#cause e #concause della #fallimentarietà #imprenditoriale #Italiana- questione di #sopravvivenza

ho già affrontato particolareggiatamente nelle mie analisi aziendali :
http://romanodeleo.blogspot.it/2011/12/riflessioni-italiane.html
http://romanodeleo.blogspot.it/2011/11/analisi-logisticoorganizzativo-delle_07.html
http://romanodeleo.blogspot.it/2011/11/analisi-logisticoorganizzativo-delle.html
http://romanodeleo.blogspot.it/2011/11/analisi-logisticoorganizzativo-delle_14.html
la difficile situazione socio-ambientale-infrastrutturale, al quale l’imprenditoria Italiana è sottoposta.
Il problema della non competitività delle nostre Pmi, deve essere inoltre ricercato nella cultura generale del nostro Paese, ove la tecnocrazia e burocrazia impedisce alle aziende di snellirsi e rendersi competitive sui mercati internazionali.
A parte poche illuminate aziende di nicchia, le quali godono di buona salute, il resto sono attanagliate da un Istituto Creditizio che vesseggia anziché promuovere, ed una classe politica ferma ai tempi dei Borboni.
Poche aziende seppur dotate di innovativi sistemi tecnologici, li utilizza appieno, vanificando la snellezza aziendale ed il sapersi camaleonticamente adattare just in time alle mutazioni e dinamiche dei mercati.
Purtroppo a tutti livelli esiste ben radicata la sub-cultura baronistica da una parte ed il disinteresse popolare al contributo sociale e professionale dall’altra; queste due situazioni di degrado sociale annichiliscono e soffocano l’impulso dato dalle nuove generazioni, molto più flessibili, sveglie e veloci, anche solo se paragonate alla mia.
Le infrastrutture esistono nel nostro Paese, ma bisogna saperle usare con concetti e metodi visionari; uno dei tanti esempi viene dal fatto che con le nuove tecnologie, diviene praticamente nulla la presenza oggettiva dell’impiegato sul luogo di lavoro.
Viviamo ahimè ancora in un mondo feudale che ci costa diversi punti di Pil e sprechi ingenti di danaro pubblico, altrimenti investibili in progetti futuribili, di fatto già esistenti, quali contribuirebbero alla riconversione delle sinergie professionali ora inutilizzate o peggio ancora disoccupate. Essere laureati in Ingegneria Informatica ed essere costretti in un azienda ad utilizzare il pc come un pallottoliere, è uno dei tanti esempi tristi, che il nostro mondo del lavoro ci continua a propinare, grazie alla cieca ed ottusa mentalità delle baronie.
Il problema ripeto è culturale e riguarda tutti noi nessuno escluso; solo riflettendo sull’intierezza globale del nostro sistema Italia, potremo dare una svolta significativa, in questo momento di crisi; crisi che ricordo è finanziaria e dalla quale dovremo aspettarci un ridimensionamento totale del comparto industriale e, solo chi sarà in grado di gestire la decrescita esponenziale rinnovandosi con tecnologie e mentalità aperte e libere, sopravviverà.
Non ultimo bisogna analizzare il fatto che il cambiamento dell’imprenditoria a favore dello sfruttamento del lavoro utilizzando manodopera composta da migranti, non solo non apporta know-how ma destabilizza un già precario mondo del lavoro


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Published by Romano De Leo

introvert, nonconformist, asocial, solitary, medium-high culture, I hate hypocrisy and bigotry, lover of classical and baroque music. Bach über alles!

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