico cielo…..

Oh Mio Dio, pensa solo se tutte le Religioni potessero vivere pacificamente ed integrarsi amorevolmente, vivendo in tolleranza sotto un unico cielo…..

non sono in grado di accertare l`esistenza/presenza di un Dio Universale Creatore, ne tanto meno di escluderla.

Credo che come tutti gl`umani sento profondamente le necessità mistico/spirituali e, dopo aver frequentato/praticato le principali Dottrine e tradizioni trascendentali meditative, aver studiato le mitologiche religioni dallo Zoroastrismo in poi, aver letto dei Vangeli (Apocrifi inclusi)e delle Bibbie, aver studiato la storia delle nostre civiltà, mi assale sempre più  il dubbio della Sua Esistenza intesa come viene tipicamente raffigurato.

Trascendendo dalla mitologia e dall`umana ignoranza credo che noi umani abbiamo “inventato” al principio la Divinità, al fine di assicurare le nostre pene umane ad un Giudizio Superiore e sopperire alle nostre paure dell`infinito universale, con linguaggi incastonati in un determinato step della nostra civiltà.

L`interpretazione, trasformazione e traduzione utilizzate nel corso dei millenni di questo principio ci si è allontanati esponenzialmente dal senso mistico/spirituale primitivo, aggiustandolo solo per accentuare le depravazioni umane di dominio/controllo e plagio.

Il problema reale della nostra umanità è dell`interpretazione, ammesso e non concesso della Sua Esistenza, del significato di Dio e del Divino, concettualmente diversi.

Se un`Entità fosse il nostro Creatore ed avesse instillato in noi i principi d`integrità e le regole universali e terrestri, o ha errato in qualcosa oppure la nostre indole ci ha fatto scostare dalle leggi e cicli naturali, in quanto esseri “pensanti”.
Anche se accettassimo gl`opposti come parte integrante, il bene ed il male, è decisamente una prerogativa umana in quanto pensante, in natura e nell`universo non esiste, quest`ultime obbediscono a leggi proprie.
Se in seguito valutassimo il fatto che siamo stati creati a Sua Immagine e Somiglianza, comprenderete che i dubbi aumentano esponenzialmente.

E`innegabile la presenza divina, termine distante da Dio, anche se il tumultuoso percorso della nostra civiltà e le leggi sociali che si è data, ha dato naturalmente imprimatur prevalentemente ad una forma mentis materiale a discapito della crescita mistico/spirituale, di fatto depauperandoci dei sensi e strumenti relativi.

Dunque se le nostre religioni attuali pescano in dottrine antichissime, le quali a loro volta ripescano in primitive e pagane forme Divine, risulta difficile dar credito ad una piuttosto che ad un`altra, sebbene si possa intendere come evoluzione della consapevolezza Divina; ma non è cosi`.
Teniamo conto, giusto per amore della discussione, che tolto due festività, le altre pescano nel Pagano.
Pensa solo se tutte queste Religioni potessero vivere pacificamente ed integrarsi amorevolmente, vivendo in tolleranza sotto un unico cielo…..

L`atto di Fede e l`Evangelizzazione sono strumenti inseriti recentemente ed utilizzati per crociate, guerre, potere, controllo/dominio, plagio. Credo che Dio, dal momento che gli assomigliamo, non abbia proprio pensato a questo per l`umanità….

Si, va bene, le Religioni sono collante umano, nate per addomestica l`indole animalesca, incivile e “babiloneggiante” umana; tanto quanto pero` l`arena romana, Dio dov`è in questo?

Quindi in tutte le Religioni si “ciancia” di amore, perdono, tolleranza, fratellanza, comunione, integrazione, carità;
tolto pochissimi coerenti seguaci, la realtà concreta dei fatti mi indica esattamente l`incontrario e cioè che i loro seguaci non seguono assolutamente i principi, coprendo le stesse almeno il 75% della popolazione planetaria; anzi, in none del loro Dio, qualunque Egli sia, conducono, tra loro stessi, guerre, rivoluzioni, pulizie etniche, affamano ed assetano intieri Popoli. Dio dov`è in questo?

E` percepibile che la nostra umanità si stia incamminando lentamente verso una maggiore consapevolezza mistico/spirituale, mi auguro solo che lentamente ci si consapevolizzi anche del fatto che, nonostante tutto, non abbiamo alcun strumento interiore/esteriore atto alla semplice conoscenza universale, di fatto ignorando praticamente il tutto ed il nulla……

Oh Mio Dio, pensa solo se tutte le Religioni potessero vivere pacificamente ed integrarsi amorevolmente, vivendo in tolleranza sotto un unico cielo…..

Oh Mio Dio, pensa solo se tutte le Religioni potessero vivere pacificamente ed integrarsi amorevolmente, vivendo in tolleranza sotto un unico cielo…..

non sono in grado di accertare l`esistenza/presenza di un Dio Universale Creatore, ne tanto meno di escluderla.

Credo che come tutti gl`umani sento profondamente le necessità mistico/spirituali e, dopo aver frequentato/praticato le principali Dottrine e tradizioni trascendentali meditative, aver studiato le mitologiche religioni dallo Zoroastrismo in poi, aver letto dei Vangeli (Apocrifi inclusi)e delle Bibbie, aver studiato la storia delle nostre civiltà, mi assale sempre più  il dubbio della Sua Esistenza intesa come viene tipicamente raffigurato.

Trascendendo dalla mitologia e dall`umana ignoranza credo che noi umani abbiamo “inventato” al principio la Divinità, al fine di assicurare le nostre pene umane ad un Giudizio Superiore e sopperire alle nostre paure dell`infinito universale, con linguaggi incastonati in un determinato step della nostra civiltà.

L`interpretazione, trasformazione e traduzione utilizzate nel corso dei millenni di questo principio ci si è allontanati esponenzialmente dal senso mistico/spirituale primitivo, aggiustandolo solo per accentuare le depravazioni umane di dominio/controllo e plagio.

Il problema reale della nostra umanità è dell`interpretazione, ammesso e non concesso della Sua Esistenza, del significato di Dio e del Divino, concettualmente diversi.

Se un`Entità fosse il nostro Creatore ed avesse instillato in noi i principi d`integrità e le regole universali e terrestri, o ha errato in qualcosa oppure la nostre indole ci ha fatto scostare dalle leggi e cicli naturali, in quanto esseri “pensanti”.
Anche se accettassimo gl`opposti come parte integrante, il bene ed il male, è decisamente una prerogativa umana in quanto pensante, in natura e nell`universo non esiste, quest`ultime obbediscono a leggi proprie.
Se in seguito valutassimo il fatto che siamo stati creati a Sua Immagine e Somiglianza, comprenderete che i dubbi aumentano esponenzialmente.

E`innegabile la presenza divina, termine distante da Dio, anche se il tumultuoso percorso della nostra civiltà e le leggi sociali che si è data, ha dato naturalmente imprimatur prevalentemente ad una forma mentis materiale a discapito della crescita mistico/spirituale, di fatto depauperandoci dei sensi e strumenti relativi.

Dunque se le nostre religioni attuali pescano in dottrine antichissime, le quali a loro volta ripescano in primitive e pagane forme Divine, risulta difficile dar credito ad una piuttosto che ad un`altra, sebbene si possa intendere come evoluzione della consapevolezza Divina; ma non è cosi`.
Teniamo conto, giusto per amore della discussione, che tolto due festività, le altre pescano nel Pagano.
Pensa solo se tutte queste Religioni potessero vivere pacificamente ed integrarsi amorevolmente, vivendo in tolleranza sotto un unico cielo…..

L`atto di Fede e l`Evangelizzazione sono strumenti inseriti recentemente ed utilizzati per crociate, guerre, potere, controllo/dominio, plagio. Credo che Dio, dal momento che gli assomigliamo, non abbia proprio pensato a questo per l`umanità….

Si, va bene, le Religioni sono collante umano, nate per addomestica l`indole animalesca, incivile e “babiloneggiante” umana; tanto quanto pero` l`arena romana, Dio dov`è in questo?

Quindi in tutte le Religioni si “ciancia” di amore, perdono, tolleranza, fratellanza, comunione, integrazione, carità;
tolto pochissimi coerenti seguaci, la realtà concreta dei fatti mi indica esattamente l`incontrario e cioè che i loro seguaci non seguono assolutamente i principi, coprendo le stesse almeno il 75% della popolazione planetaria; anzi, in none del loro Dio, qualunque Egli sia, conducono, tra loro stessi, guerre, rivoluzioni, pulizie etniche, affamano ed assetano intieri Popoli. Dio dov`è in questo?

E` percepibile che la nostra umanità si stia incamminando lentamente verso una maggiore consapevolezza mistico/spirituale, mi auguro solo che lentamente ci si consapevolizzi anche del fatto che, nonostante tutto, non abbiamo alcun strumento interiore/esteriore atto alla semplice conoscenza universale, di fatto ignorando praticamente il tutto ed il nulla……

dei rapporti interpersonali, dei metri di giudizio e dei comportamenti

dei rapporti interpersonali, dei metri di giudizio e dei comportamenti

sebbene l`analisi richiederebbe di considerare inoltre aspetti culturali personali ideologici/teologici, lo storico familiare, la provenienza geografica al fine di considerare le fisime del tal popolo o dell`altro a seconda della struttura e provenienza geo-storica-ambientale, eventuali patologie psicologiche e/o psichiatriche, gl`ambienti principali e micro-ambienti sociali vissuti, i plagi/credenze con i quali si è cresciuti e via discorrendo, credo si possa procedere sinteticamente come segue:

Premessa a che servono queste analisi, delle quali per altro ho già più `che abbondantemente scritto, insieme a tanti altri sociologi, psicologi, etc, certamente più qualificati del sottoscritto?
Semplice, a cercare di trovare degl`equilibri nei nostri rapporti inter-personali, nettamente più puri possibili e tollerabili.

Il primo grande errore che si commette in un rapporto di qualsiasi ordine e grado è il rappresentare il proprio psico-dramma investendo il nostro partner di riferimento, sciorinando di ogni, investendolo. Si dovrebbe trasformare ciò in un narrativo a puntate col dovuto pathos al fine di non creare, spesso subdole leve della sfera affettiva e creare di fatto un immagine reciproca plumbea che offusca l`essenza della propria persona.

Il secondo grande errore è il proiettare le proprie aspettative di qualsiasi ordine e grado al partner di riferimento, costruendo attorno a lui una nostra propria immagine, di fatto cancellando, le proprietà intrinseche e peculiari del nostro partner. Scevri dai plagi psico-sociali-familiari, bisognerebbe accettare consapevolmente l`integrità del nostro partner, eviterebbe risvegli amari, per i quali l`unica vera colpa è nostra.
Non possiamo vedere in una donna la principessa ed in un uomo il principe in una realtà nostra parallela, quando la concretezza della realtà ha di fronte persone di fatto esponenzialmente e diametralmente opposte.
Non siamo Dio per cambiare le persone a nostra immagine e somiglianza e per soddisfare i nostri bisogni interiori ed esteriori, oltre al fatto che s`annulla la personalità del nostro partner.

Il terzo grande errore consiste nell`appioppare un giudizio sintetico e frettoloso del partner, senza pero` aver prima soppesato attentamente i contesti nei quali s`interagisce siano essi personali, ambientali, familiari, professionali, temporanei.
Non sempre causa-effetto è un sistema di giudizio perfetto, è lacunoso e spesso porta a prendere megagalattici abbagli.

Il quarto grande errore è il non riconoscere consapevolmente la nostra mentalità e le sue origini, e non aver consapevolezza della portata del nostro Giudice Interiore che censura a destra ed a manca, e la portata del nostro Bambino Interiore, vanifica completamente la capacità e metro di giudizio.
In buona sostanza se non conosciamo noi stessi fin nei remoti angoli bui del nostro essere, non saremo mai in grado di conoscere il nostro partner.

Il quinto grande errore è il credere che l`empatia, l`enfasi, la sospensione atemporale e l`intesa creatasi nei primi incontri possa essere preludio di un rapporto sano e duraturo.
I nostri corpi obbediscono a leggi chimiche ben precise che pescano nei nostri dna ancestrali, seguendo precisi scanning di ricerca riproduttivi, da noi letti come danza del corteggiamento.

Il sesto grande errore e forse anche il più grave è il non pensare ad un rapporto come ad uno stimolo di continua evoluzione intima personale all`interno della coppia, ed a ritenere che sia il partner a dover sostenere l`incarico di “guarirci” dai nostri problemi e conflitti interiori.

Il giusto equilibrio tra psiche, eros, anima, logos, ratio è la “medicina”!

dei rapporti interpersonali, dei metri di giudizio e dei comportamenti

dei rapporti interpersonali, dei metri di giudizio e dei comportamenti

sebbene l`analisi richiederebbe di considerare inoltre aspetti culturali personali ideologici/teologici, lo storico familiare, la provenienza geografica al fine di considerare le fisime del tal popolo o dell`altro a seconda della struttura e provenienza geo-storica-ambientale, eventuali patologie psicologiche e/o psichiatriche, gl`ambienti principali e micro-ambienti sociali vissuti, i plagi/credenze con i quali si è cresciuti e via discorrendo, credo si possa procedere sinteticamente come segue:

Premessa a che servono queste analisi, delle quali per altro ho già più `che abbondantemente scritto, insieme a tanti altri sociologi, psicologi, etc, certamente più qualificati del sottoscritto?
Semplice, a cercare di trovare degl`equilibri nei nostri rapporti inter-personali, nettamente più puri possibili e tollerabili.

Il primo grande errore che si commette in un rapporto di qualsiasi ordine e grado è il rappresentare il proprio psico-dramma investendo il nostro partner di riferimento, sciorinando di ogni, investendolo. Si dovrebbe trasformare ciò in un narrativo a puntate col dovuto pathos al fine di non creare, spesso subdole leve della sfera affettiva e creare di fatto un immagine reciproca plumbea che offusca l`essenza della propria persona.

Il secondo grande errore è il proiettare le proprie aspettative di qualsiasi ordine e grado al partner di riferimento, costruendo attorno a lui una nostra propria immagine, di fatto cancellando, le proprietà intrinseche e peculiari del nostro partner. Scevri dai plagi psico-sociali-familiari, bisognerebbe accettare consapevolmente l`integrità del nostro partner, eviterebbe risvegli amari, per i quali l`unica vera colpa è nostra.
Non possiamo vedere in una donna la principessa ed in un uomo il principe in una realtà nostra parallela, quando la concretezza della realtà ha di fronte persone di fatto esponenzialmente e diametralmente opposte.
Non siamo Dio per cambiare le persone a nostra immagine e somiglianza e per soddisfare i nostri bisogni interiori ed esteriori, oltre al fatto che s`annulla la personalità del nostro partner.

Il terzo grande errore consiste nell`appioppare un giudizio sintetico e frettoloso del partner, senza pero` aver prima soppesato attentamente i contesti nei quali s`interagisce siano essi personali, ambientali, familiari, professionali, temporanei.
Non sempre causa-effetto è un sistema di giudizio perfetto, è lacunoso e spesso porta a prendere megagalattici abbagli.

Il quarto grande errore è il non riconoscere consapevolmente la nostra mentalità e le sue origini, e non aver consapevolezza della portata del nostro Giudice Interiore che censura a destra ed a manca, e la portata del nostro Bambino Interiore, vanifica completamente la capacità e metro di giudizio.
In buona sostanza se non conosciamo noi stessi fin nei remoti angoli bui del nostro essere, non saremo mai in grado di conoscere il nostro partner.

Il quinto grande errore è il credere che l`empatia, l`enfasi, la sospensione atemporale e l`intesa creatasi nei primi incontri possa essere preludio di un rapporto sano e duraturo.
I nostri corpi obbediscono a leggi chimiche ben precise che pescano nei nostri dna ancestrali, seguendo precisi scanning di ricerca riproduttivi, da noi letti come danza del corteggiamento.

Il sesto grande errore e forse anche il più grave è il non pensare ad un rapporto come ad uno stimolo di continua evoluzione intima personale all`interno della coppia, ed a ritenere che sia il partner a dover sostenere l`incarico di “guarirci” dai nostri problemi e conflitti interiori.

Il giusto equilibrio tra psiche, eros, anima, logos, ratio è la “medicina”!

Analisi Logistico/organizzativo delle Imprese Italiane Parte III (ed ultima)

Analisi Logistico/organizzativo delle Imprese Italiane Parte III (ed ultima)

Riprendendo la discussione dai miei due post precedenti “analisi logistico/organizzativo delle Imprese Italiane Parte I e II”, analizziamo la quintessenza dell`Organizzazione Integrata Aziendale, partendo dalla linea guida di massima ratio per eccellenza:

“CHI FA COSA, DOVE, COME, QUANDO E PERCHÈ”

Sembrerebbe il Festival dell`Ovvietà, ma non è assolutamente cosi, tutt`altro.

Questa semplice sequenza interrogativa racchiude l`Abc dell`Imprenditoria di successo, ed è senza ombra di dubbio, base per le certificazioni di sistema, di qualità e prodotto piu`ambite.

E`di importanza capitale lo stilare un flow-chart inter-relazionale in/out basandosi su queste semplici domande, partendo dall`operaio, al reparto, all`unità produttiva, all`insediamento produttivo distaccato, all`ufficio Tecnico, all`ufficio acquisti, all`ufficio commerciale, all`ufficio logistica, all`ufficio qualità/controllo, all`ufficio, all`ufficio amministrativo, all`ufficio Presidenziale, estendendolo ai dislocamenti produttivi e d`assemblaggio, ai Fornitori, ai Clienti, rendendo inoltre come entità fisica codificabile lo stesso nucleo aziendale nel contesto locale, nazionale ed internazionale, naturalmente codificando tutti i passaggi all`interno della codifica materiali, dei flussi di prodotti semi-lavorati, finiti ed assemblati, ai flussi cartacei, ed all`interno del piano dei conti.

Non produrre siffatta organizzazione vanifica completamente l`esattezza dei dati di contabilità industriale, conto economico ed ovviamente di bilancio, senza contare che non si potranno avere attendibili forecasting decisionali di prodotto, cash-flow, roi, di marketing ed insieme aziendali; la non adozione di un sistema di questo genere organizzativo penalizza la competitività aziendale ed è ulteriore fonte di costi passivi.

Non è un gioco da ragazzi neo-laureati o da consumati manager o consulenti super-pagati, ma da professionisti che hanno vissuto e praticato ogni singola azione del ciclo aziendale, supportandosi con continua formazione.

E` sufficiente un professionista serio con comprovata esperienza, con mentalità aperta e visione a 360°, coadiuvato da un giovane ingegnere informatico smanettone che traduca in database relazionali quanto sopra descritto, ed il gioco è fatto.

Voi potrete amministrare in tempo reale qualsiasi attività commerciale o produttiva di qualsiasi ordine e grado, partendo dal negozio di scarpe con tre dipendenti all`azienda dell`elettromeccanica complessa con 10 stabilimenti dislocati sul pianeta e 20.000 dipendenti, alla Gestione di uno Stato nel suo insieme.

Spendo l`ultima considerazione nell`invitare l`imprenditoria Italiana ad amministrare le proprie attività col cash, anziché accedere continuamente e superfluamente al credito finanziario, se non ovviamente per avviamento attività ma dev`essere ammortizzabile sul conto economico in due anni e non di piu`; in  media si alleggerirebbero di 10 punti percentuali negl`oneri passivi, che tradotto su di un fatturato di 100milioni è una bella cifra da poter utilizzare per la riorganizzazione e ristrutturazione aziendale, investimenti strutturali e di  marketing, o per supportare le Onlus che si prodigano verso i deboli, o piu`semplicemente acquistare una barca per farci il giro del mondo…de gustibus et decoloribus non disputandum est!

Certo è che se continuiamo ad usare i computer, stile cerebroleso, come se fossero dei pallottolieri e macchine da scrivere, ragazzi miei non andrete da nessuna parte e fallirete miseramente, come ahimè si sta già verificando nell`imprenditoria di prima e seconda generazione…speriamo nella terza!

Meditate, parola di ex dirigente ed imprenditore!

Analisi Logistico/organizzativo delle Imprese Italiane Parte III (ed ultima)

Analisi Logistico/organizzativo delle Imprese Italiane Parte III (ed ultima)

Riprendendo la discussione dai miei due post precedenti “analisi logistico/organizzativo delle Imprese Italiane Parte I e II”, analizziamo la quintessenza dell`Organizzazione Integrata Aziendale, partendo dalla linea guida di massima ratio per eccellenza:

“CHI FA COSA, DOVE, COME, QUANDO E PERCHÈ”

Sembrerebbe il Festival dell`Ovvietà, ma non è assolutamente cosi, tutt`altro.

Questa semplice sequenza interrogativa racchiude l`Abc dell`Imprenditoria di successo, ed è senza ombra di dubbio, base per le certificazioni di sistema, di qualità e prodotto piu`ambite.

E`di importanza capitale lo stilare un flow-chart inter-relazionale in/out basandosi su queste semplici domande, partendo dall`operaio, al reparto, all`unità produttiva, all`insediamento produttivo distaccato, all`ufficio Tecnico, all`ufficio acquisti, all`ufficio commerciale, all`ufficio logistica, all`ufficio qualità/controllo, all`ufficio, all`ufficio amministrativo, all`ufficio Presidenziale, estendendolo ai dislocamenti produttivi e d`assemblaggio, ai Fornitori, ai Clienti, rendendo inoltre come entità fisica codificabile lo stesso nucleo aziendale nel contesto locale, nazionale ed internazionale, naturalmente codificando tutti i passaggi all`interno della codifica materiali, dei flussi di prodotti semi-lavorati, finiti ed assemblati, ai flussi cartacei, ed all`interno del piano dei conti.

Non produrre siffatta organizzazione vanifica completamente l`esattezza dei dati di contabilità industriale, conto economico ed ovviamente di bilancio, senza contare che non si potranno avere attendibili forecasting decisionali di prodotto, cash-flow, roi, di marketing ed insieme aziendali; la non adozione di un sistema di questo genere organizzativo penalizza la competitività aziendale ed è ulteriore fonte di costi passivi.

Non è un gioco da ragazzi neo-laureati o da consumati manager o consulenti super-pagati, ma da professionisti che hanno vissuto e praticato ogni singola azione del ciclo aziendale, supportandosi con continua formazione.

E` sufficiente un professionista serio con comprovata esperienza, con mentalità aperta e visione a 360°, coadiuvato da un giovane ingegnere informatico smanettone che traduca in database relazionali quanto sopra descritto, ed il gioco è fatto.

Voi potrete amministrare in tempo reale qualsiasi attività commerciale o produttiva di qualsiasi ordine e grado, partendo dal negozio di scarpe con tre dipendenti all`azienda dell`elettromeccanica complessa con 10 stabilimenti dislocati sul pianeta e 20.000 dipendenti, alla Gestione di uno Stato nel suo insieme.

Spendo l`ultima considerazione nell`invitare l`imprenditoria Italiana ad amministrare le proprie attività col cash, anziché accedere continuamente e superfluamente al credito finanziario, se non ovviamente per avviamento attività ma dev`essere ammortizzabile sul conto economico in due anni e non di piu`; in  media si alleggerirebbero di 10 punti percentuali negl`oneri passivi, che tradotto su di un fatturato di 100milioni è una bella cifra da poter utilizzare per la riorganizzazione e ristrutturazione aziendale, investimenti strutturali e di  marketing, o per supportare le Onlus che si prodigano verso i deboli, o piu`semplicemente acquistare una barca per farci il giro del mondo…de gustibus et decoloribus non disputandum est!

Certo è che se continuiamo ad usare i computer, stile cerebroleso, come se fossero dei pallottolieri e macchine da scrivere, ragazzi miei non andrete da nessuna parte e fallirete miseramente, come ahimè si sta già verificando nell`imprenditoria di prima e seconda generazione…speriamo nella terza!

Meditate, parola di ex dirigente ed imprenditore!

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