“in cerca di forme di vita intelligente”, scrisse una mia carissima conoscente, ed io risposi:
“Gli umani non sono ne intelligenti ne umani. Credo fermamente che vi siano forme d’intelligenza superiore evoluta, qua e la negl’universi, e che ci evitino, se così non fosse, tutta questa energia di cui e’ composto l’universo e’ semplicemente sprecato per la razza umana”.
Partendo da questo assunto mi pongo una domanda semplice; cosa intendiamo noi per intelligenza, per evoluzione e quali siano i parametri con i quali noi misuriamo queste due forze, talvolta contrapposte.
Noi non abbiamo parametri esterni che possano condizionare il nostro giudizio in paragoni, quindi il nostro stesso parametro è inficiato dalla mancanza di strumenti rilevanti.
Ora come possiamo definirci evoluti o quanto meno di aver raggiunto intelligenza se, all’alba del terzo millennio, la nostra società è basata su di un’architettura sociale, che ne regola qualsiasi aspetto anche nella vita intima privata di ogni individuo, e che, da quanto si ha conoscenza della nostra storia e scala evolutiva, mai siano cambiate.
Un’architettura sociale immutata che produce miseria intellettuale e materiale; guerre, rivoluzioni, carestie, persecuzioni, transumanze umane, povertà, malattie non guarite sebbene si conoscano da millenni (cancro, diabete,malattie mentali, etc), disparità economiche con divari immensi, prepotenze, indifferenza gl’uni verso gl’altri, e via discorrendo.
Quindi se ne deduce che la nostra cosidetta civilizzazione attraverso quello che noi ci rappresentiamo come collanti umani ideologici, religiosi, politici e sociali, ci abbiano preservato dalle nostre stesse barbarie ed indole barbaricamente selvaggia.
No, mi dispiace, basta che si osservi fuori dalla finestra, per vedere un’umanità dedita allo sciacallaggio di se stessa, un’umanità, che non è cambiata e non cambierà mai. Anzi, tutt’altro, di questo passo, ci autodistruggeremo in tutti i sensi con buona pace dell’intelligenza evolutiva.
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