«Sono un amante fanatico della libertà, la considero l’unica condizione nella quale l’intelligenza, la dignità e la felicità umana possono svilupparsi e crescere. Non la libertà concepita in modo puramente formale, limitata e regolata dallo Stato, un eterno inganno che in realtà non rappresenta altro che il privilegio di alcuni fondato sulla schiavitù degli altri… No, io mi riferisco all’unico tipo di libertà che merita questo nome… la libertà che non conosce le restrizioni se non quelle che vengono determinate dalle leggi della nostra personale natura, che non possono essere considerate vere restrizioni, perché non si tratta di leggi imposte da un legislatore esterno, pari o superiore a noi, ma di leggi immanenti ed inerenti noi stessi, costituenti la base del nostro essere materiale, intellettuale e morale: esse non ci limitano, sono le condizioni reali e naturali della nostra libertà.»
Michail Aleksandrovič Bakunin
Sebbene inapplicabile nella nostra perversa architettura sociale, non vi é alcuna possibilitá interpretativa dell´anarchismo sviluppatosi in seguito negl´ambienti delle sinistre radicali ed autonome Europee, come imposizione e risposta violenta ed armata allo Stato, poiché ció diverrebbe automaticamente lo stesso meccanismo/dinamismo utilizzato dal potere dello Stato al fine di regolamentare le nostre esistenze attraverso kafkiani impianti tecno-burocratici ed il sedare ogni qualsiasi principio di resistenza e ribellione con la repressione finanziaria e militare, atto unicamente a renderci sempre piú inermi e passivi nell´accettazione del subdolo schiavismo moderno.
Vero é che se si volesse costituire una libera ed autogestita popolare societá sociale parallela alla consolidata architettura storica imperialista/capitalista del nuovo-liberismo, non sarebbe in alcun modo permesso, poiché priverebbe il sistema del suo sostentamento e verrebbe repressa nel sangue, quindi l´unica risposta anarchica, potrebbe esclusivamente essere la resistenza e rivoluzione intellettuale passiva.
Ma a quale prezzo? Con quali risultati? Quanti sarebbero disposti a perdere il loro falso materialismo e pseudo tranquillitá sociale per abbracciare la libertá? Quanti sarebbero disposti a perdere l´impianto debitorio neo-liberista che permette un falso status alle masse popolari/proletarie? Quanti sarebbero in grado di comprendere il vero meccanismo del sistema finanziario bancario che opprime i Popoli? Quanti sarebbero disponibili ad iniziare un cammino di consapevolezza liberandosi delle trappole mentali e psicologiche, ivi inclusi i sensi di colpa, che il sistema della nostra architettura sociale c´ha imposto per renderci deboli confuse e scisse prede sottomesse? Quanti scenderebbero nelle piazze a confrontarsi e parlarsi anziché restare chiusi nei loro finti mondi, annegando i propri principi e valori, nelle moderne arene mediatiche?
Anco´oggi all´alba del Terzo Millennio siamo schiavi di noi stessi!
Romano De Leo
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