Dal Pensiero Barbaro al Concetto d’Infinito attraverso il Logos

Dal Pensiero Barbaro al Concetto d’Infinito attraverso il Logos

Il nostro scibile si basa esclusivamente su congetture, intuizioni ed illuminazioni di filosofi e pensatori, alle quali un filosofo diede direttive e le scisse in discipline; quindi il nostro scibile si basa sul pensiero, persino quasi esclusivamente a sfondo matematico.
Mentre l’umanità è progredita nella materialità, spiritualmente non ha avuto evoluzione, poiché ha relegato il problema dell’essenza dell’anima, al sistematico mistero della fede delle varie teologie e dottrine. Le stessa religioni non forniscono in alcun modo una spiegazione “razionale” del perché esistiamo e dell’universalità, lasciando un vuoto incolmabile.
Usando una scala approssimativa e concisa abbiamo il pensiero della mente, il quale assurge più o meno direttamente al Logos, dopo di che abbiamo il nulla. Quel nulla ove campeggia Dio.
Dio è un confine all’infinito, ma oltre cosa c’è? In un contesto cosmico ove tutto si spande in modo circolare, solo il nostro pensiero mentale, immaginando l’infinito, prende una direttiva frontale ed unica; come possiamo limitare al nulla, oltre al Logos, un Dio?
Esattamente come i primi uomini incidevano ciò che colpiva loro sulla pietra, noi non siamo molto lontani da ciò, abbiamo solo affinato le tecniche, giacché il nostro scibile si base sulla sedimentazione millenaria emozionale individuale e soggezione di gruppo.
La nostra mente non è “progettata” per assimilare l’idea d’infinito, essa si perde. Più che domandarmi in che direzione s’espande il nulla, in quali spazi temporali esso si divida, in quali realtà parallele s’affianchi, in quali big bang esso nasca, mi chiedo ove sia la madre del tutto. Mi piacerebbe domandargli come ha potuto partorire un sistema superiore ed insieme affiancargli un essere inferiore come il nostro, incapace totalmente della benché minima idea di rappresentarsi consapevolmente a se il concetto d’infinito, e cosa ancor peggiore di non aver la più pallida idea del tutto.
Se penso all’evoluzione umana come un costrutto anima dopo anima nel tempo allo scopo d’arrivare alla conoscenza ultima, siamo ben lontani, non abbiamo ancora superato lo scoglio della legge dell’oblio, ed in più ci limitiamo in ogni senso alla libera conoscenza. Che sia forse, che il costrutto sia, che il nostro essere primario tramite il sovraffollamento terrestre s’espanda nell’universo ove apprenderà qualche mistero?
Come può fare un essere primario a venire a conoscenza del nulla, attraverso esclusivamente al progresso tecnologico, quando non è in grado di “viaggiare” dentro se?
Non posso pensare, mi è disgustoso, che la mia vita e la vita di qualsiasi essere umano, sia un mero step della catena alimentare. Eppure un’umanità così barbara e primaria, dovrà prima o poi comprendere che se non affianca ed interiorizza al progresso tecnologico l’evoluzione spirituale, non ha alcuna chance. Mi domando spesso come può essere sopravissuta a se stessa fino ad ora.

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Published by Romano De Leo

introvert, nonconformist, asocial, solitary, medium-high culture, I hate hypocrisy and bigotry, lover of classical and baroque music. Bach über alles!

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