Secondo me anche l’India ci ha sorpassato nonostante le sue caste e i paria!

http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/articoli/ContentItem-a7f6d767-76e6-4c0b-acd5-af93a16fc1ea.html

L’indicazione contenuta nel primo rapporto sul meccanismo d’allerta di Bruxelles per la prevenzione degli squilibri macro-economici. Confcommercio: un terzo delle imprese in crisi, forti difficoltà a ottenere il credito.

L'Italia maglia nera in Europa per squilibri macroeconomici

Industria
BRUXELLES – L’Italia fa parte del gruppo di Paesi Ue che presentano i maggiori squilibri macro-economici, cioè ha area fortemente sviluppate o industrializzate (come il centro nord) e aree con un basso di attività economica e squilibri di reddito tra la popolazione. E’ questa, secondo un’anticipazione dell’agenzia Ansa, l’indicazione contenuta nel primo rapporto sul meccanismo d’allerta messo in piedi da Bruxelles, relazione che verrà resa nota martedì.

IL RAPPORTO. Secondo l’analisi compiuta dai servizi della Commissione europea, i due principali fattori a pesare negativamente sulla situazione italiana sono l’elevato livello del debito pubblico (anche se Bruxelles riconosce che il livello del debito privato e’ relativamente contenuto) e la progressiva perdita di competitività, registrata a partire dalla metà degli anni ’90. Una dinamica, quest’ultima, su cui hanno pesato il calo della produttività e l’andamento del costo del lavoro per unità di prodotto. La relazione sarà presentata martedì prossimo dal commissario per gli affari economici e monetari Olli Rehn a Strasburgo, nella sede del Parlamento europeo, proprio alla vigilia del previsto intervento in aula del presidente del Consiglio Mario Monti.

GLI ALTRI PAESI. Insieme all’Italia, nel gruppo dei Paesi ‘messi peggio’, figurano la Spagna, Cipro e l’Ungheria. Per tutti, l’indicazione di Bruxelles è la stessa: intervenire per correggere gli squilibri accumulati sia sul lato interno che su quello esterno riducendo l’elevato livello del’indebitamento e recuperando competitività al fine di migliorare la crescita.

CONFCOMMERCIO: IMPRESE IN CRISI PER IL CREDITO. E nello stesso giorno in cui si anticipa il rapporto della Commissione Ue, arriva l’allarme sul “credit crunch” (la stretta al credito) per le imprese. La domanda/offerta ha fatto registrare al termine del 2011 la peggiore dinamica mai rilevata prima dall’Osservatorio credito Confcommercio, con una “preoccupante” contrazione della percentuale di imprese che ottengono credito da parte delle banche. “Desta un qualche genere di allarme”, scrive Confcommercio, “il fatto che la percentuale delle imprese del terziario alle quali le banche hanno negato il credito o lo hanno  concesso in misura inferiore rispetto alla richiesta è simile alla percentuale delle imprese alle quali il credito è stata concesso”.

domenica, 12 febbraio 2012


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Published by Romano De Leo

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