Apprendo ora dell’esistenza di questo CERHER: CENTRO di COMPETENZE INTEGRATE per la PROMOZIONE della RESILIENZA DELLE CITTÀ D’ARTE AI DISASTRI NATURALI IN UMBRIA, TOSCANA, MARCHE.
Se l’italiano non è un’opinione, segue che l’Abruzzo non è annoverato tra le Regioni che hanno città d’arte. Lungi da me paragonare l’Abruzzo alla Toscana, ma in Abruzzo ci sono tante città e borghi che non hanno nulla da invidiare, in fatto di arte, a tante altre località minori di Marche e Umbria, ad esempio.
In Abruzzo c’è L’Aquila (che di sismi, insomma, se ne intende), una vera e propria città d’arte, molto più ricca di tante altre città marchigiane e umbre o toscane.
Certo, noi non abbiamo i Caravaggio, i Gentile da Fabriano, i Lorenzo Lotto e compagnia cantando, ma abbiamo i Saturnino Gatti, i Pompeo Cesura, le ceramiche di Castelli note in tutto il mondo (che col terremoto vanno in pezzi che è una meraviglia), avremmo anche la Visitazione di Raffaello (se qualcuno non l’avesse portata via).
Ma soprattutto…abbiamo i terremoti. L’Aquila sta sopra un sistema di faglie attive e il Gran Sasso non è venuto su con lo Spirito Santo…
Ma L’Abruzzo è troppo sfigato e sconosciuto per essere annoverato tra le Regioni d’arte a rischio calamità naturale.
Col sisma del 24 agosto, il tg manco lo ha nominato l’Abruzzo…
Cari professori, studiatela un po’ di geografia…
L’Abruzzo esiste e ha dignità pari alle altre Regioni, ma come sempre, c’è la serie A e la serie B.
Come sempre, l’Abruzzo è quella terra di nessuno, il triangolo delle Bermuda.
Contavo che dopo il 2009 l’Italia avesse compreso finalmente che esistiamo e dove siamo collocati, invece…Fonte V: Muzii
Il 15 settembre u.s. a Porano, presso la sede dell’istituto CNR-IBAF, si è tenuta la prima riunione del CENTRO di COMPETENZE INTEGRATE per la PROMOZIONE della RESILIENZA DELLE CITTÀ D’ARTE AI DISASTRI NATURALI IN UMBRIA, TOSCANA, MARCHE (CERHER – Centre of Resilience on Heritage).
Il CERHER, presieduto da Antonio Sgamellotti, promuove ed incentiva le seguenti iniziative:
sviluppo di tecnologie innovative per il monitoraggio diagnostico e strutturale dei beni culturali, con valutazione dei rischi dei beni museali e della loro vulnerabilità; creazione di un centro di documentazione “open access” di raccolta e analisi delle pubblicazioni scientifiche sulla resilienza; costituzione di un forum permanente di discussione sulle questioni scientifiche e tecniche ancora irrisolte sui temi della resilienza dei beni culturali, anche a supporto dei decisori politici e amministrativi; educazione e formazione del pubblico, specialmente dei giovani, sul carattere identitario ed insostituibile dei beni culturali
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