Chi siamo e da dove veniamo e dove stiamo andando?
che domandone; pensate, a tutt’oggi nessuno, ribadisco nessuno, con assoluta certezza ed al di là di ogni ragionevole dubbio, è riuscito a dare una seppur minima risposta che possa avere un senso compiuto, osservando nell’insieme la nostra civiltà.
Osservando nell’insieme con estrema razionalità e senza farci coinvolgere dai nostri credi ideologici e teologici, la storia ufficiale dedita a dar ragione o torto “secund cunfurma” agl’uni od agl’altri, rappresentandoci dagl’albori della nascita della nostra civiltà ad oggi, frammentarietà e divari non colmati.
Ad esempio non si comprende un salto tecnologico avuto da metà del XIX ad oggi considerando la crescita dall’anno zero della nostra civiltà, ed all’inverso, non si comprende come, se non in rappresentazioni fantasiose, ci si sia evoluti da scimmia ad uomo.
Insomma tutte teorie non supportate da solide basi scientifiche, anzi, la frammentarietà aumenta esponenzialmente, man mano che, la tecnologia a nostra disposizione, valuta attentamente e data i reperti. Dovremmo continuamente riscrivere la storia.
Se osserviamo i comportamenti sociali dell’unica oramai tribù che vive allo stato brado, se ne deduce comparandola con la nostra architettura sociale, che non vi è stata alcuna evoluzione, del rapporto uomo-uomo. Vi è stata una evoluzione si potrebbe affermare, unicamente causata dall’avanzare degli strumenti a nostra disposizione, tanto quanto si potrebbe avanzare l’ipotesi, che la nostra civiltà si unirà vicendevolmente con l’intelligenza artificiale avanzata. Si osservi il comportamento umano con gli smartphone, è oramai divenuta appendice fisica di comunicazione interpersonale.
Si valuti un’altro aspetto, forse più intrigante, ma che non si può escludere : l’umanità vivendo e crescendo in un ambiente ristretto, pianeta terra, si è evoluta sui suoi stessi processi e procedimenti psico-sociali senza, oserei dire, aver avuto contatti esterni, quindi non ha termini di paragone, e tutti gl’aspetti di conoscenza, sono soppesati esclusivamente da un unica fontee di sapere; se stessa!
Se si parte dalle incisioni rupestri e dei cavernicoli ancor prima, razionalmente non possiamo far altro che constatare le rappresentazioni esterne all’uomo spesso provenienti da un non meglio indicato cosmo; incisioni, disegni, schemi, bozze riprese dalle antiche civiltà pre-colombiane al paio con quella Egizia, e precedentemente dalle culture dell’antica area mosopotamica. E via discorrendo.
Le stesse religioni fondano i loro Credi su interventi esterni, probabilmente avendo elaborato e raffinato i culti precedenti, per i quali è evidente un copia ed incolla innegabile.

Insomma si può concludere che data l’immane vastità della complessità esistenziale, noi, stupidi esseri bipedi, non abbiamo, o meglio, non abbiamo più quegli strumenti intellettuale atti a processare un simile disegno e, quei pochi che ci riescono li rinchiudono in psichiatria, poichè la nostra stessa civilizzazione, atta per lo più a soggiogare se stessa, ha lentamente cancellatto il ricordo primario ancestrale.

Ora si può tranquillamente affermare che un disegno universale di tale portata deve avere una matrice, che non è certo frutto della nostra civiltà, ma va ricercata al di fuori della rappresentazione univoca che abbiamo del nostro essere. Una matrice però che è racchiusa in noi, è scritta, nel nostro dna.

Si può fantasticare quanto si vuole ma quella matrice, fa parte di un disegno che si potrebbe definire meglio, come un esperimento sociale avanzato esterno.


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Published by Romano De Leo

introvert, nonconformist, asocial, solitary, medium-high culture, I hate hypocrisy and bigotry, lover of classical and baroque music. Bach über alles!

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