dagl´anni ´80 abbiamo assistito inermi al cambiamento sociale piú efferato mai vissuto da una societá occidentale. Sebbene sia accaduto in tutto il mondo occidentale, in Italia ha assunto contorni grotteschi e distopici. L´iper-sensibilizzazione alla cultura di una non bene identificata “sicurezza” declinata in ogni qualsiasi settore, sia regolando persino la vita privata, sia i comportamenti sociali e professionali. Un mondo di divieti paradossali che regolano l´insieme delle regole della nostra nuova architettura sociale, le quali sono state rafforzate prima da un inasprimento della tecno-burocrazia-kafkiana-orwelliana trovando basi idonee nella retrograda e mediocre mentalitá baronale sabaudo-borbonica del nostro Paese, per poi essere rinforzata da un sistema di zelanteria Istituzionale, sfociato poi in una vera e propria dittatura.
Tutto ció ha influito sul comportamento psico-sociale dell´individuo, il quale giá depauperato degli strumenti culturali per discernere, attraverso lo smantellamento dell´Istituzione Scolastica, é stato ulteriormente deviato dall´incessante battage mediatico materialistico capitalista, che ha snaturato l´identitá socio-culturale-ambientale del nostro Paese. La distruzione inoltre dell´identitá popolare e culturale attraverso la secolare socialitá tipica del nostro Paese, é stata completamente rasa al suolo dal capitalismo delle grandi multinazionali, che hanno sostituito la Piazza del Paese con il Salone dei Centri Commerciali.
L´ancoraggio ad un eccessivo fanatismo religioso, ben lontano dal vero Messaggio Cristiano, facendo leva sulla credulitá popolare derivata dall´ignoranza, ha alimentato nella popolazione, una sorta di omogeneizzazione del pensiero, facendo si da renderlo innocuo, mansueto e docile, grazie ad un perfetto marketing delle anime e ricatto morale sui sensi di colpa e false morali.
Ne e derivata una societá inetta, incapace di reagire e di pensare autonomamente, lasciando che lo Stato, colluso e mediocre, attraverso i Sacerdoti mediatici, non solo regolino l´opinione pubblica ma si sotituiscano con feroce violenza al buon senso.
Mentre per le generazioni prima della mia e la stessa mia, ció é lampante e lapalissiano, quelle dopo, non hanno alcuna consapevolezza del proprio stato d´essere e d´esistere, di fatto comportandosi esattamente come l´apparato mediatico-statale-religioso impone, emulando di conseguenza i nuovi riferimenti psico-sociali-economici-ambientali-sanitari-scolastici, dove, se qualcuno osa mettere in dubbio, viene immediatamente represso tramite lo stato di polizia e l´ostracizzazione sociale psico-socio-demagogica.
Ció che sta avvenendo nel nostro Paese ai tempi del #coronavirus é il chiaro esempio di una societá inerte e distopica, la quale non ha alcuna chance di riscattare il suo nobile e prestigioso passato culturale, artistico, musicale, architettonico, paesaggistico, sociale………
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