Il gioco della vita col senno del poi… inizia quando cominci ad invecchiare, quando la percezione di ciò che ti circonda cambia completamente ed il peso degl’anni rallenta la corsa sfrenata della vita. Rifletti sul passato e se già nel turbinio giovanile si era consci ora la consapevolezza diviene brutale realtà del tempo perso che non ti verrà mai restituito, tempo, speso a rincorrere amori errati o meglio speculazioni delle tue proiezioni, ed a non seguire i propri sogni.
Rifletti che sei stato prigioniero e schiavo di ideologie e teologie che t’han segnato profondamente tarpandoti la libertà naturale d’esistere e che, schiavo di meccanismi intellettuali impropri, hai vanificato il senso della tua vita alla ricerca di risposte che nessuno di noi detiene.
Giorno dopo giorno si è combattuto per sopravvivere schiacciati da meccanismi economici e sociali che solo una società barbara come la nostra poteva architettare.
Hai vissuto in questa folle variopinta e variegata umanità incapace di vivere in pace, tranquillità ed equità, un’umanità barbaramente e ferocemente ottusa, individualista egoista ed avida, priva essa stessa d’umanita’.
Timidamente riaffiorano i tuoi puri e semplici pensieri e ti rammarichi di non averli seguiti perché ti sei fatto fare prigioniero dai giochi subdoli della nostra architettura sociale.
Osservi la gente e ti verrebbe voglia di avvisarli del precipizio nel quale son caduti e perpetuamente cadranno, in questo processo interminabile che ha origine dalla nascita stessa dell’umanità, ma desisti poichè ciascuno di noi ha il libero arbitrio del voler essere senziente o dormiente.
Discover more from Distopia delle Masse Gestito da Romano De Leo
Subscribe to get the latest posts sent to your email.