dei rapporti interpersonali, dei metri di giudizio e dei comportamenti
sebbene l`analisi richiederebbe di considerare inoltre aspetti culturali personali ideologici/teologici, lo storico familiare, la provenienza geografica al fine di considerare le fisime del tal popolo o dell`altro a seconda della struttura e provenienza geo-storica-ambientale, eventuali patologie psicologiche e/o psichiatriche, gl`ambienti principali e micro-ambienti sociali vissuti, i plagi/credenze con i quali si è cresciuti e via discorrendo, credo si possa procedere sinteticamente come segue:
Premessa a che servono queste analisi, delle quali per altro ho già più `che abbondantemente scritto, insieme a tanti altri sociologi, psicologi, etc, certamente più qualificati del sottoscritto?
Semplice, a cercare di trovare degl`equilibri nei nostri rapporti inter-personali, nettamente più puri possibili e tollerabili.
Il primo grande errore che si commette in un rapporto di qualsiasi ordine e grado è il rappresentare il proprio psico-dramma investendo il nostro partner di riferimento, sciorinando di ogni, investendolo. Si dovrebbe trasformare ciò in un narrativo a puntate col dovuto pathos al fine di non creare, spesso subdole leve della sfera affettiva e creare di fatto un immagine reciproca plumbea che offusca l`essenza della propria persona.
Il secondo grande errore è il proiettare le proprie aspettative di qualsiasi ordine e grado al partner di riferimento, costruendo attorno a lui una nostra propria immagine, di fatto cancellando, le proprietà intrinseche e peculiari del nostro partner. Scevri dai plagi psico-sociali-familiari, bisognerebbe accettare consapevolmente l`integrità del nostro partner, eviterebbe risvegli amari, per i quali l`unica vera colpa è nostra.
Non possiamo vedere in una donna la principessa ed in un uomo il principe in una realtà nostra parallela, quando la concretezza della realtà ha di fronte persone di fatto esponenzialmente e diametralmente opposte.
Non siamo Dio per cambiare le persone a nostra immagine e somiglianza e per soddisfare i nostri bisogni interiori ed esteriori, oltre al fatto che s`annulla la personalità del nostro partner.
Il terzo grande errore consiste nell`appioppare un giudizio sintetico e frettoloso del partner, senza pero` aver prima soppesato attentamente i contesti nei quali s`interagisce siano essi personali, ambientali, familiari, professionali, temporanei.
Non sempre causa-effetto è un sistema di giudizio perfetto, è lacunoso e spesso porta a prendere megagalattici abbagli.
Il quarto grande errore è il non riconoscere consapevolmente la nostra mentalità e le sue origini, e non aver consapevolezza della portata del nostro Giudice Interiore che censura a destra ed a manca, e la portata del nostro Bambino Interiore, vanifica completamente la capacità e metro di giudizio.
In buona sostanza se non conosciamo noi stessi fin nei remoti angoli bui del nostro essere, non saremo mai in grado di conoscere il nostro partner.
Il quinto grande errore è il credere che l`empatia, l`enfasi, la sospensione atemporale e l`intesa creatasi nei primi incontri possa essere preludio di un rapporto sano e duraturo.
I nostri corpi obbediscono a leggi chimiche ben precise che pescano nei nostri dna ancestrali, seguendo precisi scanning di ricerca riproduttivi, da noi letti come danza del corteggiamento.
Il sesto grande errore e forse anche il più grave è il non pensare ad un rapporto come ad uno stimolo di continua evoluzione intima personale all`interno della coppia, ed a ritenere che sia il partner a dover sostenere l`incarico di “guarirci” dai nostri problemi e conflitti interiori.
Il giusto equilibrio tra psiche, eros, anima, logos, ratio è la “medicina”!
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