Caro Amico mio,
mi auguro tu stia bene nonostante stiamo vivendo tempi sconcertanti nel delirio distopico della nostra societá, in piena decadenza storico-culturale della civiltá occidentale.
Si certo, noi siamo figli di quella borghesia occidentale, che come unico vantaggio, abbiamo avuto accesso alla cultura ed ad una vita agiata, ma abbiamo pagato profondamente l´abbraccio caloroso protettivo della borghesia. Un mondo settario di intellettualismi usi e propri del mondo occidentale, dove con leggerezza egoica ed egoista, si cercano risposte al nostro malessere occidentale, spesso dimenticando, che a generarlo, é proprio quel mondo gretto e superficiale proprio della borghesia. Quella borghesia che della cultura e del sapere, non ne ha fatto uso per migliorare la condizione umana, ma altresí con sprezzo ha portato avanti il proprio menefreghismo, riempendosi la bocca di radicalismi intellettuali in una mescolanza stucchevole di cattolicesimo, materialismo, spiritualismo superficiale, edonismo, preconcetti e stereotipi.
Pur di alleviare i dolori e sconforti del naturale mal di vivere, ci siamo dati alla conoscenza declinata in tutte le sue offerte dello scibile umano; religioni, teologie, filosofie, alternativismo razionale, e via discorrendo, ma, a nulla é servito, rimaniamo sempre intrappolati in quella melma borghese che é stato il nostro incipit, e, per poi considerare il fatto, che dello scibile umano, si deduce amaramente che l´unica cosa certa che sappiamo, sono le tristi gesta di una civiltá basata per indole e dna, ad attivitá ancestrali di sopravvivenza bestiale. Nessuno, e lo ribadisco con assoluta fermezza, non ha mai dato una risposta, al di lá di ogni ragionevole dubbio, sui perché primari esistenziali.
Tu dirai ma la nostra civiltá ha fatto anche qualcosa di pregio! Si, hai ragione, ma é stato tutto soffocato dalla mediocre e putulante mantenuta ignoranza delle masse popolari, segno inequivocabile del fallimento e conseguente degrado della nostra civiltá, che ci ha portato ad un´insostenibile leggerezza dell´essere, facilmente preda degl´isterismi di un´opinione pubblica planetaria, fomentata dai media del potere, la quale, divisa e disorientata, rappresenta la distopia stessa.
Me ne sono accorto in prima persona durante queste quarantene idiote a causa di un non bene specificato virus, frutto della follia umana a giocare a far Dio oppure semplicemente causato da civiltá con diversi standard igienici e comportamentali, frutto a loro volta di interpretazioni di ideologie politico-sociali da brividi; bene, amico mio, é venuto fuori dagli animi umani il peggio del peggio, anziché pensare al mutuo aiuto ed a sostenerci, i collanti umani fino a qui acquisiti han fallito miseramente in onore del Potere e del Dio Danaro e del profondo egoismo ipocrito bigotto che alberga in ciascuno di noi.
Si certamente ci sono persone, uomini e donne, che han dimostrato esattamente l´incontrario, ma é divenuta oramai “merce” rara.
La nostra generazione é naufragata nel complesso su se stessa, incapace di reagire, di trovare vere alternative, tutti chiusi nel proprio e schiavi dei nostri pensieri ed intellettualismi, figli, ancora una volta di quell´insieme informe Vittoriano-Borghese-Sabaudo-Borbonico-Catto-Fascista-Baronale.
Spero nelle generazioni future di giovani, che traghettino questa delirante umanitá in nuove forme ed architetture sociali eque, volte all´esplorazione vera e propria dell´immensitá sconosciuta dell´universo e di noi stessi, pur consapevole che i giovani del nostro Paese faticheranno piú degl´altri, poiché il degrado sociale raggiunto dal sistema é incalcolabile, e pur di sopravvivere si attaccherá a qualsiasi bassezza.
Noi, probabilmente, compatibilmente con le nostre finanze, l´unica cosa buona e giusta ma soprattutto saggia, sarebbe quella di cedere il passo e di ritirarci come Orsi Polari, assieme agl´inguaribili malesseri sperando che la contemplazione dell´infinito lenisca le nostre ferite e ci prepari al passaggio.
Di una cosa, amico mio, sono fiero ed orgoglioso: a distanza di oramai ben 20 anni dall´inizio della mia tragedia familiare e finanziaria, lentamente raccolgo i frutti, cominciano ad arrivare: <<aveva ragione Lei!>> Magra consolazione tu dirai, ma ne é valsa la pena combattere a pié pari il sistema. Un sistema di mediocri ed ignoranti d´animo avidi ed egoisti, che mi ha infangato, deriso, ridotto in miseria, ignorato, additato, espulso, depredato, ed inflitto ogni qualsiasi tortura, mortificato, umiliato. Grazie alla mia resilienza peró, sono libero, non ho piú catene, non sono piú complice del sistema. Preferisco lavare piatti in un albergo sperduto nei Mari del Nord e contribuire a questa stolta umanitá nelle tribolazioni economiche, ma essere libero dentro, per quanto questo possa essere possibile in una societá dominata dal fanatismo del potere e dalla generale mediocritá.
Ti abbraccio forte amico mio, augurandoti ed augurandomi, che la terza parte della nostra esistenza, ci riservi la libertá della conoscenza.
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