Lettera ad una madre innaturale
Guida alla lettura: nella complessitá dei rapporti genitori-figli giocano molteplici fattori socio-ambientali-culturali-economici e nei privati micro-cosmi dei psico-drammi individuali é arduo e periglioso cercar di dipanare le nebbie profonde degl´animi nel tentar di carpire le ragioni razionalmente. Vanno altresí valutate le provenienze generazionali e dei contesti storici familiari, senza tralasciare le singole percezioni e rielaborazioni dei componenti, ma soprattutto le proiezioni dei nostri desideri o rappresentazioni di ció che si avrebbe desiderato fosse in realtá.
Un ginepraio inestricabile dove il venire chiamati a rivestire i ruoli genitore-figlio non vi é un “libretto delle istruzioni”, e, l´impreparazione e le regole imposte dalla nostra architettura sociale fisse nel nostro dna dopo millenni di civilizzazione, snaturano quello che dovrebbe essere un rapporto d´amore per eccellenza, divenendo falliti attori/istruttori di morali uniformanti ed innaturali.
Si potrebbe disquisire e discettare sull´argomento fino alla fine dei tempi, ma resta un solo quesito, piú che un quesito un breve ragionamento, nulla di razionale: ma alla fine, perché sfornate dei figli stile coniglio solo per appagare un non meglio identificato desiderio di maternitá, quando razionalmente é di per se atto evolutivo della specie umana obbediente alla catena alimentare di questo pianeta, assolutamente impreparate a donare amore incondizionatamente alle naturali diversitá biologiche, strutturali, mentali, psicologiche e d´indole dei vostri pargoletti?
Castratevi!
Vedi cara Madre, si son sprecati fiumi d´inchiostro tra noi, e, non ti scrivo come figlio addolorato e/o ferito, ma come uomo con grande cultura generale e conoscenza degl´animi e spiriti umani. Non ti accuso di nulla ne tanto meno ti faccio processi, non serve a nessuno dei due, mi limito esclusivamente, ma non come bambino interiore ferito, ma come adulto consapevole, a renderti noto, che pur mancandomi moltissimo, é naturale fa parte della natura umana, la figura materna, intesa nella sua essenza classica, e la figura paterna, da te sempre negata ad oltranza, nel nostro rapporto conflittuale oltre il limite della ragionevolezza e dei sentimenti umani, ho sempre conosciuto la tua vera e profonda veritá d´essere umano.
Che io l´abbia malcelatamente sopportata nel corso della nostra esistenza va ricercato esclusivamente nelle debolezze umane, anch´io sono uomo e sottostó a queste “leggi” umane, e, tolto quando mi fai proprio uscire dai gangheri, e qui non c´entra nulla psicologicamente la gestione della rabbia, non é mia intenzione insultarti ma bensí consapevolizzarti del fatto che i tuoi comportamenti materni fin dalla mia prima infanzia, sono stati regolamentati da una furia cieca ed ottusa di chirurgica deliberata distruzione ed annientamento della mia persona, l´annicilimento completo della mia indole a favore delle proiezioni dei tuoi meccanismi/dinamismi femminili pseudo-materni piú tendenti al delirio d´onnipotenza.
Non v´é stato mai nel nostro rapporto un momento di “amore” vero ma esclusivamente rapporti basati da te sul ricatto morale ed in seguito sul ricatto economico per poi finire sull´odioso ricatto familiare; insomma ripeto comunque e sempre un rapporto di sub-alternanza feroce, da te protratto ma da me sempre conosciuto e sopportato poiché fondamentalmente é il classico comportamento dei deboli di coloro che non brillano di luce propria di coloro che han bisogno dei loro meccanismi machiavellici mentali spesso gestiti da ideologie femminili distorte e malate, ma come figlio, ho sentito, dal momento che tu hai fatto fin da piccolo terra bruciata attorno a me, la necessitá del contatto materno, in quanto tu unico rappresentante imposto della famiglia. Una voce unilaterale imposta con metodi da violenza psicologica delle piú efferate, tanto che spesso mi domandai quale era per te il vero significato filiare/materno.
In poche parole hai voluto nella tua mente prefigurarti il fatto che io dovessi essere il figlio scemo incapace al fine di far scattare in te meccanismi psicologici di iper-protezione che t´hanno portato a massacrarmi, spesso non comprendendo volutamente, che i tuoi stessi atteggiamenti e trattamenti, erano la causa di molte delle mie adolescenziali lacune e problematiche, che tu hai sempre ben pensato di “correggere” non con l´amore ma infilandomi in strutture di stampo militaresco dove personaggi falliti infierivano psicologicamente.
Negl´anni trascorsi in Monastero ho avuto tanto tempo per riflettere, valutare, soppesare, ogni piccolissimo dettaglio della mia passata esistenza e ne é venuto fuori l´urlo di Munch.
Tu a 80 anni non hai ancora dimostrato un cedimento umano-sentimentale arrocandoti in posizione di arrogante petulante superficiale supponente superioritá pretendendo un rapporto epistolare, basato sulla leggerezza comportamentale dei rapporti inter-personali, senza che tu abbia per lo meno, non dico un esame di coscienza, ma per lo meno chiesto scusa; perdonami, ma cosí vanifica il senso stesso della vita. Addirittura nei tuoi silenzi ragionati in sospensione atemporale non hai risposto ad una mia e-mail di qualche mese fa dove ti proponevo di riabilitare la mia persona agl´occhi della comunitá, dopo che avevi chirurgicamente ammazzato la mia figura umana, professionale e paterna. Sarebbe stato un bellissimo gesto che t´avrebbe alleggerito e liberato da questo tuo peso di violenta e feroce misantropia e mi avrebbe permesso di riacquistare in Italia i miei diritti lavorativi e personali, dato che ovunque vada mi perseguitano le famose relazioni degli Ss e dei Tribunali, ed oramai son bollato come pazzo con la conseguenza d´essere delegittimato e non preso in considerazione.
Non posso continuare a scusarti e perdonarti ai miei occhi ed accettare i tuoi “momenti” di apertura per poi rinchiuderti nelle tue fantasticherie irreali, tutto ha un limite, e tu, questo limite l´hai prevaricato il giorno che, incurante della situazione drammatica che tu avevi causato fagocitando la mia di famiglia, ed incurante completamente non solo dei tuoi nipoti e di tuo figlio, hai ordito uno dei piani piú odiosi e subdoli, fuggendo non solo senza assumerti le responsabilitá, ma lasciandoci in una situazione di degrado da te voluta che neanche l´odio piú profondo verso un altro essere umano avrebbe potuto mai architettare.
Non mi sento assolutamente vittima è andata così, probabilmente deluso dall’aver invano atteso un tuo gesto d’umanità materna, non melodrammatica ma genuina, e talvolta non riesco a perdonarmi di aver immolato la mia famiglia alla tua furia devastatrice.
Tutto qui.
Pace e Bene
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