In Italia quando ti capita una disgrazia familiare ed hai conseguentemente bisogno di appoggio dalle Istituzioni di ogni ordine e grado, vieni catapultato in un mondo parallelo popolato da un sottobosco umano, che pensavi fosse esistente solo nella fervida fantasia di un regista Kafkiano.
Se poi aggiungi che la scena teatrale si svolge in Brianza in un Paese satellite sub-urbano di una grande cittá come Milano, ove il tessuto umano é costituito da contadinotti arricchiti, comprendi come Cristo si sia rifiutato persino di passare da lí.
L´insieme di questa brutturia umana trasuda sporcizia mentale da ogni poro della loro pelle, e, quando ti inter-relazioni con loro, immediatamente ti rendi conto che sono stati lobotomizzati, sostituendo l´intelligenza e l´affetto morale ed i principi morali e civili della nostra antica societá, con linguaggi tecnocratici misti a delirio radical-chic catto-sinistrato borghese parvenu psico-demagogizzato.
Ti risvegli in un girone infernale terrestre dove i vecchi e nuovi deboli vengono letteralmente, selettivamente e chirurgicamente annientati ed a nulla valgono le tue rimostranze.
Questa é l´Italia a piú velocitá ma dove la resistenza di enormi sacche di ignoranza alimenta societá chiuse e grette, laide e sordide, che di fatto trascinano il nostro Paese nel baratro del degrado umano.

Si fa gran confusione tra pedofilia e pederastia. Mentre la pedofilia maschile ma soprattutto femminile diretta od indiretta o da esse indotta è da condannare col taglio del pene e la cucitura della vagina senza anestesia, l’altra culturalmente dall’età ellenico-romana è profusa nella nostra società.
Fa parte del risveglio sessuale adolescenziale sistematico e della noia materialista adulta in cerca disperata di appagamento sessuale confondendolo o sostituendolo con la carenza o l’incapacità di rapporti soddisfacenti paritari.
C’è il marito insoddisfatto che va a trans c’è la moglie che va a “negroni” in tutti i sensi, ed entrambi affascinati dalla purezza angelica della loro distorsione distopica attrattiva del proibito ipocrito bigotto.

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