Nelle notti trascorse sveglio, auscultando il mio respiro che mancava per le inesorabili crisi asmatiche, cominciavo lentamente a conoscermi dentro; sentivo il mio cuore battere veloce, la mia mente reagiva cercando con tutte le forse di monitorare e cercare di porre rimedio alla situazione. Lentamente cominciavo ad avere il controllo anche sul mio handicap. Assorbiva talmente le mie energie da rendermi spossato alla mia vittoria finale; il ristabilire l’efficienza respiratoria.
Questo intimo rapporto con me stesso fu l’inizio del mio tutto. Nei primi tempi notturni ascoltavo la radio, preferibilmente andavo alla ricerca di suoni lontani, zappando le frequenze più impensabili, e proiettavo la mia anima nella navigazione di quelle onde misericordiose.
Che intimità sublime.
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