Mi resi conto che tutto ciò che avevo appreso nei precedenti rapporti, che tanto mi fecero crescere, nonostante la mia presunzione di essere diventato paziente e forte nell’accettare le diversità, nulla potevo contro l’irretimento della mia anima. Avevo tanto a cianciare d’amore, ma caddi come un “coglione”, alla prima stilettata inferta al mio bambino interiore, il mio psico-dramma accese i potenti motori dell’inconscio e la mia struttura egoica, venne immediatamente a difendere a spada tratta, questo povero bambino interiore che soffre continuamente, essendo diventato ipersensibile al dolore. Tanto ipersensibile, d’essere diventato talmente egoisticamente combattente, da dimenticare la vera ragione dell’esistenza; l’amore. Tanto da sacrificare, il frutto del nostro amore, all’imbecillità dei psico-drammi personali
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