Ducati e la Produzione Italiana ed il Popolo dei Ganassa!
Un altro pezzo di prestigio viene messo in svendita e gestito da capaci mani manageriali straniere.
Si premette che sono un Ducatista sfegato!
Se ne deduce quindi che, data la costante moria delle nostre aziende d’eccellenza, la preparazione dei nostri arroganti manager è inesistente, che la nostra cultura industriale è solo basata su idee fantasiose, che i nostri Governi non proteggono il nostro patrimonio industriale.
Penosamente siamo vissuti nel credo dell’autoconvincimento di essere una potenza industriale, dagl’anni 50 ad oggi, grazie a classi politiche e dirigenziali di infimo livello, le quali hanno alimentato pseudo-leggende nell’immaginario collettivo Popolare Italiano, facendoci credere di essere i migliori e di eccellere in tutti i campi.
Alla lunga la verità viene sempre a galla e cioè, che siamo un Popolo di “ganassa” e di bassissima cultura generale ed industriale, ingabbiato da pompose baronie, frutto di un’alfabetizzazione generale inesistente. Siamo il Terzo Mondo Europeo!
Altre realtà ed altre Nazioni, dagl’anni 50 ad oggi, sono prosperate lavorando sodo ed in silenzio ed ora, grazie all’alto tasso di alfabetizzazione generale ed industriale, si possono pure permettere, d’infilare al loro occhiello, le nostre eccellenze.
Meditiamo e riflettiamo!
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purtroppo la situazione italica e' determinata anche dal tasso di interesse che le banche applicano ai cosi' detti PIANI INDUSTRIALI,sempre che esistano,non si puo' competere con quanto applicano in germania(esempio)e tantomenno con la tassazione estera,dove per accentuare il parallelo,da noi si chiede il MODICO 92%(mi sembra)di anticipo tasse,sulla base del fatturato dell'anno precedente(in una recessione come l'attuale figuriamoci)senza ancora aver incassato tali danari,cioe' la aziende sono di fatto dei bancomat al servizio dello stato mentre le aziende estere che investono in italia,hanno delle agevolazioni che le nostrte se le scordano,senza dimenticare che ad oggi e' piu' conveniente RISCHIARE in borsa che affannarsi a fare utili REALI e non sono certo gli stipendi NETTI delle maestranze il problema,non parliamo poi di quelle imprese che forniscono beni o servizi allo stato,che SE paga,lo fa con un comodo 180 g.MINIMO di ritardo,infatti codeste,FALLISCONO,quindi se non si vuole rischiare o si chiude per tempon o si vende o si delocalizza all'estero.questa mi sembra la situazione attuale,qualsiasi amorevole tifo per il prodotto italiano,crolla di fronte a questi dati disarmanti!posto un eclatante ma credo non isolato esempio di che fine fanno gli eroici imprenditori che NON vogliono mollare il cerino:http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/02/%E2%80%9Cgrazie-equitalia-lazienda-record-sullorlo-fallimento%E2%80%9D/188571/
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