as you know I am not a believer in the traditional way Western Christian, but I pray like all human beings their God / Gods Spiritual / s. In recent years I have him so pissed that lately, is giving me slowly, at least the chance of survival. To find the love I just need not only a miracle, but a complete conjunction of all parallel universes … it’s a start, after dark!

come sapete non sono credente nel modo classico cristiano occidentale, ma prego come tutti gli esseri umani il mio proprio Dio/Dei Spirituale/i. Negli ultimi anni devo avergli talmente rotto le palle, che ultimamente, lentamente mi sta concedendo, per lo meno la possibilità di sopravvivenza. Per trovare l’amore avrei proprio bisogno non solo di un miracolo, ma di una completa congiunzione di tutti gli universi paralleli…è già un inizio, dopo la oscurità!

as you know I am not a believer in the traditional way Western Christian, but I pray like all human beings their God / Gods Spiritual / s. In recent years I have him so pissed that lately, is giving me slowly, at least the chance of survival. To find the love I just need not only a miracle, but a complete conjunction of all parallel universes … it's a start, after dark!

come sapete non sono credente nel modo classico cristiano occidentale, ma prego come tutti gli esseri umani il mio proprio Dio/Dei Spirituale/i. Negli ultimi anni devo avergli talmente rotto le palle, che ultimamente, lentamente mi sta concedendo, per lo meno la possibilità di sopravvivenza. Per trovare l'amore avrei proprio bisogno non solo di un miracolo, ma di una completa congiunzione di tutti gli universi paralleli…è già un inizio, dopo la oscurità!

UN FANTASTICO DISCORSO ALLA NAZIONE DA PARTE DEL MINISTRO AUSTRALIANO PETER COSTELLO !

Premetto che non conosco la fonte di questo scritto, tanto quanto se corrisponda a realtà; qualora fosse vera, ad ogni modo ne condivido pienamente l’ideologia, fermo restando che, ed è mia personale opinione, che l’immigrazione dovrebbe essere fonte di arricchimento culturale, ma, nella fatti specie in Italia, risulta essere deleteria per la Nazione, e, le evidenze, sono sotto i nostri occhi, ogni santo giorno! Non dimentichiamoci ad ogni modo che, quando fummo noi Italiani emigranti, ne combinammo di ogni, alimentando nel mondo il preconcetto: pizza, spaghetti, mafia e mandolino!

UN FANTASTICO DISCORSO ALLA NAZIONE DA PARTE DEL MINISTRO AUSTRALIANO PETER COSTELLO !

Non sono contrario all’immigrazione e non ho niente contro coloro che cercano una vita migliore venendo in Australia.

Tuttavia ci sono questioni che coloro che recentemente sono arrivati nel nostro Paese e, a quanto sembra, anche qualcuno dei nostri concittadini nati qui, devono capire.

L’idea che l’Australia deve essere una comunità multiculturale è servita soltanto a dissolvere la nostra sovranità ed il sentimento di identità nazionale.

Come australiani, abbiamo la nostra cultura, la nostra società, la nostra lingua ed il nostro modo di vivere. Questa cultura è nata e cresciuta durante più di due secoli di lotte, processi e vittorie da parte dei milioni di uomini e donne che hanno cercato la libertà di questo Paese.

Noi parliamo l’inglese, non il libanese, l’arabo, il cinese, il giapponese, il russo o qualsiasi altra lingua. Perciò, se desiderate far parte della nostra società, imparate la lingua! La maggioranza degli australiani crede in Dio. Non si tratta soltanto di un affare privato di qualche cristiano fondamentalista di destra, ma vi è un dato di fatto certo ed incontrovertibile: uomini e donne cristiani hanno fondato questa nazione su principi cristiani, ed è chiaramente documentato nella nostra storia e dovrebbe essere scritto sui muri delle nostre scuole.

Se il nostro Dio vi offende, allora vi consiglio di prendere in considerazione la decisione di scegliere un’altra parte del mondo per mettere su casa, perché Dio è parte della nostra cultura. Accetteremo le vostre opinioni religiose, e non vi faremo domande, però daremo per scontato che anche voi accettiate le nostre e cercherete di vivere in pace ed armonia con noi. Se la Croce vi offende, o vi molesta, o non vi piace, allora dovrete pensare seriamente di andarvene da qualche altra parte. Siamo orgogliosi della nostra cultura e non pensiamo minimamente di cambiarla, ed i problemi del vostro paese di origine non devono essere trasferiti sul nostro.

Cercate di capire che potete praticare la vostra cultura, ma non dovete assolutamente obbligare gli altri a farlo.

Questo è il nostro Paese, la nostra terra, il nostro modo di vivere vi offriamo la possibilità di viverci al meglio. Ma se voi cominciate a lamentarvi, a piagnucolare, e non accettate la nostra bandiera, il nostro giuramento, i nostri impegni, le nostre credenze cristiane, o il nostro modo di vivere, vi dico con la massima franchezza che potete far uso di questa nostra grande libertà di cui godiamo in Australia: il diritto di andarvene.

Se non siete felici qui, allora andatevene.

Nessuno vi ha obbligato a venire nel nostro Paese. Voi avete chiesto di vivere qui: ed allora accettate il Paese che avete scelto. Se non lo fate, andatevene!

Vi abbiamo accolto aprendo le porte del nostro paese; se non volete essere cittadini come tutti in questo paese, allora tornate al Paese da cui siete partiti!

Questo è il dovere di ogni nazione.

Questo è il dovere di ogni immigrato.

UN FANTASTICO DISCORSO ALLA NAZIONE DA PARTE DEL MINISTRO AUSTRALIANO PETER COSTELLO !

Premetto che non conosco la fonte di questo scritto, tanto quanto se corrisponda a realtà; qualora fosse vera, ad ogni modo ne condivido pienamente l’ideologia, fermo restando che, ed è mia personale opinione, che l’immigrazione dovrebbe essere fonte di arricchimento culturale, ma, nella fatti specie in Italia, risulta essere deleteria per la Nazione, e, le evidenze, sono sotto i nostri occhi, ogni santo giorno! Non dimentichiamoci ad ogni modo che, quando fummo noi Italiani emigranti, ne combinammo di ogni, alimentando nel mondo il preconcetto: pizza, spaghetti, mafia e mandolino!

UN FANTASTICO DISCORSO ALLA NAZIONE DA PARTE DEL MINISTRO AUSTRALIANO PETER COSTELLO !

Non sono contrario all’immigrazione e non ho niente contro coloro che cercano una vita migliore venendo in Australia.

Tuttavia ci sono questioni che coloro che recentemente sono arrivati nel nostro Paese e, a quanto sembra, anche qualcuno dei nostri concittadini nati qui, devono capire.

L’idea che l’Australia deve essere una comunità multiculturale è servita soltanto a dissolvere la nostra sovranità ed il sentimento di identità nazionale.

Come australiani, abbiamo la nostra cultura, la nostra società, la nostra lingua ed il nostro modo di vivere. Questa cultura è nata e cresciuta durante più di due secoli di lotte, processi e vittorie da parte dei milioni di uomini e donne che hanno cercato la libertà di questo Paese.

Noi parliamo l’inglese, non il libanese, l’arabo, il cinese, il giapponese, il russo o qualsiasi altra lingua. Perciò, se desiderate far parte della nostra società, imparate la lingua! La maggioranza degli australiani crede in Dio. Non si tratta soltanto di un affare privato di qualche cristiano fondamentalista di destra, ma vi è un dato di fatto certo ed incontrovertibile: uomini e donne cristiani hanno fondato questa nazione su principi cristiani, ed è chiaramente documentato nella nostra storia e dovrebbe essere scritto sui muri delle nostre scuole.

Se il nostro Dio vi offende, allora vi consiglio di prendere in considerazione la decisione di scegliere un’altra parte del mondo per mettere su casa, perché Dio è parte della nostra cultura. Accetteremo le vostre opinioni religiose, e non vi faremo domande, però daremo per scontato che anche voi accettiate le nostre e cercherete di vivere in pace ed armonia con noi. Se la Croce vi offende, o vi molesta, o non vi piace, allora dovrete pensare seriamente di andarvene da qualche altra parte. Siamo orgogliosi della nostra cultura e non pensiamo minimamente di cambiarla, ed i problemi del vostro paese di origine non devono essere trasferiti sul nostro.

Cercate di capire che potete praticare la vostra cultura, ma non dovete assolutamente obbligare gli altri a farlo.

Questo è il nostro Paese, la nostra terra, il nostro modo di vivere vi offriamo la possibilità di viverci al meglio. Ma se voi cominciate a lamentarvi, a piagnucolare, e non accettate la nostra bandiera, il nostro giuramento, i nostri impegni, le nostre credenze cristiane, o il nostro modo di vivere, vi dico con la massima franchezza che potete far uso di questa nostra grande libertà di cui godiamo in Australia: il diritto di andarvene.

Se non siete felici qui, allora andatevene.

Nessuno vi ha obbligato a venire nel nostro Paese. Voi avete chiesto di vivere qui: ed allora accettate il Paese che avete scelto. Se non lo fate, andatevene!

Vi abbiamo accolto aprendo le porte del nostro paese; se non volete essere cittadini come tutti in questo paese, allora tornate al Paese da cui siete partiti!

Questo è il dovere di ogni nazione.

Questo è il dovere di ogni immigrato.

Italy view from abroad

Italy view from abroad
when you live in Italy, you get used to almost anything living in symbiosis conditioning with a social, religious and political, which dominates after the war to date, even accepting the same reality as the only existing and possible. He even goes so far as to love this situation in the grip of Stockholm Syndrome.
A situation that over the last 50 years has, raped, dismembered, raped, amassed, and destroyed the cultural identity of our country.

When you live abroad, we become aware with anxiety and fear of what this work of destruction, it has now deserted our beautiful country.

L’Italia vista dall’estero

L’Italia vista dall’estero
quando si vive in Italia ahimè ci si assuefà praticamente a tutto vivendo in simbiosi condizionata con una realtà sociale, religiosa e politica, che spadroneggia dal dopo guerra ad oggi, financo accettando la stessa realtà come unica esistente e possibile. Addirittura si arriva persino ad amare questa situazione in preda alla Sindrome di Stoccolma.
Una situazione che nel corso degl’ultimi 50 anni ha violentato, squartato, stuprato, massificato, distrutto, l’identità culturale del nostro Paese.

Quando si vive all’Estero, ci si rende consapevoli con angoscia e terrore di quanto quest’opera di distruzione, abbia oramai desertificato il nostro fu Bel Paese.

The inconsistency of revolutions

The inconsistency of revolutions
any evidence of self-determination in the management of oneself is always found to bankruptcy from every point of view. The main cause is the lack of education and literacy of the people, which, once started the revolution against the tyranny of the moment, copy it, albeit with variations on the theme, the pyramidal architecture, defragmenting itself intellectually.

I hope there is a new global revolution, which arises spontaneously and is no longer fragmented, but above all has as its main objective, the establishment of a new social architecture that can respond fully to the greek word: democracy.

A revolution that starts from the awareness that there are other possible social architecture, certainly not perfect, but certainly better than those appearing in the scenario of the history of our civilization.

L’inconsistenza delle rivoluzioni

L’inconsistenza delle rivoluzioni
qualsiasi prova di autodeterminazione dei popoli nella gestione di se stessi è sempre risultata fallimentare sotto ogni punto di vista. La causa principale risiede nella scarsa alfabetizzazione e scolarizzazione dei popoli, i quali, una volta iniziata la rivoluzione contro la tirannia di turno, ne copiano, seppur con variazioni sul tema, la architettura piramidale, deframmentandosi intellettualmente.

Mi auguro vi sia una nuova rivoluzione planetaria, la quale nasca spontanea e che non sia più frammentaria, ma che soprattutto abbia come obbiettivo principale, la costituzione di una nuova architettura sociale, che possa rispondere pienamente al termine greco: democrazia.

Una rivoluzione che parta dalla consapevolezza che sono possibili altre architetture sociali, certamente non perfette, ma senz’altro migliori di quelle apparse nello scenario della storia della nostra civiltà.

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