L’immagine dell’uomo/donna perbene è quella del supino silente accettare il sistema sociale che lo schiavizzano a prescindere dalla sua posizione nell’architettura piramidale. Tutti lo subiamo ma nessuno può/vuole cambiarlo poichè il sistema millenario si nutre dell’ipocrisia bigotta superficiale intellettuale del falso borghesismo consumista materialista. Tutti cerchiamo il distacco da questa realtà al di là dell’umano nella pruriginosa perniciosa concupiscente penombra delle tenebre domestiche; chi si fa di Moet Chandon chi di Tavernello, chi di cocaina chi di colla, chi va a trans chi stupra bambini o chi si prostituisce per appagamento bestiale.
Non ho dipinto l’oggi ma il sempre della nostra umanità; nel corso dei tempi sono cambiate le modalità e gli strumenti ma il succo rimane il medesimo….

FAR AMICIZIA CON L’IMPERFEZIONE DEL MONDO

Alla domanda, che si pone, «che cosa minaccia oggi la democrazia?» Joseph Ratzinger risponde: “C’è innanzitutto la incapacità di fare amicizia con l’imperfezione delle cose umane: il desiderio di assoluto nella storia è il nemico del bene che è nella storia.
L’idea che la storia passata sia stata una storia di non libertà si afferma sempre di più; e che finalmente ora, o tra poco, si potrà o si dovrà costituire la società giusta.
Io penso che noi oggi dobbiamo con ogni decisione chiarirci che né la ragione né la fede promettono, a nessuno di noi, che un giorno ci sarà un mondo perfetto. Esso non esiste.
La sua continua aspettativa, il gioco con la sua possibilità e prossimità, è la minaccia più seria che incombe sulla nostra politica e sulla nostra società, perché di qui insorge fatalmente l’onirismo anarchico. Per la consistenza futura della democrazia pluralistica e per lo sviluppo di una misura umanamente possibile è necessario riapprendere il coraggio di ammettere l’imperfezione ed il continuo stato di pericolo delle cose umane.
Sono morali solo quei programmi politici che suscitano questo coraggio. Immorale è al contrario quell’apparente moralismo che mira ad accontentarsi solo del perfetto. Sarà quindi necessario anche un esame di coscienza nella predicazione morale della Chiesa o vicina alla Chiesa, le cui ipertese esigenze e speranze spingono alla fuga dal piano morale a quello utopico”.

(Joseph Ratzinger, 1986)
Fonte Antonio Socci

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